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domenica 3 gennaio 2016

LIBRO : L'amore spiegato da ...




Mi permettete di parlarvi un attimo dell’amore? Quando si nasce, secondo me, si nasce a metà, perché nell’origine si era una cosa insieme, poi ci ha separato il tempo, lo spazio, ma la vita diventa pienezza quando si trova l’altra metà, e io in questo sono stato fortunatissimo, per questo e per tante altre cose.

E così, in mia moglie, ho trovato l’altro pezzo di me molto presto: avevo appena fatto la maturità, e con quest’altro pezzo abbiamo fatto la strada insieme. E questo è bello perché si cresce insieme. Tanto è vero che io non mi vergogno a dire che quel che vedete qui, davanti a voi, è in gran parte il frutto del rapporto con questa mia straordinaria moglie.

Se poi mi chiedete: ma com’è che sei riuscito a stare quarantadue anni con la stessa persona, in questi tempi in cui si consuma tutto: si consumano le scarpe, gli orologi, i telefonini e anche i partner, i mariti, le mogli e perfino i fidanzati?

Debbo dire che ognuno deve trovare la sua formula nell’amore: la mia è stata questa,,,

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mercoledì 15 gennaio 2014

Marito alla Moglie : Devo parlarti



“Mentre mia moglie mi serviva la cena , le presi la mano e le dissi:” Devo parlarti”.

Lei annui e mangio’ con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi….quel dolore che all’improvviso
 mi bloccava la bocca…Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”
.Lei nn sembro’ disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente: ” Perche’?”.
Quella sera nn parlammo piu’ e lei pianse tutta la notte. Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle ….aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna …Giovanna! Io ormai non amavo piu’ mia moglie…mi faceva solo tanta pena…mi sentivo in colpa, ragion per cui sottoscrissi nell’atto di separazione che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.

A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me …per tutte le sue energie….pero’ non potevo farci nulla…io amavo Giovanna! All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione….l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva…non cenai e mi misi a letto…ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.

Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere…mi girai e continuai a dormire.La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinche’ accettasse la separazione. Non voleva la casa, non voleva l’auto .tantomeno il negozio…soltanto un mese di preavviso..quel mese che stava per cominciare l’indomani.Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto! Il suo ragionamento era semplice : ” Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.

Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo , quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta…in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace. Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie…dille che oramai tu sei mio…se ne faccia una ragione!”.Io e mia moglie era da tanto che non avevamo piu’ intimita’, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati ….nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:”
Grande papa’, ha preso la mamma in braccio! ”.Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore….camminai dieci metri con mia moglie in braccio ….lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:” Non dirgli nulla del divorzio ..per favore…Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.

Lei usci’ e ando’ a prendere il bus per andare al lavoro.Il secondo giorno eravamo tutti e due piu’ rilassati …lei si appoggio’ al mio petto e..potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto ch era da tanto tempo che non la guardavo ….Mi resi conto che non era piu’ cosi’ giovane…qualche ruga ..qualche capello bianco….!Si notava il danno che le avevo fatto!ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?  Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimita’ stava ritornando tra noi….questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio….e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre piu’.

Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!. Ogni giorni era piu’ facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.Pensai che mi stavo abituando ad alzarla , e per questo ogni giorno che passava la sentivo piu’ leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi…si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi,  ”.Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perche’ mi sembrava cosi’ leggera!  Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…troppo dolore e troppa sofferenza pensai.Senza accorgermene le toccai i capelli …nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).  Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa …ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.  Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo…la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata …mi venne da piangere!

L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimita’ con te….Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina…mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro ..ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai ..scesi e corsi sulle scale…lei mi apri’ la porta e io le dissi: ”Perdonami..ma non voglio piu’ divorziare da mia moglie…lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?  Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!  

Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.

Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?  le dissi: ”Ti prendero’ in braccio ogni giorno della mia vita finche’ morte nn ci separi”Arrivai di corsa a casa…feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca……ma mia moglie era a terra …morta!  .Stava lottando contro il cancro …ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.  Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo…si un mese…affinche’ a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio….affinche’ nostro figlio non subisse traumi…..affinche’ a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”

Questi sono i dettagli che contano in una relazione…non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice…ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.A volte non diamo il giusto valore a cio’ che abbiamo fino a quando non lo perdiamo….

Magari questa triste storia possa salvare una separazione... una storia tutta da leggere qui’ c’e’ solo da imparare…

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martedì 12 giugno 2012

MARITO SUCCHIA IL SANGUE ALLA MOGLIE


  MARITO  SUCCHIA IL SANGUE ALLA MOGLIE


Di storie strane se ne sentono tante ed alcune, poi, sono anche false. Ma spesso accade di imbattersi in vicende davvero sconvolgenti, capaci di far raggelare il sangue nelle vene. E proprio il sangue è il protagonista di una vicenda davvero agghiacciante.

Il fatto è accaduto realmente a Bhopal, in India e ha coinvolto una donna ventiduenne, vittima del marito-vampiro. Quest'ultimo, l'agricoltore Mahesh Ahirwar, infatti, per ben tre anni consecutivi ha prelevato, dal corpo della donna, Deepa, del sangue. Attraverso una siringa, così, ogni giorno, l'uomo si riempiva un bicchiere con il plasma della coniuge e lo beveva. La consuetudine del marito ha spinto la donna a denunciare il fatto alla polizia, incredula davanti alla dichiarazione della vittima.

Dal racconto di questa, sembra che il presunto vampiro avesse il coraggio di giustificare il proprio gesto quotidiano, dichiarando di acquistare le energie necessarie per vivere dal sangue della partner. In questo modo, ritenuta indispensabile e vitale, l'uomo, imperterrito, ha continuato a succhiare l'energia della moglie, anche durante la gravidanza.

Sebbene la storia lasci il beneficio del dubbio, il fatto sconvolge chi ne viene a conoscenza, visto che, di solito, si immagina che questo possa accadere solo nel genere fantasy. Comunque sia, fa molto riflettere il comportamento della moglie, succube di un marito oltremodo avaro. Molte sono le donne che proteggono il coniuge violento, sopportando in silenzio e senza denunciarlo; ma, questa volta, più che coprire le malefatte coniugali, la donna si è spinta oltre, arrivando, addirittura, ad alimentare il partner.

Diventa difficile, a questo punto, ritenere che la donna amasse in modo spasmodico il proprio marito tanto da autorizzarlo a procedere quotidianamente nel suo intento; così come è impensabile che essa sia stata ricattata più volte dall'uomo. Nonostante, infatti, a volte il sentimento che si prova per il proprio partner tende ad offuscare la mente, la donna avrebbe potuto denunciare prima l'accaduto.

Non potendo entrare nella psiche della protagonista, nè tantomeno in quella del vampiro goloso di sangue, si può solo esprimere il proprio pensiero su questa bizzarra e forse un po' troppo cruenta storia.

 leggi anche: http://cipiri8.blogspot.it/2012/03/contro-la-violenza-alle-donne-nude.html

Contro la violenza alle donne, NUDE


Le proteste di Femen, noto gruppo di femministe prevalentemente ucraine, non si placano. L’ultima manifestazione delle attiviste, divenute famose in tutto il mondo per i loro cortei in topless,


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martedì 24 aprile 2012

IO VADO A LETTO : Marito e moglie




IO VADO A LETTO.. Marito e moglie stanno guardando la tv quando lei dice 'Sono stanca, è tardi, penso che andrò a letto'... Va in cucina a preparare i panini per l'indomani. Sistema le tazza per la colazione, estrae la carne dal freezer per la cena del giorno dopo, controlla la scatola dei cereali, riempie la zuccheriera, mette cucchiai e piattini sulla tavola per la mattina successiv...a. Poi mette i vestiti bagnati ...nell'asciugatore, i panni nella lavatrice, stira una maglia e sistema un bottone, prende i giochi lasciati sul tavolo, mette in carica il telefono, ripone l'elenco telefonico e da l'acqua alle piantine. Sbadiglia, si stira e mentre va verso la camera da letto, si ferma allo scrittoio per una nota alla maestra, conta i soldi per la gita, tira fuori un libro da sotto la sedia e aggiunge tre cose alle lista delle cose urgenti da fare. Firma un biglietto d'auguri per un'amica ci scrive l'indirizzo e scrive una nota per il salumiere e mette tutto vicino alla propria roba. Va in bagno, lava la faccia, i denti, mette la crema antirughe, lava le mani, controlla le unghie e mette a posto l'asciugamano. 'Pensavo stessi andando a letto'.... commenta il marito!!! Ci sto andando', dice lei. Mette un po' d'acqua nella ciotola del cane mette fuori il gatto, chiude a chiave le porte e accende la luce fuori. Da'un'occhiata ai bimbi, raccoglie una maglia, butta i calzini nella cesta e parla con uno di loro che sta ancora facendo i compiti. Finalmente nella sua stanza. Tira fuori i vestiti e scarpe per l'indomani, mette la vestaglia, programma la sveglia e finalmente è seduta sul letto. In quel momento, il marito spegne la tv e annuncia: 'Vado a letto'. Va in bagno, fa la pipì', si gratta il sedere mentre da un'occhiata allo specchio e pensa: ' che PALLE domani devo fare la barba'.... e senza altri pensieri va a dormire. Niente di strano non vi pare???? Ora chiedetevi perché le donne vivono più a lungo!!! Perché sono fatte per i percorsi lunghi (e non possono morire perche' prima hanno molte cose da fare). dedica questo link alle donne fenomenali che conosci e magari anche a qualche uomo che non fa mai male. E poi??????????????????????? PUOI ANDARE A LETTO! :-)))))

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leggi anche 


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venerdì 3 settembre 2010

Complesso della chioccia e della vittima



Essere donna, moglie e madre di famiglia non è semplice. Evitiamo però di cadere in complessi negativi, per noi e per chi ci sta vicino.


Cosa significa avere il complesso della chioccia? La persona che vive questo tipo di complesso fa da “mamma” ai figli, al marito, agli amici. Per tutti ha una parola buona e un consiglio, si prodiga senza risparmiarsi, è piena di attenzioni.
La “chioccia” ha bisogno di sentirsi indispensabile, anche se in realtà sono gli altri a essere indispensabili a lei) vorrebbe impedire agli altri di crescere per tenerli legati a sé come fossero bambini irresponsabili, per esercitare il suo “potere” psicologico, dominarli e ritagliarsi un posticino privilegiato nel loro cuore.
Se non ha un buon rapporto con il partner riversa amore e attenzione sui figli, e pretende da loro l’amore che non ottiene da lui: forse non ha superato la paura infantile di essere abbandonata e teme di perdere gli affetti più cari.
Se vi riconoscete in questa descrizione, ecco per voi alcune “regolette” per imparare ad essere meno chioccia e più donna:

* Indirizzare l’istinto materno verso associazioni di volontariato o attività benefiche.
* Pensare all’aspetto “erotico” della situazione: una donna “chioccia” può essere apprezzata dall’uomo solo come mamma, non tanto come donna.
* Pensare alla coppia: comprendere che in un rapporto di coppia prendersi cura del partner come se fosse un bambino può sì rassicurarlo e farlo sentire protetto, ma anche spingerlo a cercare altrove la passione, perché col tempo l’attrazione e il desiderio sessuale nei suoi confronti inevitabilmente si spengono.
* Evitare atteggiamenti iperprotettivi e consolatori nei confronti degli altri: si rischia di diventare invadenti.
* Può essere inutile: prima o poi gli altri, proprio come i figli quando diventano adulti, sentono il bisogno di recidere l’ideale cordone ombelicale che li lega alla madre, vogliono assaporare la libertà e diventare autonomi.
* Valutare il proprio ruolo: non dimenticare che la femminilità non si esprime solo con la maternità reale o ideale.

Complesso mamma vittimaNon trasformatevi, però, in mamma “vittima”. Questo complesso lo si vive quando la mamma è votata alla famiglia, ai figli e al marito, si affanna perché la casa sia sempre in ordine e tutto fili alla perfezione.
Non è disposta ad ammetterlo, ma è gelosa delle sue responsabilità, sa di essere in gamba e ritiene che nessuno svolgerebbe i suoi compiti meglio di lei. Allora perché ha la sensazione che il suo lavoro tra le mura domestiche non sia apprezzato col suo giusto valore, ed è quasi sempre stanca e depressa?
In pratica, un po’ come la “martire”, anche la “vittima” dovrebbe sacrificarsi di meno: se ne avvantaggerebbe prima di tutto il suo umore, sarebbe più sorridente e rilassata e anche l’atmosfera in casa ne trarrebbe beneficio. Ecco cosa fare per modificare questo atteggiamento:

* Non adoperarsi più del necessario e dedicare un po’ più di tempo a se stessi.
* Cercare di dilazionare le faccende domestiche nell’arco della settimana, anche se c’è molto da fare.
* Fare delle pause e leggere un buon libro, ascoltare un po’ di musica, rilassarsi davanti alla tv, farsi belle: non è una “perdita di tempo”.
* Liberarsi dalle preoccupazioni inutili.
* Distribuire ai familiari qualche compito.
* Persuadere il marito a dividere alcune mansioni.
* Abituare i bambini ad aiutare in casa, sin da piccoli.

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domenica 23 agosto 2009

Schiavo della moglie, marito chiede il divorzio



Schiavo della moglie, marito chiede il divorzio

Dopo aver seguito un corso di coaching, una donna si è vista presentare la richiesta di divorzio da parte del marito ridotto in schiavitù



L’emancipazione femminile ha raggiunto in questi anni i massimi storici e, di per sé, questa dovrebbe essere una buona notizia.


Esistono persone comunque che, spinte dalla foga dovuta ad una condizione troppo a lungo ricercata, eccedono nel dimostrare l’enfasi di un’autorità da imporre a tutti i costi.

Il caso di un uomo israeliano che ha chiesto di potersi separare dalla moglie, definita troppo tiranna. La signora in questione è stata descritta come una donna che ha sempre mostrato una certa dose di autorità tuttavia, fino a qualche mese fa, le manifestazioni di polso mostrate sembravano rientrare nei limiti imposti dal buon senso.

Fino al fatidico corso di "Coaching".


Per Coaching s’intende quella disciplina che insegna agli individui, siano essi indifferentemente uomini o donne, a sviluppare doti da leader.

Dalla fine del corso, per il malcapitato le cose in casa hanno preso una piega diversa.

L’uomo era costretto a svolgere tutte le faccende di casa, in nome di quanto le donne hanno ingiustamente subito durante glia anni di prevaricazione maschile.

Il poveraccio, oltre alle faccende domestiche, veniva obbligato con le maniere forti a qualsiasi attività decisa dalla moglie schiavista. I risultati della pratica non si sono fatti attendere.

L’uomo ha scelto il divorzio ma, previdente, lo ha comunicato alla donna solo attraverso i giornali. Forse per timore di una reazione spropositata.

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