sabato 28 settembre 2013

La crisi dell’uomo che si guarda allo specchio


"Mezza età"
 - La crisi dell’uomo che si guarda allo specchio e finalmente capisce che nulla è per sempre.

Il metabolismo che polverizza i kebab e gli hamburger è un’ingiustizia biologiche di cui gli uomini si fregiano per molti anni, permettendosi di irridere le angosce femminili.

Ma, poiché tutto si paga, arriva il giorno in cui un uomo intorno ai cinquant’anni esce dalla doccia, come in “Solar” di Ian McEwan, e si guarda allo specchio, incredulo: “Quali meccanismi di auto convincimento potevano averlo indotto a pensare che quella forma fisica fosse attraente?”. E’ un momento doloroso e rivelatorio in cui ha inizio la crisi di mezz’età:

si abbassa il livello di testosterone (dicono gli esperti, che propongono di iniettarlo),

si crea una morbida collana intorno ai fianchi, come un anello di gomma, tutto si sporge in avanti, pronto al crollo, viene il mal di schiena, bisogna calcolare dove chiudere i pantaloni, se sopra o sotto lo stomaco. AA Gill, critico gastronomico e televisivo del Sunday Times, cinquantotto anni, fondamentalista del cibo e delle non diete, che evitava fieramente di specchiarsi dal collo in giù, si è rassegnato sia alla palestra, pur sentendosi un cretino, sia alla dieta e all’olio di pesce, quando si è accorto di trovarsi in una specie di andropausa

(“Significa che devo passare attraverso il cambiamento? Vampate di calore? Caviglie gonfie? Caftani? Cinquanta sfumature di grigio? Desiderio irrefrenabile di danze hippy e adesione ai liberal? Non credo di essere pronto”).

Un tempo era la calvizie, ora il mercato insegue la mezz’età maschile, che ha sintomi e indizi temporali abbastanza vaghi da poter essere sfruttati: pillole, integratori multivitaminici, nutrizionisti, allenatori, creme, iniezioni, scacciapensieri, elisir di giovinezza.

Lui chiede a lei, preoccupato: starò attraversando una crisi di mezz’età? Lei lo guarda in silenzio: sei in una palestra, sudato, mentre qualcuno ti misura i polpacci, vuoi un corpo da bikini, non è abbastanza una crisi di mezz’età per te, ti serve altro?

La palestra dell’uomo di mezz’età però non è il luogo della potenza, non è Paul Ryan che si rifà i pettorali, ma è il palco “di una nostalgia dolorosa, dove andiamo a ricreare qualcosa che abbiamo perso.

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