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venerdì 1 giugno 2012

le donne e il loro ruolo nell’economia italiana


 “Poche donne nelle vita economica Italiana. Con loro meno corruzione in politica”

La relazione annuale della Banca d’Italia dedica un capitolo al ruolo femminile nell’economia italiana. Causa principale dell'arretratezza del nostro Paese , “la carenza dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare”

Un’intero capitolo della relazione annuale della Banca d’Italia dedicato alle donne e al loro ruolo nell’economia italiana. Una novità rispetto agli studi dedicati, ma pur sempre 10 pagine su un totale di 396 (scarica il pdf). Dieci pagine che raccontano quanto l’Italia presenti forti criticità rispetto alla partecipazione delle donne nella vita economica, nonostante i progressi negli ultimi decenni. Perché, “Nel 2011 il Paese continua a collocarsi tra i più arretrati nella graduatoria dell’indice Global gender gap (al 74° posto su 145 paesi; 21° posto tra quelli dell’Unione europea) – si legge nel testo di Bankitalia – penalizzato soprattutto dalla componente “partecipazione e opportunità economiche” (90° posto), mentre è più contenuto il divario in termini di “risultati scolastici” (48° posto).

Per Palazzo Koch, una è la causa principale della bassa partecipazione femminile: “La carenza dei servizi volti a conciliare vita professionale e familiare” che continua a essere “un freno alla partecipazione al mercato del lavoro nei primi anni di vita dei figli”. Perché anche all’interno della famiglia, anche tra le coppie in cui entrambi i coniugi lavorano, “i carichi domestici e di cura gravano in misura sproporzionata sulle donne”. Per questo Bankitalia sottolinea la necessità “di interventi ad ampio raggio per ridurre i divari; le epserienze sviluppate in alcuni paesi – sul piano normativo, fiscale, dei servizi – possono fornire utili indicazioni”

Eppure, una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, nelle posizioni di vertice e nelle amministrazioni porterebbe non solo “meno corruzione” perché “a una più elevata presenza di donne tra gli amministratori pubblici corrispondono livelli di corruzione più bassi e un’allocazione delle risorse orientata alla spesa sanitaria e ai servizi di cura e istruzione”. Ma anche, “un aumento del numero di famiglie con redditi da lavoro e una riduzione del rischio di povertà, con una crescita complessiva del Pil”.



   
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mercoledì 25 agosto 2010

Il ruolo dell'amante ... UOMO - DONNA



Il ruolo dell'amante

Lui lei e l’altra, l’amante: una figura scomoda, che difficilmente suscita simpatia, ma che spesso però capita e si trova coinvolta con un uomo sposato o impegnato. Magari per incoscienza o forse perché inizialmente si è state ingannate e poi si è rimaste coinvolte più del previsto. Senza falsi moralismi e giudizi, vogliamo provare a vedere una storia d’amore vista da questa parte.



Penelope e Calipso
Per comprendere la figura dell’amante si parte dalla ninfa Calipso; nell’Odissea si racconta dell’amore di Calipso per Ulisse e delle sue promesse di immortalità purchè non la lasciasse. Quando però Zeus costrinse Calipso a rinunciare al suo amore e Ulisse tornò da Penelope, la ninfa Calipso va incontro a una tragica fine. Nella mitologia Penelope viene venerata, mentre Calipso, che rinuncia all’amore, viene condannata. Ed è proprio la sensazione che prova chi per anni ha investito sentimenti, passioni e rinunce per rapporti clandestini di questo tipo, e spesso viene etichettata la rovina famiglie. E come capita nell’Odissea, anche nella vita spesso chi ci soffre alla fine è l’amante, perché quasi sempre viene lasciata o è costretta a lasciare.

Ladra di uomini o vittima?
Iniziare una relazione e con un uomo già impegnato mette in una situazione controversa: l’amante è colei che ruba ad un'altra donna l’amore e le attenzioni di un uomo, ed è derubata da questo del proprio amore perché si creano false aspettative. Tuttavia l’amante è sempre vista dalla società come colei che ruba un uomo; eppure difficilmente la donna lo fa per trasgredire, ma spesso ci mette cuore e affettività.

Per caso o per abitudine
È importante anche distinguere tra chi si scopre amante per caso e chi, invece, ha una specie di coazione a ripetere, ed inconsciamente o consciamente cerca sempre uomini impegnati. In questo caso è bene interrogarsi sul perché si entra sempre in questo ruolo. Per esempio ci sono donne che amano molto la loro libertà e non vogliono rinunciarvi, e le storie con uomini impegnati sono per loro la situazione migliore. Prendono il meglio dalle storie, senza il peso della vita domestica.

Chi sono questi uomini?
Molto spesso le speranze dell’amante vengono alimentate da promesse e corroborate da continue lamentele dell’uomo sulla legittima consorte. Le classiche frasi come “mia moglie è fredda”, “con lei sono infelice”, “stiamo insieme per i figli”. E così l’amante si accontenta temporaneamente sperando e attendendo un futuro migliore, alimentato dalle promesse che prima o poi la situazione cambierà. Spesso quello che non si comprende però, è che il ruolo dell’amante non è di terzo incomodo, ma di terzo comodo, perché in un certo senso salva la coppia dando a lui ciò che gli manca, completando perfettamente il suo rapporto di coppia. Purtroppo, banalmente, gli uomini fanno difficilmente scelte coraggiose, e sono incapaci di separarsi sia dalla moglie che dall’amante.

Cosa fare?
Ad un certo punto della relazione e dopo avere rivestito il ruolo dell’amante, occorre porsi alcune domande. Quando si capisce che la situazione non cambierà o si continua questo rapporto in un angolo accontentandosi delle briciole, o si prende atto della realtà. Ovviamente il metro di giudizio è il malessere personale e non la morale sociale. Chi soffre e spreca anni dietro a un uomo impossibile forse deve volersi più bene e mettere se stessa in primo piano, anche allontanando l’amato. Tuttavia non sempre si ha questa lucidità e molte donne preferiscono pazientare, diventando da donne Calipso, a donne Penelope.

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lunedì 26 luglio 2010

L' AMANTE



Lui lei e l’altra, l’amante: una figura scomoda, che difficilmente suscita simpatia, ma che spesso però capita e si trova coinvolta con un uomo sposato o impegnato. Magari per incoscienza o forse perché inizialmente si è state ingannate e poi si è rimaste coinvolte più del previsto. Senza falsi moralismi e giudizi, vogliamo provare a vedere una storia d’amore vista da questa parte.






Penelope e Calipso
Per comprendere la figura dell’amante si parte dalla ninfa Calipso; nell’Odissea si racconta dell’amore di Calipso per Ulisse e delle sue promesse di immortalità purchè non la lasciasse. Quando però Zeus costrinse Calipso a rinunciare al suo amore e Ulisse tornò da Penelope, la ninfa Calipso va incontro a una tragica fine. Nella mitologia Penelope viene venerata, mentre Calipso, che rinuncia all’amore, viene condannata. Ed è proprio la sensazione che prova chi per anni ha investito sentimenti, passioni e rinunce per rapporti clandestini di questo tipo, e spesso viene etichettata la rovina famiglie. E come capita nell’Odissea, anche nella vita spesso chi ci soffre alla fine è l’amante, perché quasi sempre viene lasciata o è costretta a lasciare.

Ladra di uomini o vittima?
Iniziare una relazione e con un uomo già impegnato mette in una situazione controversa: l’amante è colei che ruba ad un'altra donna l’amore e le attenzioni di un uomo, ed è derubata da questo del proprio amore perché si creano false aspettative. Tuttavia l’amante è sempre vista dalla società come colei che ruba un uomo; eppure difficilmente la donna lo fa per trasgredire, ma spesso ci mette cuore e affettività.

Per caso o per abitudine
È importante anche distinguere tra chi si scopre amante per caso e chi, invece, ha una specie di coazione a ripetere, ed inconsciamente o consciamente cerca sempre uomini impegnati. In questo caso è bene interrogarsi sul perché si entra sempre in questo ruolo. Per esempio ci sono donne che amano molto la loro libertà e non vogliono rinunciarvi, e le storie con uomini impegnati sono per loro la situazione migliore. Prendono il meglio dalle storie, senza il peso della vita domestica.

Chi sono questi uomini?
Molto spesso le speranze dell’amante vengono alimentate da promesse e corroborate da continue lamentele dell’uomo sulla legittima consorte. Le classiche frasi come “mia moglie è fredda”, “con lei sono infelice”, “stiamo insieme per i figli”. E così l’amante si accontenta temporaneamente sperando e attendendo un futuro migliore, alimentato dalle promesse che prima o poi la situazione cambierà. Spesso quello che non si comprende però, è che il ruolo dell’amante non è di terzo incomodo, ma di terzo comodo, perché in un certo senso salva la coppia dando a lui ciò che gli manca, completando perfettamente il suo rapporto di coppia. Purtroppo, banalmente, gli uomini fanno difficilmente scelte coraggiose, e sono incapaci di separarsi sia dalla moglie che dall’amante.

Cosa fare?
Ad un certo punto della relazione e dopo avere rivestito il ruolo dell’amante, occorre porsi alcune domande. Quando si capisce che la situazione non cambierà o si continua questo rapporto in un angolo accontentandosi delle briciole, o si prende atto della realtà. Ovviamente il metro di giudizio è il malessere personale e non la morale sociale. Chi soffre e spreca anni dietro a un uomo impossibile forse deve volersi più bene e mettere se stessa in primo piano, anche allontanando l’amato. Tuttavia non sempre si ha questa lucidità e molte donne preferiscono pazientare, diventando da donne Calipso, a donne Penelope.  .

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mercoledì 17 marzo 2010

L'importanza del ruolo paterno ....



L'importanza del ruolo paterno

I figli, oggi più che mai, hanno bisogno della presenza e della guida del padre. Secondo recenti studi, è stato dimostrato chiaramente il ruolo vitale che i papà possono svolgere negli anni formativi della vita dei bambini. La presenza costante di un padre, ha impatti positivi sullo sviluppo e la crescita dei figli, e previene la presenza di problemi attitudinali, accademici ed economici del futuro.




Diventare padre
Gli uomini diventano padri in un senso biologico, ma non sempre eseguono quegli aggiustamenti psicologici e comportamentali necessari ad assumere pienamente il loro ruolo. L’essere padre comporta una serie di responsabilità diverse da quelle del marito e richiede degli impegni ulteriori. Questo cambiamento ha degli effetti sulle priorità, le scelte e il comportamento nella vita quotidiana.
È un processo che richiede del tempo.
Essere padre è un ruolo che gli uomini maturano crescendo. La transizione verso la paternità è un momento di grande svolta nella vita di un uomo; se l’uomo è disposto ad entrare in questo rapporto con i figli, diventa uno dei cambiamenti più grandi nella sua vita e nel suo sviluppo come persona.

Alcuni studiosi di psicologia sistemica hanno preso in esame ciò che si definisce “essere connessi” nel rapporto tra padre e figlio. Questo collegamento implica la costruzione, nel corso del tempo, di un legame che sia più del semplice amore che il genitore può avere per un figlio e che gli dia la percezione di questo amore e di questa accoglienza.
L’essere connessi si esplica nelle varie forme dell’amore verso l’altro e della fiducia e vicinanza che si sviluppa in tale relazione. Più un figlio si sente “connesso” ai suoi genitori, più è portato a fidarsi anche degli altri e a instaurare rapporti sereni e stabili con i suoi coetanei e con gli adulti.
Un rapporto familiare stretto risulta anche più efficace nel tutelare i figli da problemi come la depressione, il suicidio, l’attività sessuale precoce e l’uso di droghe.
Ma come si può “essere connessi” ai propri figli?
Si raccomanda di giocare con loro e di aiutarli nel processo educativo, essere disponibili a dargli conforto e affetto nei momenti in cui ne hanno bisogno, condividendo momenti di vita.

L’amore del padre

L’amore di un padre per il figlio spesso si vede nel sacrificio che il primo fa per il secondo. Tuttavia definire l’amore paterno non è facile. Una maniera sarebbe quella di fare riferimento al modo in cui un padre è presente nella vita del figlio, aiutandolo nelle sue necessità materiali, emotive, sociali e spirituali.
Condividere il proprio tempo, le proprie attività, i propri pensieri e il proprio essere significa dare un sostegno costante che il figlio percepisce come un qualcosa di solido e duraturo nella sua vita.
I padri che hanno un atteggiamento autorevole, che quindi unisce il rigore all’affabilità e al rispetto, più probabilmente avranno figli sicuri di sé e che dimostrano una buona salute mentale.
Inoltre, per un sano sviluppo dei bambini e degli adolescenti, è importante che i padri siamo emotivamente disponibili ovvero, siano coinvolti nella vita del proprio figlio e rispondano ai suoi bisogni emotivi.
Il padre può esplicare la propria influenza morale in diversi modi: dal semplice mantenimento delle promesse fatte al figlio a quello di stabilire dei paletti per rendere chiaro quali comportamenti sono accettabili e quali non lo sono.
In questo senso, ferma restando l’importanza della quantità di tempo che il padre dedica ai figli, è altrettanto essenziale il modo in cui egli risponde alle loro esigenze e al loro comportamento. L’ che il padre dà ai figli e il suo insegnamento sul modo in cui comportarsi con gli altri sono ulteriori occasioni di educazione.
In questo senso, i padri hanno molte possibilità per trasmettere valori ai propri figli e insegnare loro le conseguenze derivanti dalla responsabilità morale.


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lunedì 20 aprile 2009

Il ruolo dell'amante





non riesco a smettere di pensarci: ieri sera a cena la mia amica Veronica si è sfogata raccontandomi quanto è difficile il ruolo dell'amante, ed io continuo a domandarmi se sia peggio essere l'amante oppure la moglie tradita.

Andiamo per ordine: è ormai da qualche mese infatti che ha una relazione sentimentale con un uomo sposato. Da ciò che lui le racconta, il suo matrimonio ormai non va più ma allo stesso tempo non se la sente di lasciare la sua famiglia definitivamente.

Impossibile dire chi stia giocando e chi invece provi sentimenti veri: fatto sta che la mia amica è in una situazione difficile, piena di dubbi ed insicurezze. Allo stesso momento, penso però che la moglie, tradita di nascosto dal marito, viva una finta tranquillità che prima o poi sfocierà in una crisi matrimoniale.

Mi chiedo dunque quale dei due ruoli sia peggiore: essere l'amante, in attesa che l'uomo amato lasci finalmente la moglie per stare con te a tempo pieno e non di nascosto, oppure la moglie che ancora non sospetta nulla ma che vive con un uomo che le mente ogni giorno?

Difficile dare una risposta, difficile decidere il da farsi: in fin dei conti, non è neanche possibile giudicare una situazione di questo tipo fino a quando non ci capita.

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