lunedì 21 maggio 2012

marcia delle sgualdrine





 marcia delle sgualdrine

 Sbarca in Europa il movimento nato negli Usa: donne che rivendicano il diritto di andare vestite come vogliono senza sentirsi accusare di 'attirare gli stupratori'. Sembra una cosa Anni '60, invece, a quanto pare, ce n'è più bisogno che mai .


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 Arriva in India la protesta contro la violenza e la discriminazione sessuale, sotto il nome volutamente provocatorio di "marcia delle sgualdrine".


 Come ci insegna la storia, in diverse occasioni le donne si sono riunite in segno di protesta verso qualcosa, occupando la scena sociale e, soprattutto, esprimendo il proprio pensiero. Le forme utilizzate sono state le più disparate e vedevano coinvolte migliaia di manifestanti caparbie e risolute nel loro intento.
Un esempio di questo tipo, da qualche tempo, sta contagiando le donne di diverse parti del mondo, riunite per dar voce ai loro diritti. Partita infatti dal Canada, l'iniziativa delle partecipanti è confluita nella cosiddetta "marcia delle sgualdrine", all'interno del quale si sono riunite donne di ogni età, rigorosamente nude o seminude. Le protestanti sono scese in piazza per rivendicare le loro libertà e, soprattutto, la propria sessualità. Come si sà, infatti, in molte parti del globo, ancora, la donna non ha valore umano, restando sottomessa al volere degli uomini, nei diversi gradi di parentela.

Vestite da "sgualdrine", le protagoniste del movimento "si mettono a nudo", per mostrarsi nella loro intera figura femminile. L' intento provocatorio sottolinea la voglia di queste donne di liberarsi degli schemi sociali e dalle proibizioni che le vengono imposte. In tal modo, esse sono libere, almeno per un giorno, di farsi vedere da tutti per quello che realmente sono, senza veli o burqa che coprono la personale bellezza fisica. Sebbene alla marcia partecipino anche donne libere di pensare e di agire, la solidarietà mostrata alle compagne musulmane, israelite e di altre culture, è servita ad incuriosire l'opinione pubblica.

Nelle società più democratiche, spesso, sfugge il reale spessore del problema femminile nelle altre parti del pianeta. Il benessere e il successo inebriano l'uomo occidentale, che, ormai, tratta alla pari la donna, non limitando la propria libertà. Sebbene la parità possa portare ad invidie di sesso, nulla toglie che il rispetto dei diritti femminili abbia raggiunto importanti risultati. In alcuni casi poi, sembra che i ruoli si siano capovolti e che l'uomo abbia lasciato il proprio posto, per assumere quello che prima era riservato alla figura femminile.

Nonostante le forme di protesta, i dibattiti sociali ed altre forme di divulgazione del pensiero femminista, la situazione non cambia in quelle zone dove il diritto maschile ha la supremazia sul sesso opposto e dove aumentano i pregiudizi sulla differenza sessuale. In questi luoghi, l'antica cultura prevarica sulla modernità, lasciando al proprio destino migliaia di bambine, ragazze, madri, etc.
Dunque, puntare i riflettori sui loro problemi non guasta, anzi stimola a cercare soluzioni e a fornire loro aiuti e protezione. La convivenza con culture diverse e l'integrazione delle donne non libere potrebbero essere un utile spunto di riflessione. Fortunatamente, nel mondo, sono tante le donne pronte a combattere e a dichiarare ciò che pensano.

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