sabato 29 agosto 2009

ERRORI CHE LEI DEVE EVITARE A LETTO



Per il benessere della coppia è importante una buona intesa sessuale e un atteggiamento corretto nei confronti del proprio partner.

Innanzitutto bisogna, come sempre, essere equilibrate: cioè né troppo “vampire” e “pantere” né troppo sciatte e trasandate. L'ideale è rimanere una donna normale capace ancora di sedurre e affascinare il proprio uomo. Vediamo insieme qualche punto da tenere presente.

1) Il diventare mamme deve dotarvi, care signore, di una nuova femminilità e non condannarvi all'astinenza e alla trasandatezza del proprio corpo, che magari ha subito un certo rilassamento dei tessuti dopo il parto. È giusto dedicare cure e attenzioni al proprio piccino appena venuto al mondo, ma non bisogna per questo trascurare il ascurare il marito: sarebbe consigliabile risvegliare la passione che provate per lui anche dopo che la vostra famiglia è cresciuta di numero.

2) Quando siete a letto con lui non fate le passive, lasciando fare tutto a lui, non dicendo una parola e non partecipando per niente al rapporto. Lasciatevi coinvolgere: a nessuno piace fare l'amore con una statua di sale o una bambola immobile (a parte alcune perversioni!). Comunicate col vostro partner dicendo chiaramente cosa vi piacerebbe e cosa potreste fare per dare piacere a lui: il dialogo nella coppia è importante anche in queste occasioni.

3) I troppi impegni della vita quotidiana della donna non devono farla diventare trasandata nel curare il proprio aspetto e non devono farle dimenticare che la seduzione del proprio uomo deve continuare sempre, anche dopo il matrimonio e i figli. Alla larga dunque da pigiamoni, chili di troppo e creme iperuntuose per la notte. Meglio impiegare cinque minuti di più a prepararsi in bagno prima di andare a letto, ma poi avere un aspetto decisamente seducente per lui. Evitate di parlare al vostro uomo di depilazione (magari mostrando la gamba pelosa), irritazioni, vene varicose, stitichezza, mestruazioni e altri argomenti in grado di far crollare la libido maschile. Va benissimo, invece, indossare una lingerie più sexy per accendere il desiderio e giocare un po' col vostro lui.

4) Non bisogna evitare di confessarvi reciprocamente i vostri desideri e le vostre fantasie erotiche: siate sinceri ed espliciti nel vostro rapporto e sappiate ravvivarlo in una dimensione di gioco, divertimento e tenerezza, senza rinunciare al trasporto della passione.

5) Sappiate dimostrare al vostro lui che siete padrone del vostro corpo e che vi piacete. Ogni tanto osate, in casa, vestiti succinti, trasparenti, o lasciatevi intravedere dal caro maritino mezze svestite: di sicuro apprezzerà.

6) Evitate di parlare male di altre donne davanti a lui: vi fa apparire insicure e poco attraenti. Anziché concentrarsi su come appare agli occhi del vostro lui un'altra donna, pensate piuttosto a tenere i suoi occhi incollati su di voi.

7) Non date per scontato niente, soprattutto che siete una coppia fissa e fedele finché non ve lo sarete detto esplicitamente e con reciproca convinzione. Il fatto di avere rapporti sessuali non garantisce né fiducia, né affidabilità, né fedeltà. Purtroppo è possibile per molti fare sesso senza amore, senza alcun coinvolgimento emotivo. Non utilizzate il sesso come ricatto per i sentimenti, ma siate sincere ed esplicite fin da subito su quale tipo di relazione volete e su che cosa vi aspettate da essa. Se siete alla ricerca dell'amore vero è meglio metterlo alla prova del tempo e della vita e non concedersi a lui già dalla seconda (o addirittura dalla prima) uscita. Rischiate di buttarvi via e di ferirvi molto.

8) Ragazze: non ignorate i capezzoli dei maschietti! A molti uomini piace che gli venga stimolata questa parte del corpo, per cui non pensate che sia una zona meno sensibile ed erotica per lui, ma lanciatevi in carezze capaci di eccitare il vostro uomo.

9) Non tralasciate le carezze e le coccole prima e dopo il sesso: anche agli uomini piace sentirsi amati e coccolati, anche in un rapporto intimo

10) Non pensate solo a voi e al vostro piacere durante un rapporto intimo: cercate piuttosto di cogliere le vibrazioni, i ritmi e le sensazioni del corpo di lui e di armonizzarvi anche fisicamente. Non pretendete cose strane o eccessive dal vostro lui.
Sopra ogni altro consiglio sta il dialogo interno alla coppia: sapersi parlare e, soprattutto, sapersi ascoltare, è la chiave che può risolvere le difficoltà di molte relazioni.

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venerdì 28 agosto 2009

Bellezza al maschile



Bellezza al maschile:
sono zigomi e mascella
ad attrarre le donne


Le donne sono davvero complicate tanto quanto si racconta. Almeno per quanto riguarda la scelta del partner: da uno studio condotto dagli psicologi statunitensi della Penn State University e pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology, infatti, nel giudicare l`attrattività in un uomo il gentil sesso ne divide il viso in due parti, e ne osservano una metà per giudicare l`attrattiva sessuale e l`altra per carpirne l`aspetto estetico (e asessuato) in generale. Mascella, zigomi e labbra sarebbero considerati i lineamenti del viso "sessuali", collegati a fertilità e salute, mentre naso, occhi e forma della testa sarebbero i tratti deputati al giudizio estetico. "Fino ad ora questa dualità nel giudizio del volto maschile non era mai stata testata", spiega Robert Franklin, che ha partecipato allo studio.

Dopo aver sottoposto una serie di immagini di volti di uomini all`attenzione di un gruppo di studentesse universitarie, che dovevano valutarne la "sessualità" e l`"esteticità" in una scala da 1 a 7, la ricerca è proseguita sottoponendo una seconda serie di foto di volti di uomini divise a metà in senso orizzontale all`altezza degli occhi, con la metà superiore e quella inferiore spostate in direzioni opposte: anche in questo secondo caso le ragazze dovevano valutare l`attrattività dell`immagine, sia in senso "sessuale" che nel senso "estetico". Dal raffronto delle valutazioni delle due fasi dell`esperimento, i ricercatori hanno quindi dedotto che le donne effettivamente tendono a dividere in due il volto maschile nel giudicarlo, e che l`attrattività sessuale è deputata a specifici tratti del viso, così come il senso estetico in generale. "Non sappiamo se ciò è il risultato della cultura, o se è proprio il cervello a processare diversamente certe informazioni dedotte da determinati tratti del viso - conclude Franklin -. Servono ulteriori studi".

Autore: Miriam Cesta

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mercoledì 26 agosto 2009

Coppie di fatto



Coppie di fatto


C’è chi considera la convivenza come un “periodo di prova” e chi, invece, la sceglie come stile di vita. Ma c’è anche chi non può contrarre matrimonio perché separato e non divorziato. Qualunque sia il motivo, attualmente le coppie di fatto in Italia, aumentano sempre di più e tra qualche anno supereranno le coppie sposate. Tuttavia queste relazioni hanno ancora poche tutele, anche se qualche diritto lo hanno acquistato.
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La legge

Ad oggi l’ordinamento giuridico riconosce e tutela solo la famiglia fondata sul matrimonio; chi convive non ha né obblighi di mantenimento, né di assistenza, né diritto ad un eventuale risarcimento in caso di rottura del rapporto.





La giurisprudenza, ha però concesso alcuni diritti ai conviventi:

•la possibilità di succedere nel contratto di locazione, in caso di morte del compagno/a, e in presenza di figli naturali, quando cessa la convivenza;
•ottenere dalle assicurazioni un indennizzo, come spetterebbe a un coniuge;
•ricevere la pensione di guerra del partner;
•ricevere prestazioni assistenziali dai consultori familiari;
•astenersi dal testimoniare in processi che vedono coinvolto il partner.


Se ci si separa

Proprio perché non ci sono leggi vere e proprie, l’unico modo per tutelarsi è autoregolamentarsi. Esiste cioè la possibilità di stipulare con il partner un accordo (attraverso una scrittura privata), e indicare la ripartizione delle spese, la suddivisione dei beni in caso di rottura e come devono essere pagatele rate dei mobili.
In questo modo si possono evitare i conflitti durante la convivenza o al momento della cessazione. Affinché il documento sia valido è preferibile che a redigerlo sia un avvocato o un notaio.



In caso di figli

L’articolo 261 del Codice Civile, stabilisce che i figli naturali (nati al di fuori del matrimonio), se riconosciuti, hanno gli stessi diritti dei figli legittimi. I genitori hanno il dovere e l’obbligo di mantenerli, educarli e occuparsi di loro. In caso la convivenza finisse, i figli hanno il diritto a mantenere un rapporto equilibrato con ciascuno dei genitori, e il diritto a ricevere cure, istruzione e educazione da entrambi. In caso di disaccordo tra i conviventi bisogna rivolgersi al Tribunale dei minori e rimettersi alla valutazione del giudice.



Per l’eredità

I conviventi sono esclusi dall’eredità del compagno, a meno che non sia stato espressamente previsto nel testamento. Ma anche in questo caso la fetta più consistente del patrimonio va all’eventuale ex moglie, ai bambini nati dal matrimonio e quelli nati dalla convivenza, e ai genitori del defunto.
Ad esempio, se la persona scomparsa ha avuto dei figli dalla ex moglie, altri dalla compagna, metà dell’eredità spetta ai figli (da dividersi in parti uguali), un quarto alla ex moglie e un quarto resta libero e andrà alla convivente solo se c’è un testamento in suo favore.
In caso contrario verrà ripartita tra gli altri eredi. Se esiste un conto corrente comune il 50% del denaro spetta al superstite, e l’altro 50% va distribuito tra gli eredi. La casa (se non intestata ad entrambi) spetta sempre ai legittimi eredi, ma il convivente potrà continuare ad abitarvi solo se il compagno aveva dato disposizione in testamento

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martedì 25 agosto 2009

ANGELA DICE




L' Amore è un viaggio naufrago verso l'orizzonte ascoltare le timide carezze del cuore sulla zattere delle illusioni. casi fragili, e una lotta estenuante per raggingere l'orizzonte a nuoto. L'Amore è ascoltare il vento e raccontarlo a poco a poco e un intrarcio di cuori a provare in gioco. L' Amore è stringersi forte da confondere i battiti del cuore, e non ci sarà ne più tuo ne più mio. L'Amore è lasciarsi accarezzare dall'ebbrezza delle parole e degli occhi dolci e amare di chi ti sossurra: TI AMO
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domenica 23 agosto 2009

Quando i figli non arrivano



Quando i figli non arrivano


Desiderare dei figli e averli è spesso la normalità di una coppia. Non riuscire ad averli è un duro colpo, difficile da superare. L'importante è riuscire a farlo restando uniti.
Il periodo più fertile
Ora puoi individuarlo facilmente. Test d'ovulazione Eva-Test®.
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Centro Fertilità della Svizzera Italiana - Lugano e Bellinzona
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Secondo recenti stime emerse dal congresso “From infertilità treatment to riproductive health”, sarebbero l’8-10% le coppie che nel mondo hanno problemi legati al concepimento. Nella società in cui viviamo, il successo riproduttivo conferma il raggiungimento di una completa maturità e di uno status adulto. È quindi comprensibile l’impatto emotivo e psicologico che una diagnosi di sterilità ha sulle persone. Attualmente sono numerose le tecniche di Procreazione medicalmente assistita che la medicina propone alle coppie che non riescono ad avere figli in modo naturale, ma non bisognerebbe mai dimenticare l’importanza degli aspetti psicologici che emergono in queste situazioni.




Sogni infranti

La diagnosi di sterilità o di difficoltà riproduttiva è per molte coppie un macigno inaspettato. Fin da piccoli si pensa che avere figli sia l’evento più naturale del mondo, espressione dell’amore e dell’unione di coppia. Quando questo sogno viene infranto, spesso, la prima reazione consiste in uno shock, accompagnato da incredulità nei confronti della diagnosi. In un secondo momento subentrano varie emozioni negative come i sensi di colpa, la rabbia, l’invidia per chi i figli li ha. In questi casi l’aiuto di uno psicologo è fondamentale, perché serve per rielaborare le emozioni disturbanti e di cui spesso ci si vergogna. Lo stato d’animo della coppia è molto simile al lutto, perché la perdita di un bambino immaginario è molto simile alla perdita di una persona cara. Il sostegno serve anche per ridurre l’ansia, la depressione e far fronte alle pressioni sociali.




L’autostima della donna va sotto zero

Il ruolo della donna è messo a dura prova dalla genitorialità mancata. L’identità femminile, infatti, è ancora intimamente associata alla maternità, e non poter avere un figlio causa una profonda e dolorosa ferita narcisistica e un abbassamento della stima di sé. La donna che non può diventare madre si sente diversa e deve fare i conti con questa sua mancanza.




La virilità dell’uomo è ko

Anche nell’uomo l’impossibilità di avere figli comporta dei disagi, primo fra tutti un senso di impotenza, fino a confondere la fertilità con la virilità, arrivando a pensare che non si è veri uomini se non si è in grado di concepire. Spesso così lui si rifugia nel lavoro e si allontana dalla partner. Le radici di questa confusione sono profonde e lontane, fin dai tempi in cui l’uomo aveva molte donne e procreare significava essere maschio.




L’unione va in tilt

Molto spesso le difficoltà riproduttive hanno ripercussioni sul legame della coppia, i partner potrebbero allontanarsi e vivere il dolore del desiderio non appagato senza condivisione reciproca, staccandosi l’uno dall’altro, con conseguenze negative anche sull’intimità sessuale. Spesso quando si cerca un figlio, il sesso perde la sua componente affettiva e ludica, diventando un semplice mezzo di concepimento. Alcune coppie fanno l’amore solo nei periodi fertili, al fine di aumentare le probabilità del concepimento. Quando poi si ha una diagnosi di difficoltà a concepire naturalmente, il sesso perde ogni attrattiva per la coppia. È importante, invece, lavorare affinché il legame affettivo con il partner si rinforzi, aumentando la comunicazione all’interno della coppia e convogliando le energie di entrambi nella risoluzione del problema. È poi fondamentale, che la coppia non si isoli nel suo dolore, ma comprendere che le proprie difficoltà riguardano anche altre persone.

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Schiavo della moglie, marito chiede il divorzio



Schiavo della moglie, marito chiede il divorzio

Dopo aver seguito un corso di coaching, una donna si è vista presentare la richiesta di divorzio da parte del marito ridotto in schiavitù



L’emancipazione femminile ha raggiunto in questi anni i massimi storici e, di per sé, questa dovrebbe essere una buona notizia.


Esistono persone comunque che, spinte dalla foga dovuta ad una condizione troppo a lungo ricercata, eccedono nel dimostrare l’enfasi di un’autorità da imporre a tutti i costi.

Il caso di un uomo israeliano che ha chiesto di potersi separare dalla moglie, definita troppo tiranna. La signora in questione è stata descritta come una donna che ha sempre mostrato una certa dose di autorità tuttavia, fino a qualche mese fa, le manifestazioni di polso mostrate sembravano rientrare nei limiti imposti dal buon senso.

Fino al fatidico corso di "Coaching".


Per Coaching s’intende quella disciplina che insegna agli individui, siano essi indifferentemente uomini o donne, a sviluppare doti da leader.

Dalla fine del corso, per il malcapitato le cose in casa hanno preso una piega diversa.

L’uomo era costretto a svolgere tutte le faccende di casa, in nome di quanto le donne hanno ingiustamente subito durante glia anni di prevaricazione maschile.

Il poveraccio, oltre alle faccende domestiche, veniva obbligato con le maniere forti a qualsiasi attività decisa dalla moglie schiavista. I risultati della pratica non si sono fatti attendere.

L’uomo ha scelto il divorzio ma, previdente, lo ha comunicato alla donna solo attraverso i giornali. Forse per timore di una reazione spropositata.

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giovedì 20 agosto 2009

Sexomania




Ci sono persone che dormono un sonno profondo, ma di colpo vengono colte da un irrefrenabile desiderio, che può farle diventare violente senza scuoterle dal torpore notturno: si tratta dei sonnambuli sessuali, che agiscono nel sonno e poi dimenticano tutto.


Il disturbo

C’è chi durante il sonno mormora parole oscene, chi allunga la mano per toccare il compagno, chi si dà a pratiche onanistiche, e c’è anche chi, senza svegliarsi, riesce ad avere un rapporto sessuale completo. Si tratta di persone che soffrono di una particolare alterazione del sonno, chiamata sexomnia, parola che deriva dalla fusione del termine sesso in inglese, e la radice latina della parola sonno. In Italia, il disturbo viene etichettato come sonnambulismo sessuale. Si tratta di una alterazione della coscienza che induce il soggetto che ne è colpito a praticare il sesso durante la fase non Rem del sonno, senza rendersene conto. Talvolta vengono coinvolti partner non del tutto consenzienti. Questo disturbo si può manifestare in tutti i modi con cui si manifesta la sessualità umana; i soggetti che ne sono affetti possono masturbarsi senza averne coscienza oppure richiedere veri e propri atti sessuali al partner, o a chi si trova a condividere temporaneamente il letto.




Chi ne soffre

Vari studi hanno consentito di stabilire che la sessosonnia colpisce prevalentemente gli uomini, tre volte più delle donne, e che l’età media dei pazienti è di circa 30 anni. Ciò che scatena la crisi nei maschi è il contatto fisico con la compagna nel letto, mentre le donne hanno episodi di sexomnia quando vivono periodi di intenso stress. Secondo i risultati di una ricerca pubblicata dalla rivista New Scientist i disturbi del sonno colpiscono in generale circa il 4% della popolazione e dalle prime ricerche la sexsomnia sembra affliggere l’1%. La causa scatenante di questo problema è dovuta secondo gli studiosi a due ordini di fattori; disturbi del sonno e problemi di natura emotiva.
L’utilizzo di droghe, lo stress e la mancanza di un buon riposo notturno sono fattori che possono favorire l’avvento di tali fenomeni, causando gravi disordini mentali e psichici. Spesso, gli atti sessuali dei sonnambuli sfociano nella violenza e nell’aggressività nei confronti del partner.



Un caso
Un cinquantenne genovese, fu denunciato dalla moglie per atti di violenza verso la figlia di 9 anni; il tribunale lo condannò a due anni di reclusione e gli tolse la patria potestà. Tuttavia l’avvocato difensore presentò richiesta di appello e ora è stato assolto dai giudici, perché un consulente psichiatra ha sostenuto che l’uomo soffre di episodi di parasonnia: ovvero è sonnambulo e durante il sonno compie azioni involontarie, come quella verso la figlia. Si tratta di uno dei primi casi di sonnambulismo sessuale accertati in Italia, mentre nel mondo ci sono già state sentenze simili, che ovviamente hanno fatto discutere.



Le cure
In Italia i centri del sonno tendono a trattare i sonnambuli sessuali come tutti gli altri sonnambuli, ovvero con una terapia combinata di farmaci (benzodiazepine) e la psicoterapia

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Perdonare



Perdonare

Perdonare significa vincere il proprio risentimento senza negarlo, ma sforzandosi di considerare chi ci ha offeso con benevolenza, compassione e persino amore. Chi perdona ha sofferto profondamente e da qui nasce il suo risentimento, un sentimento naturale, che però alcuni riescono a superare, rivolgendo all’offensore risposte di compassione.

Ma quando si riesce a perdonare?
Solitamente il perdono scatta quando è stato ripristinato un legame di empatia tra la vittima e l’offensore, quando quest’ultimo ha spiegato il suo gesto, si è scusato, o ha chiesto il perdono e si è messo nella decisione dell’altro. C’è un’inversione dei ruoli che è un fattore importante per tornare alla normalità. Alcune persone perdonano per motivi morali e religiosi, e altre ancora per motivazioni logiche e pragmatiche, per non perdere la persona amata. Esiste poi, una forma di perdono- ricatto: si perdona per tenere l’offensore ai propri comandi.



Forme ambigue di perdono

Il perdono per conservarsi l’affetto di qualcuno, o per garantirsi la sua collaborazione, o ancora per assicurarsi la sua sottomissione morale, è una forma ambigua di perdono che lascia un senso di incompiutezza e raramente sono ingredienti efficaci per una relazione che torna a svilupparsi. Un perdono riuscito, invece, produce un senso di sollievo. Quando si perdona per finta, al solo ricordo dell’offesa ricevuta si alza la pressione, aumentano i battiti cardiaci e si innesca una forte tensione muscolare. Se invece si è riusciti a perdonare nel profondo non si ha nessuna di queste forme di stress.



Vendetta liberatrice
Quando chi ci ha offeso non ha chiesto scusa, o non ha espresso il desiderio di essere perdonato, è molto più difficile lasciare da parte il rancore, e in questi casi è forte la tentazione di vendicarsi facendosi giustizia da sé. La vendetta serve per lo più a liberarsi dai sentimenti negativi insopportabili, e poi viene vissuta con esultanza, eccitazione e divertimento. Tuttavia, dopo essersi vendicate, le persone perdono parte della propria autostima e chiedono il perdono.




Personalità differenti

Le persone più inclini al perdono hanno due tratti di personalità marcati: l’affabilità e la spiritualità. In più sono persone poco nevrotiche e padroneggiano bene le loro emozioni. L’attenzione verso gli altri, l’attaccamento ai valori spirituali e una buona capacità di controllo delle emozioni, sono i tre ingredienti fondamentali del perdono. Chi invece serba rancore è meno altruista, meno attento ai sentimenti altrui e emotivamente più instabile. Infine chi è vendicativo ha gli stessi tratti del precedente, ma in forma più accentuata e inoltre è meno gentile e meno affidabile.




Perché perdonare e come farlo

Nel caso di persone che hanno sofferto offese gravi, è fondamentale allentare le tensioni, anche con un lavoro specifico sul perdono. Le terapie cognitive comportamentali, permettono a chi si è sentito gravemente offeso di procedere verso il perdono e la riconciliazione. Queste tecniche si basano sul parlare dell’offesa ricevuta, tirando fuori rancori, disprezzo e odio; dopo aver manifestato il risentimento, il terapeuta guida la persona sulla via del perdono. Solitamente chi effettua terapie del perdono, ha una diminuzione dell’ansia e dei disturbi depressivi, e un aumento di autostima.

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giovedì 13 agosto 2009

Profilattico liquido



Sperimentato dall'università dello Utah, è un gel che, solidificandosi, protegge la donna durante l'atto sessuale

Un 'profilattico liquido' in grado di contrastare malattie quali l'Aids e gravidanze indesiderate potrebbe in futuro consentire alle donne di proteggersi all'insaputa del loro partner.

Il 'condom molecolare', inventato dagli scienziati dell'università dello Utah, è costituito da una sostanza liquida che, una volta applicata alle pareti vaginali, acquisisce consistenza fino a diventare una specie di membrana protettiva. Questa, una volta esposta al seme maschile, rilascia un farmaco antivirale. "A causa di fattori socio-economici e culturali, spesso le donne di regioni come l'Africa sub-sahariana non sono in grado di 'negoziare' con il proprio partner l'utilizzo di un valido sistema anticoncezionale", spiega Julie Jay, dottoranda in farmacia nell'ateneo statunitense. La sostanza è chiamata 'profilattico molecolare' perchè è composto da molecole liquide a temperatura ambiente ma in grado di solidificarsi all'interno dell'utero. La finalità è di produrre l'anticoncezionale su larga scala nei Paesi in via di sviluppo, anche se ci vorranno 7-8 anni prima che possa venire prodotto e distribuito in forma industriale. Il gel è composto dai polimeri Pba (acido fenilboronico) e Sha (acido salicilidrossamico). Questi composti rimangono liquidi a causa del livello di Ph della vagina. Quando il livello di acidità si abbassa a causa dell'introduzione del seme, il gel diventa semi-solido. L'equipe di ricercatori dell'università dello Utah hanno condotto sperimentazioni con questo microbicida in alcuni Paesi africani, e ulteriori studi permetteranno di bloccare non solo l'Hiv, ma anche altri virus patogeni. "Abbiamo sviluppato questa tecnologia affinché le donne possano proteggersi da sole contro l'Aids, utilizzando l'anticoncezionale all'insaputa e senza l'approvazione del partner".

Patrick Kiser, assistente alla facoltà di Bioingegneria, riferisce che il dosaggio dei farmaci anti-Hiv a base di microbicidi di prima generazione dura solo poche ore. "Così vanno usati almeno un'ora prima del rapporto sessuale - spiega il professore -, una cosa abbastanza difficile da fare. Basta dimenticarsene una volta e il danno è fatto. Noi abbiamo concepito un sistema di rilascio del microbicida che potrebbe durare una giornata se non un mese intero".

I microbicidi di prima generazione, sottoposti a sperimentazione in questi anni e disponibili solo fra due o tre anni hanno un tasso di efficacia tra il 50 e il 60 percento. Uno studio britannico rivela che se soltanto un microbicida venisse usato dal 20 percento delle donne in 73 Paesi in via di sviluppo, potrebbe prevenire 2,5 milioni di infezioni in un periodo di tre anni. Kiser sostiene che vi è la possibilità che il 'condom liquido' possa raggiungere un'efficacia del 90 percento.

Il costo per ogni dose? Quello di un pacchetto di profilattici.

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mercoledì 12 agosto 2009

AMORI ESTIVI



In estate è più facile perdere la testa. Gli amori estivi hanno un sapore speciale. Si vive un momento di fuga dalla quotidianità: la mente è più libera da pensieri e si dimostra più disponibile. Generalmente l’estate è anche il periodo in cui ci si prende più cura di sé, del proprio fisico, e ci si “spoglia” per indossare indumenti leggeri che fanno apparire il proprio corpo all’altro sesso.

A luglio e agosto si perde facilmente il contatto con la realtà e non si immagina il rapporto amoroso nella vita quotidiana: tutto diventa quasi irreale, soprattutto quando il luogo degli amori è la spiaggia dove è facile fare nuove conoscenze. Non è il momento ideale per far sbocciare nuovi amori ma è il momento della passione, delle avventure e del sesso, anche se in fondo si spera che sia la persona giusta per una storia vera e duratura. Purtroppo poche sono le storie che iniziano così, per gioco, e poi durano nel tempo.

Godersi appieno l’avventura estiva non vuol dire non considerare i rischi del sesso: il problema contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili deve essere affrontato perché, se l’estate è il periodo degli amori “mordi e fuggi”, è anche il periodo in cui vengono trasmesse più malattie. In effetti le visite ginecologiche per questi problemi aumentano a settembre.

Le ragazze possono assumere la pillola come metodo contraccettivo ma il preservativo rimane in assoluto l’unico metodo per evitare la trasmissione di virus e batteri.

Il segreto per godersi appieno una storia estiva è quindi quello di proteggersi da un’eventuale gravidanza e dalle malattie sessualmente trasmissibili, e, sul lato psicologico, avere la consapevolezza che l’avventura finirà alla fine della vacanza: solo così si può riuscire a separarsi dal nuovo e breve amore con dolcezza, portarlo in sé come un bellissimo ricordo, ed evitare che porti una sofferenza al rientro: ci si deve convincere che la storia estiva finisce con la partenza.

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mercoledì 5 agosto 2009

Stalking online




Stalking online



Si chiama tecno stalking ed è l’ultima degenerazione sentimentale in cui si usano i social network e il web2.0 per spiare le mosse del proprio compagno o compagna. È l’equivalente digitale dello stalking tradizionale, fenomeno sempre più in aumento.

La spia


In questa modalità virtuale, il meccanismo della gelosia patologica che sta dietro al bisogno ossessivo di controllare il partner, è la stessa del “pedinamento” fisico. A cambiare è solo il mezzo attraverso il quale viene sfogato questo impulso, semplicemente il “molestatore” si sposta dalla strada al web. Anche nello spazio virtuale le emozioni provate e trasmesse sono vere, e la tecnologia serve da cassa di risonanza di un disagio che è presente nelle persone e che poi lo riversano nel rapporto di coppia.






La vita virtuale


La vita virtuale del partner, molto spesso genera ansia perché è poco controllabile; solitamente si ha meno paura a mostrare il proprio lato intimo nelle comunità di internet, perché è come se fossimo protetti dal video. Sul web, la sfera pubblica e quella privata si confondono e si è portati a raggiungere un livello di confidenza profonda anche con degli sconosciuti. Normale poi, che il partner che scopre l’altro in questa seconda vita ne diventi geloso.






Segnali d’allarme


Cosa fare per evitare che la gelosia diventi ossessione? E come fare affinché lo stalking tecnologico non diventi una minaccia alla vita reale? Per prima cosa bisogna coltivare la fiducia, che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto; poi ricordarsi che il dialogo vince sulle fantasie e quando un comportamento non ci piace è bene parlarne subito prima di lasciarsi soffocare da atteggiamenti che poi prendono la mano. La vita virtuale va considerata come un prolungamento della vita reale e come tale va affrontato, sia che siamo noi i gelosi, sia se la subiamo. Quindi se i rapporti sul web rischiano di minare la relazione, non resta che eliminare il problema alla base, imparando ad essere sinceri sulle questioni fondamentali. Infine è importante prestare attenzione ad alcuni comportamenti che rappresentano dei veri e propri segnali d’allarme: se per esempio il partner si collega sempre alla rete quando anche noi siamo connessi, se passa molto tempo al computer, se vuole conoscere la nostra password.








Cose importanti da sapere


Il web 2.0 si fonda sulla condivisione delle informazioni: quando si accede a questi strumenti, bisogna metterlo in conto. Se da una parte la maggior parte dei network è regolamentato e limita l’accesso a chi ha ricevuto l’autorizzazione, dall’altra internet è un mezzo invasivo: i motori di ricerca rendono visibile a chiunque anche alcuni contenuti dei social network. È una struttura che funziona male, e seppur criticata, ad oggi non è possibile cambiarla. Quando ci si elimina dalle piattaforme digitali, i dati restano su dei file duplicati in rete, anche per anni. Quindi è fondamentale esserne consapevoli e sapere che una volta diffusi i dati personali, i commenti e le foto, difficilmente vengono cancellati per sempre!

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martedì 4 agosto 2009

SESSO IN GRAVIDANZA




Sono molte le coppie che durante la gravidanza smettono di fare l’amore per paura di fare male al feto. O ancora ci sono molti uomini che pensano di violare il rispetto, se hanno rapporti con la compagna in attesa. Ginecologi e medici continuano a ripeterlo: se la gravidanza procede in maniera ottimale non ci sono problemi, anzi il sesso aiuta a mantenere stabile il rapporto.

La separazione dalla funzione riproduttiva della sessualità da quella di gioco e piacere, spesso in seguito alla notizia di gravidanza, crea un’interruzione dei rapporti per molto tempo. Tra le causa di questo, c’ è il timore di danneggiare il feto; ma è importante sapere che il bimbo nel ventre materno è ben protetto all’interno del sacco amniotico e che è accuratamente isolato dal tappo mucoso. Quindi in nessun modo il pene può entrare in contatto con il feto. Altro motivo che porta alla sospensione dei rapporti è il cambiamento fisico e il timore di non essere più attraenti. Per le donne poi ci sono alcune manifestazioni fisiche come vomito, nausea, variazioni ormonali, dolore al seno, che molte volte causano un calo del desiderio.

È importante che le coppie sappiano che non ci sono controindicazioni al sesso in gravidanza (a parte rari casi che poi elencheremo) e anzi, alcune persone, complici gli ormoni femminili, riescono a provare molto piacere.



Fattori di rischio

Ci sono situazioni in cui il ginecologo stesso inviterà la coppia a sospendere o ridurre l’attività sessuale, in particolare quando:

•ci sono minacce d’aborto;

•ci sono stati precedenti parti prematuri;

•il collo dell’utero è molto dilatato;

•ci sono sanguinamenti inspiegabili;

•ci sono perdite di liquido amniotico;

•c’è un'infezione in atto;

•la placenta si trova troppo vicina la collo dell’utero e rischia di staccarsi;

•sono presenti più feti.



Cosa va sempre evitato

Durante la gravidanza, anche quando tutto procede per il meglio, bisognerebbe evitare due comportamenti sessuali:

1.il sesso orale praticato dall’uomo alla donna, perché potrebbe soffiare aria all’interno della vagina, causando un’embolia, con conseguenze letali per il bambino e per la mamma;

2.entrambi i coniugi non dovrebbero avere rapporti non protetti con altre persone, perché potrebbero infettarsi e trasmettere malattie al bambino.



La sessualità trimestre per trimestre

Il primo trimestre di gravidanza è solitamente caratterizzato da un calo del desiderio da parte della donna; il secondo trimestre, quando cessano i disturbi funzionali (nausea, vomito), la voglia di fare l’amore aumenta e spesso gli orgasmi sono più intensi e frequenti; nel terzo trimestre, complice la pancia che cresce, verranno modificate le posizioni per fare l’amore. In questo periodo lo sperma, che contiene alcune sostante chimiche, potrebbe causare delle contrazioni e un parto prematuro, per questo motivo le ultime settimane vengono sconsigliati i rapporti completi.


E se proprio non si fa?

Come accennato in precedenza, ci sono coppie che o per motivi medici, o per motivi psicologici, non riescono proprio a fare l’amore. In questi casi si consiglia comunque di non sospendere tutta l’attività sessuale, ma di dedicarsi ad altre pratiche. È importante mantenere una certa intimità sia per il corpo che per la psiche. Coccole, baci e tenerezze creano un clima di serenità e rilassatezza, che aiutano a prepararsi al nuovo periodo carico di responsabilità e impegno.

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