mercoledì 29 settembre 2010

Sesso più trasgressivo: e se tornassimo al piacere normale


Via web, con l’amico, in gruppo, con i sexy toys o scambio di coppia; non ci sono limiti nella sessualità. Eppure la sensazione diffusa è che ormai il sesso sia ovunque tranne che nella coppia. Fare l’amore è diventato più uno stereotipo che uno scambio di corpi e anime tra persone che si attraggono. Ma se il segreto fosse ritornare ad un piacere normale?



Ciò che sto notando, in qualità di sessuologa, è che la sessualità si sta sempre più allontanando dalla sua inscindibile funzione: dare e ricevere piacere, comunicare con il corpo sentimenti profondi, giocare e amare. Ma ricominciare a fare l’amore nell’unico modo speciale, con passione e piacere, è possibile; basta cominciare da se stessi.


Ascoltare il proprio corpo
Spesso quando si parla di sesso si pensa subito alla coppia, ma non bisogna sottovalutare la consapevolezza del proprio corpo: vi piacete? Cosa conoscete di voi e della vostra sessualità? Cosa preferite? Spesso le donne confondono sesso e sentimenti: si credono innamorate solo per giustificare delle pulsioni e portano avanti storie che non hanno niente a che fare con l’amore.

Costruirsi uno spazio magico
Bisogna imparare a dare tempo alla sessualità, creando uno spazio apposito dedicato alla coppia e non rubato a ciò che ci sta intorno. Il consiglio può essere poi prender dei piccoli spazi prima di vedere lui, allontanare lo stress della giornata facendo qualcosa che ci piace (leggere, bere un tè con una amica, andare in palestra).

Amare in modo soft
Talvolta può essere sano astenersi dal sesso e ricominciare a farlo in modo normale, senza per forza trasgredire. Molte persone premono il piede alla ricerca del nuovo, del trasgressivo, delle sensazioni forti, perdendo poi il gusto del gioco e della seduzione. In questi casi, bisogna allontanarsi dal sesso inteso come prestazione e riscoprire una sessualità meno faticosa, in cui abbandonare i ruoli. Il sesso felice è dato dalla comunicazione intima tra due persone che on devono dimostrarsi nulla.


Coltivare l’intimità
Trovarsi a fare sesso con uno sconosciuto/a può essere molto eccitante, ma se è il nostro unico modo di vivere la sessualità forse dovremmo guardarci un attimo dentro e capire che il piacere dell’intimità è altro.

Rallentare
Per recuperare una sessualità felice, chiediamoci perché lo facciamo e perché con quella persona. Siamo tutti ormai molto intenti a mitizzare gli incontri e a consumare le relazioni in fretta, ma è solo un modo di mascherare la solitudine, che invece bisogna imparare a gestire.
In questi casi bisogna rallentare, stare soli e puntare sulle affinità emotive: così troveremo una persona simile a noi e riusciremo a vivere appieno la sessualità, in maniera completa e felice.


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Amore e sesso dopo i 50 anni



La passione non invecchia, e nemmeno il desiderio. Anzi, spesso dopo gli “anta” la sessualità vive una seconda giovinezza.



Ormai anche tv e media ne parlano senza tabù, e spesso capita di ascoltare interviste a coppie non più giovanissime, che raccontano di quanto sia bello svegliarsi ancora con la persona che si ama. Sesso e amore non hanno età perché ci si può innamorare e corteggiare tutta la vita, così come prosegue la vita sessuale dopo gli “anta”. Ovviamente il segreto è accettare i cambiamenti.
Secondo studi e interviste recentissime le donne più attive sessualmente sarebbero proprio le quarantenni e le cinquantenni, tanto che sono sempre di più le donne di questa età che ricercano partner più giovani, che possano loro garantire appagamento. Una vita sessuale appagante pare sia l’ingrediente fondamentale per tenere alta l’autostima, sentirsi in forma e psicologicamente serene.
Nuovi approcci
Non è necessario essere stati dei grandi amatori nel passato, per vivere un rapporto sentimentale felice dopo i cinquant’anni. In questa nuova fase della vita si possono scoprire altre forme di approccio alla sessualità, completamente diverse da quelle del passato. In questo periodo si può assaporare una nuova intimità che gli impegni passati ci hanno impedito. La sessualità nella seconda metà della vita poi, aiuta a ritrovare la voglia di vivere e condividere, di amare in maniera più pura, esperta e consapevole, libero da condizionamenti sociali e familiari.
Accettare il corpo che cambia
Per vivere un sesso appagate dopo i cinquant’anni bisogna adattare le aspettative: è impossibile sperare di avere le stesse prestazioni di un tempo, e non si può pretendere che il nostro corpo sia come quello di quando si era giovani. Fondamentale è sapersi accettare e adattare il corpo ai nuovi stimoli sessuali senza paura. La cura d sé è fondamentale, il parrucchiere, l’estetista, il trucco e un bel vestito fanno sentire più sicuri, e servono a comunicare a se stessi e agli altri amore per la vita.
Non bisogna buttarsi giù e vedere solo difetti, perché la sessualità e la passionalità si basa su un equilibrio tra fattori emotivi e fisici. Bisogna anche cercare di non avere paure ingiustificate che rischiano altrimenti di compromettere il rapporto.
Il fatto di vere un/a partner giusto aiuta molto: è importante che l’altra persona non abbia aspettative e pretese, ma capisca che nella vita si cambia.





Come cambia lei
Quando una donna entra in menopausa, non vive solo
 cambiamenti fisici, ma soprattutto psicologici che con le loro modalità di espressione (ansia, irritabilità, depressione...) causano nella donna un disturbo di identità. Se prima la vita sessuale e sociale era piena e gratificate potrà esserlo ancora, l’importante è accettare i cambiamenti. Se il calo degli ormoni e la secchezza vaginale provocata dalla menopausa causano perdita della libido, basta parlarne con il medico che prescriverà dei gel a base di estrogeni. Se il problema poi riguarda anche un’atrofia della mucosa vaginale, bruciore e perdita di sangue, si può, anche in questo caso, ovviare al problema con degli ormoni. Ma l’importante è non arrendersi, e parlarne sempre, sia con il partner sia con un medico.





Come cambia lui
Per l’uomo la situazione è diversa: dal punto di vista riproduttivo è sempre fertile, anche se con gli anni diminuisce la produzione ormonale. Tuttavia i cambiamenti sono lenti e non interferiscono con la vita sessuale. Con l’avanzare dell’età però gli uomini tendono a raggiungere l’orgasmo molto prima e l’eiaculazione è meno energica. In seguito la fase refrattaria si allunga molto, ma ciò non significa che ci sono dei problemi, semplicemente la sessualità cambia. Talvolta subentrano problemi di erezione, per cause fisiologiche o psicologiche. In questi casi non arrendersi, ma parlare con il proprio medico che può prescrivere una cura ormonale, ma assolutamente da evitare il fai da te con le famose pillole dell’amore.

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mercoledì 22 settembre 2010

Trasgressioni giovanili



Qualche bacio omosessuale, coppie aperte, alcol, droghe. Di tutto un po’, ma senza esagerare troppo. Secondo una ricerca di qualche mese fa (realizzata dalla Swg e pubblicata dall’inserto del Corriere della sera), questo è l’identikit dei giovanissimi: pronti a ribellarsi ma sotto la protezione di mamma e papà.


Le trasgressioni
La lista delle trasgressioni possibili in un gruppo di giovani adolescenti e tardo adolescenti è piuttosto varia; si condividono ribellioni possibili e limiti autoimposti. Baciare una persona dello stesso sesso si può fare, così come partecipare ad un rave party, e dipingere graffiti sui muri della città. Cocaina e ecstasy, invece vengono tenute lontane da alcuni, e provate solo occasionalmente da altri. La cronaca racconta di ragazzi completamente sregolati, al peggio, con la testa vuota e la mano sempre stretta intorno al bicchiere, ma non tutti gli adolescenti sono così, c’è anche chi considera una trasgressione scrivere una canzone e urlarla a squarciagola sotto la finestra della scuola, o imprimere frasi romantiche sulla strada, affinché tutti possano leggere la passione che si sta vivendo.
Cos’è la trasgressione per gli adolescenti?
I ragazzi hanno voglia di sballare, ma senza esagerare e soprattutto spesso chiedono, direttamente o indirettamente, di definire dei recinti da non oltrepassare. Per loro trasgredire non è un modo per attirare attenzione, e nemmeno un modo per provare esperienze nuove, ma significa andare contro delle regole. La scelta è individuale non di gruppo come tanti pensano, è un fare qualcosa che gli adulti ti proibiscono, e già per te è eccitante questo. Secondo gli adolescenti, poi, esiste un naturale istinto di autoconservazione, al quale alcuni tengono molto. Sul discorso droghe per esempio, c’è una netta distinzione tra chi prende pasticche e sniffa coca, e chi invece si fa gli spinelli. Nella ricerca a cui hanno partecipato, i giovani sostengono che un conto è farsi le canne e un altro sono le droghe più pesanti; quindi ci si divide in quelli che sniffano e in quelli che fumano, e gli uni non entrano nel gruppo degli altri. In pratica la maggior parte dei giovani di oggi rispetto a quelli degli anni ’80 rifuggono quello che sentono come un pericolo per la sopravvivenza.
Il sesso
In materia di sesso i giovani di questa generazione sono apparentemente disinvolti: lo fanno spesso, anche con chi hanno appena conosciuto e talvolta si tradiscono, perché preferiscono farlo ora. Quando avranno l’anello al dito certe trasgressioni non si faranno più. Ma il sesso per la maggior parte è rispetto dei limiti e soprattutto dell’altra persona.
Le regole
Per quasi tutti i 300 intervistati gli aspetti più importanti della vita sono comunque famiglia e amicizie, e sono i genitori ad averli condizionati nella scelta dei valori di base. E non politici, band musicali o vip, come in tanti credono. Gli adolescenti non si fanno condizionare dall’esterno, ma al contrario il sistema è centripeto, loro si sentono al centro e intorno ricercano le regole di mamma e papà. I divieti famigliari servono, anche perché se no come si fa a trasgredire? E poi è chiaro: i genitori ti danno le regole, poi quando cresci ti fai le tue idee, ti scontri e ti ribelli, ma soprattutto servono a costruire un pensiero autonomo.
I genitori di oggi rispetto a quelli di un tempo hanno creato figli completi: un tempo la comunicazione adulto-adolescente era univoca, se fai va bene, se non fai sei punito. Ora ci si scontra, si parla e alla fine è difficile che il figlio si contrapponga completamente.

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mercoledì 15 settembre 2010

A letto con il migliore amico, cosa accade dopo?




Ogni tanto si ha il bisogno di sfogarsi con l’amico o amica dell’altro sesso, qualcuno che ci conosce davvero e può darci anche una visione diversa dei nostri pensieri.
E talvolta una serata con lui/lei può trasformarsi in qualcosa di più: magari una notte di passione.
Ma cosa accade poi?
E perché?

La ricerca parla chiaro: il 60% degli intervistati (125 studenti totali) hanno avuto rapporti di questo tipo. Il 10% si è trasformato in un vero e proprio fidanzamento, il 33% è finita a letto per poi tornare all'amicizia tradizionale, mentre il 25% delle relazioni ha rotto definitivamente molte amicizie
Capita che molte donne si lascino andare a notti di passione con il migliore amico, senza che necessariamente questo trasformi il rapporto. La reazione del giorno dopo, poi, è diversa da persona a persona. C’è chi si rende conto di essere sempre stata segretamente innamorata dell’amico e non ha mai avuto il coraggio di confessarlo; ma ci sono anche donne che capiscono che è stata un’innocua distrazione e che nulla cambierà nel rapporto di amicizia.

Cosa fa scattare scintille innocenti?
Solitamente la differenza tra il fare l’amore con il miglior amico e con un amante è che con il primo non esistono gelosia e ansia di possesso o da prestazione. Se nella coppia la sessualità assume molti significati come rafforzare il rapporto, concepire un bambino, esprimere i propri sentimenti, con l’amico è un semplice e puro piacere fisico che si può vivere senza tabù. In questa situazione le donne si sentono più libere perché sanno che non ci sono implicazioni e soprattutto non si sentono giudicate per come vivono questa esperienza. Si lasciano coinvolgere in un rapporto paritario, in cui possono sperimentarsi e allo stesso si sentono protette perché tra le braccia di una persona fidata.
Evadere con baci, carezze e rapporti con l’amico è una trasgressione ma all’interno di una zona protetta e quindi i sensi di colpa vengono meno.


Se uno dei due si innamora
Anche se spesso la notte d’amore con il migliore amico è solo un rifugio in cui ripararsi nei momenti di debolezza e bisogno di attenzioni, talvolta può capitare che uno dei due si innamori. In questa situazione si perderà totalmente il feeling che fino a quel momento aveva caratterizzato l’amicizia e la persona innamorata fatica a interagire e a comunicare per paura di "stressare" l’amico con le classiche "paranoie", mentre il "non innamorato" si chiude e inizia a cercare serenità da un'altra parte.

Amici come prima
Nel 33% dei casi dopo essersi abbandonate tra le lenzuola del miglior amico il rapporto non cambia e si reinstaura quel clima di complicità e amicizia. Affinché questo succeda però non bisogna fare finta che non sia accaduto nulla, ma parlarne, eventualmente anche riderci sopra, e spiegarsi le sensazioni che sono state vissute e cosa ci ha portati ad andare oltre. Il dialogo è alla base dell’amicizia e non bisogna invece nascondersi dietro a banali scuse come l’euforia causata dall’alcol o la disperazione per essere stati lasciati dal partner. Siete amici? Quindi per prima cosa sincerità con voi e con lui.

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Donne bisex



Amano i tacchi e le scarpe sportive, le moto ma anche il make-up, il giorno e la notte, l’estate e l’inverno, gli uomini e le donne. Sono le donne bisex, poco accettate dagli omosessuali perché non fanno una scelta definitiva; cercate dagli etero che in fondo però ne hanno timore. Ma loro, le bisex, chiedono di essere lasciate sessualmente e felicemente libere.





Anche sui blog per raccontare se stesse
Irrisolta, confusa e felice è la protagonista e autrice di un blog, uno spazio web per raccontare, confrontarsi e dare un nome alle emozioni che lei e tante altre donne vivono. Talvolta sensazioni improvvise, inaspettate e deflagranti, perché fino a poco tempo fa si era convinte di essere etero e soddisfatte, senza alcun dubbio sull’orientamento sentimentale-sessuale. Poi come un fulmine a ciel sereno capita che si insinuino timide curiosità sull’omosessualità femminile, qualche esperienza occasionale e sogni erotici saffici. E così cominciano gli interrogativi, alle amiche lesbiche che ti accolgono con un “Benvenuta”, e alle amiche etero, che invece ti dicono “ stai tranquilla è solo una fase”. Ma finché si cercano le risposte negli altri, non si troverà mai la verità soddisfacente. L’autrice di questo blog, dopo anni trascorsi a chiarirsi le idee ha trovato un suo equilibrio: le sue due metà hanno fatto pace, niente segreti, nessuna parte oscura che crea ansia e nessuna doppia vita. Ma non tutte le donne bisex riescono a trovare un equilibrio.

La natura
In natura esistono 450 specie di animali bisex, tuttavia gli umani fanno fatica ad accettare una bisessualità in maniera fluida e serena. Il motivo risiede nella società in cui si vive, incatenata nel bisogno di controllo: l’ambiguità e la non- appartenenza a una categoria ben precisa, incutono timore e non sono governabili. Negli ultimi tempi le donne bisessuali stanno aumentando perché viviamo in un’epoca in cui le persone sono più disponibili a sperimentarsi. Nell’immaginario collettivo bisessualità va a braccetto con trasgressione, ma non è così.


Le difficoltà di stare nel mezzo
Se per gay e lesbiche l’outing ad un certo punto della propria vita diviene un'esigenza, la stessa cosa non vale necessariamente anche per il mondo bisessuale, e a meno che non sia strettamente necessario (se si viene scoperti) difficilmente se ne parla. Il nostro mondo esige definizioni certe e la bisessualità non rientra in una categoria ben definita, e anche per chi vive questa esperienza non è facile, ci si trova in un limbo che genera insicurezze e confusioni.
Le donne bisessuali per raggiungere un proprio equilibrio interiore ad un certo punto dovrebbero smettere di chiedersi  cosa riserva il domani, con chi si starà, perché questo lo si deciderà solo in base alla persona che si ha davanti. Chi non si accetta continuerà a vivere una condizione di sofferenza, cosa che per altro riguarda anche le persone etero e single che sentono il ticchettio veloce dell’orologio biologico senza avere al proprio fianco l’uomo giusto.

Una fase o uno status?
È vero che oggi  le donne etero giovani e meno giovani si sentono sessualmente più libere di sperimentare desideri e comportamenti con persone dello stesso sesso. Ma se sono prevalentemente eterosessuali, si tratterà solo di esperienze che non apporteranno modifiche alla loro identità sessuale, mentre per altre donne è forse giunto il momento di vivere l’esperienza in maniera tranquilla, senza farsi troppe domande e non necessariamente avere l’esigenza di rientrare in una categoria.

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martedì 14 settembre 2010

politico di destra dice , alle donne:usate il vostro corpo, se bello,farete carriera




Il corsivo di Puck

“La calunnia è un venticello”, celeberrima “aria dal Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini  Ci viene a mente questa “aria,” diventata motto popolare, leggendo le dichiarazioni di  Giorgio Stracquadanio, deputato  del Pdl, molto legato a Berlusconi e considerato una testa d’uovo, tradotto uno che  sa leggere e scrivere visto il carattere della “ cultura” ai tempi dei berluscones. La testa d’uovo riprende la  risposta di una deputata del Pdl, area finiana, Angela Napoli che ad una domanda di Klaus Davi aveva risposto di non escludere che c i fossero delle colleghe che si erano prostituite in cambio di nomine politiche.
Si era aperto il finimondo, sdegno contro l’infame con in testa  Mussolini, Santanchè,Saltamartini, tutte candide verginelle, magari in tacchi a spillo e mini che neppure si addice molto alla loro non più tenera età, a chiedere alla loro collega di cospargersi il capo di cenere e inviare a tutte le donne del Pdl scuse ,sincere o meno non conta Oppure fare i nomi. Lo stesso Fini aveva rimbrottato la sua seguace. Non sono cose da dirsi, aveva detto e lei,poveretta, aveva chiesto scusa. Chiaro che di fare nomi non si poteva neppure parlare, ammesso che sapesse qualche cosetta, visto che in quel corridoio dei passi perduti  di Montecitorio, molti sono i sussurri, se non grida. In fondo non era una invenzione che nelle liste  del Pdl alle elezioni comunali e provinciali venivano incluse alcune gentili signorine. Una , se non andiamo errati, si chiama d’Addario, che il cavaliere  di Arcore e di Villa Certosa ben conosce. Non era stata proprio la signora Veronica Lario a scoperchiare il pentolone delle candidature europee dove  erano in ebollizione veline e cose simili? O no? E allora, forse la Angela Napoli, voleva proprio riferirsi a questo andazzo, denunciato con maggior forza proprio dalla ex consorte di “papi” che aveva preferito chiamarsi fuori  e separarsi dal marito. Stracqua entra in argomento, a piede teso, spinto da un languido venticello, prende per buona la “ calunnia”.Forse con la sua dichiarazione in cui giustifica che per ottenere un incarico una donna può usare il proprio corpo, intende mandare qualche messaggio. Del resto, proprio in vista di elezioni anticipate che ora sembrano evaporate, di messaggi di natura sessual politica negli ambienti berlusconiani ne girano molti. Dice Stracqua,(abbreviamo in via confidenziale ndr):”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l'intelligenza o la bellezza che siano. E' invece sbagliato pensare che chi è dotato di un bel corpo sia necessariamente un cretino. Oggi la politica ha anche una dimensione pubblica. Ci si presenta anche fisicamente agli elettori. Dire il contrario è stupido moralismo".. "Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza - conclude  - non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato".  Il ragionamento della testa d’uovo non fa una grinza ( notate la finezza dello Stracqua che parla al maschile quando si riferisce al femminile ndr). E’ vero che chi ha un bel corpo non deve essere ritenuta per forza cretina. E’ anche vero, però, che chi ha un bel corpo può essere una cretina e che usando  quel suo bel corpo possa diventare una parlamentare. Cretina era e cretina resta. Questo vale anche per un uomo,ovvamente. Quello che la testa d’uovo non è capace di intendere è che ognuno deve trovare la sua collocazione non in base al fatto che sia l’amante di questo o quel potente. Si da anche il caso di cui si sussurra che ci sono donne potenti che  con  il loro corpo fanno fare carriera ai loro  mariti. Magia delle pari opportunità! Ovviamente le reazioni sono arrivate subito anche dall’interno del Pdl. C’è chi ha definisce le dichiarazione di Stracqua, se vere “ degne di un 'pappone' non di un politico",chi parla di “provocazioni   futili e diseducative “ Si  indigna ovviamente Angela Napoli fatta a pezzi perché non aveva escluso che qualche bel corpo si  fosse  accaparrato lo scranno. La senatrice dell’Idv, Bugnano, si chiede se Stracqua “ parla così perché nel suo partito le cose vanno in questo modo”.Ingenua la signora . Ma i più efficaci sono i finiani di Generazione Italia che  ci scherzano sopra. “Ci verrebbe da riprendere il grande Corrado Guzzanti- dicono  e il suo famoso sketch, quello che 'siamo nella Casa della Liberta' e facciamo un po' come c... ci pare. Ma visto che potrebbero accusarci di flirtare con il 'compagno' Guzzanti e visto che siamo in una fase di difficoltà economiche, ci limitiamo al liberalissimo 'basta che paghino le tasse'". Per la gioia di Tremonti.
Ma ci domandiamo, anche noi ingenuamente: non è il Pdl il partito dell’amore, come dice il capo, Se lo è e non vogliamo certo mettere in discussione il verbo del Capo, nelle vesti di Silvio Cesare o di Papi, in fondo da cosa nasce cosa.

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mercoledì 8 settembre 2010

Pillola abortiva: RU486



L’aborto medico, cioè con la pillola è un’alternativa, un’opzione non chirurgica per le donne che vogliono interrompere la gravidanza. In realtà tra aborto medico e chirurgico non esiste una scelta migliore in assoluto, ma ogni singolo caso può valutare come interrompere la gravidanza.



Un’alternativa all’aborto chirurgico
L’assunzione della pillola abortiva è una procedura meno invasiva, praticabile in qualsiasi ambulatorio che abbia una sala operatoria necessaria per eventuali complicazioni. Contrariamente alle credenze popolari, anche nell’aborto chirurgico i sintomi possono essere importanti e persistere a lungo, anche se il dolore iniziale è attenuato dall’anestesia.





Come funziona
L’utilizzo della pillola Ru486 è da effettuare solo in ospedale e prevede la somministrazione di due compresse. Dopo aver valutato la situazione e il caso della paziente si può ricorrere a questo metodo già dopo 7 giorni dalla richiesta di aborto (controfirmata da un medico non obiettore).

La donna prende il farmaco a base di mifepristone per bocca. Alla dose di 600 mg o di 200 mg se la gravidanza è inferiore a 7 settimane. Due giorni dopo si prende una pillola a base di prostaglandina, che provoca l’aborto: può essere il misoprostolo in compresse o il gemeprost, somministrato per via vaginale. I farmaci assunti provocano artificialmente un aborto “spontaneo”: la prima pillola prepara il terreno mentre il secondo preso a distanza di due giorni, provoca l’espulsione dell’embrione, di solito entro poche ore.
In alcuni casi (il 2%), l’espulsione del feto avviene già prima dell’assunzione della prostaglandina. Nel 90 % dei casi, invece, avviene poche ore dopo aver preso il secondo farmaco.
Nei restanti casi, l’aborto si verifica a distanza di alcuni giorni.

Le complicanze più comuni
La Ru 486 è un farmaco e come tale può provocare degli effetti collaterali, anche se le complicanze più serie sono rare. I sintomi sono legati alle prostglandine e si riducono notevolmente dopo l’espulsione del feto. Solitamente la donna può avvertire dolori simili a quelli mestruali, anche se più forti, prima e durante l’aborto. Inoltre alcune donne hanno perdite di sangue, che variano da persona a persona e possono essere più o meno abbondanti. La durata è di circa 9 giorni, ma possono persistere in forma ridotta anche più a lungo. Il dolore e il sanguinamento dipendono dalla settimana di gestazione in cui è preso il farmaco. Altri sintomi sono nausea, vomito e diarrea. Raramente si manifestano cefalee, vertigini e febbre.

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Prima volta: scegli il momento giusto!


Tutte le ragazze sognano la magia del momento della prima volta perché si tratta di un passo importante nella vita femminile, una sorta di passaggio che dà il via al capitolo dell’affettività e della sessualità. È naturale sperare che tutto sia perfetto, e spesso ci si è immaginate quel momento molte volte, anche con un filo di paura.




Il momento giusto
Tutte le amiche lo hanno già fatto e tu ti senti fuori dal gruppo, così pensi sia arrivato anche il tuo momento; oppure il tuo ragazzo insiste e tu temi che a lungo andare lui ti possa lasciare. In realtà nessuno meglio di te può dirti se sei davvero pronta per vivere questa esperienza perché vivere la sessualità imposta e non profondamente desiderata può rivelarsi dannoso e negativo per il futuro. La prima volta, al contrario, è un’esperienza irripetibile e splendida solo se scelta consapevolmente e vissuta con passione e sentimento.

La contraccezione
Pensi sia davvero arrivato il momento, ne siete convinti entrambi, ma avete pensato al fattore contraccezione? È importante evitare gravidanze indesiderate e malattie. Se la maggior parte delle ragazze chiede consiglio alle amiche, la cosa più responsabile è invece consultare uno specialista, medico di famiglia o ginecologo, oppure rivolgersi anche a un consultorio della tua città. In questi luoghi ci sono spazi dedicati proprio agli adolescenti dove  l’assistenza è anonima, gratuita e riservata  ai giovani tra i 14 e i 25 anni.

Il momento clou
Come molte ragazze ha paura che la perdita della verginità sia un momento doloroso e difficile. Ma in realtà non è sempre così e nella maggior parte delle situazioni la perdita di sangue si riduce a poche gocce e il dolore è minimo quanto più si è rilassate. Sono molto importanti le coccole intime con il partner che precedono il grande passo, perché aiutano a dilatare progressivamente l’imene e a renderlo elastico, così da consentire una penetrazione meno dolorosa. Inoltre se il rapporto è desiderato e c’è intesa tutto è molto naturale e l’eventuale dolore scompare quasi subito.
È importante lasciare grande spazio al petting e non considerarlo come una sessualità di serie B, perché è parte integrante di ogni buon rapporto sessuale: baci, carezze, sguardi, parole dolci e coccole sono la giusta premessa, mentre la fretta e la concentrazione solo sulla penetrazione sono nemici del piacere. I preliminari aiutano ad allontanare le paure e le ansie.

Le paure
La paura di non essere capaci o all’altezza è molto diffusa, soprattutto se il partner ha già avuto altre esperienze. Ma è inutile mitizzare troppo la prima volta, immaginandosela come da film, perché altrimenti potreste rimanere deluse. Talvolta il piacere non arriva subito ma con il tempo e l’esperienza e la soddisfazione può arrivare indipendentemente dall’orgasmo, ma perché si è sperimentata un’intimità nuova. È importante anche sapere che fare l’amore si impara anche con il tempo, nel corso della vita e della nostra maturità.

Il luogo
Il luogo e l’atmosfera incidono molto sulla prima volta; è bene scegliere un luogo tranquillo, dove non essere disturbati e magari dove ci si sente a proprio agio, come la propria camera o quella del partner, quando i genitori stanno fuori per un pò di ore. Se ci si sente imbarazzate e ci si vergogna delle nudità si può usare una luce diffusa o delle candele che riscaldano l’atmosfera. 
Sono sconsigliati invece i luoghi come la macchina, i parchi pubblici, o i bagni della scuola.

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Cistite


Fastidiosa e subdola, la cistite è uno dei disturbi femminili più frequenti.


La cistite spesso colpisce durante le ferie o al rientro, dopo bagni di sole e di mare. Si manifesta con dolori al basso ventre, bruciore e difficoltà durante la minzione. Le sue origini sono batteriche, per questo spesso è necessaria una cura antibiotica, ma anche porre attenzione alla dieta e ad alcune semplici regole igieniche. Vediamo quali sono i consigli utili.
Cos’è
La cistite è un’infiammazione della vescica, l’organo che raccoglie l’urina prima che venga espulsa. La maggior parte delle volte questo disturbo è causata da batteri che popolano l’ultimo tratto dell’intestino e che possono raggiungere la vescica dall’esterno, risalendo attraverso l’uretra, oppure dall’interno, trasportati dal sangue o provenienti da organi come i reni.
Nell’80% dei casi la cistite è causata dal batterio Escherichia, un organismo presente nelle feci e che popola l’intestino. In altri casi i responsabili sono alcuni germi intestinali come lo Stafilococco epidermis, lo Streptococco fecalis e il Proteus vulgaris, che scatenano la cistite anche con il semplice uso di un asciugamano o da scarsa igiene.
Come si manifesta
Le manifestazioni tipiche sono il bisogno frequente di urinare, il dolore e il bruciore al momento del fare la pipì, la sensazione di pesantezza e di bisogno di svuotare di continuo la vescica. Spesso poi le urine sono maleodoranti e hanno un colore torbido, con eventuali tracce di sangue o pus. Nei casi più acuti si aggiunge anche febbre e brividi tipici dell’infezione allo stadio avanzato.
Prevenire la cistite
Ci sono alcune semplici regole, che se adottate quotidianamente possono ridurre il rischio di contrarre la cistite.
  • Corretta igiene personale: è importante che le donne, dopo ogni defecazione e ogni rapporto sessuale, si lavino correttamente con un detergente intimo dal ph leggermente acido, con movimenti che vanno dal davanti al dietro, in modo da evitare il trasporto dei batteri.
  • Intestino pulito: la stitichezza favorisce la comparsa di cistite, perché le feci che ristagnano nella vescica aumentano il proliferarsi di germi.
  • Attenzione all’abbigliamento: la biancheria intima sintetica o i pantaloni troppo aderenti possono impedire la normale traspirazione delle parti intime e favorire la diffusione dei batteri; anche il costume bagnato, alla lunga crea la condizione favorevole per i batteri.
  • Sicurezza nei rapporti sessuali: avere rapporti sessuali occasionali non protetti causa cistite. Bisognerebbe evitare le creme spermicide, le spirali e i diaframmi che sono veicolo di batteri. Prima e dopo un rapporto sessuale è consigliato svuotare la vescica.
Cura
In caso di sintomi sospetti, l’ideale sarebbe eseguire un esame delle urine, per poi seguire la terapia antibiotica migliore. Inoltre è consigliato bere molta acqua, mangiare in bianco, eliminare caffè e spezie, fritti e agrumi. Tra i rimedi verdi il mirtillo rosso è sicuramente il migliore; ma anche gli infusi di uva ursina e la pilosella sono ottimi per liberare la vescica e disinfiammarla.
Mai trascurare i sintomi
Se trascurata o non curata adeguatamente la cistite può ripresentarsi nel tempo e in questi casi diventa cronica e può intaccare gli organi vicini come reni e vie urinarie. In questi casi è importante recarsi dal ginecologo per effettuare controlli adeguati e seguire la terapia più mirata.


donna, moglie e madre di famiglia

venerdì 3 settembre 2010

Complesso della chioccia e della vittima



Essere donna, moglie e madre di famiglia non è semplice. Evitiamo però di cadere in complessi negativi, per noi e per chi ci sta vicino.


Cosa significa avere il complesso della chioccia? La persona che vive questo tipo di complesso fa da “mamma” ai figli, al marito, agli amici. Per tutti ha una parola buona e un consiglio, si prodiga senza risparmiarsi, è piena di attenzioni.
La “chioccia” ha bisogno di sentirsi indispensabile, anche se in realtà sono gli altri a essere indispensabili a lei) vorrebbe impedire agli altri di crescere per tenerli legati a sé come fossero bambini irresponsabili, per esercitare il suo “potere” psicologico, dominarli e ritagliarsi un posticino privilegiato nel loro cuore.
Se non ha un buon rapporto con il partner riversa amore e attenzione sui figli, e pretende da loro l’amore che non ottiene da lui: forse non ha superato la paura infantile di essere abbandonata e teme di perdere gli affetti più cari.
Se vi riconoscete in questa descrizione, ecco per voi alcune “regolette” per imparare ad essere meno chioccia e più donna:

* Indirizzare l’istinto materno verso associazioni di volontariato o attività benefiche.
* Pensare all’aspetto “erotico” della situazione: una donna “chioccia” può essere apprezzata dall’uomo solo come mamma, non tanto come donna.
* Pensare alla coppia: comprendere che in un rapporto di coppia prendersi cura del partner come se fosse un bambino può sì rassicurarlo e farlo sentire protetto, ma anche spingerlo a cercare altrove la passione, perché col tempo l’attrazione e il desiderio sessuale nei suoi confronti inevitabilmente si spengono.
* Evitare atteggiamenti iperprotettivi e consolatori nei confronti degli altri: si rischia di diventare invadenti.
* Può essere inutile: prima o poi gli altri, proprio come i figli quando diventano adulti, sentono il bisogno di recidere l’ideale cordone ombelicale che li lega alla madre, vogliono assaporare la libertà e diventare autonomi.
* Valutare il proprio ruolo: non dimenticare che la femminilità non si esprime solo con la maternità reale o ideale.

Complesso mamma vittimaNon trasformatevi, però, in mamma “vittima”. Questo complesso lo si vive quando la mamma è votata alla famiglia, ai figli e al marito, si affanna perché la casa sia sempre in ordine e tutto fili alla perfezione.
Non è disposta ad ammetterlo, ma è gelosa delle sue responsabilità, sa di essere in gamba e ritiene che nessuno svolgerebbe i suoi compiti meglio di lei. Allora perché ha la sensazione che il suo lavoro tra le mura domestiche non sia apprezzato col suo giusto valore, ed è quasi sempre stanca e depressa?
In pratica, un po’ come la “martire”, anche la “vittima” dovrebbe sacrificarsi di meno: se ne avvantaggerebbe prima di tutto il suo umore, sarebbe più sorridente e rilassata e anche l’atmosfera in casa ne trarrebbe beneficio. Ecco cosa fare per modificare questo atteggiamento:

* Non adoperarsi più del necessario e dedicare un po’ più di tempo a se stessi.
* Cercare di dilazionare le faccende domestiche nell’arco della settimana, anche se c’è molto da fare.
* Fare delle pause e leggere un buon libro, ascoltare un po’ di musica, rilassarsi davanti alla tv, farsi belle: non è una “perdita di tempo”.
* Liberarsi dalle preoccupazioni inutili.
* Distribuire ai familiari qualche compito.
* Persuadere il marito a dividere alcune mansioni.
* Abituare i bambini ad aiutare in casa, sin da piccoli.

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mercoledì 1 settembre 2010

E' giusto rivelare il numero di partner sessuali



Il passato sentimentale, anzi erotico, è sempre un argomento delicato, soprattutto quando a chiederti di ciò è l’attuale compagno/fidanzato. Ma è giusto dire tutta la verità? Poche storie potrebbero farti apparire ingenua mentre troppe mandarlo in ansia da prestazione. Allora come regolarsi in materia?



Il metro
Un metro ufficiale e giusto non esiste, e molte volte il giudizio è influenzato da fattori morali e culturali, così come la storia e la vita personale di ognuno di noi. Secondo dati recenti la media mondiale di partner per le donne è di 7, mentre per i maschietti 13. Ma ogni situazione è personale, e bisogna regolarsi in base alla relazione che si sta vivendo.
Ovviamente se il tuo compagno ti ha già rivelato il suo passato erotico e la tua esperienza è maggiore della sua, potresti scontrarti con la paura di un suo giudizio. Nella nostra società sulla donna pesa tutto di più per ragioni culturali e religiose, e per di più alle donne non viene riconosciuto lo stesso dritto a godersi la vita che invece viene concesso agli uomini.

I timori degli uomini
In molti casi gli uomini possono sentirsi messi alla prova da donne con atteggiamenti un po’ aggressivi, e alcuni vivono come aggressivo anche il fatto che la compagna abbia avuto numerosi partner sessuali. Il maschio vive sempre una sorta di competizione con gli altri suoi simili , anche quando pochi o tanti che siano stati questi “altri” non sono altro che fantasmi dei tuoi ex. E per reagire molti uomini bluffano sull’argomento e si alzano la media da soli per non sfigurare.


Sicurezze e insicurezze
Alcune donne possono sentirsi insicure se hanno avuto pochi partner e il compagno attuale, invece, è stato un latin lover. Si ha paura di non essere all’altezza o di non essere abbastanza brave e di non piacergli abbastanza. Si tratta di ansia da prestazione al femminile perché oggi la donna è diventata intraprendente anche sotto le lenzuola. Molte ragazze, soprattutto giovani, temono che se non rivelano di aver avuto una vita alla Sex and the city, rischiano di essere giudicate imbranate o indesiderabili. Ma un numero ridotto di partner non significa inesperienza perché spesso è la qualità a contare e non la quantità. La donna per essere davvero aperta e disinibita a bisogno di tempo, cosa che con partner occasionali non ha.

Il numero
Il numero di partner sessuali quindi non racconta un molto di te, a meno che non venga messo in relazione ad altri fattori  come età o storia sentimentale. Ma perché allora lui insiste così tanto per sapere con quanti uomini sei stata? Solitamente se un uomo fa questa domanda è perché inconsciamente vuole essere rassicurato. E quindi bisogna rispondere, in un modo o nell’altro. Se dietro c’è una questione di insicurezza è bene cercare di svincolare la domanda con delle risposte che lo facciano sentire l’unico importante. Quindi non cambiare argomento perché creerebbe solo fantasmi inutili, ma fargli capre che non ha importanza quanti sono stati i tuoi partner, dal momento che ora è con lui che vuoi stare e fare l’amore.
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