loading...
Visualizzazione post con etichetta Bambino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bambino. Mostra tutti i post

domenica 8 dicembre 2013

Finlandia : una scatola di cartone alle donne in attesa di un bambino



Il governo finlandese da settantacinque anni dona una scatola di cartone 
alle donne in attesa di un bambino. 
La scatola contiene il necessario per il bambino e può essere utilizzata come letto.
 Molti dicono che ha contribuito a far raggiungere alla Finlandia
 uno dei tassi di mortalità infantile più bassi del mondo.

La scatola di cartone in Finlandia è una tradizione che risale al 1930, 
è stata progettata per dare a tutti i bambini, non importa il loro ceto sociale,
 un uguale inizio nella vita.

La scatola di cartone (“il pacco maternità”), un regalo del governo

  è a disposizione di tutte le donne incinte, contiene :



Finlandia pacco maternita' contenuto

- Materasso, coprimaterasso, sottolenzuolo, copripiumino, coperta, sacca / trapunta con imbottitura in pelo naturale (pelo di cammello o lana di pecora naturale);

- scatola che può essere utilizzata come lettino;

- tuta, cappello, guanti e stivaletti coibentati;

- abito con cappuccio e una tuta leggera lavorata a maglia;

- calze e guanti, cappello lavorato a maglia e passamontagna;

- body, tutine, calzini in modelli e colori unisex;

- accappatoio, asciugamani, forbicine per le unghie, spazzola per capelli, spazzolino da denti, termometro da bagno, tubetto di crema, salviette;

- libro illustrato e giocattoli per la dentizione.

La scatola con il materassino diventa il primo letto di un bambino. Molti bambini, di ogni estrazione sociale, hanno i loro primi sonnellini in sicurezza all’interno delle quattro pareti di cartone della scatola.

Le mamme possono scegliere tra il pacco maternità, o una sovvenzione diretta in denaro, ora fissata a 140 euro, ma il 95% preferisce la scatola di cartone, vale molto di più. Heidi Liesivesi lavora al Kela – l’Istituto delle assicurazioni sociali della Finlandia, ha detto: «La tradizione della scatola di cartone risale al 1938, all’inizio era disponibile solo per le famiglie a basso reddito, dal 1949 è stata cambiata con la nuova legislazione, ora le future mamme per ottenere la sovvenzione in denaro o il pacco maternità prima del quarto mese di gravidanza devono sottoporsi a visita prenatale presso una struttura medica.

La scatola di cartone ha avuto il merito non solo di fornire alle mamme il necessario per prendersi cura del loro bambino ma anche a contribuire a orientare le donne in gravidanza a prendere contatti con medici e infermieri al servizio del nascente stato sociale. La Finlandia nel 1930 era un paese povero con un alto tasso di mortalità infantile (65 su 1.000 bambini morti). Le cifre sono migliorate rapidamente nei decenni successivi».

Mika Gissler, professore presso l’Istituto nazionale per la salute e il benessere a Helsinki, ha detto che nel 1940 tutte le donne ricevevano la scatola di maternità e l’assistenza prenatale. Negli anni ’60 l’assistenza è passata in gestione al sistema nazionale di assicurazione sanitaria, supportato da un sistema centralizzato della rete ospedaliera.

La scatola di cartone dopo settantacinque anni ora fa parte del rito che segna il passaggio verso la maternità e l’unione delle generazioni delle donne finlandesi.

Reija Klemetti, quarantanove anni di Helsinki, ricorda quando andò all’ufficio postale a ritirare un pacco maternità per uno dei suoi sei figli: «E’ stato bello ed emozionante. La mia mamma, amici e parenti erano tutti ansiosi di vedere che tipo di cose erano dentro il pacco e il colore che avevo scelto. La mia mamma ha settantotto anni, ha fatto affidamento sulla scatola quando nel ’60 ha avuto il primo dei suoi quattro figli».

Klemetti Solja la figlia di ventitré anni, ha aggiunto:

«Ho due bambini, ho condiviso il senso di eccitazione sperimentato dalla mia mamma quando prima della nascita del suo primo bambino ha preso possesso di “qualcosa di sostanziale”».

Titta Vayrynen, trentacinque anni, madre di due giovani ragazzi, ha detto:

«E’ facile sapere in quali anni sono nati i bambini perché ogni anno l’abbigliamento contenuto nella scatola varia un po’. E’ bello confrontarlo con parenti e amici e scoprire che quel ragazzo è nato nello stesso anno di mio figlio.

Il contenuto della scatola per alcune famiglie sarebbe insostenibile se non fosse gratuito. Nel mio caso più che una riduzione di spesa, ha significato un risparmio di tempo. Incinta del mio primo figlio, impegnata con il lavoro, sono stata felice di risparmiarmi la fatica di cercare i negozi per confrontare i prezzi per comprare l’abbigliamento meno costoso.

Le mamme finlandesi, come conferma un recente studio, sono le più felici del mondo, siamo ben curate anche adesso che alcuni servizi d’assistenza sono stati ridotti.

Io quando è nato il mio secondo bambino al posto del pacco maternità ho preferito la sovvenzione in euro. Ho riutilizzato l’abbigliamento del mio primo figlio. Gli indumenti possono essere riutilizzati e passare da una bambina a un bambino, e viceversa, perché i colori sono volutamente di genere neutro».

Il contenuto della scatola nel corso degli anni

Il contenuto della scatola è cambiato un bel po’ nel corso degli anni, riflette i tempi che cambiano. Negli anni ’30 e ’40, conteneva il tessuto perché le mamme erano abituate a realizzare i vestiti del bambino. Durante la seconda guerra mondiale, la flanella e il cotone necessari al Ministero della Difesa, in parte furono sostituiti da lenzuola di carta e fasce di stoffa.

Gli anni ’50 ha visto un aumento del numero di abiti già pronti, negli anni ’60 e ’70 questi cominciarono a essere prodotti con tessuti elasticizzati. Nel 1968 nella scatola maternità apparve il sacco a pelo, l’anno successivo i pannolini usa e getta anche se per breve tempo, per motivi ambientali caddero in disgrazia, sostituiti nuovamente dai pannolini di stoffa.

Panu Pulma, docente di Storia finlandese presso l’Università di Helsinki, ha detto:

«Ai genitori si raccomandava di non far dormire i bambini nel loro letto. L’introduzione della scatola di cartone utilizzata come letto, ha aiutato molti genitori a lasciare i loro bambini a dormire separati da loro.

Uno degli obiettivi principali di tutto il programma è stato anche quello di far allattare di più le donne. A un certo punto, biberon e ciucci sono stati rimossi per promuovere l’allattamento al seno. E’ stato un successo.

Tra gli oggetti inseriti nella scatola, ha avuto un effetto positivo anche quello del libro illustrato, ha incoraggiato i bambini a maneggiare i libri e un giorno a leggerli.

In Finlandia la scatola di cartone è un simbolo, un simbolo dell’idea di uguaglianza, e dell’importanza dei bambini».


.
leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/



http://www.mundimago.org/dona_cofanetto.html


GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


.

.
loading...

venerdì 25 marzo 2011

L'Amore e' gratuito o non è amore



L'amore o è gratuito o non è amore



Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne
si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente
ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò
le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
"Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro
Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro
Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro
Per ever preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro
Totale: 9 Euro".

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
"Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro
Per tutte le volte che ti ho
cullato quando eri triste: 0 Euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro
Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro".

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero
capolino nei suoi occhi.

Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato". Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, è tutto finito.
L'amore o è gratuito o non è amore.

-

.
 .
 .

-
loading...

mercoledì 5 maggio 2010

Dove lasciare il bambino quando si lavora



 lasciare il bambino quando si lavora

Sono sempre di più i genitori che causa orari di lavoro impossibili si trovano costretti a lasciare i propri figli a qualcuno, e non sempre i nonni sono disponibili. Ma le preoccupazioni sul chi affidarli sono molte perché non sempre è facile fidarsi. Proveremo a dare dei consigli per cercare la soluzione migliore tra asilo nido e tata.




LA TATA
I vantaggi
Stanno tornando di moda tra le famiglie italiane le tate che curano i piccoli direttamente nella casa di famiglia; spesso si cercano anche tate bilingue che possono insegnare ai bimbi una lingua straniera come una seconda lingua. Il vantaggio di assumere una tata è che viene direttamente a casa, elimina il problema di svegliare il bambino o di portarlo fuori se è ammalato e consente di studiare orari su misura per garantire una copertura maggiore rispetto al nido.
Il rapporto che poi il bambino instaura con la tata è più personalizzato e quindi positivo per i bebè fino ai 2 anni.


Gli svantaggi
Se la tata è un buona scelta, tuttavia è difficile reperirne una davvero esperta e affidabile, e poi quando il bambino è più grande ha anche voglia di condividere i suoi spazi con dei coetanei. Talvolta poi i bambini grandicelli pretendono dalla tata aiuti e favori, regredendo così nella loro autonomia. Altro svantaggio è sicuramente il costo che si aggira tra gli 800 € e i 1000 € per 8 ore al giorno. Il costo poi è più alto se la tata ha formazione da puericultrice.

Qual’è quella giusta
La cosa più difficile è trovare una tata giusta; sono da preferire quelle con delle referenze, o che hanno lavorato per qualche famiglia che conosciamo, che abbia esperienza e una grande motivazione a stare con i bambini. Nelle grandi città esistono anche agenzie che selezionano e consigliano alle mamme le tate migliori. Dipende poi dall’età del bambino: per i più piccoli sono da preferire signore mature, con esperienza e capacità di cura del bimbo. Per quelli più grandi sono indicate le giovani donne che diventano anche compagne di gioco.

ASILO NIDO



I vantaggi
Negli ultimi tempi anche gli asili nido stanno avendo molto successo, soprattutto perché negli ultimi anni le esigenze delle famiglie sono cambiate. Il vantaggio è sicuramente dato dal fatto che le educatrici sono professioniste e quindi si evita l’incognita della selezione; il nido è sempre aperto, mentre la tata si può ammalare e per di più i bambini possono socializzare con i loro coetanei ed essere stimolati in attività educative adeguate.

Gli svantaggi
Per prima cosa la vita di comunità spesso porta ad ammalarsi, poi gli asili nido comunali, ma anche quelli privati hanno lunghe liste di attesa e l’ingresso del proprio figlio va pianificato per tempo. Poi anche se alcuni nidi fanno orari particolari di certo non tengono aperto fino alle 20.00 e per alcuni genitori che lavorano su turni la cosa può creare problemi.


Come capire se il bambino è tranquillo
Ovviamente all’inizio è normale un pò di agitazione o manifestazioni di attaccamento ossessivo con la mamma. Per capire però, dopo le prime settimane, se il bambino va all’asilo tranquillo o se rimane volentieri con la tata basta osservare il suo comportamento; se quando è a casa è normale e i suoi ritmi sonno veglia e cibo sono equilibrati significa che tutto va bene.


-


.
loading...

mercoledì 21 aprile 2010

Bambino troppo esigente con se stesso .......



I bambini troppo esigenti con se stessi non accettano la frustrazione derivante da uno sbaglio e quindi evitano di mettersi alla prova compromettendo il naturale processo di crescita che prevede gli sbagli per imparare a fare meglio.


Pretendere troppo da se stessi è deleterio
A volte capita di avere figli con un carattere molto rigido, in cui la dimostrazione e la caparbietà di voler riuscire nelle cose, si trasformano in un’esigenza al confine con il perfezionismo.
L’insoddisfazione che ne deriva, da un tale comportamento, si manifesta in atteggiamenti troppo critici, e spesso di chiusura e non accettazione dei propri limiti, ecco allora che un bambino che “secondo il suo metro valutativo personale, non sa cantare” preferisce non farlo, perché si reputa non adeguatamente all’altezza della situazione.
Davanti ad un foglio bianco, se inizia a disegnare, ma non riesce a fare quello che vorrebbe, si dispera e lascia il disegno a metà, lamentandosi della sua inadeguatezza e dell’incapacità di riuscire in una cosa. Questi sono solo alcuni esempi, ma in realtà si potrebbe andare avanti all’infinito, perché i contesti e le situazioni sono davvero molti, ma tutti sempre simili a livello comportamentale.
Tali situazioni pongono i genitori in una posizione e uno stato d’animo di ansia e preoccupazione, perché la domanda è “come devo fare davanti a questi comportamenti?”.
La prima cosa da dire è che i bambini nel momento in cui si comportano così, entrano in una sorta di tunnel, in cui paradossalmente nonostante un’ottima intelligenza, precocità e maturità, spesso sopra la media, si danneggiano da soli.
Non è tanto una questione d’intelligenza, ma in questo caso di autostima del bambino, che scende a causa dell’incapacità da parte del bambino di fare delle cose, che secondo il suo pensiero sono difficili.
Inizia così una sorta di circolo vizioso in cui il bambino perde progressivamente la voglia di mettersi alla prova, di “mettersi in gioco”, rinuncia cioè a fare delle cose, per la paura di non riuscirci, ma questo è il “serpente che si mangia la coda!”, poiché invece la cosa migliore sarebbe quella di far superare questo impasse!


Come aiutare un bambino troppo esigente?
Il provare, sperimentare, e ovviamente sbagliare o comunque non riuscire a fare le cose “bene” è il bello della crescita, è una naturale fase di passaggio verso l’età adulta, e come tale va affrontata con serenità, senza angosce. Ciò che è importante fare è far accettare le frustrazioni, che come tali, aiutano a maturare e crescere, non vi è crescita senza frustrazione, solo superando gli ostacoli, si diventa “grandi”.
La figura genitoriale, ma anche le altre che possono satellitare quotidianamente intorno al bambino, devono in questo supportarlo nel modo giusto, incoraggiarlo, non abbandonarlo nella sua infelicità di “bambino incapace”, spronarlo a superare i piccoli e i grandi scalini della crescita, congratularsi con lui ogni volta che riesce a non arrabbiarsi, questo è molto importante. Di solito si dice “bravo” a seguito di un bel disegno, ma qualsiasi disegno è bello, per noi!
Questo è il messaggio che dovrebbe passare, infondergli fiducia, soprattutto nei momenti di difficoltà, fargli capire che se riesce a non arrabbiarsi, a non prendersela, sarà più facilitato a superare anche le difficoltà più grandi.
Sbagliare è una cosa da accettare, fa parte dell’essere umano, nessuno è perfetto, neanche mamma e papà, poiché anche loro possono fare degli errori, ai quali però in tutta tranquillità si cerca di riparare, senza arrabbiarsi e avere chissà quali pretese.
Da parte del genitore, bisognerà poi cercare di osservare e di capire i reali interessi e bisogni del bimbo, per aiutarlo a perseguirli in tutta serenità, se ama disegnare, diamo libero sfogo a questa sua passione, facciamogli trovare a casa tempere, pennarelli, acquarelli fogli colorati.
Ama la cucina, perché non preparare insieme una bella torta, magari vestendolo da piccolo pasticcere, oppure facendoci aiutare nelle piccole faccende domestiche, come apparecchiare la tavola?

Ogni bambino ha il suo carattere e le sue passioni, conoscerlo bene, può davvero aiutare molto il nostro delicato e impegnativo compito di genitori.


.
-


.
loading...

mercoledì 31 marzo 2010

Un amico immaginario


.
Avere un amico immaginario,
per un bambino è cosa abbastanza diffusa, 
l’importante è non preoccuparsi di questo evento,
poiché è sempre transitorio e mai patologico.

L’amico immaginario, è quella figura di pura invenzione che un bambino, a un certo punto della sua vita, decide in tutta spontaneità e libertà, di inventarsi, per diversi motivi. Prima di tutto è bene fare chiarezza e tranquillizzare molti genitori, che in questa particolare circostanza manifestano disagio e preoccupazione: si tratta di una delle fasi della crescita, magari non presente in tutti i bambini, ma non per questo da considerarsi patologica e motivo di ansia.



Perché un bambino si inventa un amico immaginario?

Si tratta di una forma di fantasia, creatività e modalità ludica, insomma in altre parole si tratta di un gioco che permette di trasportare fuori dal sé tutta una serie di emozioni, pensieri, desideri, ma anche paure, ansie del bambino,
È quindi molto utile anzi consigliabile, ascoltare e osservare il bambino mentre parla e gioca liberamente con questo suo amico immaginario, certamente senza farsi notare troppo, poiché il bimbo potrebbe inibirsi o contenersi nella sua naturale manifestazione.

Le tensioni, un eventuale stress, un disagio scolastico, o anche solo semplicemente la felicità, la gioia, la serenità, emozioni possono essere esternate dal bambino attraverso questa “presenza” che il più delle volte è rappresentata nell’immaginario con un bambino dello stesso sesso o di sesso diverso, ma potrebbe anche essere un animale, una creatura totalmente fantastica, un super eroe o ancora un essere dai poteri magici e non terreni.
Un amico insomma che si prende carico dei discorsi, dei segreti di un bambino che si rapporta a lui in tutta schiettezza e naturalezza, una presenza consolatoria, infatti, spesso si associa a momenti di solitudine, o a fasi di cambiamento all’interno della famiglia.


Come comportarsi
  • Nessuna ironia: sicuramente il bambino non va deriso, preso in giro, sbeffeggiato, in questa cosa, non bisogna nel modo assoluto ironizzare, perché in quest’amico immaginario il bimbo investe molto di se stesso, ne andrebbe della sua autostima e della fiducia che ripone in se stesso.
  • Osservare e ascoltare: quando il bimbo gioca o parla con il suo amico immaginario spesso gli confida le sue paure, le sue aspettative ed i suoi segreti. Il comportamento migliore è osservarlo discretamente in modo che lui non si inibisca e si senta spiato.
  • Non dire che l’amico non esiste: non è assolutamente consigliabile cercare di allontanare il bambino da quest’amico, spiegando che in realtà non esiste, sarebbe come far crollare il più bel castello dei nostri sogni, allo stesso tempo è bene non enfatizzare o amplificare la cosa, ma accettarla come tale, senza dare comunque un peso eccessivo. L’amico immaginario un bel giorno non sarà più chiamato dal bimbo, scomparirà ritornando nello stesso posto da cui è arrivato, poiché sarà sostituito da nuovi giochi, da nuove relazioni con i compagni di classe, l’arrivo di un fratellino o una sorellina.

Costruire un dialogo costante tra genitore e bambino
Ciò che il genitore deve fare è costruire un dialogo costante con il bambino, per capire i suoi stati d’animo, le sue eventuali ansie e preoccupazioni, se sta bene, oppure è in ansia per qualche cosa, se a scuola è felice.
Per i bambini, soprattutto in età da scuola materna, accettare che i genitori siano assenti, magari per l’intera giornata a causa del lavoro, non è sempre facile, ecco allora che l’esserci, da parte del genitore, significa entrare in sintonia con il proprio figlio, facendogli capire che noi lo stiamo pensando, ascoltando, gli stiamo dedicando una parte del nostro tempo. Questo sarà sicuramente molto apprezzato, gli infonderà maggiore sicurezza e fiducia e soprattutto allontanerà dal lui tutte le paure.

Mi è capitato di vedere alla tv, un cartone davvero molto carino dal titolo Casa Foster, in cui un bambino di cinque o sei anni ha un suo personale amico immaginario ed entra in un mondo fantastico abitato da decine di personaggi rappresentati da altrettanti amici immaginari, da un coniglio molto simile a quello di Alice nel Paese delle Meraviglie. E allora mi è tornato in mente che quando ero piccola uno dei miei personaggi preferiti era il simpatico cagnolino Snoopy, il quale in realtà aveva un nemico immaginario Il Barone Rosso, insomma gli amici o nemici immaginari, sono sempre esistiti e anche i cartoni animati li fanno emergere in tutta la loro simpatia..
-


.
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

Elenco blog Amici

Poni una Domanda e Clicca il bottone Bianco


CLICCA QUI SOTTO
.



Visualizzazioni totali