martedì 6 settembre 2016

Tra 50 anni faremo Sesso coi Robot



Secondo l'esperta britannica Helen Driscoll ci siamo quasi: entro il 2070 potremmo considerare come primitivi i rapporti umani e preferire il sesso ad alto tasso tecnologico, fra realtà virtuale e androidi.

Sex tech. Robophilia. Sesso con androidi e robot. Rapporto uomo-macchina. Chiamatelo un po’ come vi pare e non fatevene inquietare. Secondo Helen Driscoll, psicologa della sessualità e delle relazioni all’università di Sunderland, Gran Bretagna, i progressi tecnologici sono così roboanti e rapidi, così profondi e passionali, da essere destinati a far sentire il loro peso anche in ambiti come quello sessuale. I robot saranno i nostri nuovi compagni di vita e di lavoro. Ci sostituiranno in ufficio o in fabbrica e terranno compagnia ai nostri anziani. Ma finiranno anche sotto le lenzuola. 

Secondo la docente inglese il tecnosesso diventerà realtà entro il 2070. Basteranno cioè poco più di cinquant’anni per dire addio alle relazioni fisiche. Anzi, per considerarle primitive e derubricarle a una possibilità fra le tante. «Tendiamo a considerare la realtà virtuale e il sesso robotico nel contesto attuale – nota l'esperta al quotidiano The Mirror – ma se ripensiamo alle norme sociali sul sesso che esistevano solo 100 anni fa, è evidente che sono cambiate rapidamente e radicalmente».

La fantascienza potrebbe dunque presto trasformarsi in realtà, com’è d’altronde accaduto diverse volte con molte delle invenzioni e delle situazioni immaginate da autori, registi e creativi specie a cavallo degli anni Cinquanta e Settanta. «Quando la realtà virtuale diventerà più realistica e coinvolgente e sarà in grado di imitare e anche migliorare l’esperienza del sesso con un partner umano, è possibile che alcuni la preferiranno rispetto al sesso con un essere umano meno che perfetto» ha aggiunto la dottoressa britannica. In effetti di strada da fare, da Oculus Rift di Facebook a Hololens di Microsoft, ce n’è parecchia prima di poter davvero dare la precedenza a un orgasmo digitale rispetto a uno in carne e cuore. 

«Le persone – avverte però Driscoll – potrebbero anche cominciare a innamorarsi dei loro partner virtuali». Proprio come accade a Joaquin Phoenix nel film Her di Spike Jonze. E a generare inedite forme di gelosia: «Molte persone integrano con successo varie forme di realtà virtuale nelle loro vite ma il sesso, per non parlare dell'amore, sarà visto come qualcosa di vicino all'infedeltà. Insomma, presenterà delle sfide reali in molte relazioni». 

In fondo, già oggi e da sempre ci innamoriamo di personaggi di fantasia oppure di vip con cui non riusciremo mai a entrare in contatto e che dunque sono fatti della stessa sostanza dei sogni. Perché non dovrebbe essere possibile – coinvolgimento erotico incluso – con delle macchine particolarmente intelligenti e raffinate? «In futuro – conclude la psicologa, partendo dalla presa d’atto di alcune evoluzioni della contemporaneità, specie in certe regioni come il Giappone – assisteremo alla crescita dei rapporti umani vissuti interamente online. E qualcuno comincerà a preferire il sesso virtuale tecnologicamente avanzato al sesso con esseri umani. Potremmo anche vedere un maggior numero di persone che vivono da sole passare più tempo nella realtà virtuale».

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