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venerdì 11 maggio 2012

Argentina, identità sessuale personale.


 L'identità sessuale è una percezione personale.
 Lo ha sancito il 10 maggio una legge argentina,
 destinata a entrare nella storia dei diritti civili.


Mentre il mondo era preso dall'apertura di Barack Obama ai matrimoni omosessuali, l'Argentina, che aveva già approvato le unioni gay due anni fa, ha compiuto un'ulteriore passo avanti e così il Senato ha approvato una normativa che definisce l'identità di genere come «un'esperienza intima e personale».
BASTA ESSERE MAGGIORENNI. Nel caso si sia nati uomini ma ci si senta donne, o viceversa, basta ora avere compiuto 18 anni per poter fare richiesta amministrativa e ottenere un nuovo certificato di nascita e carta di identità, con il cambiamento di sesso ovviamente registrato.
La notizia ha portato in piazza e nelle strade di Buenos Aires le comunità gay, lesbica e trans argentine che hanno festeggiato tutta la notte.

Garantiti anche i servizi sanitari per la chirurgia di adeguamento del corpo

La legge era già stata approvata alla Camera lo scorso dicembre e ha passato il vaglio del Senato con 55 voti a favore e un solo astenuto.
Certo la scelta non è stata semplice: il dibattito nella camera argentina è durato oltre tre ore, con ben 25 interventi da parte dei politici.
Ma ora è fatta. «Ogni persona potrà rettificare legalmente il sesso, il cambio di nome e di immagine quando non corrispondono con l'identità di genere autopercepita» c'è scritto nel provvedimento, che garantisce anche a carico del servizio sanitario nazionale le necessarie operazioni chirurgiche e il trattamento per l'adeguamento del corpo di chi desidera mutare sesso.
 «USCIAMO DALLE TENEBRE, POSSIAMO APPARIRE». Un cambiamento a dir poco innovativo e che ha snellito di gran lunga la procedura a livello documentario: prima si doveva aspettare una sentenza del tribunale per ogni singolo caso.
La normativa è stata accolta con soddisfazione da alcuni senatori, come Osvaldo Lopez, omosessuale, il quale ha dichiarato: «Questa legge dà la possibilità a molti di noi di avere luce, di uscire dalle tenebre, di apparire».
«LA SPERANZA DI VITA DEI TRANS È DI SOLI 35 ANNI». La senatrice Sonia Escudero invece, ha puntato tutto sui diritti dei cittadini, raccontando: «La comunità trans ha una speranza di vita di 35 anni e più del 90% dei transessuali si trova in situazioni precarie come la prostituzione e l'abbandono della scuola».
Per la Escudero, in conclusione, le circa 22 mila persone in tutta l'Argentina che fino a ora erano rimaste escluse dai «diritti umani fondamentali», d'ora in poi possono contare su una legge coraggiosa che garantisce loro assistenza e servizi.
E, non da ultimo, dà un forte scossone sulla questione dei diritti degli omosessuali e di chi è nato in un corpo che non riesce a sentire suo e vuole sfruttare le conquiste della scienza e della medicina per sentirsi bene con se stesso. -


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giovedì 12 gennaio 2012

il partner è invidioso del vostro successo ?




il partner è invidioso del vostro successo


Amore è condivisione, sia di momenti di tristezza o di negatività sia di quelle piccole grandi gioie che possono presentarsi sulla vostra strada. Ma vi è mai capitato che il/la vostro/a lui/lei si sia dimostrato in qualche modo invidioso/a delle vostre soddisfazioni e dei vostri successi personali?

All'inizio il suo sostegno, la sua partecipazione non ci è certo mancata, a tratti abbiamo nitidamente avvertito il suo orgoglio nello starci accanto, ma poi, progressivamente, le sue battutine, il suo sarcasmo, e la sua non sempre gradita ironia ci hanno messo di fronte ad una persona molto diversa. Per quanto possa apparire strano, è molto probabile che la causa di questo cambiamento sia stata l'invidia. Come reagire a questo punto?

Una delle possibili motivazioni che hanno portato la nostra metà ad assumere un atteggiamento diverso nei nostri confronti potrebbe essere l'eccessiva chiusura che, magari inconsapevolmente, abbiamo dimostrato nei suoi riguardi, dunque una possibile soluzione potrebbe essere quella di fare di tutto per farlo sentire partecipe del nostro mondo, delle nostre soddisfazioni.

Se invece quello che spinge il/la nostro/a lui/lei a provare invidia è semplicemente un forte senso di insoddisfazione personale, provate a fargli/le comprendere che le attività e i passi che compie ogni giorno sono importanti e utili per il vostro futuro.

In entrambi i casi, comunque, il dialogo si rivela fondamentale; letale invece potrebbe essere rinunciare al vostro modo di essere o sentirsi in colpa solo per essergli più vicino.

Se invece vi rendete conto che ciò che alimenta l'atteggiamento del/la vostro/a lui/lei è puro spirito di rivalità, forse è meglio lasciare perdere, la vostra metà non era poi così dolce!

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martedì 22 novembre 2011

il mal di testa non è solo femminile




 il mal di testa non è solo femminile



 In una società che si evolve sempre più rapidamente, il ruolo dell'uomo e quello della donna si mescolano in modo inscindibile, soprattutto se si entra nella sfera più intima del rapporto. In particolare, chi pensa che l'uomo non si tirerebbe mai indietro di fronte all'iniziativa femminile in camera da letto, è costretto a ricredersi. Ecco cos'è emerso da una recente indagine.

Ci risiamo: sono ancora gli studiosi del Kinsey Institute a mettere in luce particolari momenti della vita sessuale delle coppie moderne. Questa volta, però, l'aspetto analizzato è la classica "scusa" del mal di testa per evitare le avances sessuali del partner: non solo le donne, a quanto pare, la utilizzano, accade sempre più spesso il contrario.
Dall'indagine emerge che la donna, concentrata sulla carriera e sulla realizzazione personale, cerca sempre più la soddisfazione anche in camera da letto; l'uomo, al contrario, superati i 40 anni rimanda l'appuntamento sessuale con la partner molto più facilmente.

Secondo la psicologa Leah Klugnness, la scusa del mal di testa (laddove non nasconda una malessere fisico vero e proprio!) coincide con la precisa volontà di far valere il proprio potere decisionale all'interno del rapporto. Naturalmente, non si può negare che dietro una frase del genere ci sia l'effettiva voglia di richiamare l'attenzione della partner e creare momenti di complicità, forse troppo trascurati, all'interno della coppia.

Ancora una volta emerge la figura di una donna forse un po' troppo "mangiatrice" di uomini e di un uomo che, alla ricerca delle attenzioni femminili, sembra perdere la sua virilità.

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