martedì 30 giugno 2009

L'arte di chiedere scusa

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L'arte di chiedere scusa


Non tutti sono capaci di chiedere scusa quando sbagliano: ma quasi sempre, è il modo migliore per mettere fine a un conflitto.

Se i litigi sono tanto naturali quanto comuni in ogni relazione umana, che sia di natura amorosa, di amicizia, parentale, meno naturale e meno ovvio è il momento delle scuse: eppure, ogni conflitto si può dire chiuso solo quando chi ha sbagliato dimostra vero pentimento, e soprattutto lo sa ammettere. Pensateci: quante volte capita che un dettaglio, un piccolo errore di percorso (e capita spesso tra fidanzati) si trasformi da un nonnulla ad una grande, enorme, questione di principio? Quante volte ci fa arrabbiare da morire non tanto il fatto in sé, quanto l'incapacità dell'altro di riconoscere l'errore e chiedere scusa? Spesso ci si intestardisce, ci si impunta solo perché si esige un 'mi dispiace', e sembra che costi così poco da non capire perché non riusciamo ad ottenerelo! E invece no, per alcuni è davvero difficilissimo ammettere un errore!

Se parliamo di conflitti e perdono, possiamo raggruppare tre tipi di persone: quelli che riconoscono i propri sbagli, quelli che non vedono mai il proprio errore a meno ché non gli venga schiaffato in faccia, e quelli che, pur sapendo di essere in torto, non riescono a chiedere scusa.

Il fatto è che scusarsi viene interpretato troppo sovente come un atto di sottomissione, di debolezza. Si teme di dimostrarsi subordinati, e quindi si continua per la propria strada, veloci come un treno, pur di non cedere all'umiliazione di aver torto. Ma in realtà, è l'esatto contrario! La capacità di auto-analizzarsi, di riconoscere i propri sbagli, e infine di saper chiedere perdono alla persona offesa è un atto di grandissima maturità!
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lunedì 29 giugno 2009

Addio a Farrah Fawcett



Addio a Farrah Fawcett

di Gaia Manzini

Farrah Fawcett se n’è andata per sempre , a sessantadue anni. Per una strana beffa del destino l’angelo della nota serie televisiva, si è spenta a Los Angeles, nell’ospedale dove era ricoverata.

Erano anni che lottava contro il cancro al colon: lo aveva raccontato in un documentario dal titolo “Farrah’s story”. Eppure nelle ultime settimane le sue condizioni erano peggiorate, fino a precipitare in modo irreversibile. Nonostante questo, nonostante gli amici si fossero avvicendati per un ultimo saluto, nonostante la presenza di un sacerdote pronto a dare l’estrema unzione,
aveva ugualmente deciso di sposare il compagno di una vita, Ryan O’Neil, lì con lei sempre, a vegliarla giorno e notte per quindici giorni. E’ commovente come la vita segua da vicino il copione del famoso Love story, di cui O’Neil è stato protagonista negli anni Settanta. Ancor più commovente che una donna sul punto di morte, risponda con un atto vitale. Con qualcosa come una promessa di matrimonio che parla di vita: una vita, tutta, da passare insieme.

Ci sono notizie che travalicano i fatti di cui parlano. Eventi che fanno da eco a qualcosa che si agita al buio, dentro ciascuno di noi.
E’ difficile parlare della morte.
Più facile affidarsi alle mediazioni dell’arte: a commoventi film sull’eutanasia come Le invasioni barbariche, alle ipotesi irreali ma consolatorie di libri come Le intermittenze della morte di Saramago, oppure sentirne la portata tragica tra le righe dei più grandi: da Dostoevskji a Faulkner, da Beckett e Bellow, passando per Céline… potrei continuare, ma l’elenco sarebbe fin troppo lungo.
Nella vita, quella vera, quella di ogni giorno, della morte non si parla mai. La si schiva. La si scansa con un gesto, un rapido sali e scendi della glottide, una sospensione della frase. Si trovano le perifrasi più delicate per accennarvi, prima di passare ad altro: quando non ci sarò più, quando sarò andato, quando non darò più notizie…

La morte sta tra le lancette degli orologi, nelle pause. E’ il grande sottinteso di ogni discorso, di ogni paura, di ogni progetto futuro. E’ quella cosa che non c’è, pur essendoci sempre.
Accompagnare qualcuno fino all’ultimo addio. Capita a tutti prima o poi. Tempo fa ho seguito le fasi finali della vita di mia nonna. Andavo in ospedale, mi sedevo e le tenevo la mano. Era come se camminassimo insieme, ma in quei passi ideali mi sentivo incerta anch’io. Anzi, molto più di lei che aspettava silenziosa. Che sapeva.
Negli ultimi mesi s’è parlato molto di termine ultimo. Chi non ricorda il viso di Eluana? Chi non si è chiesto cosa avrebbe fatto al posto di papà Beppino? Chi non si è posto il problema di un proprio testamento biologico?

La morte, sia che si tratti di liberazione dalle sofferenze d’una malattia incurabile, sia che arrivi invece in modo naturale, chiede sempre di prendere posizione. Ma lo chiede alla vita. Lo chiede a chi rimane.
E’ strano come sedendosi di fianco al letto di una persona amata che sta per andare, per attimi che possono durare giorni, si è uguali, appaiati e uniti davanti a qualcosa che è impossibile immaginare. Uniti su un uscio. Una soglia dove è la vita a diventare più grande di quella che è. Perché tiene aperte tutte le possibilità, anche quelle impensabili. Anche se con passo incerto, la vita risponde alla morte con tutta la sua grandezza. Col suo essere aperta. E’ l’unica cosa che può fare: si decide di sposarsi in punto di morte; a una ragazzina di dieci anni, come la piccola Colby Curtin, viene concesso di vedere, in anteprima mondiale, l’ultimo film della Pixar, Up; a una nonna che chiede insistentemente di sua mamma, quella che vede sul soffitto a farle gesti, a chiamarla a sé, si fa finta di sentirne la voce e si inventa lì per lì, con le lacrime agli occhi, un dialogo d’affetto e d’attesa di cui non si sa niente.

Lisbona è città piena di miradouros: luoghi dove sedersi a guardare l’orizzonte. C’è tutta una tradizione lusitana sull’arte quotidiana di far disperdere lo sguardo. Un detto portoghese parla del “vedere le navi dal Belvedere di Santa Catarina”: cioè, dare un’occhiata all’esilio prossimo.
E se si è compagni di un ultimo viaggio, si condivide questa visione piena di sgomento, che s’affaccia su qualcosa d’inconcepibile per entrambi. Infinito. Leopardi lo sapeva bene.
Però, in quell’attimo si è uguali. Chi va uguale a chi resta: con la coscienza di essere assorbiti in un flusso unico.
Un po’ come nella pièce teatrale sul grande matematico indiano Ramanujan, che ho visto mesi fa al Piccolo: siamo desappering number, numeri che scompaiono susseguendosi senza tregua dentro una sequenza infinita e bellissima, giacché il tempo e lo spazio sono continui, non conoscono interruzioni se non quelle che gli diamo noi per convenzione. Gli indiani lo sanno bene, visto “ieri” e “domani” corrispondono ad uno stesso termine: kal. La vita è ripetizione, la morte anche. Il confine, il momento dialettico, è l’oggi.

In quel momento di congiunzione, la morte diventa tutto quello che la vita può fare per illuminarla, anche solo per un attimo.
Un infinito che risponde a un altro infinito. Chi va uguale a chi resta.
Non so dire cosa sia meglio fare per accompagnare qualcuno fino al saluto definitivo, ma so cosa vorrei io: che mi si proponessero viaggi intorno al mondo, che potessi vedere tutti i film di una vita in un solo momento, che venissero tutti gli amici a fare festa… Tutte le porte aperte, insieme, in sincrono perfetto. Direi di sì a tutto.
Di una bella raccolta di qualche anno fa, dal titolo significativo Racconti di un giorno che sai, ne ricordo uno in particolare: L’airone. Il resoconto di “un’esperienza sul campo” fatta da Doriano Novi, medico generico. Si descrive l’ultimo attimo della vita come nistagmo: parola usata in medicina per indicare il disperato tentativo di chi, preso da vertigini, cerca con gli occhi il senso dello spazio. Con la coscienza di un volo lì lì da spiccare, le pupille vibrano all’impazzata prima di volgersi altrove per sempre e la voce implora “Tenetemi, tenetemi”.

Quest’immagine mi è rimasta in testa per tanto tempo. Mi sono chiesta spesso cosa significasse. Direi di sì a tutto, perché la vita, quella degli altri, in quel breve e vasto attimo si mette in moto limpida, a tutta velocità. E perché lì vieni fuori per quello che sei, sei sempre stato e te ne sei dimenticato. E’ bello che gli altri te ne diano la possibilità. E il “tenetemi, tenetemi”, non è un vano tentativo di non spiccare il volo, ma la volontà di rimanere dentro quelli che restano. Ancora per un po’, come (dis)appearing number.


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MUNDIMAGO


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giovedì 25 giugno 2009

ricchezza vera




ricchezza vera

Denaro, apparecchi, armi: ecco cosa dà agli esseri umani la
convinzione di essere ricchi e potenti; e in effetti lo sono,
fino a che quei mezzi restano a loro disposizione; se però li
perdono, si ritrovano talmente deboli, miseri, vulnerabili! Sì,
perché tutti quei mezzi non appartenevano a loro.
La differenza tra uno spiritualista e un uomo ordinario sta nel
fatto che al primo, ricchezze e armi appartengono veramente.
Anche se gli accade di perdere tutti i suoi beni materiali, egli
si sente sempre luminoso, potente e nella pienezza, perché le
ricchezze, gli apparecchi e le armi sono dentro di lui. Tutti
coloro che dispongono unicamente di beni esteriori, in realtà
non possiedono nulla, poiché ciò che è esterno a noi non ci
appartiene. Costoro somigliano a quel generale che viene
salutato durante la parata per via delle sue decorazioni; ma se
lo s'incontra in piscina, così gracile e mingherlino, può
accadere persino di urtarlo perché non lo si riconosce! Solo lo
spiritualista conserva il suo potere e le sue ricchezze, poiché
avendo lavorato sulle sue possibilità interiori, le porta
ovunque con sé.

Omraam Mikhaël Aïvanhov
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martedì 23 giugno 2009

Amante in Internet: marito chiede il divorzio




Amante in Internet: marito chiede il divorzio

Un medico di Pavia scopre che la moglie lo tradisce in rete e chiede il divorzio




L'amore non è bello, se non è online: si potrebbe così reiterpretare il famoso proverbio "L'amore non è bello se non è litigarello"


E' il caso di una storia che arriva direttamente da Pavia e che ha coinvolto un medico rinomato della città. Il dottore, recandosi a casa, si è collegato alla rete, tramite il pc di casa. Tra un sito e l'altro, durante la navigazione inizia a frugare nelle cartelle del computer.

Da qui la scoperta shock: nelle cartelle aperte dal dottore, c'erano foto della moglie che la ritraevano in pose erotiche e compromettenti, che lasciavano poco spazio all'immaginazione.
Ma non è tutto: oltre le foto, l'uomo ha trovato messaggi registrati, appartenenti ad alcune sessioni di chat, che la moglie aveva avuto con il suo amante virtuale. Il medico, ferito nell'orgoglio, si è subito rivolto al giudice per avviare le pratiche di divorzio, spiegando al giudice che le sue motivazioni erano valide.


La moglie, seppur virtualmente, l'aveva tradito e per questo non poteva continuare la loro relazione, facendo finta di nulla.

La pratica del Cybersex sembra diffondersi sempre di più: non importa più incontrarsi dal vivo, ma piacersi guardandosi semplicemente dal freddo schermo del computer.

Internet è davvero la nuova frontiera del tradimento?

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Angel Alberto Montoya



Tu pie



Nardo y rosa, tu pie guarda una clave
de voluptuosidad que me estremece,
cuando en la alfombra silenciosa y suave,
bajo tu bata, al caminar, florece.
Si en las manos lo tomo, me parece,
transido al roce de mi tacto, un ave
que al sentirse cautiva, desfallece:
tan pequeño es que entre mi mano cabe.
Ni en la húmeda curva de tu labio,
ni en tu seno rotundo, ni en el sabio
giro sensual mi esclavitud persiste.
Ese pie, nardo y rosa, diminuto,
en el espasmo breve de un minuto
tornó mi beso eternamente triste.




Alberto Ángel Montoya

Traduzione: Spagnolo » Italiano

I vostri piedi



Nardo e rosa, il piede è un elemento chiave
I fremito di gioia,
silenziosa quando il tappeto e morbido,
sotto il tuo cappotto, a piedi, fiorisce.
Se prendo le mani, a mio avviso,
negoziati a strofinare il mio tocco, un uccello
ritengono che la cattività vacillare:
è così piccolo che è la mia mano.
Né la curva bagnata del tuo labbro,
o il tuo cuore forte, né saggio
sua volta la mia schiavitù sensuale persiste.
Questo piedi, spikenard e rosa, piccola,
in un breve spasmo minuti
il mio bacio è diventato eternamente triste.




Angel Alberto Montoya

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lunedì 22 giugno 2009

STASERA




STASERA

La notte silenziosa ha dipinto la tua silhouette
sul tappeto di stelle che mi copre
una volta di più la realtà è miserabile
con gli amanti che sono lontani.
Mi manca un corpo
di cui solo ricordo di averlo tenuto dentro
e soffro tachicardie con l’arrivo del postino
a volte mi uccide la follia di desiderarlo tanto
e vorrei non avere tra le labbra
questa urgenza di baci che ho adesso.
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Love is not ,,,



"Love is not a thing to understand.
Love is not a thing to feel.
Love is not a thing to give and receive.
Love is a thing only to become
And eternally be. ."

Traduzione: Inglese » Italiano

Chinmoy "L'amore non è una cosa da capire.
Amore non è una cosa da sentire.
Amore non è una cosa da dare e ricevere.
L'amore è una cosa solo per diventare
E di essere eternamente. ".

Chinmoy
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MI PADRE

MI PADRE



Yo tengo en el hogar un soberano
único a quien venera el alma mía;
es su corona de cabello cano,
la honra es su ley y la virtud su guía.

En lentas horas de miseria y duelo,
lleno de firme y varonil constancia,
guarda la fe con que me habló del cielo
en las horas primeras de mi infancia.

La amarga proscripción y la tristeza
en su alma abrieron incurable herida;
es un anciano, y lleva en su cabeza
el polvo del camino de la vida.

Ve del mundo las fieras tempestades,
de la suerte las horas desgraciadas,
y pasa, como Cristo el Tiberíades,
de pie sobre las horas encrespadas.

Seca su llanto, calla sus dolores,
y sólo en el deber sus ojos fijos,
recoge espinas y derrama flores
sobre la senda que trazó a sus hijos.

Me ha dicho: «A quien es bueno, la amargura
jamás en llanto sus mejillas moja:
en el mundo la flor de la ventura
al más ligero soplo se deshoja.

»Haz el bien sin temer el sacrificio,
el hombre ha de luchar sereno y fuerte,
y halla quien odia la maldad y el vicio
un tálamo de rosas en la muerte.

»Si eres pobre, confórmate y sé bueno;
si eres rico, protege al desgraciado,
y lo mismo en tu hogar que en el ajeno
guarda tu honor para vivir honrado.

»Ama la libertad, libre es el hombre
y su juez más severo es la conciencia;
tanto como tu honor guarda tu nombre,
pues mi nombre y mi honor forman tu herencia.»

Este código augusto, en mi alma pudo,
desde que lo escuché quedar grabado;
en todas las tormentas fue mi escudo,
de todas las borrascas me ha salvado.

Mi padre tiene en su mirar sereno
reflejo fiel de su conciencia honrada;
¡Cuánto consejo cariñoso y bueno
sorprendo en el fulgor de su mirada!

La nobleza del alma es su nobleza,
la gloria del deber forma su gloria;
es pobre, pero encierra su pobreza
la página más grande de su historia.

Siendo el culto de mi alma su cariño,
la suerte quiso que al honrar su nombre,
fuera el amor que me inspiró de niño
la más sagrada inspiración del hombre.

Quisiera el cielo que el canto que me inspira
siempre sus ojos con amor lo vean,
y de todos los versos de mi lira
estos dignos de su nombre sean.



Juan de Dios Peza MIO PADRE



Ho a casa un sovrano
uno che adora la mia anima;
è la corona di capelli grigi,
onore è la legge e sotto la sua guida.

In lenta ora di miseria e di dolore,
pieno di una forte e virile costanza,
conserva la fede con cui ho parlato del cielo
nelle prime ore della mia infanzia.

Divieto e l'amara tristezza
aperto nella sua anima ferita incurabile;
è un vecchio uomo, e porta in testa
polvere di strada della vita.

Se vuoi feroci tempeste del mondo,
la sorte dei miserabili ore,
e passa, come Cristo Tiberiade
in piedi sul creped ore.

A secco le tue lacrime, il dolore in silenzio,
e solo il suo sguardo fisso dovere,
raccolti e spine capannone fiori
sulla strada tracciata per i loro figli.

Egli ha detto: "Chi è buono, l'amarezza
mai in lacrime la sua guance bagnate:
Nel mondo il primo di Ventura
il minimo è stato defoliated mormorio.

"Non temere la buona macellazione
l'uomo ha per la lotta contro l'sereno e forte,
e chi odia il male e il vice
talamo di rose in una morte.

"Se sei povero, e so bene confórmate;
se sei ricco, proteggere l'infelice,
e così come a casa lo straniero
salvare il tuo onore per vivere dignitosamente.

"Ama la libertà, la libertà è l'uomo
giudice e la sua coscienza è più severe;
salvare quanto onore è il tuo nome,
perché il mio nome e il mio onore è la tua eredità ".

Questo codice di Augusto, la mia anima è stata,
Ho sentito di essere registrati;
in tutte le tempeste è stato il mio scudo,
di tutte le tempeste sono state salvate.

Mio padre sta esaminando la sua serena
accurata riflessione onesta della sua coscienza;
Quanto amore e di buoni consigli
stupiti alla brillantezza dei suoi occhi!

La nobiltà della sua anima è nobile,
la gloria del dazio così la sua gloria;
è scarsa, ma svolge la sua povertà
Pagina principale della sua storia.

Come il culto della mia anima il tuo amore,
fortuna che avrebbe per onorare il suo nome,
è l'amore che mi hanno ispirato, come un bambino
il più sacro di ispirazione umana.

Voglio che il cielo per la canzone che mi ispira
Sempre amore i tuoi occhi per vedere,
e tutti i versi del mio lire
queste sono degne del suo nome.



Juan de Dios Peza

giovedì 18 giugno 2009

ricorda i nostri sogni



ricorda i nostri sogni
e l'incanto di un mondo fantastico, irreale, ma tanto desiderato.
Sognare, dormire.... forse nel nostro inconscio, nella realtà di tutti giorni, ci piace ogni tanto fare voli pindarici e vederci su uno spicchio di luna nascente, dove la favola senza fine ha in quell'attimo un dolce inizio.....
Un forte abbraccio, un sorriso ed un caro arrivederci a presto.

Marisa
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VALORE



VALORE


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .

Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare .

Molti di questi valori non ho conosciuto.

(Erri de Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi, 2002)

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mercoledì 17 giugno 2009

LAS MANOS



 LAS MANOS


Dos especies de manos se enfrentan en la vida,
brotan del corazón, irrumpen por los brazos,
saltan, y desembocan sobre la luz herida
a golpes, a zarpazos.

La mano es la herramienta del alma, su mensaje,
y el cuerpo tiene en ella su rama combatiente.
Alzad, moved las manos en un gran oleaje,
hombres de mi simiente.

Ante la aurora veo surgir las manos puras
de los trabajadores terrestres y marinos,
como una primavera de alegres dentaduras,
de dedos matutinos.

Endurecidamente pobladas de sudores,
retumbantes las venas desde las uñas rotas,
constelan los espacios de andamios y clamores,
relámpagos y gotas.

Conducen herrerías, azadas y telares,
muerden metales, montes, raptan hachas, encinas,
y construyen, si quieren, hasta en los mismos mares
fábricas, pueblos, minas.

Estas sonoras manos oscuras y lucientes
las reviste una piel de invencible corteza,
y son inagotables y generosas fuentes
de vida y de riqueza.

Como si con los astros el polvo peleara,
como si los planetas lucharan con gusanos,
la especie de las manos trabajadora y clara
lucha con otras manos.

Feroces y reunidas en un bando sangriento
avanzan al hundirse los cielos vespertinos
unas manos de hueso lívido y avariento,
paisaje de asesinos.

No han sonado: no cantan. Sus dedos vagan roncos,
mudamente aletean, se ciernen, se propagan.
Ni tejieron la pana, ni mecieron los troncos,
y blandas de ocio vagan.

Empuñan crucifijos y acaparan tesoros
que a nadie corresponden sino a quien los labora,
y sus mudos crepúsculos absorben los sonoros
caudales de la aurora.

Orgullo de puñales, arma de bombardeos
con un cáliz, un crimen y un muerto en cada uña:
ejecutoras pálidas de los negros deseos
que la avaricia empuña.

¿Quién lavará estas manos fangosas que se extienden
al agua y la deshonran, enrojecen y estragan?
Nadie lavará manos que en el puñal se encienden
y en el amor se apagan.

Las laboriosas manos de los trabajadores
caerán sobre vosotras con dientes y cuchillas.
Y las verán cortadas tantos explotadores
en sus mismas rodillas.



Miguel Hernández

TRADUZIONE ,,,

Due specie di mani faccia nella vita,
nasce dal cuore, dalla scoppio di armi,
saltare, e alla fine la luce della ferita
Shock a zarpazos.

La mano è lo strumento che l'anima, il suo messaggio,
e il corpo ha una sua succursale nel suo combattimento.
Sollevare, trasferito le sue mani in una grande onda,
gli uomini del mio seme.

Mi alzo prima dell'alba puro mani
lavoratori di terrestri e marini
come una primavera allegra protesi,
Finger mattina.

Endurecidamente popolate sudorazione,
ruggente vene da rotture di chiodi,
Ponteggi spazi Costellazioni e grida,
fulmini e le gocce.

Smithies piombo, zappe e tessitura,
morso metalli, la silvicoltura, il rapimento di assi, querce,
costruire e, se volete, anche nello stesso mare
le fabbriche, i villaggi, le miniere.

Questi rumori e oscure mani Luciente
la pelle è un invincibile corteccia,
e le fonti sono inesauribili e generoso
di vita e di ricchezza.

Come se le stelle si lotta contro la polvere,
come se la lotta con i pianeti worm,
il tipo di lavoro delle mani e chiare
lotta con le altre mani.

Insieme in una feroce e sanguinosa lato
anticipo per i cieli cadere sera
osseo lívido mani e avariento,
paesaggio assassini.

Essi sono venuti non cantare. Le sue dita vagano rauca,
mudamente ali, hover, diffusione.
O di tessuti di velluto o mecieron tronchi,
Tempo libero e soft vagare.

Crocifissi e maneggiando tesoro gruzzolo
che nessuno, ma coloro che stanno lavorando,
e ad assorbire il suono muto crepuscolo
il flusso di aurora.

Orgoglio di pugnali, pistole bombardamento
con un calice, un crimine e una situazione di stallo in ciascuno:
esecuzione pallido desideri dei neri
che wielder avidità.

Chi lavare quelle mani che tratto fangoso
L'acqua e il disonore, il rosso e il caos?
Nessuno di lavare le mani, alla luce poniard
e l'amore uscire.

Le laboriose mani dei lavoratori
scenderà su di voi con i denti e le lame.
E permetterà di ridurre il numero di operatori
al suo ginocchio.



Miguel Hernandez

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L'amore è..........



L'amore è..........

Scritto da Smylla

L’amore è come la stella più bella, la più luminosa... quella che riscalda il cuore e che scioglie l’anima... quella che se la guardi troppo rende ciechi ma sa far gioire, impazzire e rallegrare.
L’amore è come l’estate, la stagione più bella che profuma di nuovo e colora l’anima... che quando finisce ti colma di ricordi e malinconia.
L’amore è come una canzone, la più bella... quella che sta nei posti più alti e viene prima di tutto...
quella che si ascolta sempre, che fa ballare il cuore e aumentare le pulsazioni.
L’amore è come una poesia, la più bella quella che ascolti bene in ogni momento... può farti piangere, ridere, sbuffare, stancare.
L’amore è vita, aria, acqua, cibo..... non smettere mai di amare, finirai di vivere...

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amore non e' .........


amore non e' amore se muta quando scopre un mutamento

o tende a svanire quando l`altro s'allontana.

oh no! amore e' un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta

e non vacilla mai;

amore non muta in poche ore o settimane,

ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;

se questo e' errore e mi sara' provato,

io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato

(william shakespeare)
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vivere di sogni o dare vita ai propi sogni






....vivere di sogni o.....dare vita ai propi sogni

Scritto da margette

Molte persone sia che lo dicano o meno, ritengono di essere insoddisfatte della propria vita.
La maggior parte di queste, però, non sa rispondere alla domanda:
"Ma tu cosa vuoi veramente?Cosa sogni?" capita frequentemente che ammutoliscano.


Molti si danno un tono dicendo: "Io non ho sogni, sono una persona concreta!".In realtà, spesso dietro questo atteggiamento "maturo" si cela la paura: paura di fallire, del giudizio della gente, di vedere infrante le proprie illusioni.

Vivere una vita senza sogni può dare l'illusione di vivere al riparo dal dolore, ma è un po' come pretendere di ripararsi dalla pioggia sotto una tettoia piena di fori.
Per un po' resti all'asciutto, ma poi la pioggia aumenta, poco alla volta il livello dell'acqua sotto i tuoi piedi cresce e gli abiti si inzuppano.
E allora ti chiedi se non valeva la pena rischiare qualche gocciolina per trovare un luogo migliore dove stare.C'è una bella differenza tra vivere di sogni e dare vita ai propri sogni.
Il primo caso è tipico delle persone che cercano di evadere dalla realtà, i classici sognatori con la testa sempre tra le nuvole.
Il secondo caso è proprio di quei “visionari con i piedi per terra” che spesso ottengono ciò che desiderano.

Il vero "casino" è realizzare di quale caso fai parte.
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La plastica minaccia la fertilità maschile



La plastica minaccia la fertilità maschile

SCIENZA: La plastica minaccia la fertilità maschile: La plastica minaccia la fertilità maschile La plastica, oltre ad essere nociva per l’ambiente, rischia anche di compromettere la ferti...

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martedì 16 giugno 2009

Precetti per una vita felice



Precetti per una vita felice

1. Il sole di mezzogiorno, nella sua gioia, nella sua apoteosi, brilla per tutti. Distribuisce come un re le sue ricchezze. Mantieniti allo zenit della vita e sarai inesauribile per te e per gli altri.

2. Non e’ necessario avere una padronanza assoluta di se’ o una profonda conoscenza del cuore per dare agli altri. Il dono si trova sulla superficie delle labbra, nella curva di un gesto. E’ leggero da portare. Cresce nell’innocenza e nella luce.

3. Condividere significa moltiplicare la possibilita’ di essere felici.

4. La gioia non e’ una passione umana, violenta, che sorge in un breve istante e subito scompare. E’ la saggezza insita nell’essere umano, la luce del cuore, il suo scintillio nella vita di tutti i giorni.

5. Non rifiutare l’umorismo: disseta e impedisce che il corpo e il cuore appassiscano. Senza senso dell’umorismo la felicita’ non da’ frutti. E’ come un albero senza uccelli che guarda verso l’inverno. 6. Quando viene condivisa la gioia non e’ mai attenuata. Si rinnova costantemente nell’altro.

7. La gioia e’ una fonte di eterna giovinezza.

8. Se conservi la felicita’ solo per te, finira’ per soffocarti. Comunicala agli altri, a quelli che ami, a quelli che ti stanno vicino: la vedrai fiorire.

9. La vita si afferma con una gioia costante che riconcilia gli avversari e riavvicina gli amanti, gli amici, in una stessa liberta’. La gioia e’ uno stato di perfetta accettazione, di rinuncia a se stessi e di abbandono agli altri. Ci si trova improvvisamente pieni, al di la’ dei nostri limiti.

10. Volgi lo sguardo alla semplicita’ del mondo: il cielo, la luce del sole , gli alberi, i fiori, il sorriso dei bambini. Vuota te stesso, torna di nuovo leggero e puro come un cielo in montagna.

11. Devi liberarti dell’arroganza e della mancanza d’amore se vuoi essere felice. Non isolarti, non rafforzare il tuo egoismo, ma va’ incontro agli altri, a mani aperte.

12. La condivisione non divide. Al contrario, riunisce quello che e’ stato separato e diviso. Si esce da se’ per andare verso gli altri con benevolenza, soddisfazione, modestia. Ritrova questa umilta’ gioiosa, animata dal des iderio di servire gli altri. E’ te stesso che riceverai in cambio, la tua realta’ profonda, in accordo con la realta’ armoniosa dell’universo.

13. L’amore che si ferma alla superficie delle cose e’ condannato a deperire e a morire. E’ come l’albero senza radici, destinato all’ascia del taglia legna.

14. Trova piacere nella vita, e la vita si prendera’ cura di te.

15. Come potremmo dare quello che noi stessi non possediamo ? Impara ad amarti se vuoi veder risplendere l’universo negli occhi degli altri.

16. Non essere legato ai risultati, ma non limitare mai i desideri se vuoi conoscere la gioia.

17. Il donare e il ricevere vengono dal cuore, e la’ tornano in piena liberta’. La gioia e’ la’ dove tu sei. Non e’ mai esterna a te. C’e’ un solo luogo che e’ fonte insieme di salute, abbondanza e meraviglia: questo luogo e’dentro di te.

18. Impara ad amare quelli che non ti somigliano, che ti sembrano diversi e lontani dalla tua cultura e dalla tua storia. Sono gli altri specchi di te stesso. Senza di loro avresti un’immagine incompleta della felicita’. Non saresti davvero riconciliato con te stesso.

19. Evita le discussioni e i conflitti che oscurano il cuore: questi preparano il terreno alla sofferenza e alla solitudine.

20. Alimenta in te il desiderio di essere felice, superando le esitazioni e gli ostacoli. Non rifiutare la lotta contro te stesso. Se vuoi essere felice devi imparare a pacificare i tuoi capricci e le tue passioni.

21. Proprio nell’istante in cui il sole tramonta, la vita si accende all’interno. Non giudicare cosa sia felice o infelice, luminoso o oscuro. Devi mettere a tacere queste divisioni assurde e ritrovare l’unita’ del cuore, la pienezza gioiosa. Accendi dentro di te un sole che non si spegne.

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la bellezza del mondo




la bellezza del mondo

Pur essendo "amante delle cose belle", la signora non aveva mai visto
la bellezza delle foglie di cui era pieno il suo giardino. Come mai?
In realtà, ella era pronta a vedere la bellezza certificata degli oggetti
che vengono chiamati "d'arte", ma non sapeva vedere la traboccante bellezza
che si manifesta senza intermediari in ogni luogo e in ogni momento del giorno.
Non sono poche le persone che, come questa donna, apprezzano la bellezza
quando ha un valore di scambio - un prezzo fissato dalle convenzioni sociali
e dunque dal mercato - ma distraggono lo sguardo da tutto ciò che non ha un cartellino col prezzo.
In realtà, la bellezza è la cosa che più abbonda nel mondo.
Ci vogliono però occhi per vederla:
una particolare capacità di saper guardare e di saper ascoltare
(Diego Mormorio)
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lunedì 15 giugno 2009

Orillas del amor

Orillas del amor



Como una vela sobre el mar
resume ese azulado afán que se levanta
hasta las estrellas futuras,
hecho escala de olas
por donde pies divinos descienden al abismo,
también tu forma misma,
ángel, demonio, sueño de un amor soñado,
resume en mí un afán que en otro tiempo levantaba
hasta las nubes sus olas melancólicas.

Sintiendo todavía los pulsos de ese afán,
yo, el más enamorado,
en las orillas del amor,
sin que una luz me vea
definitivamente muerto o vivo,
contemplo sus olas y quisiera anegarme,
deseando perdidamente
descender, como los ángeles aquellos por la escala de espuma,
hasta el fondo del mismo amor que ningún hombre ha visto.


Luis Cernuda

......TRADUZIONE........

Coste di amore



Come una vela sul mare
riassunti questo desiderio di essere rosa blu
fino a quando le stelle del domani,
Infatti scala onde
dove divino giù piedi della scogliera,
il proprio modo,
angelo, demone, sogno di un sogno d'amore,
riassunti nella mia ricerca che, una volta che si
fino a quando le nuvole malinconica onde.

Ancora sentire il polso di questo sforzo,
Mi piace di più,
sulle rive di amore,
senza una luce che vedo
vivi o morti,
Vorrei contemplare le onde e le inondazioni,
desiderano perdita
come gli angeli scendono sulla scala di tali schiuma
al fondo dello stesso amore che l'uomo non ha visto.


Luis Cernuda
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domenica 14 giugno 2009

Cynthia dice alla luna...





Cynthia dice alla luna...

... e vaffanculo luna
da quella fregatura
da quella notte senza fortuna.
Da quanto tempo luna
è come stare fuori
chissà che fine ha fatto lei?
E quel bastardo che vorrei...
Da quanto tempo luna
ho perso la misura
ho seppellito
pure il cuore.
E che fine ho fatto anch'io?
Mi sono detta:"Addio, addio"
E come si sta male
a stare così soli
in queste notti brave
di maledetti suoni.
Che fine ha fatto lei?
Che cosa abbiamo fatto noi?
Da quanto tempo luna
non c'è più l'infinito
è stato già spartito in privato...luna
E che fine ha fatto Dio?
Che ci abbia detto:"Addio, addio"
E come si sta male
a stare così soli,
e navigare a vuoto
in mille direzioni.
E come si sta male
a ridere da soli
in queste notti luna
in cerca di altri voli.
E che fine ha fatto
che fine ha fatto Dio?
Che fine!
.-


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giovedì 11 giugno 2009

La vera felicità




La vera felicità
non chiede nulla,
semplicemente accetta,
semplicemente respira,
semplicemente esiste.


Elizabeth von Arnim (scrittrice inglese)
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SIRENA

Fantasy Myspace Comments
MyNiceSpace.com

Ad esaltare il gusto di un’atmosfera nell’aroma caratteristico di un periodo
è un attimo, un qualsiasi momento che terremo in serbo tra i nostri tesori…
Porgo un elogio al profumo dei giochi da bambino
e alla fantasia che allungava il tempo,

alla saggia compostezza di mia nonna e alle innate complicità accordate tra fratelli,
agli sguardi attenti e protettivi di mia madre e all’amorevole figura imponente di mio padre,
a tutti i giardini che mi hanno visto fiorire tra la leggerezza degli amici e le complicanze dei sentimenti,
a tutti gli occhi che ho visto piangere e a quando ho sentito piangere i miei,
a ogni sorriso espresso o conservato nel cuore, alla rabbia repressa o urlata verso il cielo,
al brivido segreto di certe emozioni che rendono immenso un granello di sabbia.


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