sabato 28 maggio 2011

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martedì 17 maggio 2011

La cosa più bella del mondo, L'amore



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23 Domande e 23 Risposte
Il giorno più bello? Oggi.
L'ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L'errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L'egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L'accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L'ottimismo.
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto.
La forza più grande? La fede.
La cosa più bella del mondo? L'amore.



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domenica 8 maggio 2011

Origini della festa della Mamma



Origini della festa della Mamma

VIVA TUTTE LE MAMME DEL MONDO




Edoardo Bennato - Viva la mamma -

Ogni anno, la seconda domenica di maggio, si celebra la festa della mamma. Un’occasione per ringraziare la mamma per l’amore che dà ai suoi figli.
Tutto cominciò nel diciassettesimo secolo in Inghilterra quando venne istituito il Mothering Sunday. Ai figli che lavoravano lontano da casa venne dato, nella quarta domenica di Quaresima, un permesso speciale per rientrare a casa per festeggiare la mamma.
In Italia la festa della mamma venne celebrata per la prima volta nel 1957 ad Assisi. Da allora è diventata una vera tradizione, una ricorrenza che 'fa bene alla salute'.


La Festa della mamma nacque negli Stati Uniti e fu ufficializzata nel 1914 dal presidente americano Woodrow Wilson, con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. Oggi la festa della mamma è una ricorrenza diffusa in tutto il mondo ma, a seconda dei Paesi, cade in date diverse.
In Italia viene festeggiata la seconda domenica di maggio, come negli Stati Uniti.

Di seguito le date in cui viene festeggiata la festa della mamma in alcuni Paesi:
seconda domenica di febbraio: Norvegia.
8 marzo: Bulgaria, Romania, Serbia, Slovenia.
quarta domenica di quaresima: Irlanda, Regno Unito.
21 marzo (primo giorno di primavera): Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Libano, Siria.
prima domenica di maggio: Lituania, Portogallo, Spagna, Ungheria.
8 maggio: Corea del Sud.
10 maggio: India, Messico, Pakistan.
seconda domenica di maggio: Italia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Hong Kong, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Perù, Filippine, Singapore, Sudafrica, Svizzera, Turchia, Stati Uniti, Venezuela.
26 maggio: Polonia.
ultima domenica di maggio: Francia, Haiti, Repubblica Dominicana, Svezia.
12 agosto: Thailandia.
ultima domenica di novembre: Russia.
22 dicembre: Indonesia.

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giovedì 5 maggio 2011

Charlie Chaplin , Ho perdonato errori quasi imperdonabili,



Charlie Chaplin 
 
Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insosti...tuibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante! 

[Charlie Chaplin]

LEGGI ANCHE: http://cipiri12.blogspot.it/2011/01/discorso-allumanita-buoni-propositi-per.html

 

 Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell'umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo.
(C. Chaplin)

 

 Magrezza estrema: colpa dei media



Magrezza estrema: colpa dei media?
leggi tutto qui :

La plastica minaccia la fertilità maschile



La plastica minaccia la fertilità maschile

SCIENZA: La plastica minaccia la fertilità maschile: La plastica minaccia la fertilità maschile La plastica, oltre ad essere nociva per l’ambiente, rischia anche di compromettere la ferti...

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lunedì 2 maggio 2011

Misandria - Misoginia - Misantropia




Misandria - Misoginia - Misantropia



 
Misantropia
 
La misantropia è l'odio totale o sfiducia nei confronti della razza umana, l'attitudine all'antipatia e alla sfiducia verso le altre persone. Può essere in due forme: misantropia elevata o misantropia lieve, nel primo caso la misantropia è molto elevata e induce l'individuo ad agire contro l'umanità con determinate azioni o ad entrare in una stasi mentale molto complicata che spesso sfocia in alienazione totale, suicidio o eremitismo, nel secondo caso invece c'è qualche traccia di odio, sfiducia e avversione verso l'umanità in generale ma l'individuo riesce comunque a integrarsi con altri individui della società contemporanea, senza alienazioni o simili. L'etimologia della parola proviene dal greco μ?σος ("odio") + ?νθρωπος ("uomo, essere umano"). Un misantropo è una persona che odia o non si fida dell'umanità e nella maggior parte dei casi della propria umanità.
La misantropia non implica necessariamente sadismo o masochismo, o una disposizione antisociale e sociopatica verso l'umanità.
 

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 Misoginia
 
La misoginia (dal greco μισεω miseo, io odio e γυνη gyne, donna) è un'avversione nei confronti delle donne; generalmente da parte di uomini, più raramente da parte di donne.

In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misandria.
Spesso è usato come sinonimo o rafforzativo di maschilismo; i due concetti sono in realtà differenti considerando la misoginia come un atteggiamento individuale e il maschilismo (da quale la misoginia può, in alcuni casi, derivare) come un atteggiamento culturale, non necessariamente accompagnato da odio, manifestatosi nel recente passato, che considerava gli uomini superiori alle donne ed a cui pertanto, secondo il punto di vista di alcune teorie femministe, venne attribuito il significato, di essere una convinzione preconcetta, come anche il razzismo, dannosa per il genere femminile.
Esistono forme di misoginia rilevate anche in alcuni comportamenti femminili (ossia da donna nei confronti di altra donna), soprattutto nel passato, ma anche in tempi più attuali, le ragioni possono essere di svariata natura: esperienze personali forti, vissute nel rapporto con altre donne, aspetti culturali propri, o tramandati dai propri avi, rivalità insite in ambiti famigliari e sociali, il modo in cui si vive la competizione, sul piano passionale o anche nel contesto lavorativo.
La misoginia è diretta verso le donne considerate come gruppo: un misogino/a può intrattenere comunque delle relazioni affettuose di amicizia e amorevoli con singole donne; di converso, avere relazioni negative con un gran numero di donne prese singolarmente, non significa necessariamente essere misogini/e.
 

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 Misandria
 
Il termine misandria (dal greco μ?σεω (mìse?), odiare, e αν?ρ (anér), uomo) indica un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l'uomo ed il genere maschile.

L'atteggiamento ed i comportamenti misandrici sembrano indirizzati in misura prevalente verso l'uomo eterosessuale, sessualmente maturo, essendo orientati solo in rari casi anche verso i maschi in età minore o verso categorie maschili non eterosessuali.

In ragione di questa specifica delimitazione della categoria umana oggetto di avversione si distingue dalla misantropia e costituisce il concetto speculare e contrapposto della misoginia.

Benché prioritariamente osservato nei comportamenti femminili, il pregiudizio misandrico appare occasionalmente anche in alcuni comportamenti maschili, tendenti all'autosvalutazione, e determinati da cause molteplici, tra cui pressioni o tensioni psicologiche, che possono derivare da esperienze negative vissute, aspetti culturali indotti da trasformazioni sociali economiche e del costume, che possono influire, anche se in maniera differente da soggetto a soggetto, sul livello di autostima, sul senso di appartenenza, di importanza, e di partecipazione della propria persona, nella collettività.
La criminalizzazione dell'intero genere maschile, dopo un fatto di cronaca che riguarda una violenza in famiglia contro una donna, è anch'essa una manifestazione di misandria.
Il termine misandria, compreso quasi esclusivamente nei testi specializzati (psicologia) sino al secolo scorso, è entrato a far parte dei dizionari dall'inizio del III millennio e si ritiene questo un possibile portato culturale del femminismo.




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domenica 1 maggio 2011

Donne e Uomini



Donne e Uomini



L’arroganza del potere
machista.

di Marco Reati

Perché parlare di relativismo? E' uno dei
tanti “ismi” con cui cataloghiamo costumi e
comportamenti per dar loro una valenza intellettuale?
Credo proprio di no, innanzitutto perché qui
stiamo parlando di valori fondamentali, imprescindibili
da qualunque struttura sociale
“civile”. Il rischio è una pericolosa deriva anarchica,
non l'Anarchia che da più di cento
anni propone e studia alternative ad ogni
potere, condivisibili o meno, ma comunque
nobili pensieri, ma l'anarchismo liberista,
frutto del “mercato”, assoluto padrone di un
mondo senza regole, dove la legge del profitto
trasforma il “Diritto” in legge della giungla.
Stiamo di nuovo parlando di sopraffazione.
Quale uguaglianza? Quale internazionalismo
multietnico e multiculturale? Quale rispetto
delle minoranze e dei più deboli?
Qui ed ora si sta riaffermando l'aspetto più
truce del potere, la capacità di sopraffare chi
non gli serve. Finora è stato strisciante, nonostante
le denunce di chi aveva capito, ora
è manifesto in modo palese, piega i lavoratori
col ricatto e in cambio promette di non
metterli in mezzo a una strada; usa le donne
per il suo piacere narcisista e per celebrare
la sua virilità di maschio, padre e padrone.
Valutandole come manze al mercato continua
a evitare di considerarle persone (o pari?).
Ci sono momenti in cui mi vergogno di
appartenere al genere maschile, come se
l'essere nato così fosse una colpa, un peccato
originale visto dall’altro fronte, il frutto di un modello culturale duro a morire, che non
è né di destra né di sinistra. L'unica differenza è che
la destra lo esplicita di più, mentre a sinistra prevale
un’ipocrisia di fondo, della quale mi vergogno ancor
di più. Non è difficile ascoltare nei circoli i commenti
maschili ai vari “bunga bunga” (mi si perdoni il termine).
Più che una sincera indignazione, avverto una
sorta di rabbia invidiosa: essere il sultano nell'Harem
piace ancora oggi a troppi maschi.
Finché la consapevolezza di non essere bestie (dico
bestie e non animali che è un termine più nobile) non
prenderà il sopravvento sull'istinto di “maschio dominante”,
non ci sarà mai una vera pace di genere e le
donne continueranno ad essere considerate oggetti
da possedere.
“..Fatti non foste a viver come bruti..” recitava settecento
anni fa Dante; dove sono la ragione e la capacità
di gestire impulsi e sentimenti?
Sono convinto che l'umanità abbia una sua “etica”,
scritta dai millenni di storia dell'uomo e che chiunque
lo “VOGLIA” e lo “SCELGA” può praticarla.


LEGGI ANCHE

Perchè gli uomini sono ossessionati dal seno femminile



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