loading...
Visualizzazione post con etichetta ragioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ragioni. Mostra tutti i post

martedì 16 agosto 2011

5 ragioni per cui si litiga di più in una coppia


5 ragioni per cui si litiga di più in una coppia


“L'amore non è bello se non è litigarello” dice un noto proverbio e in una coppia, si sa, le dispute e le discussioni alle volte sono all'ordine del giorno. “Gli scontri” paradossalmente, servono anche a mantenere vivo un rapporto, ma occorre fare attenzione quanto diventano frequenti, o sono causati da motivi banali.

Ma quali sono le cause più futili che portano una coppia a litigare? Eccone elencate alcune:

- 1 - Mi ascolti quando ti parlo?
La poca attenzione che il partner presta alle nostre parole è la causa principale di molti litigi. Occorre tener presente che non si può ottenere sempre la massima attenzione.

- 2 – Non sei mai puntuale!
La donna è ritardataria per eccellenza, l'uomo, dal canto suo, ritarda nelle occasioni meno opportune. Più che litigare rovinandovi una serata, cercate di trovare un compromesso.

- 3 – Se non ci fossi io...
Sono molte le donne in carriera che hanno bisogno di una mano in casa, ma quando si incontra “l'uomo viziato”, che non alza nemmeno un dito, questo diventa davvero difficile. Smettere di occuparsi delle sue cose potrebbe essere una soluzione al problema.

- 4 – Dove andiamo?
Domanda fatidica fatta nel momento in cui si deve scegliere dove andare a cena o in vacanza. Se non si ha una meta comune, accontentate il vostro partner per questa volta. La prossima sarà la vostra scelta a prevalere.

- 5 – Ma davvero sei stato/a con quella/o lì?
La gelosia retroattiva non trova fondamento nel presente, poiché il passato del vostro partner non si può cancellare, così come il vostro del resto. Godetevi la vostra storia: se sta con voi un motivo ci sarà.

E voi per quali motivi più o meno futili vi siete ritrovati a litigare con il vostro partner?

-


.
-


.
loading...

martedì 1 febbraio 2011

Le ragioni dei sentimenti



Le ragioni dei sentimenti. Per una civiltà degli affetti

Le norme sociali impongono un controllo continuo su una sfera che invece deve poter esprimersi liberamente



Tutto ciò che accade ci tocca. Attraverso il filtro della nostra affettività. Attraverso una rete sottile di emozioni e di passioni che rinviano alla nostra intimità, ma che si trasformano a seconda del contesto sociale nel quale viviamo. Affetti ed emozioni parlano in prima persona. Ma si esprimono sempre all´interno di una trama di significati che sfugge al nostro controllo. Quando entriamo in relazione con gli altri, non possiamo mai uscirne completamente indenni. La nostra affettività si scontra con la realtà del mondo. Con la materialità del nostro corpo. Con la resistenza che gli altri oppongono al nostro desiderio. E il mondo non esita ad addomesticare la vita obbligandoci, molto più spesso di quanto non si creda, a reprimere i nostri sentimenti, a renderci conformi alle aspettative degli altri, a sottometterci al giudizio della società.
Che si tratti della gioia o del dolore, l´espressione dei nostri affetti dipende dagli usi e dai costumi della comunità cui apparteniamo. Anche il piacere e il desiderio non sfuggono mai completamente al rimprovero di coloro che ci circondano: le nostre emozioni devono emergere rispettando i codici culturali del gruppo cui apparteniamo. Lo sguardo attento dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri partner e dei nostri colleghi ci spinge all´uniformità. Come conciliare allora autenticità e conformismo, unicità e identità, passioni e ragioni?
L´affetto è un moto dell´anima. Un movimento spontaneo. È attraverso gli affetti che ci leghiamo a qualcuno o a qualcosa. Che si tratti di un´azione, di un evento o di un semplice gesto, tutto quello che facciamo possiede una coloritura affettiva. La tenerezza, l´attaccamento, la devozione, l´amore, la rabbia, l´invidia, la gelosia… tutto rinvia all´affettività, ai processi di strutturazione psichica che cominciano al momento della nascita e si prolungano poi per tutta la vita. L´affetto si vive, si sente. Più di quanto non si pensi e non si dica. Anche quando ci sforziamo di tradurre in parole quello che proviamo. Anche quando la parola cerca di contenere i nostri affetti per evitare che sfuggano, per investirli della nostra soggettività. Anche quando il discorso si sforza di "trattenere" l´istante per fornirgli la traccia di un´iscrizione. Ma come vivere e sentire i propri affetti quando le norme sociali e familiari sembrano volerli addomesticare?
Le regole le conosciamo tutti. Ognuno di noi sa che, per poter vivere nel mondo, deve imparare a costruire relazioni durabili e deve opporsi alla vacuità degli affetti. Ognuno di noi è consapevole che, per non essere considerato schiavo delle proprie passioni, deve evitare di cedere agli eccessi delle emozioni, imparando che solo la ragione e l´esperienza ci permettono di distinguere il Bene dal Male. Crescere significa fondare una famiglia e accettare le regole del vivere-insieme. Maturare, quando si è una donna, significa assumere ciò che alcuni continuano a chiamare la "necessità biologica" del procreare e del prendersi cura dei figli.
(...) La vita è movimento. È nel movimento che ognuno di noi esprime la potenza del proprio essere e cerca di lasciare una traccia di sé, attraverso i propri gesti e i propri discorsi. Parole e affetti si incrociano costantemente: parole che dicono gli affetti; affetti che fanno le parole. «Dietro ogni pensiero si nasconde un affetto», scriveva Nietzsche. I nostri pensieri sono sempre segni di un gioco più grande di noi, di una lotta di affetti e di emozioni che non possiamo controllare. A differenza di Cartesio, secondo il quale la forza dell´anima consiste nel vincere le emozioni e arrestare i movimenti del corpo che le accompagnano, Nietzsche considera gli affetti come le radici profonde del nostro agire.
Il nostro essere al mondo, per Nietzsche, è sempre caratterizzato da mutevoli tonalità affettive, anche quando non ne capiamo il significato profondo. Lo stato di servitù nel quale si trova l´uomo non è legato alla dipendenza emotiva. Al contrario. La servitù è il prezzo che si paga quando ci si illude di poter controllare i nostri affetti, quando si pensa che la ragione deve essere sovrana, quando si cerca la saggezza estendendo il dominio del pensiero chiaro e distinto. «La ragione è e deve essere schiava della passioni», aveva già detto Hume. La repressione degli affetti ha come conseguenza immediata lo sviluppo delle nevrosi, spiegherà più tardi Freud.
Vivere significa essere nell´azione, aderire all´esistenza, adottare un´attitudine particolare. La vita non ha un significato univoco. Ha il senso che ciascuno di noi è capace di darle. «Ama la vita più del suo senso, e anche il senso ne troverai», scrive Dostoevskij nei Fratelli Karamazov. Ma come trovare il senso della vita quando le norme sociali l´addomesticano, quando la famiglia e la società non permettono ai nostri affetti di emergere liberamente? È possibile vivere in società senza sradicare definitivamente i nostri affetti?
Ogni essere umano ha un percorso storico complesso. Nessuno di noi è un semplice agente razionale, capace di scegliere e agire solo dopo aver calcolato in modo esatto i costi e i benefici delle proprie azioni. Quando entriamo in relazione con gli altri, lo facciamo sempre a partire dalla nostra interiorità affettiva. Che piaccia o meno, siamo tutti in balia dei nostri affetti e delle nostre emozioni. Anche se l´"astuzia della ragione" consiste nel farci credere che sappiamo sempre, dall´inizio alla fine, ciò che vogliamo, esiste un´opacità strutturale del nostro desiderio che ci impedisce di sapere veramente quello che vogliamo, di volere veramente quello che diciamo di volere.
(...) Nonostante tutto, la questione cruciale che si pone di fronte ognuno di noi è sempre la stessa: come conciliare ragione e sentimenti? Come contenere i nostri affetti senza addomesticare la vita? Come vivere in società senza rinunciare ai nostri desideri? «Ai posteri l´ardua sentenza», scriveva Manzoni. Cerchiamo, però, di non dimenticare mai che tutto ciò che accade ci tocca, ci emoziona, è un moto dell´anima, e che, nonostante tutto, dietro ogni pensiero si nasconde un affetto.

di Michela Marzano

-

.
leggi tutto sullo zodiaco
.



NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/carte.html


GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


.

.
. Bookmark and Share .
loading...

mercoledì 9 dicembre 2009

Ragioni per cui gli uomini lasciano le donne



Succede che a un certo punto l’uomo con cui condividevamo desideri e progetti, decide di lasciarci, e che le motivazioni che ci racconta non ci convincono. Capita così che ci ritroviamo davanti ad un caffè, sole o con le amiche ad analizzare senza tregua cosa è andato storto. Ecco perché può essere importante conoscere la verità, per ricominciare a muoversi e guardarsi intorno.


La mancanza di un’intesa

La prima cosa che viene in mente quando un uomo ci lascia è che abbia un’altra, forse più giovane e più bella di noi. Ma non sempre è così, perché l’uomo non si muove solo per interessi sessuali, e se decide di lasciare la compagna è perché probabilmente all’interno della coppia gli manca qualcosa di fondamentale, che va oltre l’aspetto sessuale.
I maschi non cambiano partner perché hanno preso una sbandata, ma al contrario, un nuovo amore o un flirt sono il pretesto per chiudere qualcosa che non funzionava giù prima e che fa sentire uomini a metà.


Il richiamo del passato

Ci sono uomini totalmente incapaci di staccarsi dall’idea che si sono creati intorno alla figura della ex compagna, continuando ad idealizzarla perché così facendo rivedono se stessi in un momento felice della loro vita. Ma per queste persone sarà difficile impegnarsi davvero in un rapporto nuovo, perché inconsciamente hanno già deciso dentro di loro che non troveranno mai una donna come la ex e piuttosto che rischiare nel presente vivono in un continuo confronto con il passato.


Il desiderio di avventura

Le donne sono sicuramente più brave a finire una storia, ma quando sono gli uomini a farlo, restano davvero pochi margini per tornare indietro. Questo accade perché sentono che viene a mancare la sfida, e l’uomo una volta raggiunti degli obiettivi, ha nuovamente il desiderio di mettersi in gioco. Sono molti quelli che pensano che la vita di coppia li rende più stanchi, meno ricettivi, mentre fuori c’è un modo pieno di vita e avventura. Sono i single di reflusso, uomini che hanno voglia di ricominciare da se stessi e che vedono la compagna come un freno alle loro ambizioni, e la donna di fronte a questo maschio ha davvero poche possibilità.



Quando lei è troppo sexy

C’è una categoria di donne iper-seduttive non solo con il compagno ma anche al di fuori della coppia; hanno bisogno di conferme e spesso riferiscono al compagno i complimenti di cui sono oggetto. Ma agli uomini questo gioco piace poco perché li fa sentire insicuri e così spesso preferiscono mollare.


Quando i doveri sono a senso unico

L’amore non è solo farfalle nello stomaco e quando una relazione si fa seria dovrebbe diventare anche un reciproco scambio di attenzioni; ma spesso capita che i bisogni dell’uomo vengano completamente trascurati perché ci sono donne che partono da un pregiudizio verso se stesse considerandosi deboli e bisognose di cure continue, e concentrate solo sulle proprie necessità non prendono in considerazione i bisogni del partner, che inevitabilmente andrà a cercarsele da un’altra parte.

Non si sentono all’altezza

Con l’epoca moderna le donne si sono sentite più libere di accedere a ruoli professionali prestigiosi, ma non sempre tutto ciò si rivela un vantaggio per la coppia. Gli uomini che hanno partner in gamba, intelligenti e in carriera sentono di non essere all’altezza delle aspettative, anche perché spesso sono proprio le donne a far percepire ai compagni questa differenza, insinuando che forse si meriterebbero uomini di maggior prestigio. Alla lunga l’uomo si stuferà.

LEGGI ANCHE

COME SARA' LA TUA VITA SESSUALE NEL 2016





Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


.
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

Elenco blog Amici

Poni una Domanda e Clicca il bottone Bianco


CLICCA QUI SOTTO
.



Visualizzazioni totali