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mercoledì 9 giugno 2010

L'arte di ascoltare



L'arte di ascoltare

Porre attenzione a ciò che l’interlocutore ci sta dicendo consente di instaurare un rapporto costruttivo che conduce a relazioni più solide e sincere. La comunicazione serve a condividere con altri esperienze, informazioni ed emozioni che possono invitare al confronto e alla crescita. Ma ci sono dei segreti per un dialogo perfetto? Certamente, e noi vi diremo quali sono.


Perché imparare ad ascoltare
Accogliere i segnali verbali e non della comunicazione permette di costruire un ponte che collega due persone e le conduce verso un dialogo autentico. Per alcuni si tratta di una predisposizione naturale, mentre altri hanno bisogno di qualche strumento per affinare l’arte di ascoltare gli altri e dare il via a un dialogo virtuoso che non lascia spazio a incomprensioni, delusioni o dimenticanze.
Imparare ad ascoltare è uno dei modi per raggiungere una chiarezza interiore ed essere sempre più protagonisti della propria vita; in più consente di instaurare un dialogo autentico che porta a legami seri e sinceri.

Diversi modi di ascoltare
Secondo gli esperti di comunicazione ci sono 4 modi di ascoltare e non tutti sono adeguati per una conversazione empatica e corretta.
  1. Attivo ed empatico: chi ne è capace riesce a sentire oltre le parole, anche le emozioni di chi sta parlando, sa leggere i messaggi del corpo e del viso. È una comunicazione virtuosa che può anche continuare senza le parole.
  2. Riflessivo: chi parla pensa di trovarsi di fronte a uno specchio perché ha un interlocutore attento che dà una chiave di lettura ai suo pensieri.
  3. Selettivo: chi ascolta in questo caso sente solo ciò che gli interessa perdendo delle opportunità che possono emergere dal dialogo in corso, con il rischio di far cadere la comunicazione. 
  4. Passivo: viene riassunto perfettamente con l’espressione “è entrato da un orecchio ed è uscito dall’altro”, ciò che si dice potrebbe essere interessante, peccato che non venga proprio ascoltato!
Qualche consiglio
  • Cercare di creare un vuoto dentro di sé per vivere il presente mettendo a tacere le proprie voci interiori. Una volta ottenuto il silenzio interiore è più semplice arginare le rigidità che si hanno nei confronti di sé e ascoltare attentamente gli altri. Se poi quando ci si trova di fronte alle persone si riesce anche ad evitare il giudizio preconfezionato si è sulla strada dell’ascolto empatico e attivo.
  • Ascoltare con tutti i sensi per comprendere appieno l’altro: imparare a leggere il linguaggio corporeo, vedere negli occhi di chi sta parlando l’emozione che nasce, scoprire se il sorriso dell’interlocutore è di circostanza o no.
  • Dare sempre un riscontro alla persona che si ha di fronte è un modo per misurare la propria capacità di ascolto e comprensione. Ripetendo le parole dell’altro e chiedendo una conferma sulle informazione ricevute, consente ad evitare inutili incomprensioni.
  • Eliminare i vari ostacoli che possono impedire alla conversazione un buon decorso: telefoni, radio e televisioni.
  • Non essere impulsivi; prima di dare opinioni o rispondere ascoltiamo attentamente e fino alla fine ciò che gli altri hanno da dirci; se qualcosa ci distrae, piuttosto comunichiamolo al nostro interlocutore, e rimandiamo la conversazione ad un momento più tranquillo.

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