mercoledì 30 settembre 2009

Biopillola Klaira



Biopillola Klaira

Un anticoncezionale innovativo, con ormoni simili a quelli naturali: una pillola “ecologica”.


Sono molte le donne che non usano metodi contraccettivi orali per paura di un eccesso di ormoni: in Italia solo il 16,2% si affida alla pillola contraccettiva. La nuova pillola è un’ottima opzione per tutte le donne in età fertile, che già usano la contraccezione ormonale, ma vorrebbero privilegiare una scelta contraccettiva più naturale. Ma anche una nuova opportunità per coloro che finora non hanno usato la contraccezione ormonale perché diffidenti verso l’estrogeno sintetico e per quelle con iniziali sintomi premenopausali.



Pillola ecologica

È stata presentata qualche giorno fa, al congresso Europeo della Società di Ginecologia, la prima pillola che contiene un estrogeno analogo a quello naturale. Il farmaco si chiama Klaira ed è un sistema contraccettivo più leggero, che mima le fasi naturali del ciclo, con estrogeno e progestinico “modulati” nei dosaggi che variano nelle 28 compresse. L’uso continuo, senza interruzioni, riduce il rischio di dimenticanze e garantisce l’equilibrio ormonale, evitando quei fastidiosi disturbi come la cefalea e i gonfiori. Questa nuova pillola è il frutto di numerosi anni di ricerche, ed è stato sostituito il derivato sintetico, l'unico utilizzato finora, con una sostanza esattamente identica a quella rilasciata normalmente dall'organismo. Klaira contiene estradiolo valerato, equivalente all’estrogeno prodotto dalle ovaie, e progestinico, il dienogest, che garantisce sicurezza contraccettiva e una buona tollerabilità.



Come funziona

Il blister contiene 26 pillole con 4 diversi dosaggi ormonali (ciascuno evidenziato con un colore diverso, a regime quadrifasico), e 2 pillole prive di ormoni (placebo).

In questo modo si assicura un'assunzione continuativa che riduce il rischio di dimenticanze. È un nuovo alleato delle donne perché garantisce il buon controllo del ciclo mestruale ed un'elevata sicurezza (la stessa delle pillole già in commercio); possiede un'alta tollerabilità ed un ridottissimo impatto metabolico. Klaira garantisce una migliore stabilità ormonale, grazie al minor intervallo senza ormoni, il ridotto numero di giorni di sanguinamento abbinato a flussi più brevi e leggeri (quindi minor dolore per le donne) ed un minor impatto metabolico, proprio perché l'estrogeno utilizzato è quello che il corpo femminile conosce da millenni.



Vantaggi e svantaggi

La nuova Klaira, è indicata anche per le over 35, perché grazie ai suoi componenti, allarga la fascia di utenza delle donne a cui prescrivere un contraccettivo ormonale. In più, alcuni studi dimostrano benefici anche a chi soffre di endometriosi perché il dianogest, da solo, sarà presto in commercio come terapia per questa malattia. Un altro vantaggio è il significativo controllo del ciclo in particolare in caso di mestruazioni abbondanti, prolungate o frequenti.

Le controindicazioni rimangono quelle di sempre e le donne che hanno già trovato la pillola giusta, quella adatta al proprio corpo, non hanno assolutamente motivo di cambiarla. L'ultima scoperta non è sempre la migliore, ma solo una nuova possibilità.

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Verità sul tradimento



Verità sul tradimento

Le donne tradiscono per vendetta, perché si sentono trascurate e poco considerate; desiderano ricevere sguardi e attenzioni. Gli uomini, invece, sono sempre stati più liberi di tradire, hanno atteggiamenti portati alla conquista e alla seduzione, hanno bisogno di sentirsi virili. Tuttavia alla base del tradimento c’è sempre qualcosa di più profondo. E dopo, nulla è come prima.


I motivi

Uomini e donne sono diversi, si sa, e anche nelle scappatelle rivelano esigenze e bisogni differenti. Il gentil sesso spesso ricerca un amante nel luogo di lavoro e il motivo non è solo la vendetta verso un compagno disattento, ma anche un modo di rispondere ad una crisi personale o di lavoro, ad un periodo di depressione, alla paura di invecchiare, e di non essere più desiderabile. La donna ha un bisogno di conferme, e una volta superata la crisi e capito che il tradimento raramente è terapeutico, torna dal marito e cerca di riprendere quell’intesa persa. Per il mondo maschile le cose sono un po’ diverse; gli uomini tendono a tradire quando si sentono incastrati, o quando le mogli aspettano un bambino o la famiglia e i figli richiedono attenzione e sacrifici. Se si sentono troppo sotto pressione, danno di matto, hanno paura e cercano l’evasione, un modo per sentirsi più giovani e apprezzati.



Le corna sono utili?

Le coppie usurate, dopo lunghi anni di matrimonio, sono quelle che rischiano maggiormente di cadere in tentazione. Ma il pensiero del tradimento non è sempre un male, perché un innamoramento o la freschezza di un incontro dopo anni di stasi hanno una potenza rigenerante straordinaria. Talvolta però la sola idea di tradire serve a dare uno scossone, aiuta da attivare la voglia di riconquista del proprio compagno/a. Se invece si tradisce, non si sa se la coppia poi sarà capace di ritrovarsi, specialmente quando uno dei due coniugi ha la sensazione di perdere una parte di sé.



Quando è tradimento

Anche la percezione del tradimento è diversa negli uomini e nelle donne; per lei tradimento è quando si viola un patto sociale, di fisicità. Marito e moglie condividono il sesso, la sfera intima e il tradimento è la rottura di un patto condiviso dove ci si giura fedeltà. Per lui, invece, non sempre il tradimento ha una valenza sessuale e fisica e questo succede quando il marito rimane nel clan della famiglia, o non difende dagli attacchi la moglie. Per molte donne può essere un tradimento lancinante che talvolta crea un vero e proprio muro che chiude il cuore.



Come salvare la coppia dal tradimento

•Mantenere uno spazio vitale a “due”, proteggendolo dal lavoro, dai figli e dalla famiglia;

•Valorizzare la vita sessuale: il piacere condiviso è uno dei fattori più importanti;

•Divertirsi insieme, praticando sport e hobby che all’inizio avevano unito e avvicinato;

•Alzare la guardia quando uno dei due lancia segni di noia, stanchezza o infelicità;

•Non dare mai per scontata la propria felicità e stabilità coniugale, che vanno sempre coltivate;

•Avere cura di sé, fisicamente e mentalmente volendosi bene;

•Mantenere sempre alta l’attenzione reciproca, per il gusto di ritrovarsi e riconquistare.


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I cinque sensi nella sessualità



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I cinque sensi nella sessualità

I nostri cinque sensi sono di fondamentale importanza, non solo nelle cose quotidiane ma anche nella sessualità. Tuttavia molto spesso, a causa della fretta dimentichiamo di fermarci un attimo e attivarli. Di seguito vedremo che ruolo hanno e come risvegliarli.


Il tatto
Bisogna imparare a toccare con mano, cioè condire il rapporto con coccole e carezze.
La pelle è ricca di potenti oppiacei naturali ed endorfine, che donano benessere. Ancora prima di venire al mondo veniamo “massaggiati” dal liquido amniotico e dalla nascita in poi riceviamo un sacco di coccole che ci aiutano a crescere meglio. Spesso però le convenzioni sociali ci chiudono e allontanano da questa sensualità naturale.

Per prima cosa bisogna riscoprire il piacere del contatto fisico, e possiamo esercitarci camminando a piedi nudi sull’erba, oppure in spiaggia, o facendo scivolare dolcemente l’acqua sul corpo mentre facciamo la doccia. Dopo essersi dedicati per qualche ora alla settimana a questo contatto, bisogna imparare con il proprio partner a massaggiarsi in tutto il corpo, e lasciarsi andare piano piano, liberando l’istinto e godendo dell’intimità.


Il gusto
Ricordate la sensualità della Binoche nel film Chocolat? Cucinare è sensuale perché è un atto d’amore; coinvolge le emozioni e il desiderio di regalare felicità a chi si delizierà con i piatti. Inoltre cibo e sesso stimolano le stesse aree del cervello e sono controllati dagli stessi ormoni.
Per accendere l’eros ci sono alcuni cibi afrodisiaci come i crostacei che si gustano con le mani e si addentano, risvegliano la parte più primitiva e selvaggia. Le ostriche, ricche di iodio che stimola gli ormoni della sessualità, e il peperoncino, un vasodilatatore naturale. Per creare una situazione ancora più hot, la coppia può giocare a imboccarsi, un ottimo preambolo per innescare la passione.


La vista
Basta un solo sguardo per capire se l’altro vuole avere un incontro di solo sesso o qualcosa di più impegnativo. A letto per i maschi la vista è un vero strumento erotico, mentre la donna si eccita quando sente di essere guardata.
Per ipnotizzare il proprio lui, basta procurarsi un kit per lo spogliarello, con tacchi, lingerie, manette e copricapezzoli; far sedere l’uomo su una sedia e iniziare ad esibirsi. Poi ognuna può far andare la fantasia.


L’olfatto
Il modo giusto per trovare il compagno/a ideale è il naso. Secondo alcuni ricercatori, usiamo una specie di Gps per trovare l’anima gemella: si annusano i potenziali partner scegliendo quello che ha un odore diverso dal proprio. Il motivo sta nella continuità della specie, perché la diversità assicura ai figli un sistema immunitario più vario.
L’odore comunque guida le nostre reazioni più istintive con gli sconosciuti e determina la scelta delle relazioni amorose più importanti. Per esercitare l’olfatto bisogna iniziare annusando le spezie e gli aromi e imparare a distinguere quelli che piacciono e quelli che infastidiscono; poi si passa agli oli essenziali. In questo modo impareremo a scoprire il partner ideale.


L’udito
I suoni rilassano, emozionano, stimolano i sensi ed eccitano. La musica per esempio ha un forte potere, agisce sul nostro cervello come una droga positiva. Bisogna perciò imparare a sedurlo con la voce: cadenze armoniose, ritmi lenti, toni bassi contano più degli argomenti.
Per riscoprire il potenziale erotico della voce bisogna rilassarsi e imparare a rilassarsi con il diaframma, poi parlare con calma e cambiare tono a seconda degli argomenti, tirando fuori le proprie emozioni.
Un modo per capire se stiamo usando una voce calda e sensuale è mettere la mano sulla pancia; se lo sentiamo risuonare nell’addome il tono è sexy.

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lunedì 28 settembre 2009

gli uomini e la donna ideale




gli uomini e la donna ideale!!!!!!!!!!!!

Scritto da falaise

La donna ideale: madre, moglie, amante, amica, cos’altro?

La donna bella, ma scema, va bene forse per una notte, ma per la vita, no per carità! Son troppe le cose da fare, da organizzare in una famiglia, per cui ci vuole una personcina ammodo, quadrata che faccia tornare sempre i conti anche quando da soli non ce la fanno. Quella che ha sempre il sorriso sulle labbra e ti dà il bacino quando te ne vai e quando torni. Quella che deve avere la fantasia di preparare ogni giorno pranzi e cene diversi, sfiziosi e appetitosi, leggendo nel pensiero per sapere ogni giorno cosa sarà gradito e cosa no. Quella che alla domenica prepara un pranzo come si deve, “come faceva la cara mamma”:

A ognuno la sua, per ognuno la panacea dei propri mali, non importa quali tristezze, negazioni si sopportino: basta quella dose settimanale di calorie e il dolore va via come con un colpo di spugna. Direi che ciò rasenta quasi la perfezione.

E’ quindi perfetta la donna bella e intelligente assieme? Cosa vuol dire un uomo quando afferma: “Sì, ti guardavo. Sei molto bella e molto intelligente…..Ma non possiamo essere altro che amici.”?
. Cosa cerca dunque?

Forse manca qualcosa o c’è qualcosa di troppo.Non ci sono i tacchi a spillo, né i modi vezzosi. Il passo è sicuro e lo sguardo è sincero. C’è probabilmente una parola di troppo, che mette in guardia e poi in fuga, una parola tanto appassionata quanto temuta. Ma non si può apprezzare qualcosa, se la si vuole mantenere a distanza. Non si può contraddire lo sguardo con le parole. La paura così lascia scivolare via il sogno. Ed un sogno perduto è un appuntamento mancato, una speranza disillusa, un nuovo mattone per quel muro, che è l’incomprensione tra le due metà dello stesso frutto.

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mercoledì 23 settembre 2009

Autostima e Amore




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Autostima e Amore




Tratto da:

José Vicente Bonet.
AVERSI A CUORE.
Sulla stima e l’amicizia con se stessi.

Edizione italiana a cura di Giovanni RuggeriLe “A” dell’autostima
1. Caratteristiche dell’autostima

1. APPREZZAMENTO genuino di sé in quanto persona, indipendentemente dalla propria attività o dai propri beni, così da considerarsi simili – pur nella differenza – a qualsiasi altro essere umano. E’ un apprezzamento che include tutto il positivo presente in se stessi: talenti, abilità, qualità fisiche, mentali e spirituali… Colui che si apprezza, gioisce stupito per le proprie qualità manifeste, e sa, qualora se lo proponga seriamente, di poterne sviluppare altre ancora latenti. Gioisce dei propri successi senza presunzione, né vanteria, indizi, generalmente, di sentimenti di inferiorità. “Tutti abbiamo dentro noi stessi una Buona Novella! La Buona Novella è che davvero non sappiamo quale possa essere la nostra grandezza, quanto possiamo amare, quanto possiamo ottenere, quanto grandi siano le nostre possibilità. Non si può rendere una Buona Novella migliore di questa” (Anne Frank)

2. ACCETTAZIONE tollerante e speranzosa dei propri limiti, debolezze, errori e insuccessi. Chi accetta se stesso, si riconosce essere umano fallibile, come tutti gli altri, e non si meraviglia, né si angoscia troppo, per il fatto di sbagliare con maggiore, o minor frequenza. Riconosce seriamente gli aspetti spiacevoli della propria personalità, assume la responsabilità di tutte le proprie azioni, senza sentirsi in colpa più del dovuto per gli sbagli commessi. Sa per esperienza che “l’orrore dell’errore è un errore peggiore”. Non lo spaventano i propri limiti e difetti, e preferisce compiere con successo ciò che fa, ma non affonda quando perde.

“Aspira a fare le cose bene, non alla perfezione. Non rinunciare mai al diritto di sbagliarti, ché altrimenti perderai la capacità di imparare cose nuove e di avanzare nella vita. Ricorda che sotto le ansie di perfezione si nasconde sempre la paura. Affronta le tue paure e concedi a te stesso il diritto di essere umano: paradossalmente, potrai fare di te una persona molto più feconda e felice” (D. Burns)

3. AFFETTO: una disposizione positiva e amichevole, comprensiva e benevola verso se stessi, così da sentirsi in pace, non in guerra, con i propri pensieri e sentimenti (anche se sgradevoli), con la propria immaginazione e il proprio corpo (quali che sino le sue rughe – letterali, o metaforiche – e difetti). Si è capaci di gioire della solitudine senza disdegnare la compagnia; ” ci si trova bene con se stessi, nella propria pelle” (L. Racionero).

“Dovremmo imparare a guardare noi stessi con la stessa tenerezza con cui ci guarderemmo se fossimo nostro padre”
(J.L. Martìn Descalzo)

4. ATTENZIONE e cura amorevole dei propri bisogni, fisici e psichici, intellettuali e spirituali (ovviamente, non ci riferiamo qui a quei bisogni superflui, creati artificialmente da una pubblicità aggressiva ed ingannevole). La persona che ha stima di sé preferisce la vita alla morte, il piacere al dolore, la gioia alla sofferenza. Non cerca il dolore per il dolore, protegge la propria integrità fisica e psichica, non si espone a pericoli inutili. E tuttavia è capace di accettare anche la sofferenza, e, se occorre, la morte, per una persona, o una causa con la quale si senta profondamente identificata. Così, ad esempio, una madre che ha stima di sé dona con gioia uno dei propri reni per farlo trapiantare ad un figlio che ne ha bisogno.

Queste quattro caratteristiche – le prime quattro “A” dell’autostima – presuppongono un buon livello di conoscenza di sé, e specialmente di autocoscienza, cioè di consapevolezza del proprio mondo interiore, conseguibile mediante l’amichevole ascolto di se stessi e l’attenzione costante a tutte le voci che sorgono da dentro. Già Socrate ci avvertiva che una vita inconsapevole non vale la pena di essere vissuta…

Quando parliamo di autostima, parliamo allora di AFFERMAZIONE di quell’essere umano fallibile, irripetibile, preziosissimo, che merita tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione, ossia di quel “se” che ciascuno è; naturalmente, un “sé-in-relazione-con-gli-altri”, ché altrimenti non ci sarebbe individualità autentica. Non si tratta qui di narcisismo, poiché la persona che si stima davvero, nella propria globalità individuale e sociale, vive aperta e attenta all’altro, riconoscendone l’esistenza e affermandolo. Sa che non ci può essere affermazione duratura di sé senza solidarietà; accetta il fatto evidente dell’interdipendenza umana e si rende conto che non può, né le interessa, vivere isolata e indipendente dagli altri.

“Come le mele maturano con il sole, così anche noi uomini maturiamo in presenza dell’altro, collaborando con lui”
(G. Torrente Ballester)

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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO

I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'

OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO

IL TUO FUTURO E' ADESSO . 

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martedì 22 settembre 2009

Avrò cura di te


avrò cura di te



Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
(La cura - Franco Battiato)

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La 'dottoressa' dell'amore: «Ho fatto sesso con più di 1500 pazienti»


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La 'dottoressa' dell'amore: «Ho fatto sesso con più di 1500 pazienti»



Una sessuologa ha confessato al quotidiano Sun di aver avuto rapporti sessuali completi con circa 1500 pazienti su 10.000 nei suoi 23 anni di carriera. Dichiarazioni che ovviamente hanno destato scandalo tra gli addetti ai lavori e nell’opinione pubblica. Mare Simone, 54 anni, ama dichiarare di aver dedicato la sua vita ad aiutare uomini, donne e coppie con problemi sessuali. E fin qui niente di male, se non fosse che il suo zelo professionale la porta spesso più in là del consueto: “Mi guadagno da vivere andando spesso a letto con i mariti e i fidanzati di altre donne, è vero, ma non mi sento in nessun modo una prostituta, piuttosto una sorta di ‘surrogato’ che agisce per scopi terapeutici: in questo modo ho cambiato in meglio la vita sessuale di migliaia di uomini e quindi anche di migliaia di donne, e da me i pazienti pagano per risolvere i loro problemi, non certo per fare sesso”.


Tutte le sedute della Simone (5 al giorno di media, poco meno di 115 euro l’una il costo per i pazienti) iniziano allo stesso modo, con un colloquio seguito da carezze alle mani o alle spalle. Solo alla seconda o terza seduta i pazienti vengono invitati a spogliarsi per il cosiddetto “esercizio dello specchio”, durante il quale ci si abitua ad accettare la propria fisicità. Poi si passa a una sorta di body-massage e infine all’atto sessuale vero e proprio. “Il mio lavoro è far capire alle persone che i loro problemi sessuali non sono soltanto fisici, ma che risiedono nella loro mente e possono migliorare enormemente con soltanto un po’ di fiducia in se stessi”, spiega la Simone, che si dichiara specialista in sesso tantrico. “A volte faccio sesso con un paziente davanti a sua moglie, per mostrare loro come essere amanti più sensibili”. La donna finora non aveva rivelato ai suoi familiari il suo metodo di lavoro, ma ora sente che è il monento di uscire allo scoperto: “In vent’anni di lavoro non mi sono mai vergognata, amo quello che faccio e non ho intenzione di ritirarmi. Sono una guaritrice sessuale e me ne vanto”.



Fonte: Pearce D. Meet the sexual healer who had slept with 1,500 men.
The Sun 15/09/2009.

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sabato 19 settembre 2009

PERCHE' TRA UOMO E DONNA

poster canvas art riproduzione quadri




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Perché gli uomini fischiettano meglio delle donne
...perché hanno il cervello di un uccello !
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In cosa si somigliano un uomo e un computer ?
...sembra che pensino e che facciano tutto, ma
se non li programmi, non fanno niente.
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Perchè tutte le donne guidano male ?
...perchè tutti gli istruttori di guida sono uomini !
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Perché ci sono più donne che uomini ?
...perché la natura è saggia !
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Qual e' la differenza tra dissoluzione e soluzione ?
...dissoluzione : mettere un uomo nella vasca con l'acido
...soluzione : metterceli tutti
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Perché gli uomini preferiscono le vergini ?
... perché non sopportano le critiche
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Perché occorrono migliaia di spermatozoi per fecondare un ovulo?
...perché gli spermatozoi sono maschi e si rifiutano di chiedere la strada!
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Dio chiama Adamo e gli dice : ' ho due notizie per te,
una buona e un'altra cattiva!
Adamo chiede prima la buona, e Dio gli risponde :
' Ti farò due regali, un cervello e un pene!'
'Fantastico ' risponde Adamo, 'e la cattiva ?'
Dio risponde : ' Non hai sufficiente sangue per farli
funzionare entrambi allo stesso tempo!'
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Perché solo un 10% degli uomini arriva in paradiso?
...perché altrimenti sarebbe un inferno!

Perché l'uomo scuote la testa per pensare?
...perché i due neuroni che ha facciano contatto.


Come far impazzire un uomo in camera da letto?
... nascondendo il telecomando.
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Cosa devi fare quando vedi che il tuo ex-marito sta
rotolando di dolore sul pavimento?
...sparagli un'altra volta!

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Come definiresti un uomo ammanettato?
...affidabile !
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Cosa significa quando l'uomo nel tuo letto ansima e dice il tuo nome?
...non hai tenuto abbastanza premuto il cuscino sulla sua faccia.
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Qual è la differenza tra gli uomini e le donne?
...una donna vuole che un solo uomo soddisfi tutte le sue esigenze.
...un uomo vuole che tutte le donne soddisfino l'unica esigenza che ha.
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Come puoi evitare che tuo marito legga le e-mail?
...rinomina la cartella di posta 'manuale d'istruzioni'.

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venerdì 18 settembre 2009

Superare il disagio di mostrare il proprio corpo



Per molte donne mostrare il proprio corpo in pubblico è un momento di grande disagio. La scusa è che si è troppo grasse, o troppo magre, oppure troppo flaccide. La realtà è che, indipendentemente da difetti veri o presunti, spogliarsi in pubblico (indossare un costume, un abito più corto, un top un po’ scollato), è un problema a volte serio.


Sotto il vestito

Per alcune donne mostrarsi semi nude significa perdere il controllo della propria immagine sociale; se un abito aiuta a sentirsi più sicure e a rapportarsi agli altri con maggior facilità, può capitare che in bikini ci si scopra fragili: è questo ciò di cui ci si vergogna. La pancetta, la cellulite, il sedere basso o le smagliature non sono il vero problema; talvolta anche le donne molto belle, con un fisico invidiabile trovano imbarazzante scoprirsi, e la ragione dipende dal modo in cui costruiamo la nostra immagine corporea.

Se inseguiamo un modello astratto e assoluto di bellezza fisica e ci diamo obiettivi irraggiungibili, avremo di noi stesse un’immagine negativa. Non bisogna pensare che quei fisici perfetti che ogni tanto vediamo sfilare davanti a noi siano felici davvero. L’esagerata attenzione del corpo nasconde spesso fragilità e soprattutto il timore della relazione con gli altri. Di fronte alla perfezione si tende a pensare erroneamente che nessuno potrà rifiutarci.


Piacersi e piacere

Come si fa a superare il disagio che si prova al momento dell’arrivo in spiaggia, o in piscina o in palestra?
Per cominciare bisogna provare una semplice strategia: iniziare a ripetersi che si è belle, se ci si riesce sarà più facile anche vedersi tali. In sostanza bisogna cambiare la nostra autopercezione, toccando il corpo, massaggiandolo, passando la crema; ascoltando le sensazioni piacevoli che trasmette.
Altro passo importante è fare un’anamnesi, ovvero domandarsi qual è il dettaglio che scatena l’insicurezza è il primo passo per cominciare a superarlo. A monte molte volte c’è la paura di essere oggetto di un giudizio globale: se ho la pancia la gente penserà che sono una mangiona, o una pigra.
Infine il disagio si supera anche adeguando la propria immagine corporea a una specifica fase della vita. Se ho appena partorito, o sono reduce da un intenso periodo di stress, è normale non essere in super forma, ma a volte c’è un motivo bello e gratificante, e le mie imperfezioni diventano parte della mia storia.


Tre mosse vincenti

1. Scegliere l’interlocutore giusto: a chi vogliamo piacere? Se cerchiamo l’approvazione di altre donne, dobbiamo ricordare che si hanno poche chances, il sesso femminile è ipercritico!

2. Guarda il bello: valorizzare una parte che piace (il seno, i capelli, gli occhi), serve a spostare l’attenzione da un’insicurezza a una fonte di gratificazione.

3. Registra i feedback: cioè diamo agli altri la possibilità di farci un complimento: un bel costume, o un bel colorito possono aiutarci nel compito della rassicurazione.

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mercoledì 16 settembre 2009

TANTI ANNI DI MATRIMONIO



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Una sera dopo tanti anni di matrimonio, una coppia era a letto quando
 la donna sentì che suo marito incominciava ad accarezzarla
 come non lo faceva più da molto tempo.
 Incominciò a sfiorarle il collo, poi scese giù nella schiena fino ai reni.
 Le accarrezzò le spalle e i seni e si fermò esattamente sul pube.
 Poi spostò lentamente la sua mano verso l`interno della coscia destra 
e poi ancora su sul fianco fino a sfiorare il seno poi giù delicatamente fino al polpaccio.
 Fece la stessa cosa dall`altra parte e ad un certo punto si fermò bruscamente
 e senza dire niente accese la televisione.  
Siccome tutte le carezze avevano fatto un certo effetto,
 la moglie chiese amorevolmente:
 "Caro, é stato meraviglioso, perché ti sei fermato? 
"Risposta: " Ho trovato il telecomando ".
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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

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LA FOTO


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