martedì 8 ottobre 2013

Gay Detector


il gay detector

 Re e Principi fedeli alleati dell'Occidente fremono per la trovata made in Kuwait.

 E' un aggeggio che, non si capisce come, scoverebbe gli omosessuali 

 - Non bastava il test dell'HIV da allegare alla domanda di lavoro e l'immediata espulsione dal paese in caso di sieropositività. Tra gli stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) c'è fremito per una nuova trovata made in Kuwait: il gay detector. A dare il solenne annuncio, è stato ieri Yusuf Minkdar, direttore del dipartimento della salute pubblica al ministero della Salute.

"I centri sanitari - ha spiegato Minkdar al quotidiano kuwaitiano al-Rai - effettuano un controllo medico di routine per valutare la salute degli espatriati quando entrano in paesi del CCG. Tuttavia, prenderemo misure più rigorose che ci aiuteranno a rilevare gli omosessuali e i "terzo-sessuali" - termine comunemente usato nei paesi del Golfo per riferirsi ai transessuali o a persone con "disturbo dell'identità di genere" - a cui sarà poi impedito di entrare in Kuwait o in uno qualsiasi degli Stati membri del CCG".

Non è chiaro quale nuova e avanzata scoperta scientifica sarebbe in grado di determinare una preferenza sessuale che non ha niente a che vedere con il DNA. Certo è che, dato che si tratta di un test medico, l'omosessualità viene trattata come una malattia. E temuta come l'HIV, contro la quale già esistono controlli ed espulsioni alla dogana se si viene trovati infetti. Come un sieropositivo, un omosessuale avrà 'inadatto' stampato sul referto medico, un termine spesso usato per le persone che non superano i test medici che escludono automaticamente la loro domanda di visto.

Il quotidiano Kuwait Times si chiede che tipo di persone sarà rivolto il nuovo progetto: i travestiti sono esclusi o è riferito a tutti gli omosessuali in generale? E ancora, come i medici intendono determinare l'orientamento sessuale di un visitatore? Il dispositivo è ancora "in via di sperimentazione", come ha dichiarato Minkdar stesso. La nuova proposta sarà discussa nel corso dell'incontro del 'Comitato Centrale per la forza lavoro immigrata nel CCG' che si terrà l'11 novembre in Oman.

L'omosessualità è illegale in 79 paesi del mondo, specialmente negli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo: si va dal carcere alle frustate. In uno di essi, l'Arabia Saudita, è addirittura punibile con la pena di morte. Ma è chiaro che, dall'atteggiamento delle autorità locali e dai controlli alla frontiera, sono i lavoratori immigrati il principale veicolo dell'omosessualità nei paesi del Golfo. Nel blog "LGTB Asylum News" sono riportati numerosi casi di omosessuali ricattati in Arabia Saudita e nei paesi vicini. Tutti sono lavoratori immigrati.

Le cronache parlano, ad esempio, di 24 filippini a Jeddah accusati di essere prostituti sui quali sta indagando l'Amministrazione per l'assistenza ai lavoratori oltremare delle Filippine. Ryan Ferrer, un cittadino filippino residente nel Regno wahhabita, ha dichiarato di essere stato ricattato dal proprio datore di lavoro per avere un'estensione del visto. E' stato anche in prigione per 6 mesi con l'accusa di prostituzione.

Secondo la testimonianza di un altro filippino, "un lavoratore straniero gay può voler accompagnare un uomo locale, specie se è di bell'aspetto, per avere rapporti sessuali." Situazioni come queste, secondo l'autore dell'articolo, alla fine si trasformano in stupro e le vittime omosessuali sono costrette a compiere atti sessuali contro la loro volontà. Rifiutare, soprattutto a livello locale, potrebbe portare all'incubo di essere arrestato e svergognato pubblicamente, così come la storia potrebbe essere invertita con il locale che dichiara di essere stato tentato dal lavoratore immigrato gay.

Sono molte le testimonianze di omosessuali che vivono nella regione diffuse dal portale Gay Middle East. In Oman, ad esempio, "di solito si ricattano i lavoratori stranieri per estender loro il visto di lavoro" spiega una fonte anonima al GME. A quanto pare, con il gay detector, i cittadini del Golfo "vittime" dell'omosessualità importata potranno dormire sonni tranquilli.
di Giorgia Grifoni .
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