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sabato 8 giugno 2013

Turismo sessuale, italiani al primo posto



Il turismo sessuale è il terzo traffico illegale per ordine d’importanza, dopo droga e armi, a tal punto da essere un fenomeno di rilevanza mondiale (Terre des Hommes e ECPAT, End Child Prostitution Pornography and Trafficking). Il turismo sessuale viene definito come l’insieme di “viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l'intento primario di far intraprendere al turista una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione” (Organizzazione Mondiale del Turismo). Questo tipo di turismo ha conseguenze sociali e culturali sia per i Paesi d'origine sia per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale e economica delle popolazioni delle mete turistiche.

- Sono così piccole da non raggiungere in altezza l’anca dei predatori che se le vanno a comprare nei bordelli, e poi le stuprano, e prima trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali, e 80.000 volte all’anno in media la lingua è l’italiano. Sono così leggere che a prenderle in braccio pesano poco più di un bebè. Sono così truccate che sembrano bimbe a Carnevale. Sono così sottili che, se non fossero coperte di stracci succinti e colorati, indosserebbero le taglie più piccole degli abitini per bimbi occidentali. Le stuprano, tra gli altri, certi italiani che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto. Che mai e poi mai potreste riconoscerli dal modo di fare, dalla morfologia.

Figli, mariti, padri, lavoratori. E poi un aereo. E poi in vacanza al Sud del mondo. E poi diventano il demonio. Italiani, tra quelli che ”consumano” di più a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Italiani, i primi pedofili del Kenya. Attivissimi, nell’olocausto che travolge 15.000 creature, il 30 per cento di tutte le bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Piccole schiave del sesso per turisti. In vendita a orario continuato, per mano, talvolta, dai loro genitori. In genere hanno tra i 14 e i 12 anni. Ma possono averne anche 9, anche 7, anche 5. Minuscoli bottini per turisti. Burattini di carne da manipolare a piacimento. Foto e filmati da portare a casa come souvenir. Costa quanto una buona cena o un’escursione. Puoi fare anche un pacchetto all inclusive: alloggio, vitto, viaggio, drink, preservativi e ragazze per un tot. Puoi cercare nei forum in Rete le occasioni, ci sono i siti apposta. Puoi scegliere tra ”20 mixt age prostitutes”, dalla prima infanzia in su. Puoi avere anche le vergini, mille euro in più. E poi torni da mamma, dai figli, dalla moglie, in ufficio. E poi bentornato, e quello che è successo chi lo sa? L’allarme è dell’Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo lotta da sempre contro lo sfruttamento sessuale dei bambini: sono sempre di più, i vacanzieri che vanno a caccia di cuccioli umani nei Paesi dove, per non morire di fame, si accetta ogni tortura. Sono un terzo dei tre milioni di turisti sessuali in tutto il mondo. Sempre più giovani, tra i 20 e i 40 anni. Sempre più depravati per scelta, e non per malattia. Solo il 5 per cento di loro, infatti, è un caso patologico. Gli altri, informa l’Ecpat, lo fanno per provare un’emozione nuova, in modo occasionale (60%), oppure abituale (35%).

I MONDIALI DI CALCIO E il demonio si sta mobilitando in Brasile, per rifornire il mercato, sebbene i bimbi sfruttati siano già 50.000. L’impennata arriverà coi Mondiali di calcio del 2014. «La settimana prossima ci incontreremo a Varsavia -racconta Marco Scarpati, direttore di Ecpat Italia- per pianificare, assieme alle Polizie di tutto il mondo, qualcosa che impedisca una replica, in Brasile, di quanto avvenne in Ucraina nel 2010 e in Sudafrica nel 2012: il racket trasportò bambini da tutti i territori circostanti, per accontentare la richiesta. Purtroppo tutto questo accade sempre, in occasione di eventi sportivi. E i controlli sono spesso labili, insufficienti, inefficaci». Ecco perché domenica, al grido Un altro viaggio è possibile, una marcia ciclistica lungo le strade di 29 città, organizzata dall’Ecpat e dalla Fiab, porterà in giro l’indignazione contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Pedalando, si segnalerà che questa è un’emergenza. Che un milione e duecentomila bimbi sono sfruttati nel sesso, nell’accattonaggio, nei lavori forzati. Stime ufficiali, queste. Quelle ufficiose propongono ben altri conti: solo i piccoli schiavi del sesso sarebbero almeno due milioni. Ognuno di loro frutterebbe 67.200 dollari all’anno. Per il racket, il budget complessivo supererebbe i trenta milioni di dollari all’anno.



La normativa sul turismo sessuale


L’Italia è uno dei Paesi all’avanguardia in Europa in tema di disposizioni contro l’abusoe lo sfruttamento sessuale dei minori. Questo grazie a una serie di interventi legislativi che hanno sostanzialmente modificato e migliorato il quadro normativo di riferimento in materia, con l’obiettivo di tutelare l’integrità psico-fisica dei minori, i quali, in ragione della loro vulnerabilità, sono più esposti ai pericoli di aggressione e sfruttamento a scopo sessuale. La preoccupazione maggiore, pertanto, è stata di disporre adeguate sanzioni nei confronti di chi, con il suo comportamento, comprometta il diritto del bambino e dell’adolescente ad un armonico sviluppo della personalità.
Nell’ordinamento giuridico italiano vari interventi normativi nel corso degli anni hanno introdotto una disciplina specifica per la tutela del bambino e dell’adolescente rispetto al fenomeno della violenza e dello sfruttamento sessuale.
Legge n. 66/96. Il primo riferimento fondamentale è la legge n. 66/96 recante “Norme contro la violenza sessuale”, ricomprendendo nell’art. 609 bis del codice penale i diversi tipi di atti sessuali.
Nell’ipotesi in cui gli atti sessuali siano rivolti ad un soggetto che non abbia compiuto i 14 anni, la violenza sessuale è presunta, in quanto si presuppone che un bambino di tale età non sia in grado di esprimere il proprio consenso all’eventuale atto sessuale. 
Legge n. 269/98. Successivamente, la legge n. 269/98 contro lo "Sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù" ha introdotto molte novità, tra cui la punibilità in patria dei cittadini italiani che commettano crimini sessuali contro i minori all’estero, anche qualora il fatto sia stato commesso in concorso con uno straniero (art. 604 del codice penale). Il legislatore, attraverso l’introduzione della extraterritorialità, ha voluto consentire all’Autorità Giudiziaria italiana di perseguire e punire più efficacemente anche le condotte criminose compiute fuori dal territorio del nostro Paese.
La legge ha inoltre inserito nel nostro ordinamento penale la punibilità delle iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, per cui chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori, o comunque comprendenti tale attività, è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con il pagamento di una multa (art. 600 quinquies del codice penale). La legge impone, pertanto, ai tour operator di inserire in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonché nei propri cataloghi, l’avvertimento che la legge italiana punisce con la reclusione i reati di prostituzione e pornografia minorile, anche se commessi all’estero.
Legge n. 38/06. La legge n. 38/06 recante “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” hainasprito le pene a carico degli autori, tra gli altri, del reato di prostituzione minorile, elevando da sedici a diciotto anni la soglia di età del minore con il quale è fatto divieto compiere un atto sessuale in cambio di denaro o di altra utilità economica. La legge ha inoltre introdotto per il “cliente” un aumento di pena se il minore ha meno di sedici anni e ha eliminato l’alternatività tra pene detentive e pene pecuniarie (il testo precedente prevedeva infatti come pena la detenzione o una multa). La legge ha infine istituito il Centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia sulla Rete Internet e l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile.
Nel più ampio panorama europeo e internazionale, particolarmente importante è la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, nota come Convenzione di Lanzarote – ratificata dall’Italia con legge 1 ottobre 2012, n. 172 - la quale sottolinea l’attenzione internazionale nei confronti, tra gli altri, del reato di turismo sessuale. Sulla scia della Convenzione di Lanzarote, anche la nuova Direttiva Europea 2011/93/UE del 13 dicembre 2011 ha previsto il reato di turismo sessuale a danno di minori, disponendo che le autorità nazionali degli Stati membri possano perseguire i propri cittadini che abusano di minori all’estero e organizzano viaggi a tale scopo. Per contrastare gli abusi sessuali commessi durante i viaggi all'estero, la nuova Direttiva introduce anche il divieto di pubblicizzare occasioni di viaggio che possano indurre a commettere abusi sessuali su minori.
Un altro importante testo normativo è il Codice Mondiale di Etica del Turismo, adottato nel 1999 con la Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo di Santiago del Cile, facendo seguito alla già precedente Risoluzione sulla prevenzione del Turismo Sessuale Organizzato (Il Cairo, 22 ottobre 1995) e allaDichiarazione di Stoccolma contro lo Sfruttamento Sessuale dei Bambini per fini commerciali (28 agosto 1996). Il Codice Mondiale ha come obiettivi la promozione di unturismo responsabile, sostenibile e accessibile a tutti; la tutela, conformemente al diritto internazionale, dei minori da ogni forma di sfruttamento sessuale e il contrasto dello stesso, in quanto negazione stessa del concetto di turismo.

http://www.osservatoriopedofilia.gov.it/dpo/it/turismo_sessuale.wp;jsessionid=CEE549662575282D92E5C180146A3EA2.dpo1
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