giovedì 28 luglio 2016

Sesso , Viagra e Cocaina : Causano Ictus ad Umberto Bossi


«L'ictus di Bossi? Colpa di coca, sesso e viagra»

La notte del 10 marzo 2004 Bossi viene colpito da un ictus cerebrale e ricoverato in ospedale in gravi 
condizioni. La vox populi, riportata negli scritti, narra che, in quella circostanza, il leader della Lega 
fosse in compagnia di Luisa Corna, impegnato in uno sforzo cui non ha retto.
«Una versione che è in piedi da otto anni, nonostante abbia sempre sostenuto che è falsa», attacca la 
Corna. «Qui non c'è nulla di giornalistico. Si tratta di una notizia infondata, mai verificata, di una 
calunnia messa in Rete nel 2004 in forma anonima dal sito Indymedia con un articolo firmato 
"L'infermiere" e poi ripresa sotto varie forme.
Il pericolo di Internet,,,


Quando esce un libro sul Senatùr, c'è un capitolo più enigmatico e morboso degli altri, a prescindere: 
quello dell'ictus.
L'episodio spartiacque, la notte indelebile che ha cambiato la storia della Lega Nord.
IL RITRATTO DE L'ILLUSIONISTA. 
 Ascesa e caduta di Umberto Bossi di Pino Corrias, 

Renato Pezzini, Marco Travaglio, edito da Chiarelettere.
Un racconto della vita del capo del Carroccio sotto luci precise (il sottotitolo 'I protagonisti 
dell'antipolitica' non lascia troppo spazio all'immaginazione) in cui non può mancare quella notte tra il 10 e l'11 marzo 2004, condita da particolari scabrosi, ricostruzioni ufficiali e versioni circolate con insistenza sul web.

La famiglia: «Umberto era a casa». Poi ecco motel, sesso, coca e... Corna

Il nono capitolo ('La vita appesa a un filo. La Lega dentro un Cerchio') è quello dedicato al mistero del malore che colpì il Senatur.
Prima la versione ufficiale, quella della famiglia: «Umberto il 10 sera è a casa. Dovrebbe partire di lì a poco con il figlio Renzo per Varese, destinazione il Palazzetto dello Sport, per assistere a un incontro di basket insieme con Giancarlo Giorgetti, il segretario della Lega Lombarda. Sta nevicando di brutto. Intorno alle nove di sera Giorgetti racconterà di avere ricevuto una telefonata dalla famiglia: 'Appuntamento annullato, Umberto resta a casa, non si sente bene'.
Che genere di malore? Una persistente difficoltà a respirare. Che diventerà agitazione e poi insonnia. 
Fino alle fatidiche 5 del mattino, quando Manuela Marrone chiede aiuto via telefono e l'ambulanza si 
mette in viaggio».
LA PARTE HOT SUL WEB SPOPOLA.
 Poi c'è l'altra ricostruzione pruriginosa, quella che la Rete ha 
fatto sua in breve tempo: «Comincia a girare una seconda versione del malore di Bossi. Assai più 
fiammeggiante. Che spazza via la scena domestica, parla della camera di un Motel, parla di sesso, di 
Viagra, di cocaina, di una corsa disperata dell'autista nella notte piena di neve e di un segreto da 
custodire. Che non è solo di Bossi, ma anche della donna che stava con lui, indicata in quel resoconto senza prove: la soubrette bresciana Luisa Corna».
«Per paura che uscisse tutto chiamarono i leghisti, non l'ambulanza»
Come nacque la 'seconda verità'? Il libro ha ricorstruito quei giorni: «L'intera storia, piena di dettagli, 
compresa la foto della camera del Motel, compare il 17 giugno 2004 su Indymedia, sito di 
controinformazione, a sua volta rilanciato da decine di altri siti. Dice che la sera del 10 marzo 2004 
Umberto Bossi si apparta con la showgirl in una delle camere del Park Motel di Castellone in provincia di Cremona. Prende Viagra, sniffa (...) si sente male al punto da manifestare un principio di emorragia cerebrale (...) deve essere ricoverato immediatamente, tuttavia per paura che l'imbarazzante vicenda finisca sulla stampa Luisa Corna non chiama subito un'ambulanza, ma avverte alcuni leghisti molto vicini a Bossi (...) Solo dopo alcune ore, ormai grave, è trasportato all'ospedale di Varese, a 120 chilometri da Castellone».
LA SHOWGIRL: «IO ROVINATA». La storia è piuttosto nota, tanto che la showgirl ha dovuto smentire ufficialmente quelle voci più volte: «Mi hanno rovinato l'esistenza. Lo ripeto una volta per tutte: io Bossi l'ho incontrato la prima e ultima volta a un concorso di Miss Padania. Ma più che conosciuto, l'ho intravisto».
LE PASTICCHE E LA CLINICA SVIZZERA. Su la Repubblica Pietro Citati affondò il colpo nel 2010, come ha riportato il libro di Travaglio e soci: «Tutti sanno che Umberto Bossi anni fa disse che la Lega 'celhaduro'. E allora una sera per provare i suoi doni sessuali Bossi andò con una ragazza in uno degli innumerevoli alberghi che decorano i paesotti (...) e per accrescere la propria forza ingoiò non una ma due pasticche di viagra. Gli venne un colpo e di notte, segretamente, venne portato in una clinica svizzera». E QUELL'AUTISTA...? Poi, l'ultimo spiraglio lasciato aperto: «C'è una sola persona che di sicuro sa come sia andata quella notte. Si chiama Aurelio Locatelli, bergamasco, quarantenne, fisico da lottatore, che fa l'autista di Bossi. Anzi, faceva».



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