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martedì 12 gennaio 2016

Donne a Colonia una guerra tra maschilisti


Colonia una guerra tra maschilisti
Le violenze prima. La strumentalizzazione poi. Perché l'uomo occidentale difende le donne «per sentirsi superiore ai musulmani».
Dalla open society alla fear society. Dalla società aperta che rende libere le facoltà critiche della 
persona a quella della paura, che in silenzio perde ogni giorno le libertà conquistate.
Dalle donne nude sui manifesti per sponsorizzare uno yogurth a quelle velate e rinchiuse in casa per 
difendere il focolare domestico, sino ad arrivare a quelle molestate e violentate nella centrale piazza di Colonia durante la notte di San Silvestro.

LA GUERRA DELL'UOMO OCCIDENTALE.

 Più che l'ennesimo scontro di civiltà, quello che si consuma sul corpo femminile 
è uno scontro tra uomini.

«L'uomo occidentale, che esercita la sua superiorità su quello musulmano, 
o almeno tenta di esercitarla. 

E non certo per difendere le donne, ma il proprio potere», spiega l'antropologa Amalia Signorelli.
Ma essendoci apparentemente in ballo 'solo' la dignità femminile, nei giorni dopo le violenze di 
Capodanno si è sentito solo tanto silenzio.
Quello delle forze dell'ordine di Colonia prima di tutto, che non sono intervenute davanti a quello che poi lo stesso rapporto della polizia ha definito «l'attraversamento delle forche caudine» per oltre un 
centinaio di donne. Un atto progettato da una banda che avrebbe addirittura più di un migliaio di adepti, e che era nota agli inquirenti tedeschi da oltre 18 mesi. Eppure nessuno ha fatto niente

IL SILENZIO E LA MANCANZA DI DIRITTI. 
Così come nessuno fa niente quando si legge che le donne in Italia guadagnano sei mila euro di pensione in meno rispetto agli uomini, che a parità di ore lavorate hanno stipendi più leggeri, che rivestono sì ruoli amministrativi e politici, ma quasi sempre al fianco
 di colleghi maschi che tengono il comando.
«Purtroppo ora anche le donne hanno iniziato a stare in silenzio», dice Signorelli, 
non senza tradire un pizzico di sconforto.

Amalia Signorelli, antropologa e sociologa. Intervistata

DOMANDA. Da cosa nasce questo silenzio?
RISPOSTA. C'è una paura diffusa che non è solo legata agli attentati e alle violenze, ma è più generale, ed è cominciata prima. C'è la preoccupazione di non esporsi troppo, di non farsi dare della femminista, dell'aggressiva.
D. Quella che vuole 'rubare' il potere all'uomo?
R. Forse dovremmo arrenderci all'idea o prendere atto che la storia dell'uomo solo al comando è un 
eufemismo per parlare di società che diventano sempre più centralizzate e autoritarie sulle materie che contano, lasciando poi un grandissimo margine di pseudolibertà sulle materie irrilevanti.
D. Ma andare controcorrente oggi non è così semplice...
R. Il non conformismo si paga caro e questo potrebbe avere inciso sui comportamenti pubblici di un po' di tutti, non solo delle donne, basta vedere cosa succede a livello politico.
D. Lei cosa vede?
R. Oggi chi fa il parlamentare in Italia non lo fa più per difendere le proprie idee, ma la propria carriera e ciò significa andare a chiedere l'appoggio laddove è meglio pagato, un orientamento diffuso generale sul quale ci sarebbe molto da riflettere e preoccuparsi, a partire dai riscontri oggettivi.
D. Per esempio?
R. Le riforme o le cosiddette 'schiforme', che vanno tutte in una direzione di centralizzazione delle 
decisioni e progressiva dipendenza da un'autorità che non è messa in discussione. Anche questa nuova figura del preside sceriffo è un segno.
D. Un'accentuazione del superuomo visto che sono ancora gli uomini a comandare. E a violentare...
R. Sui fatti di Colonia sono molto perplessa: non ho ancora capito che cosa sia successo veramente. Ci sono troppe notizie contradditorie e interpretazioni discutibili.
D. In che senso?
R. La violenza è da condannare, ma adesso, siccome dobbiamo dire tutti che il mondo islamico fa 
schifo, e per certi versi è anche vero,  per avvalorare questa tesi vengono tirate in ballo le donne. Tutto perché gli uomini occidentali sono convintissimi di due cose.
D. Quali?
R. Di averci dato loro la libertà e la parità, di avercela gentilmente concessa e per questa ragione di 
essere infinitamente superiori ai loro colleghi musulmani. Due balle colossali.
D. Perché?
R. Prima di tutto perché quel tanto che le donne occidentali hanno è frutto delle lotte femminili. Anche se la parità vera non l'abbiamo ancora raggiunta, c'è un riconoscimento nell'esercizio dei diritti, una base di partecipazione sociale abbastanza paritaria.
D. Quindi secondo lei più che scontro di civiltà siamo ancora allo scontro tra uomini, quello occidentale che esercita la sua superiorità su quello musulmano?
R. Più che esercitarla, tenta di esercitarla. E non certo per difendere le donne, ma solo il proprio potere. Come in altri casi ci hanno fatto fare la bandiera della loro capacità di repressione, ora ci fanno fare la bandiera della loro capacità di liberazione.
D. Che invece è un'autoliberazione.
R. Sì, noi i diritti li abbiamo perché ce li siamo presi. Son due secoli e mezzo che le donne occidentali si battono. Non è certo l'eroina più significativa, ma a titolo esemplificativo vorrei citare una donna come Angelina Merlin, di cui nessuno ora parla più.
D. Perché?
R. Ha avuto il coraggio di mettere il parlamento di fronte alla vergonga del sesso a pagamento pagato dallo Stato, le pare poco? E questa donna è stata derisa per tutta vita, messa ai margini della vita 
politica, anche se apparteneva a un partito socialista.
D. Gli uomini si sono vendicati così, emarginandola.
R. Salvo poi riconoscere che Merlin aveva ragione. Ma sono tante le donne che hanno fatto battaglie 
analoghe e anche più significative, davanti alle quali gli uomini hanno dovuto ingoiare il rospo.
D. Un rospo che ormai sembra abbiano digerito da tempo: le donne si sono arrese?
R. In effetti c'è un ritorno indietro da parte delle donne, una regressione. 
Ma soprattutto c'è un altro problema,
D. Quale?
R. Gli uomini non hanno mai fatto autocoscienza, non si sono mai chiesti, salvo pochissime eccezioni, che cosa vuol dire essere uomo, non hanno mai messo in discussione la tradizione aggressiva della loro sessualità.
D. E cosa hanno fatto, invece?
R. Hanno imparato che certe cose pubblicamente non le devono più dire e privatamente non le possono più fare con la libertà di un tempo. Ma non c'è mai stata una presa d'atto che la sessualità maschile è sempre predatoria anche nelle forme più addolcite.
D. Infatti ancora oggi il 60% delle violenze sulle donne viene compiuta dentro le mura domestiche.
R. D'altronde quando Silvio Berlusconi ha esibito in misura macroscopica la possibilità di mercificare i corpi femminili come voleva, purché uno abbia i soldi, 
ha trovato negli altri maschi italiani molta complicità.
D. Se non invidia...
R. Sì, al massimo in quelli che dovevano farlo per ragioni di ufficio c'è stata un po' di condanna 
moralistica, ma mai una presa di distanza, mai il coraggio di dire che l'amore prezzolato è qualcosa di infima categoria rispetto a quello spontaneo.
D. Non stupisce quindi che ancora oggi molti italiani sorridano ricordando la presunta battuta rivolta ad Angela Merkel, la «culona inchiavabile». Una donna capo di governo 
che noi chissà quando riusciremo ad avere...
R. Sì, ma se in un Paese come la Germania dove il presidente è donna, il sindaco di Colonia è donna, 
succedono le notti 'brave' come quelle di Capodanno, evidentemente la situazione non è così lineare.
D. Non basta ricoprire poltrone?
R. Pensa che il passaggio delle donne nel parlamento italiano da poche unità a un numero non 
disprezzabile abbia portato dei cambiamenti?
D. Che cosa manca ancora?
R. Una come Tina Anselmi per esempio. A quell'epoca le donne al potere erano davvero una minoranza schiacciata, oggi abbiamo più donne ma che non contano niente.
D. Maria Elena Boschi è ministro per le riforme costituzionali però.
R. La Boschi conta sino a quando Renzi la utilizza come copertura per fare certe operazioni. Il potere 
maschile mira ad autoconservarsi al massimo. Ed è abilissimo in queste operazioni.
D. Ora persino Salvini è diventato femminista e difende le donne violate dagli immigrati.
R. Dietro i fatti di Colonia c'è un di più che è esplicitamente politicante. L'impressione che sia tutto 
strumentalizzato per fini anti immigratori è chiarissima, e il sospetto che sia stata messa in scena per 
favorire una ondata anti migratoria non è del tutto gratuito.
D. Gratuito o meno sono comunque le donne a essere vittime. 
Eppure anche tra loro c'è stato un gran silenzio.
R. Non so cosa pensare, sono stata militante, ho costruito la mia vita in un'ottica femminista nel senso forte del termine ma da qualche anno mi ha impressionato molto l'atteggiamento tra le giovanissime, che ho conosciuto insegnando all'università.
D. Che cos'hanno queste ragazze che non va?
R. Danno per scontato che come stanno, stanno bene, che è inutile cercare di avere più di così, perché tanto il mondo non cambia e tutto sommato gli uomini le rispettano abbastanza. C'è un senso di 
arrendevolezza preoccupante.
D. Si sentono fortunate visto che non sono costrette a indossare un burqa...
R. Io non vorrei essere nata in un Paese musulmano, ma anche in Medio Oriente le ragazze vanno a 
scuola, si laureano con tutte le restrizioni e costrizioni, a Teheran ci sono medichesse, avvocatesse, 
giornaliste. Poi, certo, ci sono i veti dei regimi autoritari, censure per tutti. Ma la condizione femminile non è quella della schiava domestica, se non in parte minoritaria. E far sembrare che sia tutto così è solo una strumentalizzazione.
D. Dell'Occidente?
R. Sì, perché fa comodo l'immagine dell'uomo islamico che non vede l'ora di violentare una donna e per questo è inferiore all'uomo occidentale, che invece rispetta le donne. Sono in entrambi i casi due 
esagerazioni utili solo per la propaganda politica.
D. E in questo duello la donna che ruolo gioca?
R. Nessuno, perché oggi non riusciamo a organizzarci. I movimenti femministi di fine Anni 60-70 erano spontanei ma bene o male riuscivano a incontrarsi, creare dei collegamenti tra le varie città.
D. Ora invece?
R. Pare che su questi temi ci sia un isolamento totale dei singoli individui. A Roma in via del governo vecchio c'era l'università delle donne di Libera, ci incontravamo lì ad ascoltare le colleghe o a dire la 
nostra. C'era un rete che è indispensabile se si vuole fare politica.
D. Altrimenti il rischio è quello di rimanere in silenzio?
R. Il problema è che oggi posso dire di essere marxista, contro la società, atea, e questo non desta 
nelle altre persone la stessa reazione preoccupata e sdegnata di quando dico di essere una femminista.
D. Il femminismo è davvero un pericolo?
R. Per gli uomini certamente sì, perché sanno che gli argomenti delle donne, quando sono ben 
maneggiati, sono inconfutabili, mentre magari anche l'ateismo si può confutare.
D. L'ateismo non mira a diminuire il potere maschile.
R. Pensi che al festival internazionale di Angoulême, tra i finalisti non c'era nessuna artista donna. Dopo le proteste, gli organizzatori ci hanno ripensato. E siamo nel cuore della civilissima Francia.
D. Senza bisogno di andare in Medioriente quindi.
R. No, perché anche da noi scattano meccanismi subconsci, retaggi culturali che diventano 
automatismi, e su questo si dovrebbe ragionare perché sono prodotti di una socializzazione di un certo tipo ma sono poi talmente ribaditi e mai messi in discussione che diventano automatici e vengono praticati senza che ci sia più un minimo di consapevolezza.

Le donne dominanti


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D. Il fatto che negli Stati Uniti forse ci sarà il primo presidente donna della storia potrebbe iniziare a 
cambiare questo senso di consapevolezza occidentale?
R. Sia l'elezione di Obama che quella di Hillary Clinton sono talmente contro tutta la concezione 

tradizionale conservatrice dell'America profonda che non potevano non provocare reazioni.
D. Violente, visto il numero di neri uccisi dalle forze di polizia in questi anni.
R. E quella di Hillary potrebbe provocare un recrudimento dell'antifemminismo, non mi meraviglierebbe, ma rimarrebbe comunque un fatto importantissimo a livello storico culturale.
D. Che cosa cambierebbe?
R. Ci sarebbe un tabù spezzato. Non possiamo dare per scontato che d'ora in poi i neri godranno tutti i diritti ma, insomma, hanno avuto un presidente, e così varrà per le donne.
D. Per quello più che un tabù infranto, ci sarebbe bisogno di un miracolo...
R. Intanto si aprirebbe la discussione, la possibilità della rivendicazione, anche del conflitto magari, che non mi spaventa affatto.
D. Che cosa le fa paura invece?
R. Il tabù sacralizzato intoccabile per cui di certe cose non si deve neanche discutere, come la donna 
papa per esempio. L'idea oggi è talmente assurda e fuori dagli schemi logici che diventa perfino comica.
D. Un'eresia.
R. Si, o il rogo o gli sghignazzi.
D. Ma chissà: le vie del signore sono infinite.
R. Speriamo anche quelle delle signore.

da - http://www.lettera43.it/cultura/signorelli-a-colonia-una-guerra-tra-
maschilisti_43675229318.htm#.VpFNP_zTRok.facebook

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martedì 26 luglio 2011

Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans , e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l'omofobia


 SPERO KE USINO PRECAUZIONI 
SE POI VANNO CON LA MOGLIE



Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans , e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l'omofobia



"Pdl e Lega sono covi di politici che fanno sesso con gay e trans. Ne abbiamo le prove attraverso la nostra rete capillare di informazione. Abbiamo testimonianze e persone che hanno visto direttamente questi politici praticare sesso con gay e con trans di notte e poi di giorno attaccano gay e lesbiche e osteggiano la legge contro l'omofobia." Lo ha rivelato Aurelio Mancuso, per molti anni presidente dell'Arcigay e ora a capo della associazione Equality, nel corso dell'ultima puntata del programma televisivo KlausCondicio in onda su YouTube.
Mancuso ha tenuto a precisare: "Sia chiaro che non intendiamo praticare la delazione ne sputtanare nessuno. Ma costringeremo all'outing quei frequentatori assidui di gay e trans che poi in parlamento si fanno paladini dell'omofobia e della famiglia tradizionale e ostacolano la legge." E alla domanda di Klaus Davi: "Come raccogliete questo genere di informazioni?" "Attraverso una rete ampia e capace di comunicare cose di questo tipo. Questa rete ha accumulato in tutti questi anni informazioni rispetto a tanti politici di varia natura. Metteremo alla berlina pero' solo gli omofobi.
Questa ipocrisia deve finire." I partiti piu' colpiti? "Diciamo che il popolo di Pontida rimarra' scioccato su qualche abitudine segreta di alcuni loro big e idem vale per il Pdl".


Fonte: DIRE
leggi anche :

Omofobia e omosessualità: legame comprovato



Omofobia e omosessualità:

 legame comprovato

 http://cipiri7.blogspot.it/2012/05/omofobia-e-omosessualita-legame.html



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mercoledì 1 dicembre 2010

E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte


E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte

E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non cambiare un verso
della tua canzone,
non fermarti tu...

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre;
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più ;
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu ...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.
.-


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giovedì 18 novembre 2010

ANY DICE







Se il male ti fa male,
se il buio ti assale,

Se l’ansia ti ferisce,
se intorno a te tutto
appassisce.

Conosco questo male che corrode,
non parlo perchè le parole
oggi fanno le mode….

Difenditi con l’unica arma che hai
se soffri il messaggio lo capirai…

La tua arma non ha lama
la tua arma non ferisce
non ci vuole neanche destrezza
ci vuole soltanto tanta tenerezza.

Questa arma si chiama amore…
da dare a tutti ma con il cuore,
e quanto più ne avrai donato
ti accorgerai poi di essere ripagato.

Prima di tutto però l’amore
lo devi dare a te perchè
perchè se non ti perdoni tu
mi dici chi altro c’è?

Allora guardati con tenerezza tu
e tutto il resto andrà sù….
Il morale, l’amore, l’universo.
e tutto quanto sarà diverso….

Buona notte dormi in pace caro mio amico è

buonagiornata ...

un abbraccio forte e 1000 baci
.-


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mercoledì 12 maggio 2010

Avventura di una sola notte




Avventura di una sola notte

Un tempo prerogativa del tutto maschile, negli ultimi tempi anche le donne vanno alla ricerca di uomini da “usare” giusto il tempo di una notte. Il termine moderno che spiega questa situazione è One night stand, ma altro non è che l’ avventura di una notte, o più semplicemente "una botta e via". Ma cosa spinge le persone a ricercare questi incontri? Cosa si nasconde dietro? Proveremo a dare una risposta, anche se ovviamente ogni persona è diversa dall’altra.



Una volta questi incontri fugaci appartenevano alla stagione estiva, complice la vacanza, il tramonto, la luna e il falò, un cocktail di troppo e le persone si lasciavano andare a tenere effusioni o a sesso sfrenato che si limitava a quel momento.
Negli ultimi tempi però, pare che questa modalità di approccio non sia più solo tipica dell’estate, ma la “botta e via” avviene in qualsiasi momento dell’anno. Ovviamente, affinché ci sia un incontro amoroso, è indispensabile la presenza di un uomo e una donna (altro discorso sono le avventure negli omosessuali), ma ciò che spinge i singoli sessi è molto diverso: si sa il cervello maschile è diverso da quello femminile.


Il circuito mentale maschile

L’uomo molto spesso è più istintivo della donna, e quindi cerca sempre di soddisfare i suoi istinti senza pensare alle conseguenze o comunque al domani. Nelle avventure sessuali si divertono e il giorno dopo sono felici e soddisfatti senza pensare troppo a quanto accaduto. Anzi, molto spesso hanno la conferma delle loro capacità seduttive, e questo porta ad un aumento di autostima.
Certo anche nei maschi ogni tanto scatta qualcosa di più, e dopo aver trascorso la notte con una donna, potrebbero aver voglia di rincontrarla, ma non è una regola, semplicemente l’eccezione. Quindi è fondamentale che la donna non si crei dei castelli in aria, ma sappia valutare bene la situazione e soprattutto sia realista.

Le elucubrazioni mentali femminili
Le donne invece sono tendenzialmente più sensibili ed emotive, per questo anche quando cercano un partner sessuale, non si accontentano del primo arrivato. A parte le situazioni in cui la donna è completamente ubriaca, il più delle volte il gentil sesso spera che l’avventura di una notte si possa trasformare in qualcosa di più, rimanendo così molto spesso delusa.


Consigli per vivere al meglio l’avventura
Proprio perché i due sessi sono molto diversi tra loro nel modo di vivere la situazione, ecco qualche consiglio per evitare dispiaceri e brutte sorprese dopo una notte infuocata.
  1. Vivere la situazione per quella che è: niente aspettative! Se sappiamo che non ce la possiamo fare, lasciamo perdere fin da subito.
  2. Scegliere un luogo neutro per evitare che lei o lui ci si piantino in casa fino a quando non diventiamo scortesi e lo/la cacciamo esplicitamente.
  3. Essere sinceri dovrebbe essere la prima cosa; se si è impegnati diciamolo subito oppure se siamo single comunichiamo la nostra intenzione di mantenere questo status ancora per un po’!
  4. Non aspettiamoci un domani, e soprattutto se sappiamo fin da subito che siamo attratti fisicamente ma non potrà mai esserci nulla, evitiamo scambio di numeri di telefono o e-mail.
  5. Fare l’amore usando ilpreservativo! È fondamentale dal momento che si tratta di un’avventura e la persona che abbiamo di fronte non si presenta con un dettagliato resoconto medico! Non trasformiamo l’avventura di una notte nell’incubo della vita.
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lunedì 27 luglio 2009

lettere scritte quando cresce la notte



Cartas escritas cuando crece la noche


El tiempo regresó -en un instante-
a la casa donde mi juventud
quiso comerse el cielo.

Lo demás bien lo sabes...

Otros llegaron con sus palabras
y sus cuerpos,
buscándome dolorosamente
o dejando la niebla del camino
entre mis pobres manos.

Lo demás es silencio...

Hoy tengo tus poemas en mis lágrimas
y el deseado mensaje -tan tuyo-
entra en mi corazón con mil años de ausencia.

Lo demás es poseer este milagro
y sentirme a orillas del Gran Sueño
como una rosa nueva.

"Dame tu mano al fin, eternamente'


Claudia Lars


Cynthia afferma:

lettere scritte quando cresce la notte




Il tempo tornò in un istante --
per la casa dove mia giovinezza
voleva mangiare il cielo.

Il resto ben sapete ...

Altri sono arrivati con le sue parole
ed i loro corpi
alla ricerca di una dolorosa
lasciando la strada o la nebbia
mia povera mani.

Il resto è silenzio ...

Oggi ho vostre poesie nel mio lacrime
e il messaggio desiderato in modo-si -
viene nel mio cuore con un migliaio di anni di assenza.

Il resto è di avere questo miracolo
e si sentono sulle rive del grande sogno
come una nuova rosa.

"Dammi la tua mano a durare per sempre '


Claudia Lars

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