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martedì 28 gennaio 2014

Aborto : il 1 febbraio in piazza in tutta Europa


Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 febbraio in piazza in tutta Europa

Manifestazioni da Madrid a Roma, da Parigi a Londra: protesta contro la proposta di legge del ministero della Giustizia che limita il diritto all'interruzione di gravidanza.
Una tendenza comune anche ad altri Paesi europei
Il tam-tam girava da settimane in rete, tra i tanti siti delle associazioni di donne francesi, italiane, spagnole, inglesi.... L'obiettivo una mobilitazione europea comune a difesa della libertà delle donne e del diritto all'autodeterminazione. Ora l'appuntamento è fissato: il primo febbraio ci saranno donne in piazza a Madrid, a Parigi, a Londra, a Bruxelles (il 29) e poi a Milano, Roma, Firenze, Bologna... decine di presidi e dimostrazioni davanti alle ambasciate e ai consolati spagnoli delle varie città con un unico comune slogan
 "Yo decido"- "Decido io".

La prima mobilitazione europea delle donne nasce infatti in solidarietà con le donne spagnole contro la proposta della nuova legge sull'interruzione della gravidanza che limita fortemente la libertà della donna, "l'antiproyecto de lei" del ministro della Giustizia Gallardòn presentata lo scorso dicembre, che non solo cancella la legge Zapatero del 2010 (che - dicono le donne spagnole- aveva portato a una riduzione nel numero di aborti) ma autorizza l'interruzione della gravidanza solo in caso di violenza sessuale o di grave rischio per la salute fisica e psichica della donna, rischio che deve essere certificato da ben due medici.

 Ma l'arretramento sul piano dei diritti e della cittadinanza delle donne non è solo un fenomeno spagnolo, accusano le donne: il Parlamento europeo di recente ha respinto una mozione in difesa dei diritti sessuali e riproduttivi e, per restare in Italia la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza è di fatto resa impraticabile dall'obiezione di coscienza dei medici che si allarga enormemente, specie nel sud.

Ecco perché le donne di tutta Europa hanno deciso di chiedere tutte insieme ai rispettivi governi la garanzia della pluralità delle posizioni morali e il rispetto della libertà di scelta delle donne in fatto di maternità, rivolgendosi in particolare agli eletti e alle elette nel Parlamento europeo per una presa di posizione che garantisca loro il diritto di decidere sul proprio corpo. Il messaggio in più lingue, sarà comune: "Invoco libertà di coscienza quale bene supremo e fondamento delle mie scelte. Chiamo malevoli coloro che vogliono imporre i loro principi di vita fondati sulla rivelazione divina senza badare alle sofferenze che comportano". E ancora: "Perché io decido perché io sono libera e perché vivo in democrazia esigo dal governo di qualunque colore sia che promulghi leggi favorevoli all'autonomia morale garanti della libertà di coscienza e della pluralità e diversità di interessi", come è scritto nella lettera firmata da Alicia Miyares che verrà consegnata dalle donne spagnole al capo del Governo, Mariano Rajoy , al ministro della Salute Ana Mato, a quello della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardòn nella mobilitazione del 1 che partirà alle 12 a Madrid dalla stazione Atocha per poi dirigersi verso la Camera dei deputati.

In Italia la rete womenareeurope nata per iniziative di alcune associazioni fiorentine, sta raccogliendo proposte e adesioni (e sono già migliaia) individuali e di associazioni, da D. i. Re che raggruppa i centri antiviolenza alle varie sezioni locali di Snoq e Giulia-giornaliste libere e autonome.

A Roma l'appuntamento sarà alle 15.30 davanti all'ambasciata spagnola in piazza Mignanelli-Piazza di Spagna con l'adesione di moltissime associazioni dalla Casa internazionale delle donne all'Udi, a Snoq Roma, Snoq Factory, Sciopero delle donne, Associazione Punto D, Differenza Donna, Coordinamento Donne Cgil Roma e Lazio, Assolei onlus, Uil di Roma e Lazio, Noi Donne, Zeroviolenzadonne... "Un'Europa senza diritti delle donne, semplicemente non è" è lo slogan che lanceranno con una dura lettera dove si denuncia che: "la proposta Gallardón è un chiaro tentativo di oppressione delle donne, di restaurazione del patriarcato... Consapevoli della gravità dell'attacco, le donne e gli uomini europei che fanno riferimento alla Carta Europea dei diritti fondamentali, chiedono che la proposta Gallardón venga immediatamente ritirata, in quanto violazione dei diritti di tutte le donne in Spagna e in Europa, un vero e proprio "golpe" autoritario e ideologico".

A Milano, Usciamo dal silenzio si è fatta promotore di una mobilitazione alle 14.30 davanti al consolato spagnolo in via Fatebenefratelli cui hanno aderito tra gli altri la Libera Universita delle donne, il Tavolo dei Consultori della Commissione Pari Opportunita del Comune di Milano, la Consulta Milanese per la laicità delle Istituzioni, Soggetività lesbica, Donne nella crisi, donne Cgil Milano e Lombardia, Assessorati delle Pari Opportunità con queste parole: " Libere di decidere del nostro corpo e della nostra vita, accanto e insieme ai nostri compagni o alle nostre compagne, rifiutiamo di essere sottoposte a trattamenti umilianti che pretendono di decidere al nostro posto se essere madre. Contro chi si appella alla libertà di coscienza per imporre a tutti i propri principi, esigiamo che chi ci governa favorisca l'autonomia morale di ciascuno e garantisca la pluralità e diversità di interessi"

A Firenze, dove arriveranno le donne anche da Pistoia con il "vagon de la libertad", l'appuntamento sarà in via de Servi

Altri concentramenti a Bologna in piazza del Nettuno, Reggio Calabria in corso Garibaldi, Vercelli, Cosenza, Catania, Cagliari, Siena.

la lista qui : http://womenareurope.wordpress.com/

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martedì 9 aprile 2013

IMAGOMUNDI - Amore


Amore

L'iconografia è molto varia.
 In genere, rappresenta un uomo tra due persone in procinto di sposarsi; 
altre volte, un uomo tra due donne, altre volte ancora, una donna tra due uomini.
 Dietro campeggia un angelo in un disco solare, a volte sostituito da Eros, 
da Cupido, che scocca la freccia.

L’equilibrio è dentro di te, benedetto dagli angeli e dalla natura tutta.
Il Femminile che custodisce lo Spirito,
 il Maschile che custodisce la Materia sono nell’unione perfetta
 e si esprimono nella fiducia dell’armonia.
Il mondo esterno non è più una forza contraria.
 L’energia sessuale passando attraverso la sensualità dell’attrazione fisica 
appaga il desiderio nell’unione mistica.
L’energia Kundalini, dapprima serpente addormentato, si è risvegliata.
L’esperienza si è elevata, va in profondità fino ad espandere le percezioni.
Comincerai a scorgere la bellezza e l’armonia che ti circondano 
e le sentirai vibrare all’unisono.
Esprimi i tuoi sentimenti attraverso nuovi canali di comunicazione.
Un’esperienza interessante si sta preparando nella tua vita.

Significati divinatori: SCELTA.
 
Amore, bellezza, passione, libertà, prove superate, esami, perfezione, 
armonia, sentimenti profondi, sensibilità, matrimonio.


Guida spirituale: Accetta ciò che cambia i tuoi piani senza alcun timore. 
Ciò che può sembrare negativo oggi avrà risvolti impensabili nel prossimo futuro.

Pietra consigliata: Malachite


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mercoledì 5 dicembre 2012

Primavera Araba, la rivoluzione al femminile

 

Primavera Araba, la rivoluzione al femminile

Quattro arabe danno vita ad un movimento per chiamare alla rivolta le donne. Tanti i messaggi che chiedono dignità, giustizia sociale e libertà.

 - Internet è diventato negli ultimi anni lo strumento giusto per dare visibilità alle problematiche sociali e per diffondere le proprie idee: è da questo presupposto che quattro attiviste arabe, Diala Haidar e Yalda Younes (libanesi), Farah Barqawi (palestinese) e Sally Zohney (egiziana), hanno lanciato il primo ottobre su Facebook la loro pagina "The uprising of women in the Arab world".

Il movimento, noto come "La rivolta delle donne nel mondo arabo", invita i cittadini - in particolare quelli del mondo arabo - a contrastare quella che chiamano la "dittatura maschile". Le quattro donne hanno dichiarato di voler "ricordare a tutti che le rivoluzioni avevano lo scopo di ridare alle popolazioni dignità, giustizia sociale e libertà, e che questi tre obiettivi non possono essere realizzati se le donne sono assenti dalla sfera pubblica".

"Dobbiamo e vogliamo continuare la rivoluzione per cacciare via lo sciovinismo maschile che trasforma ogni uomo in un dittatore della moglie, della figlia, della sorella, e anche della madre". In meno di tre settimane, molti attivisti e blogger hanno accolto con favore la campagna, che oggi conta oltre 40.000 "Mi piace" sulla pagina di Facebook.

Migliaia le frasi scritte da studenti, ragazzi e madri con allegata una loro foto mentre mostrano un cartello che spiega perché sostengono la rivolta delle donne arabe. Tutte iniziano con una frase in comune "Io sono con la rivolta delle donne nel mondo arabo perché...".

"Perché non voglio lavorare il doppio di mio fratello e ottenere la metà del suo stipendio", scrive una ragazza libanese. "Perche' ho il diritto a dare ai miei figli anche la mia nazionalità", dice una mamma siriana. "Perché non sono un burattino nelle mani degli uomini", pubblica Yara dall'Arabia Saudita. "Perché ho diritto alla mia indipendenza, libertà e voglio poter decidere da sola il mio futuro", dice Suha dalla Giordania. "Perché il mio corpo è mio. Non appartiene né ai liberali, il cui unico scopo è quello di spogliarmi, né ai radicali il cui unico scopo è quello di coprirmi", scrive Magda dall'Egitto. "Perché non è giusto che io debba stare intrappolata in casa per tre mesi per dimostrare che il bambino nel mio utero è di mio marito che è morto", dice una madre dalla Palestina.

Altre voci sono state sollevate per opporsi all'uso dei dettami religiosi per reprimere le donne. "L'Islam è la mia dignità, non accetto di essere insultata o violentata nel suo nome" scrive una ragazza sudanese. E tra le principali discussioni sollevate nella pagina, c'è la legislazione islamica che consente il matrimonio di ragazze minorenni. Una donna yemenita scrive: "La legge yemenita permette che una ragazzina venga violentata, l'importante che sia fisicamente sviluppata, qui lo chiamano matrimonio. Un suo connazionale maschio aggiunge: "Sono stanco delle Fatwe e di questa società dominata dagli uomini che permette il matrimonio dei bambini".

Queste frasi non sono cliché, ripetuti senza efficacia, ma sono dichiarazioni da parte di donne, ragazze e uomini, provenienti da diverse parti del mondo arabo che hanno deciso di portare alla luce una realtà che non può essere più trascurata.

Le critiche non sono tardate ad arrivare, alcuni visitatori zelanti hanno lanciato attacchi personali e lasciato scritte oscene. Le moderatrici fanno notare che quando venivano aggiunte foto con donne velate, nessun commento criticava l'aspetto della ragazza. Ma quando si sono postate foto di donne senza velo, immediati sono stati i commenti, che sostenevano che l'aspetto delle donne che non si coprono avrebbero indebolito la causa. Il fatto che alcuni di questi commenti provengano proprio da donne ha colpito le moderatrici del sito.

In ogni caso, la gente continua a pubblicare nuove immagini a sostegno della rivolta. Secondo l'artista e attivista libanese, Joumana Hada, tutto questo è possibile perché le donne si meritano di più e sono in grado di ottenere più. La Primavera Araba in atto ha bisogno anche dell'universo femminile per riuscire veramente a costruire un futuro democratico. E le quattro determinate donne di "La rivolta delle donne nel mondo arabo" lo ribadiscono con forza. E così facendo, potrebbero dare nuova linfa alla rivoluzione araba.

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=43070

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