sabato 27 aprile 2013

MOANA POZZI : simbolo di un nuovo modello di femminismo



27 APRILE

OGGI RICORDIAMO....MOANA POZZI

(Genova,27 Aprile 1961 - Lione,15 Settembre 1994 )

Una donna, una leggenda. Inutile nasconderlo, Moana Pozzi, la pornostar più famosa di tutti i tempi (insieme a Ilona Staller, alias "Cicciolina"), è diventata, grazie alla sua classe e alla sua indubbia intelligenza, non solo un'icona dell'erotismo ma anche una donna da ammirare per il suo coraggio e la sua spregiudicatezza morale ed intellettuale. Tanto da farne, paradossalmente, quasi il simbolo di un nuovo modello di femminismo. Questione di punti di vista, naturalmente.

Non c'è dubbio, comunque, che Moana Pozzi abbia incarnato il tipo di donna misteriosa e sensuale capace di far perdere la testa agli uomini, esercitando un indubbio potere, un'influenza ammaliante su chi la circondava. C'è anche chi si è arrovellato sull'origine del suo nome, arrivando ad ipotizzare che fosse una traslitterazione dall'inglese "to moan", che significa "gemere".

In realtà, "Moana", scelto dai genitori rifacendosi a luoghi mitici cercati sull'atlante geografico, significa semplicemente, in lingua polinesiana, "il posto dove il mare è più profondo".

Un nome, ad ogni modo, su cui molti hanno ricamato leggende intorno alla "diversità" congenita della bionda attrice, sul suo irrimediabile destino di emarginata (per quanto famosa, una pornostar non è mai realmente accettata dai benpensanti). Invece la vita di Moana, a dispetto delle apparenze, è sempre stata quanto mai lineare e serena, nella sua "anormalità". Persino la morte improvvisa e prematura non ne fa un'eroina "maudite", ma la trasforma in un'icona da venerare con malinconia e rispetto.

Nata in una famiglia genovese cattolicissima (il padre ingegnere, lavorava in un centro di ricerca nucleare mentre la madre era una semplice casalinga), Moana Pozzi studia presso un istituto delle suore Marie Pie e Scolopie. Frequenta il liceo scientifico e studia per sei anni chitarra classica in conservatorio. A diciotto anni, già ragazzona alta e formosa con un sorriso disarmante, è in cerca di libertà e trasgressione: sente il bisogno di sganciarsi dall'ambiente per lei troppo formale della sua famiglia. Comincia a partecipare a concorsi di bellezza, posa nuda per pittori e fotografi e si trasferisce a Roma per frequentare gli ambienti del cinema. I genitori rimangono traumatizzati quando scoprono che la figlia gira pellicole erotiche. La loro reazione iniziale è drastica e arrivano a rompere qualsiasi rapporto con lei per un anno. Fortunatamente, passato il periodo di choc, la frattura si ricompone e anzi padre e madre si prodigheranno, quando si presenterà la necessità, in aiuti, supporti morali e materiali.

Anche se la scelta di Moana non sarà mai da loro del tutto accettata (vani, in particolare, i continui tentativi del padre di farle studiare teatro).

Intanto il nome di Moana Pozzi comincia a farsi notare nell'ambiente. Non solo in quello dell'hard, ma anche in quello più istituzionale. La sua vèrve e il suo carisma le permettono di affrontare tranquillamente le sempre più numerose apparizioni televisive, in cui viene sempre chiamata con lo scopo di aggiungere un po' di "pepe" al condimento generale e generalista.

Nel 1981 lavora a Raidue per la trasmissione per ragazzi "Tip Tap 2", mentre un paio di anni dopo ottiene qualche comparsata in film "normali". E' la ragazza che esce nuda dalla vasca di Manuel Fantoni in "Borotalco" di Carlo Verdone; appare addirittura in "Ginger e Fred" (1985) di Federico Fellini.

Il 1986 è l'anno dell'esplosione come pornostar. Entra nella nota scuderia di Riccardo Schicchi e gira numerosi film che producono incassi da capogiro. Il genere di mercato ormai è quasi totalmente orientato all'home video, e così Moana entra nelle case di milioni di italiani.

Nel 1987 conduce insieme a Fabio Fazio "Jeans 2" su Raitre, programma pomeridiano per ragazzi. La Federcasalinghe va su tutte le furie e costringe Moana Pozzi a ritirarsi. Passano pochi mesi e Antonio Ricci la ingaggia per "Matrjoska", in onda su Italia 1. Viene registrata una puntata in cui Moana compare completamente nuda: ancora polemiche, grida di censura e la trasmissione viene sospesa. Ricci cambia allora il titolo del programma in "Araba fenice" e riesce a far trasmettere Moana come valletta nuda, che diventa, manco a dirlo, un personaggio nazionalpopolare, oggetto di dibattiti ed editoriali, nonché di analisi da parte di intellettuali e scrittori, polemisti ed editorialisti. Tutti a sottolinearne la bellezza, il suo ruolo di fenomeno di costume ma anche la sua classe, la sua totale mancanza di volgarità nel porsi. Per molti è la donna ideale: dolce, attenta ma anche decisa e all'occasione dominatrice.

Il 1991 è l'anno di un altro scandalo, conclusosi con uno dei casi di censura occulta più incredibile dei nostri giorni. Esce infatti quella sorta di memoriale che è "Filosofia di Moana", un libro della pornostar in forma di dizionario. E' una carrellata di pensieri, gusti e inclinazioni, ma soprattutto di descrizioni di relazioni con uomini famosi "conosciuti da vicino", che fa molto scalpore. Moana non si esime dall'elargire delle vere e proprie pagelle relative alle rispettive qualità amatorie di cantanti, attori e comici: nessuno è risparmiato, tanto meno qualche politico che con Moana ha avuto commercio più o meno lecito.

Il libro a tutt'oggi è introvabile. Nello stesso anno sposa a Las Vegas Antonio Di Ciesco, suo ex autista, a quanto sembra l'unico uomo che è stato capace di tenerla legata a sé.

Sempre nel 1991 Moana Pozzi realizza insieme a Mario Verger un film d'animazione intitolato "Moanaland", che insieme a "I Remember Moana", dopo esser stato presentato al Palazzo delle Esposizioni e raccogliendo l'attenzione di Enrico Ghezzi per "Blob" e "Fuori Orario", fu l'unico cartoon premiato con la Menzione speciale all'International Erotic Film di New York. Oggi le due pellicole, conservate in Rai, sono un vero piccolo cult per gli ammiratori di Moana.

L'anno dopo è la volta della sua prima avventura "politica": si presenta alle elezioni politiche con il Partito dell'amore, sorta di "braccio politico" dell'agenzia Diva Futura di Schicchi. L'operazione fallisce, ma il tasso di celebrità balza alle stelle. Moana Pozzi è ormai una macchina che produce denaro. Compra un attico da due miliardi a Roma, vive una vita all'insegna del lusso e della ricchezza.

Nel 1993 lo stilista Karl Lagerfeld la fa sfilare in passerella a Milano. Gli stilisti si infuriano, ma lui replica: "Le donne si muovono come Moana, mica come una top model".

Sabina Guzzanti ne fa un'imitazione spassosa ad "Avanzi". E' l'apoteosi.

Il 17 settembre 1994 arriva la notizia terribile: Moana Pozzi è morta il giorno 15 in una clinica di Lione per un tumore al fegato. I funerali vengono svolti in forma privata, nessuno riesce a fotografare il corpo. Subito si scatenano le ipotesi più svariate: Moana sarebbe ancora viva, ma non vuole che qualcuno la ritragga moribonda e mette in atto un'uscita di scena anticipata; altri sostengono invece che si sia ritirata dalle scene fuggendo in India.

Di certo c'è solo la battaglia legale tra i genitori e il marito per l'eredità miliardaria. Spunta un testamento olografo senza firma, quindi non valido. L'appartamento dell'Olgiata viene svaligiato da ignoti e rimane da allora disabitato.

I fan non la dimenticano.

I suoi video continuano ad essere tra i più venduti e sui muri di Roma compaiono scritte e graffiti in sua memoria.
Finita la storia, inizia la leggenda di Moana, la donna che ha sdoganato il porno.

leggi anche : http://cipiri8.blogspot.it/2013/04/moana-pozzi.html

Moana Pozzi




C'è ignoranza sul sesso. Disprezzo, anche. Va di pari passo con l'ignoranza, d'accordo, ma ne rimango sempre colpita. Mi capita durante gli spettacoli. Si intuisce che molti sono lì, davanti a me che mi spoglio, spinti da un pensiero mostruoso. Del tipo: sono qui per eccitarmi, purtroppo mi sento un animale e allora mi eccito così, ma non mi piaccio, anzi mi faccio schifo. Nessun amore per il sesso, ma solo disprezzo, anche se mascherato. ... il mio è un mestiere da Kamikaze...
--- Moana Pozzi ---
 


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venerdì 26 aprile 2013

Donna analizza cosa beve un uomo e saprai


Leggere i fondi del caffè ormai è sorpassato…… La nuova tendenza per le donne che vogliono cogliere la vera essenza dell’uomo che incontrano è analizzare cosa beve.
Dal romantico all’esibizionista, passando per il carino ; coccoloso, è il cocktail che scelgono a tradire cosa nasconde il loro sguardo.
Amante delle emozioni forti, l’uomo che in fase happy hour punta dritto verso un Negroni o un Cuba Libre, ha gusti decisi. Per lui non ci sono mezze misure, specialmente quando si tratta di uno Sbagliato. Conta più essere che apparire, per questo sceglie di vivere senza perdersi in troppi fronzoli.
Se invece opta per uno Spritz alla concretezza si aggiunge un tocco di dinamismo, una personalità frizzante a cui piace mantenere i piedi ben saldi a terra senza però dimenticare che la vita merita di essere vissuta e divertirsi non è un peccato.
Se durante un aperitivo con gli amici lui ordina una birra il segnale è chiaro: siamo di fronte a una personalità amichevole e gioviale che mette d’accordo un po’ tutti. Attenzione però che la domenica non vi lasci sempre sole per andare a vedere la partita. Il suo problema, infatti, è riuscire a conciliare bisogno di libertà e voglia di impegnarsi. Da non confondersi con il ragazzo Mojito che se potesse parlare racconterebbe di falò sulla spiaggia e serate in compagnia trascorse a tirar tardi in assoluta leggerezza . Perché per lui l’estate è uno stato mentale anche quando la neve ormai spunta sui tetti e il termometro grida vendetta.
Decisamente più intellettuale e con una vena più creativa, l’uomo che sceglie un Bloody Mary potrebbe riservare più sorprese di quanto ci si aspetti, specialmente se lo accompagna a un brunch più che a un aperitivo. Per lui conta distinguersi dalla massa e pur di riuscirci scenderebbe a patti col diavolo.
Per chi invece è alla ricerca del tipo alla “esco, faccio cose, vedo gente” il suo codice è Vodka Tonic. Sempre alla ricerca del locale di tendenza, lo si trova nei the place to be della movida a parlare di finanza, dell’ultima bolina in barca a vela, delle cause da dibattere in tribunale e magari, perché no, anche dell’ultimo modello del papi. Attenzione a non cadere troppo facilmente nella trappola del bevitore di champagne. Dietro la sua facciata altolocata e benestante si potrebbe nascondere un fashionista incallito, più aggiornato di voi in fatto di moda, colori e scarpe. Per lui ostentare è un must che si tratti di abiti come di belle donne.
Anche l’uomo che ordina vino potrebbe svelarvi grandi passioni sportive senza dir troppe parole. Badate bene, però, che nel profondo di se stesso non voglia chiedere birra ma si limiti pensando alla linea. Chi insegue tartarughe scolpite deve dire addio alle bevande gassate e a tutto ciò che fermenta in pancia. Se lo sentite ordinare un Vodka Martini alla James Bond non date per scontato che sia un affascinante macho amante dell’avventura e ricco di fascino. Potrebbe, infatti, trattarsi di uomo outsanding. Socialmente attivo, culturalmente interessante, in comune con 007 potrebbe avere l’arte della seduzione o almeno esserne profondamente convinto.
Drizzate, infine, le antenne se nel tavolo a fianco al vostro una voce maschile chiede un bicchiere di Sancerre o festeggia stappando Bollinger. Le vostre cinquanta sfumature di Grey potrebbero essere diventate una piccante realtà.
“Uscire e socializzare è una perfetta occasione per cogliere dettagli in grado di rivelarci informazioni fondamentali sulle persone che ci potrebbero interessare” afferma Louise Thompson, Manager di Badoo,. “Un cocktail può trasformarsi improvvisamente in un’occasione di condivisione fra due persone che hanno gli stessi gusti. Anche in chat sondare qual è il suo cocktail preferito o cosa beve quando esce per l’aperitivo con gli amici potrebbe rivelarsi curioso e fornire qualche indizio in più per conoscere meglio la persona con cui stiamo chiacchierando”.



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SESSO E ZODIACO

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Sesso e olfatto



Il partner non si sceglie solo con la vista. C’è un altro senso che, nell’universo della sessualità, la fa da padrone: l’olfatto. 

È un elemento primordiale di richiamo sessuale. Gli odori innescano potenti meccanismi erotici, stimolano il desiderio, accendono la sensualità. Il profumo del partner, l’odore della sua pelle nuda più che quello delle essenze di cui è cosparso, è di per sé un potente afrodisiaco.

Proprio l’odore emanato dal corpo, fragranza unica ed esclusiva di ogni persona, è uno degli elementi più forti di attrazione o repulsione sessuale. Può scatenare un desiderio sfrenato o bloccare irrimediabilmente la carica erotica.

È noto a tutti che la percezione degli odori è mediata da un sistema neuronale che ha la sua origine nel naso. Esiste però un sistema olfattivo parallelo, a quello principale, che prende il nome di sistema olfattivo accessorio, deputato al riconoscimento di sostanze particolari prodotte da altri individui della stessa specie, dette feromoni. Il ruolo principale dei feromoni è di influenzare il comportamento sessuale.

Sono sostanze prodotte dal corpo (dalle ghiandole presenti in bocca, ascelle, seno, area genitale), capaci di provocare una risposta comportamentale.

Ci sono i feromoni definiti “di segnalazione veloce” e quelli ad azione ritardata. I primi inducono cambiamenti immediati nella persona che li “riceve”, scatenando atteggiamenti diversi: attrazione, eccitazione, allarme, paura, aggressività. Non solo. Mediano i principali comportamenti sociali all’interno di un gruppo: aggregarsi, disperdersi o difendersi. E poi, il loro ruolo principe nell’attrazione sessuale.

I feromoni ad azione ritardata agiscono fin dalla vita perinatale, ma condizionano anche la vita adulta attraverso la memoria olfattiva, uno dei pilastri della compatibilità affettiva e sessuale.


"I feromoni non influenzano solo l’odore, ma anche il gusto: ecco perché se l’odore del partner piace, piace anche il gusto dei suoi baci. L’affinità gustativa e olfattiva la dice lunga sulla prognosi sessuale della coppia: si può litigare da mane a sera, ma se l’odore e il gusto piacciono l’intesa sotto le lenzuola è buona; si può andare d’accordo su tutto, ma se l’odore e il gusto non piacciono (o non piacciono più), la prognosi sessuale è riservata."

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domenica 14 aprile 2013

La capacità di stare da soli è la capacità di amare



La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossale, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell'altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall'altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti. Le riconoscono libertà assoluta, perché sanno che se l'altro se ne va saranno felici come lo sono adesso: l'altro non può privarli della loro felicità, perché non è da lui che arriva..
 
(Osho, Innamorarsi dell'amore)

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venerdì 12 aprile 2013

SOGNO ANCORA DI INNAMORARMI !!!



SOGNO ANCORA DI INNAMORARMI !!!

TUTTO QUESTO NON MI FA  PAURA . NE SONO CERTO . ANZI …

     …E SENTO CHE  ACCADRA’ DI NUOVO …

SOGNO ANCORA DI TENERE LA MANO ALLA MIA DONNNA , PASSEGGIARE CON LEI IN RIVA AL LAGO …IN LUNGOMARE ….ACCAREZZARLE IL VISO DOPO CHE HA AVUTO UN MOMENTO DIFFICILE ….

NON VEDERE L’ORA DI ABBRACCIARLA DI NUOVO APPENA L'HO SALUTATA … !!!

E IL BATTICUORE SEMPRE LI’ …PRONTO NON FARMI SENTIRE FREDDO QUANDO HO ADDOSSO SOLO UNA CAMICIA ED E’ INVERNO… MA SENTIRO' CALDO ANCHE SOLO  GUARDANDOLE  IL SUO SORRISO …

SOGNO ANCORA QUEI LUNGHI BACI APPASSIONATI DA ADOLESCENTI …

QUELLI LUNGHI UN’ORA …

SOGNO DI REGALARLE UN FIORE , E SOLO QUELLO CHE SO CHE PIACE A LEI ….

....DI TENERLA STRETTA LA NOTTE VICINO A ME DOPO AVERE FATTO L’AMORE …

DI RESPIRARE IL PROFUMO DELLA SUA PELLE …DI ASCOLTARLA PER ORE  QUANDO HA

BISOGNO DI RACCONTARE   …

SOGNO CHE A VOLTE MI METTERO’ A  CUCINARE PER LEI .. PER QUEL POCO CHE SO FARE ,

... LA LASCERO’ SEDUTA  TRANQUILLA PER  ESSERE SERVITA ….

ECCO … LO PENSO QUASI TUTTI I GIORNI ….

SI , ALLA FACCIA DI TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI CHE SCRIVONO …

IL MONDO E’ BRUTTO …TUTTI SE NE APPROFITTANO …

TANTI TI USANO E BASTA …METTITI UNA CORAZZA …DIVENTA PIU’ FORTE …

NON FARTI FREGARE PIU’ … COSI ALLONTANERANNO SOLO TUTTE LE PERSONE CHE CON

LE MIGLIORI INTENZIONI SI AVVICINERANNO A LORO …

GIA’ PERCHE’ CON TUTTE QUESTE DIFFIDENZE NON FARANNO ALTRO CHE CREARE DEI

MURI … DELLE BARRIERE DEGLI OSTACOLI …CHE LORO STESSI LAMENTANO ..

SOGNO DI VIVERE DI NUOVO  CON LEI …

…. E RACCONTARCI  CHE IL NOSTRO AMORE SARA’ PER SEMPRE  …

TUTTO QUESTO MENTRE ASCOLTIAMO MAGARI UNA ROMANTICA MUSICA D’AMORE …

MAURIZIO

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Lo stupro




Lo stupro non è mai colpa della vittima. 

È colpa dell'aggressore e della cultura maschilista.

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mercoledì 10 aprile 2013

Le cellule delle Donne sono più forti

 

Le cellule delle Donne sono più forti di quelle degli Uomini.

 Lo dice una ricerca Italiana.


Le cellule delle donne sono più intelligenti, riescono ad adeguarsi meglio di quelle maschili alle situazioni difficili di stress ambientale e farmacologico.

Come? Quelle XY degli uomini hanno un comportamento standard: di fronte ad una avversità si lasciano morire. Le cellule femminili invece si re-inventano, cambiano forma, orientamento, arrivano addirittura all’autofagia, cioè si mangiano tra loro pur di sopravvivere (insomma, quello che avviene spesso nella vita quotidiana!).

Tutto ciò emerge da uno studio realizzato dall’Iss (Istituto Superiore di Sanità) in collaborazione con l’Università di Sassari, che apre la strada a nuove ed importanti prospettive. In particolare è chiaro che i risultati di una ricerca scientifica testati su un uomo, non possono avere la stessa valenza sulle donne. Trovare una terapia adeguata rispetto al genere evita non solo l’errore in medicina, che costa vite umane, ma anche spese pubbliche inutili. Da qui un nuovo progetto: “La medicina di genere come obiettivo per la sanità pubblica: l’appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna”. Sarà realizzato dall’Iss e da altri enti ed istituti di ricerca pubblici, grazie a finanziamenti del Ministero della Salute. In questo contesto, si cercherà di capire come e perché ad esempio, i farmaci nelle donne provocano reazioni avverse che concorrono al 6% delle ospedalizzazioni. Si studieranno gli ormoni sessuali del genere femminile nella risposta immunitaria e nello sviluppo di malattie autoimmuni e metaboliche, si cercheranno approcci terapeutici mirati e soprattutto si faranno nuovi studi di medicina preventiva. Tutto in relazione alle donne. Un esempio: la depressione colpisce ambedue i sessi, anche se è più diffusa in varie forme, nel genere femminile, probabilmente (ma ancora non con certezza scientifica) a causa di variazioni ormonali. E’ ovvio che un approccio farmacologico corretto non potrà essere eguale per uomini e donne!

FONTE
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