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martedì 16 gennaio 2018

18enne Italiana mette la Sua verginità all'Asta


Modella 18enne italiana mette verginità all'asta per finanziare i suoi studi, 
offerto un milione di euro
'Vuole frequentare l'università di Cambridge'

 Una modella 18enne italiana ha messo all'asta su internet la sua verginità e finora il più alto offerente è disposto a pagare un milione di euro per trascorrere una notte con lei: lo scrive il tabloid britannico IL SOLE. Nicoletta, è il nome fittizio della giovane donna che ci tiene a mantenere l'anonimato, ha scelto in esclusiva un'agenzia di escort per l'asta, che le servirà a realizzare il suo sogno: trasferirsi nel Regno Unito per studiare business a Cambridge.

"Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni", ha raccontato al SOLE: "Volevo una buona istruzione quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste e scoperto che c'erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro, quindi ho deciso che avrei fatto lo stesso a 18 anni". E poi: "Spero di prendere il più possibile per finanziare i miei studi, aiutare mia sorella 
e la mia famiglia e comprare una casa ai miei genitori".

CHISSA' CHE PERCENTUALE PRENDE L'AGENZIA DI ESCORT ?




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venerdì 1 giugno 2012

le donne e il loro ruolo nell’economia italiana


 “Poche donne nelle vita economica Italiana. Con loro meno corruzione in politica”

La relazione annuale della Banca d’Italia dedica un capitolo al ruolo femminile nell’economia italiana. Causa principale dell'arretratezza del nostro Paese , “la carenza dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare”

Un’intero capitolo della relazione annuale della Banca d’Italia dedicato alle donne e al loro ruolo nell’economia italiana. Una novità rispetto agli studi dedicati, ma pur sempre 10 pagine su un totale di 396 (scarica il pdf). Dieci pagine che raccontano quanto l’Italia presenti forti criticità rispetto alla partecipazione delle donne nella vita economica, nonostante i progressi negli ultimi decenni. Perché, “Nel 2011 il Paese continua a collocarsi tra i più arretrati nella graduatoria dell’indice Global gender gap (al 74° posto su 145 paesi; 21° posto tra quelli dell’Unione europea) – si legge nel testo di Bankitalia – penalizzato soprattutto dalla componente “partecipazione e opportunità economiche” (90° posto), mentre è più contenuto il divario in termini di “risultati scolastici” (48° posto).

Per Palazzo Koch, una è la causa principale della bassa partecipazione femminile: “La carenza dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare” che continua a essere “un freno alla partecipazione al mercato del lavoro nei primi anni di vita dei figli”. Perché anche all’interno della famiglia, anche tra le coppie in cui entrambi i coniugi lavorano, “i carichi domestici e di cura gravano in misura sproporzionata sulle donne”. Per questo Bankitalia sottolinea la necessità “di interventi ad ampio raggio per ridurre i divari; le epserienze sviluppate in alcuni paesi – sul piano normativo, fiscale, dei servizi – possono fornire utili indicazioni”

Eppure, una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, nelle posizioni di vertice e nelle amministrazioni porterebbe non solo “meno corruzione” perché “a una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzione più bassi e un’allocazione delle risorse orientata alla spesa sanitaria e ai servizi di cura e istruzione”. Ma anche, “un aumento del numero di famiglie con redditi da lavoro e una riduzione del rischio di povertà, con una crescita complessiva del Pil”.



   
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