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lunedì 28 giugno 2010

PIU' SESSO SE ABITI IN UN MONOLOCALE




Chi sceglie il monocale fa più sesso Lo conferma un sondaggio realizzato dal canale satellitare Leonardo Tv su 500 tra nuclei familiari residenti nelle province di Milano, Bologna, Roma e Bari. Più felice chi vive in 50mq ROMA – Atmosfera intima e accogliente, piccoli spazi, una sorta di nido accogliente e protettivo: dai vip alla gente comune, negli Stati Uniti come in Europa, le famiglie preferiscono case semplici e con poche stanze, monolocali o al massimo bilocali. E il sesso ne guadagna: in media 20% di rapporti in più per chi vive in 50 metri quadrati rispetto a chi preferisce appartamenti di oltre 100 metri quadrati. Lo conferma un sondaggio realizzato dal canale satellitare Leonardo Tv su 500 tra nuclei familiari, coppie e famiglie tra i 25 e i 65 anni, residenti nelle province di Milano, Bologna, Roma e Bari. Apripista della tendenza le star hollywoodiane, la cantante Jennifer Lopez e e la conduttrice televisiva Oprah Winfrey in testa: la preferenza va alla casa di modeste dimensioni. Per il 45% degli intervistati il motivo prevalente sembra essere di natura economica: non solo per i prezzi degli affitti, ma anche per i minori costi di gestione della casa. Il 32% invece ritiene che una casa di modeste dimensioni sia più vivibile, quindi, maggiormente gestibile da un punto di vista dell’arredo, della pulizia e della suddivisione delle zone giorno e notte. «Da tecnico dell’arredamento – dichiara Giorgio Tartaro, direttore editoriale del canale tv Leonardo - posso dire che la sfida nel trovare soluzioni progettuali ed estetiche funzionali per un appartamento di pochi metri quadrati è assolutamente stimolante. Gli spazi piccoli mettono sicuramente alla prova l’abilità dell’architetto». Per il 15% la casa di piccole dimensioni stimola la pratica del così detto «nesting», letteralmente fare il nido, come luogo di protezione contro il senso di insicurezza metropolitana o lo stress della vita quotidiana. Il restante 8% rivela varie motivazioni riconducibili alla necessità di stare da soli, senza condividere un tetto con un compagno o altri co-inquilini a vario titolo. A livello psicologico gli spazi ristretti migliorano la qualità del rapporto familiare, come spiega la sessuologa Serenella Salomoni: «Altro che crisi del maschio. I rapporti sessuali aumentano del 20% in media se si abita in una casa più piccola (non oltre il bilocale), complice l’atmosfera intima e di complicità che si viene a creare in un ambiente piccolo». Nonostante quindi l’emergere del fenomeno «Svendopoli», dove case di lusso sono state acquistate «in saldo» dai politici, l’opposto fronte dei fan dei piccoli spazi sta emergendo come la nuova frontiera del mercato immobiliare. Lo conferma anche il sito di annunci gratuiti locali «www.kijiji.it» che ha elaborato i dati estrapolati dalle ricerche effettuate e dagli annunci inseriti dagli utenti. A Milano, per fare un esempio, la «parola chiave» più cliccata è «monolocale».

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mercoledì 23 giugno 2010

Figlio omosessuale



Rivelare la propria omosessualità per molti è ancora difficile, e chi riesce a farlo si arma di coraggio, sapendo che non sarà tutto semplice. Tuttavia le iniziative a favore dell’omosessualità cominciano a diffondersi, come dimostra la recente giornata mondiale contro l’omofobia. Ma cosa succede quando uomini e donne decidono di rivelare i propri gusti ai genitori? Come dovrebbero comportarsi mamma e papà?

L'omosessualità non è una scelta
Essere omosessuale non è una scelta; non si tratta se decidere di indossare un abito blu o uno rosso, perché è un sentimento che si inizia a provare e di cui si prende coscienza piano piano. Gli studiosi ritengono che alla base della scelta sessuale ci sia un mix di più ragioni (biologiche, ambientali e educative) che spingono una persona ad amare soggetti dello stesso sesso; ma si tratta solo di ipotesi e non di tesi univoche.

Le reazioni dei genitori
Quando una persona decide di rivelare la sua omosessualità in famiglia, le reazioni che si possono scatenare sono diverse. Talvolta sono i genitori ad accorgersi da soli delle scelte del figlio e riescono ad affrontare la questione con tatto e serenità. Altre volte, invece, la famiglia non nota, o non vuole vedere nulla per la paura di dover affrontare il problema. Ma per prima cosa è importante ridimensionare la questione: non esagerare, fare scenate isteriche, pensare che sarebbe stato meglio scoprire una malattia grave piuttosto dell’omosessualità. Poi è fondamentale non esprimere giudizi, ma ascoltare cosa ha da dirci nostro figlio/a, capire quello che sta provando, le sue emozioni e le sue paure. Non bisognerebbe mai far sentire il ragazzo/a in colpa, pensando di aver sbagliato come educatori e genitori. Non esistono errori né colpe: è una situazione normale, in cui il figlio ha bisogno solo di sentire intorno a sé fiducia e affetto incondizionati, perché i genitori lo devono amare per quello che è.

I consigli per le mamme
Quando viene annunciata l’omosessualità, molto spesso le mamme, soprattutto di figli maschi, reagiscono incolpando il marito, accusandolo di non aver passato abbastanza tempo con il figlio, di non avergli trasmesso i valori fondamentali e non avergli dato un modello maschile adeguato con cui confrontarsi. Ma questo è un atteggiamento molto sbagliato: l’omosessualità non è collegata al rapporto con i genitori, quindi non bisogna lasciarsi andare a recriminazioni e processi. Poi inutile drammatizzare perché l’identità sessuale non deve diventare un argomento clou, da tirar fuori in ogni occasione. È fondamentale invece, far sentire il figlio appoggiato.

I consigli per i padri
Nella maggior parte dei casi il padre ha molte più difficoltà ad accettare la situazione rispetto alla mamma. Se poi è il figlio maschio ad essere omosessuale viene messa in crisi la virilità del figlio e di netta conseguenza anche quella paterna. Per i papà è necessario uno sforzo in più; importante rimuovere ogni senso di colpa e se si pensa di non essere stato un buon genitore (che però non è la causa dell’omosessualità) questo può essere il momento giusto per ricominciare un nuovo rapporto. I papà dovrebbero dare la loro disponibilità e presenza, ascoltando senza giudizio e ricordandosi di amare il figlio senza pregiudizi.

Un aiuto
Anche nelle famiglie più aperte, la notizia può creare un certo sconvolgimento. Può, quindi, diventare importante chiedere aiuto a un esperto, oppure parlare con genitori che a loro volta sono passati attraverso questa fase. Proprio su questo è molto attiva Agedo, l’associazione genitori di omosessuali. Per informazioni www.agedo.org.

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Coppie che litigano per i Mondiali



I Mondiali sono iniziati e così aumentano i litigi tra le coppie. Cosa fare quindi?
 

Motivo di litigio
Le donne intervistate hanno dichiarato di non sopportare il fatto di dover organizzare la propria vita privata secondo le esigenze del calendario calcistico nazionale ed internazionale. Dall’altra parte, gli uomini si sono detti troppo condizionati nella loro libertà di tifosi a causa di moglie o fidanzate troppo ossessive e gelose del tempo dedicato alla squadra del cuore. Per gli uomini è difficile accettare che le loro compagne siano gelose del tempo dedicato a seguire la squadra del cuore. Le donne, invece, si sentono trascurate dal proprio uomo dedito a condividere con gli amici, davanti alla tv, intere giornate all'insegna del calcio.
Pare che anche il tempo passato davanti al computer sia un altro motivo di scontro tra le coppie italiane. Ma cosa si nasconde dietro a questi screzi?  Sicuramente il bisogno delle donne di maggiori attenzioni e condivisione nella vita a due. Il 45% delle intervistate ha infatti dichiarato che spesso litigare con il partner è un modo per risvegliarlo dal torpore della routine.
Un momento per sé
Basterebbe iniziare a cambiare la visione delle cose, e considerare la partita di calcio come un momento personale da utilizzare per ritagliarsi dello spazio privato. Lui ha deciso di vedere le partite con gli amici? Se proprio a voi il calcio non piace, allora perché non considerare quei 90 minuti di gioco, un tempo da regalarsi a se stesse? Le cose da fare possono essere davvero tante, a secondo di gusti e disponibilità di denaro. Volete qualche suggerimento?
  • Durante le partite dell’Italia, le città si svuotano: approfittatene per un giro in centro, a piedi o in bicicletta per guardarvi le vetrine in santa pace ed eventualmente dedicarvi a qualche acquisto.
  • Era da tanto che desideravate regalarvi del tempo in quel centro estetico di cui via hanno tanto parlato? Prenotate un massaggio, una pedicure o una manicure. Quando la partita sarà finita e tornerete dal vostro uomo sarete rilassate e disponibili a dedicarvi a lui.
  • Se anche le vostre amiche non sopportano il calcio è il momento giusto per incontrarvi e trascorrere del tempo insieme a chiacchierare tranquillamente senza dover guardare l’orologio perché vi sentite in colpa per aver sottratto del tempo a lui. Basta con i sensi di colpa, gli uomini sono contenti se pensate un po’ a voi stesse!!!
  • Potete anche rimanervene in casa a guardare un film, leggere un libro o ascoltare della musica. 90 minuti non sono poi così tanti.
Oppure condividete con lui questo momento
A mio parere, dal momento che le partite sono parecchie (soprattutto se l’Italia dovesse arrivare in finale), potete anche ogni tanto decidere di rimanere in casa con lui a guardare la partita, e se non siete così appassionate, approfittare per cucinare qualcosa da offrire agli ospiti. Voi vi rilassate (la cucina è un potente antistress), lui e gli amici apprezzeranno e non vi sentirete completamente messe in disparte. Potete anche organizzare con le altre mogli/fidanzate una sessione di cucina, gli uomini in salotto tra birra e urla, voi in cucina tra un buon bicchiere di vino e qualcosa da sfizioso da cucinare. Insomma basta lamentarvi per questi mondiali…prendeteli come un’ottima occasione per fare cose diverse!


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Un mondo di egoisti





La società di oggi sembra basata sull'egoismo e l'egocentrismo. 
A che serve però essere prepotenti anche nelle piccole questioni di tutti i giorni? 
Cerchiamo di vivere meglio, 
curandoci anche di non mancare di rispetto agli altri.



In treno con cellulari dalle suonerie più assurde che disturbano tutto il vagone, in macchina sempre di fretta tanto da non riuscire a fermarsi per far attraversare un anziano, durante le file agli sportelli sgomitanti per cercare di superare. Tutte situazioni all’ordine del giorno, dove si è persa l’attenzione per il rispetto degli altri a favore di una visione egocentrica, cinica e arrogante. Ma perché siamo diventati così?

Egoismo
Con il termine egoismo si intende un insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, a raggiungere dei fini e obiettivi che ci si è posti, anche a costo di danneggiare, o comunque limitare, gli interessi del prossimo. Nella società odierna viviamo quotidianamente episodi di egoismo, quando si va in giro per la strada svestiti e seminudi, senza pensare che si vive in una società con altre persone e non su una spiaggia, al volante di una macchina che rende potenti nei confronti di passanti e ciclisti, nei luoghi pubblici, quando costringiamo gli altri ad ascoltare le nostre conversazioni telefoniche perché teniamo un tono di voce troppo alto.

Egoismo e egocentrismo: perché
Egocentrismo, ma anche indolenza e menefreghismo: tutto questo è un mix micidiale che causa comportamenti sempre più sgarbati. È come se gli altri non ci fossero, non esistessero, e il nostro sguardo si concentra solo su noi stessi, e quando ci accorgiamo di non essere soli al mondo, la presenza degli altri diventa un ostacolo da superare. Si vive in una giungla metropolitana dove l’importante è arrivare per primi, a scapito degli altri. È come se ci si sentisse dominanti e vedessimo le persone intorno a noi deboli e facilmente superabili.
È un modo inconscio di esibirsi e gratificarsi, velato da un forte senso di protagonismo; si cerca un pubblico a cui mostrare se stessi e le proprie capacità, solo perché in fondo si è deboli.
Quando siamo egoisti perdiamo alcuni valori fondamentali come il senso della distanza come gesto di rispetto, della cortesia e di una gentilezza nei modi.

Come cambiare
Quando ci si accorge che il proprio comportamento è un po’ fuori dalle righe e vogliamo rientrare, non è poi così difficile. Bisogna recuperare alcuni valori, la buona educazione, la gentilezza che non è formalismo, ma attenzione per chi sta vicino. Si scaccia l’egoismo piano piano, quotidianamente imparando a considerare l’interesse degli altri e mettendo se stessi in secondo piano, se necessario, senza considerarsi dei falliti. Solo così è possibile uscire dalla povertà spirituale della così detta generazione egocentrica, dal troppo individualismo e egocentrismo tipico della nostra società.

Come difendersi
Quando siamo noi a subire atteggiamenti egoistici degli atri ci si sente indifesi e incapaci a reagire. Il consiglio più importante è quello di sforzarsi di riportare tutto, anche le cose più spiacevoli, alle giuste dimensioni, riuscire se possibile a non farsi irritare e soprattutto imparare a non farsi coinvolgere in reazioni esagerate e fuori misura. Bisognerebbe riuscire a mantenere il senso della realtà e non rispondere alle provocazioni, solo così si può vivere meglio.

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mercoledì 16 giugno 2010

Un addio al nubilato/celibato diverso dal solito

Addio al nubilato/celibato

Celebrare la futura sposa tra amiche è oramai quasi di prassi, vi diamo qualche suggerimento per organizzare un addio al nubilato diverso dal solito.



Sempre più spesso, per non dire che è quasi una tradizione, si festeggia l’abbandono della vita da single prima di contrarre il matrimonio. Tradizione importata dagli Stati Uniti ha in breve tempo preso piede, fosse anche solo perché è un modo di festeggiare, arrivando anche ad avere un suo galateo.


Organizzare in funzione dei gusti della sposa
Innanzitutto non è la futura sposa a dover organizzare l’evento, ma la testimone della sposa e sarebbe bello che fosse una sorpresa, potrebbe sicuramente essere concesso per evitare cattive sorprese, fissare solo la data e l’orario (prima che la sposa si prenda altri impegni!).
Diciamo che non ci sono regole su qual è il modo migliore per celebrare questo evento, il consiglio da seguire è il buonsenso e qualsiasi scelta deve essere fatta in funzione della sposa. Mi spiego meglio, inutile prenotare i biglietti per un concerto rock se alla sposa piace solo la musica classica, deve essere una cosa che fa piacere a lei e non a chi organizza.
Attenzione a invitare le amiche più intime, quelle con cui la futura sposa ha qualcosa con cui condividere se volete che la celebrazione sia intima e gradita.

Idee originali per addio al nubilato
Di seguito alcuni suggerimenti per organizzare qualcosa di particolare tralasciando le solite cene con spogliarelli incorporati.
  • Serata al casinò
    Perché non tentare la fortuna in un casinò? E’ richiesto l’abito elegante, se non da sera, tutti hanno un ristorante annesso, ovviamente se avete conoscenze o amici che possano introdurvi ai tavoli esclusivi è il caso di sfruttarle, altrimenti è anche bello solo entrare e poter girare e puntare ai giochi più accessibili. In Italia i casinò si trovano in luoghi caratteristici come Campione d’Italia sul Lago di Como (località italiana anche se in territorio svizzero), Venezia, Sanremo (dove fanno il Festival) e Saint Vincent in Valle d’Aosta, trovate tutte le informazioni (orari, come arrivare, abbigliamento, etc. etc.) online. L’accesso è gratuito, poi sceglierete voi quanto rischiare.
  • Cena in un ristorante esclusivo con trasporto in limousine
    Perché non fare una serata quasi tradizionale ma in un posto diverso e con una certa scenografia? Innanzitutto la limousine che per trasportare 8 o 9 persone si parte da una cifra  di 80€, trovate sempre tutto online (www.sololimousine.it, www.toplimousine.net, www.luxurylimousine.it sono solo alcuni dei siti).
    Per la cena potete provare il ristorante Le Calandre (www.alajmo.it), è uno dei ristoranti più esclusivi nel nord Italia, si trova vicino Padova, oppure il ristorante Quattro Passi (www.ristorantequattropassi.com) tra Capri e Positano oppure oppure L’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano vicino Milano o La pergola al Cavalieri Hilton a Roma. Ma sicuramente è facile che in ogni città troviate un posto veramente chic dove fare questa cena, ma la differenza è arrivare in limousine, è tutta un’altra cosa!
  • Gita in barca a vela
    Questo potete organizzarlo solo come giornata o come fine settimana, dipende da disponibilità di tempo e soldi che avete. Potete provare a contattare amici che hanno la passione della vela oppure cercando nel web troverete sicuramente scuole di vela che noleggiano barche anche con skipper, se nessuno di voi ha l’abilitazione alla navigazione. Alcuni siti sono www.veladamare.it , www.barca-vela.com, http://it.mydays.com/idee-regalo/barca-vela.html .
  • Corso di cucina
    Un altro suggerimento divertente potrebbe essere una serata di corso di cucina, poiché da sposata dovrà cimentarsi in questa arte femminile. Le alternative possono essere una mamma che si presta a casa a farvi un corso tutte insieme con un pranzo completo e poi potreste mangiare quanto avete creato, è la versione più economica. Oppure trovate un amico con un ristorante che magari nel giorno di chiusura vi mette a disposizione lo chef e il posto e cucinare sempre tutte in compagnia. Oppure dovrete curiosare nei vari corsi di cucina che fanno nella vostra città e inserirvi tutte insieme, questo è forse più difficoltoso.
Queste sono solo alcune delle idee, ma ricordate che una cosa fondamentale è la compagnia, quindi scegliete bene le amiche da invitare e poi qualsiasi cosa sceglierete sarà sicuramente un divertimento.


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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO

I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'

OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO

IL TUO FUTURO E' ADESSO . 

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Conosci la personalita' di
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Il calcolo dei giorni fertili



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Il calcolo dei giorni fertili è un metodo contraccettivo naturale che non ha effetti collaterali. Si tratta però di metodi con efficacia nettamente inferiore rispetto a quelli tradizionali e soprattutto non proteggono da malattie sessualmente trasmissibili.


I metodi naturali di contraccezione
La regolazione naturale della fertilità si basa sull’astensione dai rapporti genitali nel corso del periodo fertile del ciclo femminile che è identificato con specifici sistemi.



Dettagli metodi per calcolo giorni fertili

* Il metodo del ritmo o metodo Ogino Knauss
Questo metodo prevede il calcolo dei giorni fertili identificando la probabile ovulazione il 14° giorno prima della futura mestruazione che viene presunta mediante una media dei 6 cicli precedenti. Tale metodo ha una elevata percentuale di fallimento (10%) soprattutto in soggetti che hanno cicli ormonali superiori a 32 giorni o inferiori a 26.
* Misurazione della temperatura basale

La misurazione deve essere eseguita con apposito termometro ogni mattina prima di alzarsi dal letto ed riportata in apposita griglia. A circa metà ciclo si verifica un innalzamento della temperatura di circa un grado dovuta all’avvenuta ovulazione. Considerando che la sopravvivenza media degli spermatozoi nelle vie genitali femminili è di 5 giorni e che la sopravvivenza dell’uovo è di circa 24 h, i giorni non fertili sono considerati quelli successivi all’innalzamento termico, cioè successivi all’ovulazione.
* Il metodo di Billings (valutazione del muco cervicale)
La valutazione prevede l’osservazione delle caratteristiche del muco cervicale che intorno all’ovulazione diventa più abbondante e fluido. Il periodo fertile è quello che comprende il primo giorno dalla comparsa di questa caratteristica fino ai 4 giorni successivi alla fine della stessa.
* Metodo del dosaggio ormonale tramite kit domestici
Questi kit domestici sono stati messi a punto per individuare i giorni fertili usando diverse variabili.
o Rovumeter è un piccolo dispositivo capace di aspirare il muco vaginale a livello del fornice posteriore e di valutarne il volume. Il volume delle secrezioni cervico vaginali, infatti, varia in maniera significativa durante la fase fertile raggiungendo il livello massimo 48-24 ore prima dell’ovulazione.
o CUE - Un altro dispositivo “CUE” proposto da Freundl è uno strumento capace di misurare le resistenze elettriche della saliva e delle secrezioni vaginali e le loro variazioni durante il ciclo mestruale segnalando così i periodi fertili.
o Persona® - Recentemente è stato proposto un dispositivo chiamato Persona® che misura i livelli urinari di LH ed estrose-3-glucuronide, un metabolico dell’estradiolo. La rilevazione dura pochi secondi ed è eseguito mediante uno stick che va tenuto nel getto delle prime urine del mattino e quindi sottoposto alla lettura dell’apparecchio che è capace di memorizzare i valori ormonali registrati e la lunghezza di ogni ciclo e il primo giorno del periodo fertile. Una spia rossa o verde comunica il risultato dell’elaborazione dei dati (rosso= fertile e verde = non fertile). L’indice di Pearl di questo metodo è circa 2.
* Metodo sintotermico
Queto metodo unisce il metodo Ogino Knauss, a quello della temperatura basale e del muco cervicale arrivando a una percentuale di fallimento del 2% ( se eseguita in maniera corretta)

I metodi naturali hanno molti vantaggi in quanto non sono gravati da effetti collaterali, educano gli adolescenti ad una corretta interpretazione del valore della sessualità, sono dichiaratamente sostenuti dalla chiesa cattolica e sono economici. D’altra parte, tuttavia, sono gravati da un’efficacia variabile e nettamente inferiore rispetto agli altri metodi, e soprattutto dipendono da un costante impegno di entrambi i partner e i periodi di astinenza possono determinare uno stress psicologico. Inoltre, necessitano di un periodo di training e non hanno alcun effetto protettivo nei confronti delle malattie trasmissibili sessualmente .

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malattie sessualmente trasmissibili



I momenti di intimità con la persona che amiamo è giusto che siano vissuti serenamente e con tranquillità. E' sempre meglio però essere informati prima sui rischi che possiamo correre in caso di malattie sessualmente trasmissibili. L'informazione e la prevenzione non vanno mai trascurate.


Sempre più spesso si parla di prevenzione sessuale, e dell’importanza dell’uso del preservativo sia durante i rapporti con un partner occasionale, sia con il compagno di lunga data. Purtroppo, nonostante si viva in una società dove la medicina e la ricerca fanno passi da gigante, sono ancora numerose le malattie che si possono trasmettere per via sessuale, e non sempre tutte sono curabili al 100%.
Le malattie a trasmissione sessuale si dividono in batteriche e virali; nella maggior parte dei casi curabili, possono però lasciare dei segni per tutta la vita.

Malattie sessuali virali:
  • La Sifilide può manifestarsi dopo 20 o 30 giorni dal momento del contagio, con delle chiazze tondeggianti sia nella zona vulvare che sul glande dell’uomo. Il rischio c’è quando la malattia non viene individuata e non si eseguono le cure necessarie, e a lungo andare, la sifilide si evolve in stadi più complessi.
  • La gonorrea si manifesta con delle secrezioni emesse dalla vagina o dal pene, che creano prurito e piano piano si diffondono anche all’apparato interno della donna. Per sapere se siamo stati contagiati da questo virus è necessario eseguire un tampone vaginale e cervicale per la donna e uretrale per l’uomo. Nel caso la malattia venga trascurata può trasformarsi in cronica e avere risvolti negativi sulla fertilità.

Malattie sessuali batteriche:
  • L’Aids, malattia degli ultimi 30 anni, è purtroppo tra le più gravi e talvolta mortali, malattie sessuali. Il virus dell’HIV infetta il sistema immunitario della persona colpita e piano piano diminuiscono le capacità di difendersi da banali malattie come i raffreddori e le influenze. Dal momento del contagio alla sieropositività possono trascorrere anche 6 mesi e non necessariamente chi è sieropositivo è malato. In questa fase la persona può trasmettere la malattia, ma di solito sta ancora bene, anche perché negli ultimi anni sono state scoperte medicine in grado di rallentare la fase della malattia vera e propria.
  • Herpes genitale si manifesta con bruciori e prurito in una zona circoscritta e, in un secondo momento, compaiono piccole vescicole a grappolo, che dopo 2 giorni si rompono e danno origine ad una crosta sierosa. La cura, dopo una visita accurata, consiste nell’applicazione locale di alcuni farmaci specifici.
  • Infezione da Hpv, o da papilloma virus, di cui esistono diverse tipologie; alcune si manifestano con la comparsa di condilomi (o creste di gallo) nella parte esterna o interna dei genitali, sia maschili che femminili; altre modificano le cellule che rivestono il collo dell’utero e il canale cervicale. Piano piano queste lesioni cellulari possono dare origine ai tumori del collo dell’utero. Per cercare di fare una diagnosi tempestiva è sufficiente che le donne che hanno rapporti sessuali si sottopongano ogni anno al pap test. L’uomo, invece, è portatore di questo virus e difficilmente le lesioni gli causano un tumore al pene.
  • Il Trichonomas è un protozoo che contagia facilmente la vagina, manifestandosi con bruciore intenso e diffuso, soprattutto durante il rapporto sessuale e mentre si urina. La cura consiste in antibiotici per via orale.
  • La Chlamydia si manifesta con perdite giallastre; se non curata può causare sterilità sia nell’uomo che nella donna perché il virus si può estendere fino alla prostata e alla cavità uterina e alle tube.



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mercoledì 9 giugno 2010

L'arte di ascoltare



L'arte di ascoltare

Porre attenzione a ciò che l’interlocutore ci sta dicendo consente di instaurare un rapporto costruttivo che conduce a relazioni più solide e sincere. La comunicazione serve a condividere con altri esperienze, informazioni ed emozioni che possono invitare al confronto e alla crescita. Ma ci sono dei segreti per un dialogo perfetto? Certamente, e noi vi diremo quali sono.


Perché imparare ad ascoltare
Accogliere i segnali verbali e non della comunicazione permette di costruire un ponte che collega due persone e le conduce verso un dialogo autentico. Per alcuni si tratta di una predisposizione naturale, mentre altri hanno bisogno di qualche strumento per affinare l’arte di ascoltare gli altri e dare il via a un dialogo virtuoso che non lascia spazio a incomprensioni, delusioni o dimenticanze.
Imparare ad ascoltare è uno dei modi per raggiungere una chiarezza interiore ed essere sempre più protagonisti della propria vita; in più consente di instaurare un dialogo autentico che porta a legami seri e sinceri.

Diversi modi di ascoltare
Secondo gli esperti di comunicazione ci sono 4 modi di ascoltare e non tutti sono adeguati per una conversazione empatica e corretta.
  1. Attivo ed empatico: chi ne è capace riesce a sentire oltre le parole, anche le emozioni di chi sta parlando, sa leggere i messaggi del corpo e del viso. È una comunicazione virtuosa che può anche continuare senza le parole.
  2. Riflessivo: chi parla pensa di trovarsi di fronte a uno specchio perché ha un interlocutore attento che dà una chiave di lettura ai suo pensieri.
  3. Selettivo: chi ascolta in questo caso sente solo ciò che gli interessa perdendo delle opportunità che possono emergere dal dialogo in corso, con il rischio di far cadere la comunicazione. 
  4. Passivo: viene riassunto perfettamente con l’espressione “è entrato da un orecchio ed è uscito dall’altro”, ciò che si dice potrebbe essere interessante, peccato che non venga proprio ascoltato!
Qualche consiglio
  • Cercare di creare un vuoto dentro di sé per vivere il presente mettendo a tacere le proprie voci interiori. Una volta ottenuto il silenzio interiore è più semplice arginare le rigidità che si hanno nei confronti di sé e ascoltare attentamente gli altri. Se poi quando ci si trova di fronte alle persone si riesce anche ad evitare il giudizio preconfezionato si è sulla strada dell’ascolto empatico e attivo.
  • Ascoltare con tutti i sensi per comprendere appieno l’altro: imparare a leggere il linguaggio corporeo, vedere negli occhi di chi sta parlando l’emozione che nasce, scoprire se il sorriso dell’interlocutore è di circostanza o no.
  • Dare sempre un riscontro alla persona che si ha di fronte è un modo per misurare la propria capacità di ascolto e comprensione. Ripetendo le parole dell’altro e chiedendo una conferma sulle informazione ricevute, consente ad evitare inutili incomprensioni.
  • Eliminare i vari ostacoli che possono impedire alla conversazione un buon decorso: telefoni, radio e televisioni.
  • Non essere impulsivi; prima di dare opinioni o rispondere ascoltiamo attentamente e fino alla fine ciò che gli altri hanno da dirci; se qualcosa ci distrae, piuttosto comunichiamolo al nostro interlocutore, e rimandiamo la conversazione ad un momento più tranquillo.

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Come andare d'accordo tra fratelli



Da piccoli si litiga per un giocattolo, mentre da adulti le gelosie e le rivalità minano il rapporto. Il rapporto tra fratelli e sorelle è molto delicato, ma superare le ostilità si può, scrollandosi di dosso i ruoli che spesso ci sono stati imposti dai genitori e diventare semplicemente amici.

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Tutto comincia quando si è piccoli, perché il legame fraterno parte da un presupposto: l’imposizione. Anche se si condivide lo stesso patrimonio genetico e il contesto famigliare nessuno sceglie di avere fratelli o sorelle, ma ce li si trova lì a contendere l’affetto di mamma e papà. Di conseguenza competizione e gelosia, sul piano affettivo, scolastico o sportivo sono i temi dominanti di questo legame conflittuale.

Il riscatto in età adulta
Se da piccoli le cose si vivono esclusivamente di pancia e non si razionalizza, da adulti si possono capire meglio e si può porre fine a gelosie e invidie molto spesso inutili. In adolescenza si vive una fase cruciale, in cui ci si definisce come individui e talvolta si vuole molto più bene ad un amico/a rispetto che al fratello o alla sorella. Ma niente sensi di colpa, anche se si può cercare di vivere con maggior serenità i momenti di incontro fraterno.
Per prima cosa bisogna superare i vecchi rancori, causati dalla gelosia e dai paragoni che fin dall’infanzia abbiamo subito. Per lasciarsi alle spalle gelosia maturata e sedimentata nel passato bisogna uscire dal ruolo di figlio/a e non pensarsi più come il maggiore o il minore ma come due adulti che si possono scegliere reciprocamente. Quindi è importante cambiare prospettiva: ora il fratello è semplicemente un’altra persona che ha preso la sua strada, anche costruendosi una nuova famiglia. Persone nuove, diverse, individui da riscoprire con i loro pregi e difetti e non più il piccolo/a o grande che creava solo subbuglio in famiglia.

Togliere le etichette
Altra cosa fondamentale è cercare di uscire dal ruolo che ci è sempre stato attribuito in famiglia e che involontariamente abbiamo assecondato. Ovviamente non sarà semplice, soprattutto se ci facevano passare per quelli dal brutto carattere oppure come il migliore. Per fare ciò bisogna aver conquistato quella stabilità emotiva ed affettiva che da grande hanno permesso di rielaborare le esperienze passate alla ricerca del proprio equilibrio. E molto spesso bisogna essere capaci di fare il primo passo, con una telefonata o un invito a cena. Ovviamente non è detto che dall’altra parte ci sia la stessa disponibilità. Fondamentale anche cambiare modo di comunicare e uscire dalla dinamica dello scontro tentando di rispondere all’indifferenza o alle recriminazioni cercando comunque il dialogo e l’incontro.

Approfittare delle occasioni
Se si vuole ricostruire un rapporto fraterno solido bisogna anche imparare a riconoscere e sfruttare gli eventi che possono trasformarsi in opportunità di riavvicinamento: un trasloco, la nascita di un nipote, la malattia di un genitore, situazioni indipendenti dalla nostra volontà ma che rompono meccanismi e rituali consolidati.


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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO

I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'

OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO

IL TUO FUTURO E' ADESSO . 

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giovedì 3 giugno 2010

Iperemotività e timidezza


Iperemotività e timidezza

Essere iperemotivi o timidi può rendere difficili le relazioni con gli altri, la vita sentimentale e quella professionale. Con un pò di impegno però di si possono affrontare, ecco come.


Iperemotività
Quattro donne vedono un ragno correre sul muro: la prima si mette a gridare per lo spavento; la seconda prova ribrezzo ma mantiene la calma; la terza afferra uno straccio e lo utilizza per gettare il ragno fuori dalla finestra; la quarta osserva incuriosita le sue evoluzioni.


Queste reazioni, che nell’esempio sono riferite a un episodio banale (ma possono essere estese a situazioni molto più serie), illustrano i diversi gradi di emotività: in alcune persone viene controllata dalla razionalità; in altre viene spesso lasciata libera di esprimersi… anche prima che il fatto immaginato e temuto si verifichi!

La persona iperemotiva ha comportamenti e reazioni fisiche sempre sproporzionati all’evento che li ha generati: impallidisce (oppure arrossisce), non riesce a fermare il tremito delle mani, suda abbondantemente. È incapace di coordinare le idee, prova un senso di panico e la voglia assurda di scappare o di rompere la prima cosa che le capita a tiro. In pratica
Imparare a controllare la propria emotività significa diventare più maturi. Ecco come riuscirci.
  • Non abbandonarsi all’impulso, ma cercate di riflettere su quanto si sta per dire o fare
  • Sforzarsi di incanalare l’eccessiva emotività dedicandosi a uno sport o a un hobby
  • Convincersi che non esistono antidoti alla possibilità che accada qualcosa di brutto, e che i sentimenti negativi non hanno una funzione scaramantica
  • Parlare con gli altri della propria emotività: aiuta a sentirsi meno soli
  • Cercare di valutare le situazioni con buon senso e spirito critico
L’eccessiva emotività non va confusa con la timidezza dato che in entrambe le situazioni si può arrossire.



Timidezza
La persona timida si sente insicura, goffa e perdente, tiene tutto dentro. Il dramma è che tutti si accorgono di questo suo “difetto”: infatti balbetta o fa scena muta, ha le mani che sudano e il viso che avvampa.

Ma è anche una persona riservata, sa ascoltare gli altri, non è impulsiva, sa riflettere, è moderata nell’espressione di sé e dei propri sentimenti, è dotata di autocontrollo e si è portati a credere che non menta.

Quando questa emozione è eccessiva, però, può causare problemi non indifferenti per la vita sentimentale, professionale e di relazione: per esempio, la difficoltà a esprimere la propria opinione e il timore di mettersi in gioco anche quando la situazione lo richiederebbe.
In pratica
La timidezza si guarisce con un pò di fiducia in se stessi, pazienza (non si può cambiare improvvisamente carattere e modo di fare!) e determinazione. Ecco come.
  • Convivere con le proprie reazioni, imparare a non nasconderle
  • Sorridere delle proprie gaffes
  • Mostrare il proprio disagio: fa scattare la comprensione degli altri e aiuta a superare il momento
  • Ricordare che non si è inferiori ad alcuno e che le proprie idee valgono quanto quelle degli altri
  • Non rinunciare a sostenere il proprio parere
  • Chiedere aiuto agli amici per superare ansie, dubbi e paure
  • Evitare di essere aggressivi per nascondere la timidezza: meglio mostrare ciò che si è che rischiare di diventare antipatici
  • Indossare un abbigliamento semplice: evita di attirare l’attenzione, fa sentire comodi e quindi sicuri
  • Sfruttare a proprio vantaggio la timidezza: le donne che arrossiscono suscitano tenerezza e simpatia negli uomini, e la loro fragilità li induce a “proteggerle”

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Rinunciare a se stesse per amore

Rinunciare a se stesse per amore

Sono molte le donne che pur di tenere in piedi un legame tendono a sacrificare le proprie esigenze e desideri, chiudendo gli occhi di fronte alle numerose mancanze del partner. Tuttavia si tratta quasi sempre di una scelta destinata a rivelarsi perdente.


Tu vorresti avere dei fine settimana tranquilli e soffri il mal di montagna, ma non glielo hai mai detto e la domenica lo segui in estenuanti scarpinate sui monti; oppure hai paura delle moto ma sei sempre dietro di lui per non deluderlo. Sogni una vita casa e figli ma non glielo hai mai confessato perché lui invece ama viaggiare ed è sempre pronto a partire. O ancora, te ne vergogni ma accetti in silenzio la sua storia “parallela” sperando che prima o poi metterà la testa a posto. Ma sarà così?


Mai mostrarsi diverse
All’inizio di una storia sono molte le donne che scelgono si mostrarsi diverse da quelle che in realtà sono, accettando e sopportando condizioni sgradite.
Spesso è la paura di restare sole ed essere scartate immediatamente senza che lui abbia avuto il tempo di accorgersi del nostro valore. Ma molto spesso la componente più forte è il desiderio di assomigliare e piacere il più possibile al partner, con il sogno di rappresentare per lui quello che cercava da sempre in una donna. Ma tutto ciò rischia di confondere le cose scontentando entrambi perché prima o poi emergerà la vera te! Mostrarsi accondiscendenti all’inizio di una storia, dargliele tutte vinte, chiudere un occhio su questioni fondamentali nel tempo saranno atteggiamenti fatali e la storia sarà destinata ad arenarsi.


Mettersi a nudo
Anche se può costare caro, conviene sempre mostrarsi per ciò che si è, mettendo a nudo le proprie insicurezze e fragilità: non aver paura di far capire cosa ti piace, che sei una tradizionalista e talvolta gelosa, in fondo se tu! Fingere di essere un’altra non è giusto non solo nei suoi confronti ma soprattutto nei tuoi, perché ti sminuisce come persona.


Perché ci si annulla

In proporzione sono di più le donne che si annullano per amore rispetto agli uomini perché per motivi culturali sono più abituate a considerarsi deboli e fragili, dipendenti e bisognose di una persona a cui appoggiarsi.
Si tratta molte volte di donne che si amano poco e che quindi cercano nel partner rassicurazione ed è la paura di non essere amate e accettate che le porta ad adattarsi esageratamente al partner reprimendo i propri bisogni. Bisogna imparare invece ad essere assertivi cioè esternare chiaramente i bisogni e le emozioni che viviamo.


Alla base una dipendenza affettiva
Rinunciare a se stesse per amore è una dipendenza affettiva che ha origini antiche infantili. Vissuti di abbandono, violenze, esperienze intense che hanno lasciato una ferita. Molto spesso nell’altro si cerca qualcuno che possa rimarginare i nostri dolori antichi, e la coppia è un modo per “riparare” il passato.


Cosa fare
La prima cosa da fare è ristabilire un contatto con se stesse, capire ciò che davvero desideriamo e cosa ci piace. Imparare a dirlo a noi stesse per poi poterlo comunicare agli altri e al partner. Non pensare che fare tutto ciò che lui vuole è un modo per tenerlo stretto; prima o poi si stuferà perché il bello nella relazione è lo scambio e la differenza. Se capiamo che in tutte le nostre storie ci mettiamo in disparte è forse giunto il momento di farsi un’analisi, chiedere aiuto ad uno psicologo e imparare ad amarsi di più.


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