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mercoledì 26 maggio 2010

Razzismo nelle scuole italiane



Razzismo nelle scuole italiane

Razzismo e giovani: qual è la realtà nelle scuole italiane?



La scuola spesso è al centro di reportage, interviste e servizi al telegiornale, i quali riportano eventi e fatti non troppo edificanti: casi di bullismo, aggressioni varie, razzismo, uso di armi quali ad esempio coltelli, spaccio di droga.
I genitori, compresi quelli di bambini ancora piccoli ma che presto avranno a che fare con questo mondo, guardano allibiti immagini e racconti, ponendosi domande, avendo mille dubbi e perplessità, manifestando ansie e paure.

La scuola di oggi è cambiata, offre spesso scenari preoccupanti che ai genitori più sensibili sembrano non lasciare raggi di azione.

Che cosa sta accadendo nelle scuole?
Perché alcuni ragazzini di poco più di tredici anni tentano il suicidio, a causa di ripetuti insulti, risse, solo perché di altra nazione?
Sono numerosissimi gli stranieri che in età scolare entrano nelle scuole italiane, spesso con diverse difficoltà soprattutto legate alla lingua poco conosciuta o peggio mai parlata. Si tratta di difficoltà tangibili, non solo legate alla semplice comprensione ma anche all’avvicinamento di culture spesso molto diverse, che si dovrebbero avvicinare, ma che in realtà purtroppo si allontanano dietro barriere razziali neanche troppo velate!

Allo stato attuale in Italia non esiste un vero e proprio piano nazionale per fronteggiare tutti i problemi legati all’immigrazione, in maniera strutturata e sistematica.
In alcuni scuole di periferia il problema legato all’inserimento di ragazzi stranieri si fa più forte, ad esempio nei quartieri come Quarto Oggiaro a Milano, dove come in altre scuole periferiche, le difficoltà evidenziate sono moltissime. Casi di risse quotidiane, insulti, sberle, baruffe tra gruppi etnici diversi, il tutto dal primo anno di medie!
Dalle interviste fatte dai giornalisti alla tv, in queste scuole emerge difficoltà ad accettare i marocchini, i cinesi perché “puzzano”, i rumeni perché sono “sporchi” i  rom perché “rubano”.



I docenti attuano diverse strategie, come ad esempio non lasciare fissi i posti di banco in classe, ma far “girare” i ragazzi, in questo modo si facilita la conoscenza del nuovo vicino di banco e si superano meglio gli ostacoli.
Certamente a questi ragazzi stranieri non fa bene il peso di sentirsi “diversi” o ancor peggio ghettizzati.
Il razzismo può essere presente in tante maniere, spesso magari subdole. Gli stessi professori ne sono consapevoli, ma non tutti se la sentono di combatterlo, di investire delle energie, oltre le tante già spese nelle ore scolastiche.

Il razzismo è  un fenomeno legato all’aumento di ragazzi stranieri
che in questi ultimi dieci anni hanno avuto accesso alla scuola italiana. Oggi, rispetto a 10 anni fa, uno studente su 14 è straniero, i ragazzi stranieri nelle scuole sono più di 700.000, contro i 120.000 di 10 anni fa.



I ragazzi sentono il razzismo e lo vivono male e per alcuni diventa un vero e proprio ostacolo per la carriera scolastica, per la propria autostima, e il danno può diventare irreparabile se il problema non viene fronteggiato in maniera adeguata.
Quindi cari genitori, cerchiamo anche noi di aprire gli occhi, ascoltare di più i nostri ragazzi e fare il possibile per superare delle barrire che diversamente potrebbero diventare invalicabili e gettare benzina su fuochi già fin troppo accesi!


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