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mercoledì 23 giugno 2010

Figlio omosessuale



Rivelare la propria omosessualità per molti è ancora difficile, e chi riesce a farlo si arma di coraggio, sapendo che non sarà tutto semplice. Tuttavia le iniziative a favore dell’omosessualità cominciano a diffondersi, come dimostra la recente giornata mondiale contro l’omofobia. Ma cosa succede quando uomini e donne decidono di rivelare i propri gusti ai genitori? Come dovrebbero comportarsi mamma e papà?

L'omosessualità non è una scelta
Essere omosessuale non è una scelta; non si tratta se decidere di indossare un abito blu o uno rosso, perché è un sentimento che si inizia a provare e di cui si prende coscienza piano piano. Gli studiosi ritengono che alla base della scelta sessuale ci sia un mix di più ragioni (biologiche, ambientali e educative) che spingono una persona ad amare soggetti dello stesso sesso; ma si tratta solo di ipotesi e non di tesi univoche.

Le reazioni dei genitori
Quando una persona decide di rivelare la sua omosessualità in famiglia, le reazioni che si possono scatenare sono diverse. Talvolta sono i genitori ad accorgersi da soli delle scelte del figlio e riescono ad affrontare la questione con tatto e serenità. Altre volte, invece, la famiglia non nota, o non vuole vedere nulla per la paura di dover affrontare il problema. Ma per prima cosa è importante ridimensionare la questione: non esagerare, fare scenate isteriche, pensare che sarebbe stato meglio scoprire una malattia grave piuttosto dell’omosessualità. Poi è fondamentale non esprimere giudizi, ma ascoltare cosa ha da dirci nostro figlio/a, capire quello che sta provando, le sue emozioni e le sue paure. Non bisognerebbe mai far sentire il ragazzo/a in colpa, pensando di aver sbagliato come educatori e genitori. Non esistono errori né colpe: è una situazione normale, in cui il figlio ha bisogno solo di sentire intorno a sé fiducia e affetto incondizionati, perché i genitori lo devono amare per quello che è.

I consigli per le mamme
Quando viene annunciata l’omosessualità, molto spesso le mamme, soprattutto di figli maschi, reagiscono incolpando il marito, accusandolo di non aver passato abbastanza tempo con il figlio, di non avergli trasmesso i valori fondamentali e non avergli dato un modello maschile adeguato con cui confrontarsi. Ma questo è un atteggiamento molto sbagliato: l’omosessualità non è collegata al rapporto con i genitori, quindi non bisogna lasciarsi andare a recriminazioni e processi. Poi inutile drammatizzare perché l’identità sessuale non deve diventare un argomento clou, da tirar fuori in ogni occasione. È fondamentale invece, far sentire il figlio appoggiato.

I consigli per i padri
Nella maggior parte dei casi il padre ha molte più difficoltà ad accettare la situazione rispetto alla mamma. Se poi è il figlio maschio ad essere omosessuale viene messa in crisi la virilità del figlio e di netta conseguenza anche quella paterna. Per i papà è necessario uno sforzo in più; importante rimuovere ogni senso di colpa e se si pensa di non essere stato un buon genitore (che però non è la causa dell’omosessualità) questo può essere il momento giusto per ricominciare un nuovo rapporto. I papà dovrebbero dare la loro disponibilità e presenza, ascoltando senza giudizio e ricordandosi di amare il figlio senza pregiudizi.

Un aiuto
Anche nelle famiglie più aperte, la notizia può creare un certo sconvolgimento. Può, quindi, diventare importante chiedere aiuto a un esperto, oppure parlare con genitori che a loro volta sono passati attraverso questa fase. Proprio su questo è molto attiva Agedo, l’associazione genitori di omosessuali. Per informazioni www.agedo.org.

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