venerdì 20 aprile 2012

perché sono diventata una escort

 

 

perché sono diventata una escort


Come si diventa escort e perché? Bz Berlin ha incontrato una delle più famose accompagnatrici tedesche.


Bz Berlin la descrive come una donna dal look sobrio, giacca e cravatta nera, collana di perle, camicetta costosa: insomma si potrebbe scambiare tranquillamente per una parlamentare italiana.


COME SI VIVE DA ESCORT – Kathi guadagna in una settimana quanto un operaio incassa in cinque mesi, lo sa e se la ride durante l’intervista. Spiega come è arrivata a questo lavoro: “Sono sempre stata avventurosa – afferma la donna – anche se vengo da una casa in campagna. I miei genitori sono dipendenti pubblici e ho una sorella più piccola di due anni. Andavo in discoteca e facevo arti marziali”.

UNA RAGAZZA COME TANTE ALTRE - Kathi è una  ragazza comune ma con un nome d’arte. “Dopo la maturità mi sono trasferita ad Amburgo perché ho trovato un posto di formazione, sono andata a vivere in un monolocale e una sera, mentre facevo zapping in tv, sono rimasta impressionata da un programma televisivo sulle ragazze escort”. È stato proprio in quell’istante che la ragazza ha pensato di apportare delle migliorie al mercato iniziando a vendersi.

L’INIZIO - Non ricorda la sua prima volta ma prima di lavorare faceva già molto sesso e quindi è sorto il dubbio: “perché non avviare un business”? Ha scritto una e-mail  a un’agenzia e “dopo un incontro con il capo è arrivato subito il corso di formazione per imparare a scegliere l’abito giusto e le buone maniere”. Il primo incontro con un cliente è avvenuto in un hotel di lusso di Amburgo: “un uomo d’affari olandese quarantenne, abbiamo parlato in inglese di musica e mi è piaciuto”.

KATHI CI PRENDE GUSTO – Le tariffe di lavoro la convincono definitivamente nella scelta di quello che diventerà il suo lavoro: 400 euro per due ore, da 1000 a 2500 a settimana e oltre 5000 per una vacanza col cliente. “L’agenzia raccoglie solo una percentuale – dice la ragazza – a me resta solo qualche migliaio di euro al mese”. Non è una ninfomane Kathi perché “sarebbe patologico” e non è nemmeno una prostituta poiché ha ancora un lavoro regolare che le piace e veste i panni della escort solo quando ha voglia di sesso.

GLI INCONTRI – Non ha un partner stabile e due volte a settimana indossa lingerie sexy e l’abito di scena per andare in raffinati hotel di Amburgo, Berlino, Zurigo e Lussemburgo. In camera c’è sempre un cliente pronto ad aspettarla. “Gli uomini attraenti sono i più divertenti e i ragazzi giovani si aspettano molto di più per la tariffa che chiedo”.

TUTTI GLI UOMINI DELLA ESCORT – “Guardo le foto della loro famiglie e chiacchiero sulle loro mogli. Molti uomini tolgono la fede prima,  d’estate si nota particolarmente per il segno dell’abbronzatura sul dito”. Kathi non ha paura di loro anche se ammette di fare arti marziali per essere sempre pronta a difendersi ma non serve quasi mai perché gli incontri avvengono in strutture di lusso appositamente selezionate.

MAMMA E PAPA’ CHE DICONO? – “Non vedo quasi mai i miei genitori, siamo troppo diversi – afferma la ragazza – a mia madre ho rivelato di recente cosa faccio per vivere e lei è rimasta sconvolta: crede che lavori in alberghi logori con persone poco raccomandabili e invece avviene praticamente l’opposto”. Quando in agenzia vedo le modelle di cinquant’anni mi rendo conto di aver avanti ancora tutta una carriera. Tanti auguri Kathi da tutte le precarie del mondo.


“Fate pagare le tasse alle escort”

- La Guardia di finanza di Rimini incastra due lucciole che evadevano il fisco



Non dichiaravano alcun tipo di reddito, ma avevano una casa in centro e una macchina di lusso di loro proprietà.

LUCCIOLE SFORTUNATE – Sono le due escort fermate dalla Guardia di finanza di Rimini che, dopo le opportune verifiche, dovranno versare quanto hanno evaso negli ultimi anni. Le “sfortunate” lucciole, come racconta “Il Corriere di Romagna”, sono le prime di una lista destinata ad allungarsi se i futuri pronunciamenti delle varie commissioni tributarie daranno ragione al lavoro delle Fiamme Gialle che hanno incrociato i dati patrimoniali delle due donne con le dichiarazioni dei redditi.

ATTIVITA’ DI MERETRICIO – La chiave di volta – come ricorda il quotidiano romagnolo – è una sentenza della Corte di Cassazione del 13 maggio 2011 che ha risolto positivamente la questione relativa alla tassazione (imponibilità) dei proventi derivati dalla attività di meretricio, ribaltando il precedente pronunciamento della commissione tributaria competente. Una volta fatte legittimamente le pulci a conti bancari e patrimoniali, si determina un’inversione dell’onere della prova, a carico del contribuente. Se le due donne dovessero raccontare che si tratti di regali di facoltosi clienti, sarebbero questi ultimi a tremare. (TMNews)

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