lunedì 18 giugno 2012

i papà vengono caricati del peso economico della separazione




 Crisi economica e (in)giustizia stanno devastando i papà italiani. È il New York a lanciare l’allarme su questa moderna forma di schiavitù: papà italiani espropriati dei propri affetti, dei propri averi, della propria casa da sentenze forti.

«MILANO — La crisi economica viene sentita gravemente da una nuova classe di persone: papà separati che finiscono in povertà sulle strade mentre cercano disperatamente di pagare mantenimenti.
In Italia, dove il fenomeno è forse più acuto, il fenomeno riflette una combinazione di crisi economica che incontra la lenta dissoluzione del sistema sociale e l’implosione della famiglia italiana.
Un volontario della Croce Rossa, Gianni Villa, porta cibo, vestiti e coperte una volta alla settimana alle legioni di senza casa di Milano “prima erano barboni, drogati, persone allo sbando… Oggi trovo persone qui per la crisi economica o per via dei loro problemi personali. Non vogliono dire di essere papà separati, perché non vogliono che la loro famiglia lo sappia”.
Franco, 56 anni, papà separato, ha lasciato la sua Puglia in cerca di lavoro, dovendo mantenere la moglie di 34 anni “in Puglia vivevo giorno per giorno… sto ancora mantenendo le figlie di 20 anni ma senza lavoro. Ho avuto fortuna a trovare un uomo che mi ha dato una coperta e mi ha insegnato come vivere per la strada”.
Le separazioni ed i divorzi sono cresciuti: 297 e 181 per 1000 matrimoni secondo l’ISTAT.
Nonostante che una legge del 2006 abbia sancito l’affido condiviso, i giudici italiani continuano ad affidare i figli alle madri, mentre i papà vengono caricati del peso economico della separazione.
Quando Umberto Vaghi divorziò, gli venne ordinato di pagare 2000€ al mese di mantenimenti, quando il suo stipendio era di 2200€ mensili: “sono stato attaccato dai tribunali italiani”.
In Italia, le opere di carità vedono che sempre più persone fra chi chiede un piatto di minestra ed un letto sono papà separati “Una triste realtà ma ben comprensibile, considerato che l’80% dei papà separati non possono vivere con quello che rimane del loro stipendio” dice la ricercatrice Saso.

Padre Moriggi, che gestisce un’opera di accoglienza dice “Questi uomini avevano un salario medio, ma gli rimangono solo lacrime da piangere una volta pagati i mantenimenti. Vengono da noi, ma si vergognano di vedere i loro bambini in queste strutture, e soffrono”.
Nelle grandi città come Milano, Roma e Torino gli amministratori stanno diventando consapevoli della crisi. Due anni fa la Provincia di Milano ha inaugurato una casa per papà separati. Il giardino accoglie le visite dei loro bambini. Ogni mese ciascun ospite paga 200€.
Fabio, 51 anni, ha vissuto qui da Gennaio, quando si è separato dalla moglie. Lo stipendio di Fabio, 1200€, basta appena a pagare il mantenimento, e quindi l’accoglienza è stata un sollievo.
Nonostante i tempi duri, rimane ottimista “Spero di trovare una casa da solo perché non posso rimanere qui per sempre”.»

 Testo completo originale da http://www.nytimes.com/2012/05/26/world/europe/in-italy-economy-and-law-leave-many-single-fathers-broke-and-homeless.html

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