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venerdì 18 settembre 2009

Superare il disagio di mostrare il proprio corpo



Per molte donne mostrare il proprio corpo in pubblico è un momento di grande disagio. La scusa è che si è troppo grasse, o troppo magre, oppure troppo flaccide. La realtà è che, indipendentemente da difetti veri o presunti, spogliarsi in pubblico (indossare un costume, un abito più corto, un top un po’ scollato), è un problema a volte serio.


Sotto il vestito

Per alcune donne mostrarsi semi nude significa perdere il controllo della propria immagine sociale; se un abito aiuta a sentirsi più sicure e a rapportarsi agli altri con maggior facilità, può capitare che in bikini ci si scopra fragili: è questo ciò di cui ci si vergogna. La pancetta, la cellulite, il sedere basso o le smagliature non sono il vero problema; talvolta anche le donne molto belle, con un fisico invidiabile trovano imbarazzante scoprirsi, e la ragione dipende dal modo in cui costruiamo la nostra immagine corporea.

Se inseguiamo un modello astratto e assoluto di bellezza fisica e ci diamo obiettivi irraggiungibili, avremo di noi stesse un’immagine negativa. Non bisogna pensare che quei fisici perfetti che ogni tanto vediamo sfilare davanti a noi siano felici davvero. L’esagerata attenzione del corpo nasconde spesso fragilità e soprattutto il timore della relazione con gli altri. Di fronte alla perfezione si tende a pensare erroneamente che nessuno potrà rifiutarci.


Piacersi e piacere

Come si fa a superare il disagio che si prova al momento dell’arrivo in spiaggia, o in piscina o in palestra?
Per cominciare bisogna provare una semplice strategia: iniziare a ripetersi che si è belle, se ci si riesce sarà più facile anche vedersi tali. In sostanza bisogna cambiare la nostra autopercezione, toccando il corpo, massaggiandolo, passando la crema; ascoltando le sensazioni piacevoli che trasmette.
Altro passo importante è fare un’anamnesi, ovvero domandarsi qual è il dettaglio che scatena l’insicurezza è il primo passo per cominciare a superarlo. A monte molte volte c’è la paura di essere oggetto di un giudizio globale: se ho la pancia la gente penserà che sono una mangiona, o una pigra.
Infine il disagio si supera anche adeguando la propria immagine corporea a una specifica fase della vita. Se ho appena partorito, o sono reduce da un intenso periodo di stress, è normale non essere in super forma, ma a volte c’è un motivo bello e gratificante, e le mie imperfezioni diventano parte della mia storia.


Tre mosse vincenti

1. Scegliere l’interlocutore giusto: a chi vogliamo piacere? Se cerchiamo l’approvazione di altre donne, dobbiamo ricordare che si hanno poche chances, il sesso femminile è ipercritico!

2. Guarda il bello: valorizzare una parte che piace (il seno, i capelli, gli occhi), serve a spostare l’attenzione da un’insicurezza a una fonte di gratificazione.

3. Registra i feedback: cioè diamo agli altri la possibilità di farci un complimento: un bel costume, o un bel colorito possono aiutarci nel compito della rassicurazione.

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