mercoledì 25 agosto 2010

Il ruolo dell'amante ... UOMO - DONNA



Il ruolo dell'amante

Lui lei e l’altra, l’amante: una figura scomoda, che difficilmente suscita simpatia, ma che spesso però capita e si trova coinvolta con un uomo sposato o impegnato. Magari per incoscienza o forse perché inizialmente si è state ingannate e poi si è rimaste coinvolte più del previsto. Senza falsi moralismi e giudizi, vogliamo provare a vedere una storia d’amore vista da questa parte.



Penelope e Calipso
Per comprendere la figura dell’amante si parte dalla ninfa Calipso; nell’Odissea si racconta dell’amore di Calipso per Ulisse e delle sue promesse di immortalità purchè non la lasciasse. Quando però Zeus costrinse Calipso a rinunciare al suo amore e Ulisse tornò da Penelope, la ninfa Calipso va incontro a una tragica fine. Nella mitologia Penelope viene venerata, mentre Calipso, che rinuncia all’amore, viene condannata. Ed è proprio la sensazione che prova chi per anni ha investito sentimenti, passioni e rinunce per rapporti clandestini di questo tipo, e spesso viene etichettata la rovina famiglie. E come capita nell’Odissea, anche nella vita spesso chi ci soffre alla fine è l’amante, perché quasi sempre viene lasciata o è costretta a lasciare.

Ladra di uomini o vittima?
Iniziare una relazione e con un uomo già impegnato mette in una situazione controversa: l’amante è colei che ruba ad un'altra donna l’amore e le attenzioni di un uomo, ed è derubata da questo del proprio amore perché si creano false aspettative. Tuttavia l’amante è sempre vista dalla società come colei che ruba un uomo; eppure difficilmente la donna lo fa per trasgredire, ma spesso ci mette cuore e affettività.

Per caso o per abitudine
È importante anche distinguere tra chi si scopre amante per caso e chi, invece, ha una specie di coazione a ripetere, ed inconsciamente o consciamente cerca sempre uomini impegnati. In questo caso è bene interrogarsi sul perché si entra sempre in questo ruolo. Per esempio ci sono donne che amano molto la loro libertà e non vogliono rinunciarvi, e le storie con uomini impegnati sono per loro la situazione migliore. Prendono il meglio dalle storie, senza il peso della vita domestica.

Chi sono questi uomini?
Molto spesso le speranze dell’amante vengono alimentate da promesse e corroborate da continue lamentele dell’uomo sulla legittima consorte. Le classiche frasi come “mia moglie è fredda”, “con lei sono infelice”, “stiamo insieme per i figli”. E così l’amante si accontenta temporaneamente sperando e attendendo un futuro migliore, alimentato dalle promesse che prima o poi la situazione cambierà. Spesso quello che non si comprende però, è che il ruolo dell’amante non è di terzo incomodo, ma di terzo comodo, perché in un certo senso salva la coppia dando a lui ciò che gli manca, completando perfettamente il suo rapporto di coppia. Purtroppo, banalmente, gli uomini fanno difficilmente scelte coraggiose, e sono incapaci di separarsi sia dalla moglie che dall’amante.

Cosa fare?
Ad un certo punto della relazione e dopo avere rivestito il ruolo dell’amante, occorre porsi alcune domande. Quando si capisce che la situazione non cambierà o si continua questo rapporto in un angolo accontentandosi delle briciole, o si prende atto della realtà. Ovviamente il metro di giudizio è il malessere personale e non la morale sociale. Chi soffre e spreca anni dietro a un uomo impossibile forse deve volersi più bene e mettere se stessa in primo piano, anche allontanando l’amato. Tuttavia non sempre si ha questa lucidità e molte donne preferiscono pazientare, diventando da donne Calipso, a donne Penelope.

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Gli uomini sono più bugiardi delle donne


Dicono 42 bugie alla settimana, 6 al giorno, il doppio di quelle dette dalle donna: non si tratta di bambini ma di uomini adulti. Le frottole più gettonate? Le donne e l’alcol. Una ricerca recente svela perché il sesso maschile è più propenso a mentire e cosa si nasconde dietro la frottola.


Le bugie
Tutti mentono, perché spesso la bugia aiuta a cavarsela in situazioni imbarazzanti e difficili. Tuttavia le menzogne non sono tutte uguali; ci sono quelle “bianche” dette per educazione e per non ferire la sensibilità degli altri. C’è quella che si racconta ai bambini per gratificarli, anche se ciò che hanno fatto non è proprio perfetto, e poi ci sono quelle a fin di bene. Più che soffermarsi se sia  giusto o sbagliato mentire, bisogna valutare bene le persone che vogliamo ingannare e soprattutto il miglior modo per farlo. Tenere dei piccoli segreti è indice di maturità e indipendenza e se sono singoli episodi le bugie vengono ammesse. Il problema nasce quando si innesca un circolo vizioso, e la bugia viene usata per qualsiasi cosa.

Bugia segno di immaturità

Le bugie degli adulti sono più difficili da interpretare e spesso segnalano un disagio. Le persone mature possono anche esprimersi con la verità perché è indice di coraggio delle proprie azioni e di umiltà ad accettare i propri errori. Coloro che mentono spesso sono rimasti infantili e non riescono a crescere. Se nel bambino la bugia può esprimere le paure e i bisogni di rassicurazione, nell’adulto l’uso costante di menzogne sta ad indicare l’incapacità a maturare.

Le bugie in amore

Ci sono uomini che in amore raccontano menzogne sistematicamente, come abitudine, costruendo veri e propri castelli di fantasia. Spesso questa modalità rappresenta una autodifesa che scatta quando non si ha il coraggio di svelare alla propria donna un segreto perché non le si vuol fare del male. Si tratta però di una giustificazione ed è solamente la paura di essere lasciati o che qualcosa nel rapporto possa cambiare. Ma le bugie hanno le gambe corte e prima o poi la verità viene a galla!

Uomini bugiardi
I segnali
Gli occhi non mentono, e nemmeno la mimica e la gestualità del corpo. Se con le parole si possono inventare tante cose, la mimica è più sincera. Ecco a quali segnali prestare attenzione.
  • Quando si racconta una bugia gli occhi si muovono più velocemente oppure si abbassa lo sguardo.
  • Un segnale di menzogna è la coerenza tra parole ed espressioni; se l’interlocutore dice di stare bene ma l’espressione è cupa significa che qualcosa non va; se c’è discrepanza tra ciò che si dice e espressioni, è sempre meglio affidarsi alla mimica.

I bugiardi cronici
L’uomo Pinocchio ha una grande necessità di mantenere alta la sua autostima attraverso continue conferme sulle sue capacità, ma ha difficoltà a comprendere di aver bisogno di aiuto. Dopo una bugia gli uomini si pentono spesso, ma solo momentaneamente, perché poi non segue mai un reale cambiamento. L’unico modo per aiutare questi uomini è abbandonarli di fronte all’ennesima menzogna e costringerli a rimanere soli a riflettere sui propri errori.

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mercoledì 18 agosto 2010

Baby shower: la festa per il bebè in arrivo



Si tratta di un’usanza tipicamente americana, ancora poco radicata in Italia, ma che si sta diffondendo piano piano anche nei paesi Europei. Una festa per rilassarsi, ricevere buoni consigli per il parto, confrontarsi con le amiche e con altre donne. Un momento di allegria per la futura mamma circondata dall’affetto di amici e parenti. Ecco che cos’è il baby shower e come si organizza.



Le origini
In origine questa festa veniva fatta dalle donne dell’alta società americana in epoca vittoriana: si festeggiava la nascita del bambino organizzando un te pomeridiano e ci si scambiavano regali e consigli. Un tempo avveniva dopo la nascita perché la donna in gravidanza preferiva non appariva in pubblico. Con la società moderna la situazione è cambiata e si è preferito vivere questa festa quando la mamma è ancora in attesa. In origine la festicciola si faceva solo per il primogenito, ma ora è abitudine estendere l’ evento anche per gli altri figli.


Organizzazione
Il baby shower viene organizzato sempre dopo il 6° mese di gravidanza, quando i pericoli maggiori sono passati e si sa il sesso del nascituro. Per prima cosa la futura mamma deve decidere chi invitare e solitamente di festeggia in casa, all’ora della merenda perché è la situazione più facile da organizzare.
Il rito vuole si scelga un tema per preparare pietanze e decorazioni; si può scegliere il colore del nascituro oppure temi come gli animali della fattoria, personaggi dei cartoon o fiori.
Il menu può essere una ricca merenda con pietanze dolci, o se si decide per la domenica un brunch, con pizzette e pietanze salate.
Elemento chiave è poi il ricevimento dei doni per il futuro bebè; si tratta solitamente di abiti, accessori e giochini. In America è talmente diffusa questa usanza che i  negozi per bambini si sono organizzati proponendo delle liste regalo, per evitare i doppioni.


Aspetti psicologici
Queste feste possono essere un modo per condividere l’attesa con le amiche e parenti, alcune delle quali hanno magari già vissuto questa esperienza. Questo momento consente uno scambio di consigli e aneddoti che contribuiscono a ridurre le paure e le ansie legate all’evento che si avvicina. La donna in gravidanza ha bisogno di condividere le proprie aspettative, ansie e desideri con le altre donne, perché spesso la nascita di un figlio, in un’epoca sempre più centrata sulla solitudine, è un evento che sconvolge gli equilibri personali e familiari ed è fonte non solo di felicità ma anche di disagio. Ecco perché organizzare situazioni conviviali in gravidanza fa bene alla coppia e alla mamma.

In Italia?
In Italia si tratta di un’usanza ancora poco diffusa perché il nostro popolo ha un approccio ancora molto intimo e individuale nei confronti della gravidanza. Talvolta anche scaramantico! Si preferisce rimandare festeggiamenti e acquisti a dopo il parto, per essere certi che tutto sia andato bene.

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giovedì 12 agosto 2010

Dipendenza affettiva



Se l'amore verso una persona diventa una sorta di droga non è sano, è una situazione da curare.


La dipendenza affettiva è un problema abbastanza recente. Pare che la psicologia abbia iniziato a considerare questa dipendenza a partire dagli anni '70, quando la psicologa americana Robin Norwood pubblicò il libro Donne che amano troppo.
Tuttavia già nel 1945 lo psicanalista Fenichel, nel Trattato di psicanalisi delle nevrosi e psicosi, introdusse il termine amoredipendenti per  indicare le persone che necessitano dell'amore, così come altri necessitano del cibo o della droga.
La dipendenza affettiva
La dipendenza affettiva presenta numerose caratteristiche simili alle dipendenze in generale, pur presentando, rispetto a quest'ultime, una differenza sostanziale: sviluppandosi nei confronti di una persona è più difficile da riconoscere e da contrastare.
Se è normale che in una relazione, soprattutto durante la fase dell'innamoramento, ci sia un certo grado di dipendenza e la voglia di "fondersi con l'altro" e a lungo andare il bisogno fusionale va scemando, nella dipendenza questo processo non si interrompe mai. Chi dipende dedica completamente tutto sé stesso all'altro e vede nell'amore l’unica risoluzione dei propri problemi, che spesso hanno origini profonde quali "vuoti affettivi" dell'infanzia.
I sintomi
Le persone che dipendono affettivamente provano una serie di disturbi e sensazioni:
  • Paura di perdere l'amore
  • Paura dell'abbandono, della separazione
  • Paura della solitudine e della distanza
  • Paura di mostrarsi per quello che si è
  • Sensi di colpa
  • Forte rancore e rabbia
  • Senso d'inferiorità nei confronti del partner
  • Coinvolgimento totale e vita sociale limitata
  • Gelosia estrema e ossessività.
L’ipnosi per i problemi affettivi
Più o meno tutte le persone hanno sperimentato almeno una volta nella vita una situazione di dipendenza amorosa, dovuta solitamente all’instaurarsi di relazioni sbagliate, dalle quali non si riesce ad uscire. L’ipnosi può riuscire proprio a sbloccare queste situazioni, soprattutto in chi è recidivo, restituendo l’equilibrio perduto e ripristinando una buona relazione con le altre persone.
Si procede andando a scavare nel vissuto della persona attraverso un’ipnosi regressiva che scioglie i nodi emotivi che spesso risalgono a esperienze genitoriali che poi nel corso della vita hanno condizionato le relazioni con il partner. Compito dell’ipnoterapeuta è entrare in comunicazione con l’inconscio, inducendolo a reagire e a risolvere questioni in sospeso con il passato e a creare una forte motivazione, che serve a non ripetere più gli stessi atteggiamenti negativi verso se stessi e verso gli altri.
Sempre più diffusa
Secondo un sondaggio la maggior parte delle persone che si rivolgono all’ipnosi lo fanno proprio per problemi relazionali ed affettivi. L’ipnosi regressiva, infatti, permette di effettuare una ristrutturazione personale in tempi relativamente brevi e consente di scoprire gli antefatti, cioè le cause, che sono responsabili dei conflitti interiori, liberandone le emozioni negative rimaste compresse. In questo modo si riducono i rancori e i risentimenti passati, intrappolati nel profondo dell’inconscio che causano delle relazioni impossibili.
Attenzione: non è per tutti!
Tuttavia l’ipnosi non è indicata a chiunque. Deve obbligatoriamente essere il medico che, dopo un’attenta analisi del paziente e dei suoi disturbi, può valutare se è il caso e il momento di scegliere come metodo di cura l’ipnosi. Potrebbe però essere un trattamento non indicato per il caso specifico e quindi potrebbe non essere fatto. E’ importante scegliere un medico a cui fare affidamento e da seguire con tranquillità e serenità.


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Rimpianto per l'ex



Quando finisce una storia spesso si prova rimpianto. Non importa quanto sia durato il rapporto o i motivi che hanno portato alla sua fine, perché in qualsiasi caso si prova spesso una forte nostalgia per la persona che non è più al nostro fianco e per i momenti felici passati. Se il rimpianto è fisiologico nei primi mesi, può trasformarsi in un blocco quando diventa in un pesante macigno che impedisce di cambiare vita e innamorarsi nuovamente.



Il rimpianto: una fase normale
Il rimpianto per la fine di una storia è un sentimento normale perché è necessario elaborare la fine della relazione come se fosse un lutto. Nei primi mesi della rottura è una fase del tutto fisiologica, provoca una forte nostalgia nei confronti del partner e tornano alla mento solo i momenti felici vissuti con la persona che non è più al nostro fianco. Per dare un senso alla rottura bisogna attraversare tre fasi:

  • La negazione: immediata alla fine della storia, in cui si nega ciò che è accaduto, soprattutto se si è stati lasciati. Si prova angoscia e ci si convince che non è tutto finito.
  • La rabbia: si è delusi dal partner per il dolore che ci sta facendo vivere e si provano sentimenti negativi.
  • L’accettazione: il momento in cui si comprendono le ragioni della rottura e gli aspetti positivi di quanto è avvenuto.
Nostalgia per qualcosa che non c’è più
Il rimpianto, come ogni sentimento, comprende una parte emotiva e una cognitiva, la ragione. Da un punto di vista emozionale il rimpianto assomiglia alla tristezza, che però viene fuori quando valutiamo un ricordo e pensiamo che una certa situazione, o sentimento, potevano essere vissuti in modo diverso.
Il rimpianto perciò è un pensiero legato al passato che indugia nella mente. Si tratta di un sentimento che può essere positivo se si tratta di una specie di nostalgia dal sapore dolce, il ricordo di qualcosa che però suscita tenerezza senza diventare ossessione. Ha, invece, una valenza negativa se si trasforma in pensiero ossessivo che occupa costantemente la mente; in questo caso la quotidianità viene disturbata da continui pensieri sul passato impedendo di vivere il presente.


Come salvaguardarsi
Dopo la fine di una storia l’aspetto più negativo è la rabbia; si tratta di un momento in cui si sfogano tutte le emozioni dal dolore, al rancore alla disperazione. In questo modo si impara a vedere i problemi che hanno causato la crisi e la rottura e si impara ad accettare la fine di un amore. Quando invece non si sfogano i sentimenti negativi, si rimane ancorati al passato e i rimpianti si fanno sempre più insistenti e si continua a rimuginare su ciò che è stato. Spesso alla base del rimpianto c’è la rabbia e la paura di soffrire; piuttosto che piangere e soffrire talvolta si preferisce negare l’evidenza evitando così di elaborare il rimpianto.

Cosa non fare
Il rischio nel momento in cui il rimpianto è ossessivo, è quello di voler riconquistare ad ogni costo l’ex amore. I ricordi di quello che è stato tendono a farci vedere solo gli aspetti positivi della relazione così che la mancanza dell’amato diventa insopportabile. Si tratta di un errore pericoloso perché non consente di mettere alle spalle il passato, imparando a guardare la storia anche con i problemi che generava le incompatibilità che hanno scaturito la fine della relazione. Ma è importante ricordare che si rimpiange ciò che si era, e con il passare del tempo si cambia e tornare insieme potrebbe solo peggiorare la nostra felicità.

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giovedì 5 agosto 2010

Tipologie di maschi in chat



In questi ultimi anni, con la presenza di una gran quantita di social network, programmi di instant messaging e chat, sono molti gli uomini che tentano di trovare l'amore tramite il web. Spesso si usano questi mezzi virtuali perchè si è molto timidi per poter instaurare un rapporto faccia a faccia, ma altre volte la ricerca dell'amore tramite le chat viene effettuata anche da chi è già fidanzato o sposato e che magari mente sulla propria situazione sentimetale tramite un falso profilo.
Vediamo quindi quali sono le diverse tipologie di uomini "virtuali" che possiamo incontrare sul web.

IL TIMIDO
Tra tutti gli uomini, è siuramente l'unico che tenta la scorciatoia del web perchè ha realmente interesse di incontrare una specifica donna. Il profilo corrisposnde spesso a realtà, anche se probabilmente inserisce le foto migliori che lo ritraggono in vacanza o mentre fa sport. Magari è pure una persona già presente nella vostra vita (amico, collega, conoscente, ex fidanzato.)
Solitamente il Timido inizia l'approccio con un messagio di saluto, proseguito da una battuta, fin quando non acquista una sicurezza tale da postarvi il suo numero di telefono.
Chi riceve le attenzioni di un Timido che piace, può tranquillamente continuare a farsi corteggiare.

IL MARPIONE
Il Marpione corrisponde al tipico uomo che ci prova sempre con tutte, infatti la sua attività preferita é passare al setaccio tutti i profili delle donne, amiche di amiche, colleghe di colleghe che abbiano nomi, cognomi o nickname sessualmente attraenti (Deborah, Jessica e DolcePupetta siete state avvisate...). Ma non finisce qui, perchè la ricerca si fa sempre più dettagliata, la scelta cade su donne con minimo la quarta di reggiseno, o con foto con scollature prorompenti o in posizioni seducenti.
Quando il Marpione ha trovato la donna di suo interesse, inizia a tartassarla con messaggini sdolcinati, e poesie scopiazzate qua e la. Solitamente se il Marpione è un pò bruttino, si cela dietro foto di attori e sex simbol. Altrimenti senza farsi tanti problemi, ci prova e basta...prima o poi qualcuna cadrà tra le sue braccia.

IL DISPERATO
E' l'uomo più fastidioso che si possa incotrare sul web. Non si arrende mai! Può addirittura arrivare ad inviarti 100 messaggi uguali, fremendo per una tua risposta.
Pur di entrare in contatto con una donna, finge di avere gli stessi gusti, di aver fatto le stesse esperienze di vita...può capitare pure che in casi estremi si arrivi allo stalking.
Questa tipologia di uomo cerca nel web perchè ha bisogno di una distrazione da una relazione infelice, o perchè magari nella sua vita non è mai riuscito a conquistare una donna.



IL NARCISO
E' l'uomo affascinante, che si sa muovere bene nella vita reale, ma quando non ha di meglio da fare, si butta pure in una ricerca sul web. Il pregio di quest'uomo è che si propone con argoneti interessanti e non stressa per ricevere una risposta.
La sua caratteristica è quella di elogiarvi con complimenti ricercati, che in realtà si sta facendo da se per auto compiacersi. Nonostante ciò, riesce a provocare una certa dipendenza dalle sue mail.
Le donne sul web in realtà servono al Narciso solo come "allenamento", per misurare di giorno in giorno il suo potenziale di seduzione. Vuole essere sempre sicuro che magari, nonostante sia fidanzato, il suo fascino rimanga sempre a livelli molto alti.

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Da come dorme il tuo lui e ti dirò chi è


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Se vuoi scoprire che tipo è il tuo nuovo fidanzato, aspetta che si addormenti e osservalo. Dal suo stile tra le lenzuola, puoi intuirne la personalità e il suo modo di mettersi in gioco.



Ha il sonno leggero
L’uomo che apre gli occhi al minimo movimento o rumore speso si rivela una persona molto sensibile e attenta ai tuoi bisogni. Tuttavia vive in un perenne stato di allerta e non riesce mai a lasciarsi andare completamente, può essere un individuo timido e quindi manifestare delle difficoltà a condividere con te le sue emozioni e i propri spazi, ma se riuscirai a conquistare la fiducia troverai un tesoro.
Consiglio: abbraccialo spesso perché ha bisogno di tenerezza e attenzioni, anche se non lo ammetterà mai. Tra le lenzuola ti ripagherà con coinvolgimento a patto che sia tua a prendere in mano la situazione facendogli capire cosa ti piace.
Dorme tranquillo
Chi ha un sonno profondo e indisturbato è solitamente una persona solida, che lascia i problemi fuori dall’inconscio e che sa gestire le tensioni. Con le donne, l’uomo di questo tipo, tende ad avere relazioni sane in cui mette in gioco le emozioni, rivelandosi un amante presente e attento. Se di notte, anziché cercare un contatto fisico con te, abbraccia il cuscino, potrebbe significare che non ti considera ancora parte delle sua vita.
Consiglio: per abbattere la barriera prova a rassicurarlo con un gesto semplice, come ad esempio sfiorargli la mano e tenergliela nella tua prima che si addormenti.
Si gira in continuazione
Di notte il tuo uomo si rigira di continuo e rischia quasi di travolgerti, come se fosse solo nel letto? Potrebbe essere indice di un uomo insoddisfatto, che non ha ancora trovato la sua realizzazione personale. È una situazione che lo rende ansioso e gli va stretta. Con lui potrebbe servire molta pazienza, se realmente è una persona concentrata su di sé e fatica a trovare la pace interiore.
Consiglio: cucina per lui, invitalo al cinema, fallo ridere e rilassare; gioca con la sessualità e impara a massaggiarlo. È un uomo che aspira ad avere una compagna premurosa e rassicurante.
Non dorme
Non chiude occhio e nel cuore della notte si alza a guardare la tv? Solitamente chi ha atteggiamenti di questo tipo è perché ha molti pensieri in testa. È un uomo ambizioso e perfezionista e cerca di dare il massimo in ogni situazione. Ogni cosa è solitamente fantastica, tranne il sesso, in cui lascia un po’ a desiderare, sia per la stanchezza che accumula sia per il bisogno di tenere sotto controllo ogni cosa.
Consiglio: armati di pazienza e di autostima e prendi tu l’iniziativa a letto, anche se lui sembra non averne voglia.


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errori delle donne in amore



Alcuni comportamenti delle donne in amore possono essere errati e nuocere al rapporto. Cerchiamo di evitare questi atteggiamenti negativi.


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Molto spesso le donne mettono in atto una serie di comportamenti standardizzati nelle relazioni amorose, che possono causare liti, scenate e rotture. Talvolta dipende tutto dall’innata tendenza inconscia a sabotare la felicità. Ecco alcune situazioni tipiche e come cambiare.


Quelle che dicono sempre no
Andare via un week end? Non se ne parla! Uscire con gli amici? Assolutamente no perché sono stanca. Una cena al ristorante? Preferisco stare a casa. Quante donne si riconoscono in questa descrizione? Magari vi comportate così senza accorgervene, eppure accade.
Molto spesso sono donne che hanno bisogno di controllare tutto o che antepongono i doveri al piacere, tuttavia la sostanza non cambia e così facendo non si lasciano andare. Così capita che queste donne causino staticità al rapporto e il rischio è l’allontanamento del partner.
Come cambiare: Prova a metterti nei suoi panni, come reagiresti se a tutte le tue proposte lui ti dicesse di no? Il fatto che lui proponga una serie di cose è perché ha voglia di condividerle con te; quindi cerca di accontentarlo e recupera l’entusiasmo dell’inizio. Questo non significa dire sempre di sì, ma trovare una complicità giocosa per movimentare il rapporto.


Quelle che fanno sempre scenate
Quando comunichi con lui è sempre un litigio? Per farti ascoltare urli? Forse ci sono sotto dei problemi, che però non si risolvono certo con le scenate. Sotto sotto si nasconde una certa insoddisfazione.
Come cambiare: Bisogna cambiare la modalità di discussione e imparare a gestire i conflitti in modo adulto. Basta cominciare dando il giusto peso alle cose, e imparare ad essere autonoma nella soluzione dei problemi.


Se corri un po’ troppo
Esci con un ragazzo da qualche mese, state bene, ma poi scompare nel nulla. Allora pensi che sia l’ennesima presa in giro. Talvolta però le donne non vivono le cose per ciò che sono ed è tale la voglia di una relazione che si perde la lucidità. Si tende a confondere i piani e a riportare tutto sotto la sfera affettiva, ma uscire insieme e frequentarsi non significa automaticamente essere ufficialmente fidanzati.
Come cambiare: Impara dagli uomini, che spesso non rimangono in spasmodica attesa di una telefonata e non eccedono con le richieste. In questo modo scoprirai la leggerezza del rapporto e le cose avverranno senza forzature, con calma e con i giusti tempi per entrambi.


Ti lasci invadere dall’imbarazzo
Appartieni a quelle donne che sui social network hanno migliaia di amicizie e sono sempre corteggiate, ma poi nella vita reale non sai come comportarti e ti lasci sopraffare dall’imbarazzo? Forse hai solo paura e ti rifugi in un mondo protetto, ma così non vivi realmente e fuggi, con la conseguenza di rimanere poi sola nella vita.
Come cambiare: Mettiti in gioco con la tua vera faccia, anche se questo significa avere delle delusioni. Solo così potrai farti conoscere davvero e gli altri sapranno chi sei e potranno apprezzarti realmente.


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