mercoledì 26 giugno 2013

CURIOSITA' : spoglia le ragazze con un clic



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La gelosia impedisce l’Amore



L’idea che la gelosia sia un sintomo d’Amore è una delle “ false verità ”
 più fuorvianti per il rapporto di coppia. La gelosia non riguarda un sentimento di Amore
(anche perché l’Amore non è un sentimento),
 la gelosia impedisce l’Amore. Se la gelosia fosse veramente un modo di Amare,
 molte coppie sarebbero sulla via della Felicità, mentre, in genere, sono sulla croce della sofferenza.


Se la gelosia fosse Amore, Amare immensamente significherebbe essere immensamente gelosi,
 e in questo caso anche il delitto passionale sarebbe da considerare un gesto di Amore.


La gelosia è collegata all’Amore, non nel senso che è un segno d’Amore,
 ma perché come ogni esperienza deriva dall’Amore esperienza primaria.
 La gelosia è sofferenza, espressione distorta dell’Amore, pertanto,
 il rapporto caratterizzato dalla gelosia non può che essere distorto, falsato.
La gelosia allontana dall’Amore:
più le emozioni sono distruttive, maggiore è la “scissione” tra “amante” e “amato”;
quando si Ama, l’amato e l’amante compaiono nell’Uno Amore, senza separazione,
senza differenziazione esperienziale.


La gelosia fa parte dell’abisso della reattività emotiva, nel regno dell’inconsapevolezza,
 in cui molti schiavi della mente distruttiva, inconsapevoli della loro meccanicità, pensano di essere re,
 magari perché illusi di essere speciali per via della loro caratterialità.


La gelosia può essere comprensibile, ma è comunque inappropriata.
 La negatività non può produrre soluzioni saldamente positive:
 la gelosia favorisce un complesso meccanismo di emozioni e idee distruttive,
 che impedisce l’Umanizzazione del singolo e del rapporto.
Come ci si dovrebbe comportare?
 In modo da Amare!


Molto probabilmente, chi non vuole, o meglio non può,
 iniziare a guarire dalla gelosia la giustificherà e non condividerà questi concetti,
anche perché è molto più facile giustificare un fenomeno negativo
(soprattutto se schiavi del pensiero bianco-nero si evita la strada delle argomentazioni),
che agire in modo da liberarsene.
 In verità, la gelosia non è mai veramente giustificabile, positiva.

www.andreapangos.it



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Previsioni estate 2013 per tutti i segni dello Zodiaco



Zodiaco 

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sabato 15 giugno 2013

BLOG DI CIPIRI: ROMA PRIDE 2013

ROMA PRIDE 2013

DOCUMENTO POLITICO

ROMA CITTÀ APERTA

Il Roma Pride 2013 intende porsi in linea di continuità con la lotta di liberazione che nel secolo scorso è riuscita a riscattarci dall’occupazione nazi-fascista, offrendo un esempio della grande energia democratica alla base dei valori fondanti del nostro Paese. Oggi abbiamo bisogno di recuperare quello spirito per ridare nuova linfa a quei valori che decenni di cattiva politica hanno appannato e svuotato.
Il Roma Pride 2013 vuole, ancora una volta, lanciare un segnale di riscossa e di emancipazione a Roma e al Paese per ribadire l’assoluta e inderogabile richiesta di piena cittadinanza e parità,,,
continua a leggere ...
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Amore e Chimica



Il sesso comincia e finisce nel cervello, si sa. Tutto quello che avviene durante l’atto amoroso, è gioco, fantasia, trasgressione e arte ma in sostanza e in qualsiasi modo si persegua, il piacere ultimo resta essenzialmente chimico.

E’ straordinario quello che si può scoprire oggi osservando il cervello nei suoi meccanismi interni. Attraverso la Spect, o Single Photon Emission Computered Tomography, si possono seguire in diretta le più piccole vibrazioni neurali, visualizzando ciò che accade ai nostri circuiti sinaptici quando sentiamo paura, ansia, desiderio, eccitazione e, appunto, piacere.

Se la natura delle emozioni resta in parte ancora velata dalla straordinaria complessità della psiche, l’orgasmo – sublime premio a tante fatiche esistenziali, umane e animali – non sembra invece avere più segreti per i neuroscienziati. Al contrario, agli innamorati questo segreto piace e se lo raccontano da sempre con le parole d’amore tanto care ai poeti.

La risonanza magnetica, meno poeticamente, ne spiega il funzionamento seguendo il tortuoso percorso ormonale del piacere. Le stimolazioni delle zone erogene e degli organi sessuali si trasferiscono al cervello attraverso il midollo spinale, raggiungendo innanzitutto il talamo e disinibendo gradualmente l’attività della corteccia prefrontale, che normalmente fa da supervisore e mantiene sotto controllo gli impulsi. Quando l’eccitazione sensoriale raggiunge l’apice, esplode l’orgasmo, che si traduce in un rilascio di dopamina nel nucleo accumbens del cervello, mentre l’ipotalamo viene inondato di ossitocina, l’ormone dell’amore, dell’appagamento e della complicità affettiva.

Il meccanismo messo così a nudo e qui banalmente sintetizzato è, in realtà, molto più complesso e ingegnoso. Innanzitutto, ci sono importanti differenze tra uomini e donne, più o meno sensibili alle sollecitazioni di alcune parti del corpo che corrispondono rispettivamente a diverse zone cerebrali. Inoltre, l’intensità orgasmica varia dall’interesse verso la sessualità, dalla carica erotica, dalla capacità immaginativa e dal vissuto personale di ognuno. Tuttavia, dalle analisi tomografiche accumulate in tanti anni sono emerse delle regolarità davvero curiose.

Un fatto straordinario, per esempio – a parte quello di riuscire a indurre l’orgasmo in persone immobilizzate sotto un asettico scafandro (soprattutto le signore!) – è che le aree cerebrali attivate durante la sensazione di piacere erotico sono le stesse coinvolte nelle pratiche spirituali, religiose e mistiche. Due tipi di esperienze apparentemente agli antipodi agiscono, in realtà, allo stesso identico modo, a livello chimico e nervoso. E’ la parte destra del cervello, in particolare la zona dei lobi temporali sotto le tempie e dietro gli occhi, ad essere coinvolta nell’estasi, sia in quella erotica sia in quella spirituale. Lo si è verificato stimolando artificialmente un campione di soggetti, con una carica elettrica a basso voltaggio, proprio nell’area cerebrale coinvolta spontaneamente nel piacere sessuale. Ebbene, le persone così elettricamente eccitate hanno affermato di avvertire una presenza soprannaturale, divina, insieme ad una sensazione di intimo struggimento e di beatitudine diffusa. Qualcosa di molto simile all’estasi sessuale. Non a caso, alcuni grandi amatori utilizzano pratiche di meditazione tantrica, per prolungare la propria eccitazione sessuale in una tensione erotica concentrata e concertata, estremamente piacevole per sé e per la partner.

leggi anche : http://cipiri2.blogspot.it/2013/06/sacro-e-profano-santa-teresa-del-bernini.html

Sacro e profano : Santa Teresa del Bernini


Sacro e profano s’intrecciano, dunque, nel nostro cervello. Non a caso, l’area cerebrale coinvolta nell’esperienza orgasmica come nella meditazione spirituale, è stata battezzata da qualche fantasioso neuroscienziato ‘area di Dio’. Forse, questo scienziato è stato ispirato dall’espressione di Santa Teresa d’Avila, immortalata dallo scalpello del Bernini, ,,

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sabato 8 giugno 2013

194: chi obietta mette in pericolo la vita delle donne



194: chi obietta mette in pericolo la vita delle donne

“Oltre l’80% dei ginecologi è obiettore di coscienza e le donne respinte dalle istituzioni tornano al segreto: ventimila le interruzioni di gravidanza illegali calcolate dal ministero della Sanità, ma secondo alcune stime sono almeno il doppio. Ambulatori fuorilegge e farmaci di contrabbando”. Con questo input si apre  “194, così sta morendo una legge. In Italia torna l’aborto clandestino”, l’inchiesta di Maria Novella De Luca, giornalista di Repubblica,  pubblicata 10 giorni fa sul sito del giornale. Qui si legge che “da Nord a Sud in intere regioni l’aborto legale è stato cancellato” e che “oltre l’80% dei ginecologi, e oltre il 50% di anestesisti e infermieri, non applica più la legge 194″. In Italia ci sarebbero quindi “Ventimila gli aborti illegali calcolati dal ministero della Sanità con stime mai più aggiornate dal 2008: quarantamila, forse cinquantamila quelli reali”. Una realtà agghiacciante se a questi si aggiungono anche i “Settantacinquemila aborti spontanei nel 2011 dichiarati dall’Istat”, di cui un terzo potrebbe essere il “frutto probabilmente di interventi casalinghi finiti male“.
Come nella migliore tradizione di un potere solido e millenario, se una cosa non si riesce a combattere da fuori, basta infiltrarsi bene dentro, come un cancro che mangia e prosciuga un copro vivo, dimorandoci. Questo è quello che è successo a una legge come quella italiana sulla interruzione volontaria di gravidanza, voluta da un referendum popolare, ribadita con la stessa forza quando fu messa in discussione, e oggi quasi impraticabile qui da noi. Un effetto dell’imbarbarimento, civile e politico, di un Paese, il nostro.
Ma cosa succede altrove? Secondo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) circa 16 milioni di adolescenti, di cui 2 milioni sotto i 15 anni, partoriscono ogni anno nel mondo, ma altre 3 milioni rischiano la vita con aborti illegali. In uno studio su Lancet si legge che la metà degli aborti nel mondo non avvengono in condizioni di sicurezza e di questi il 98% avviene in paesi dove le leggi sull’aborto sono restrittive.Come ha sottolineato Richard Horton, direttore di Lancet, “Condannare, stigmatizzare e criminalizzare l’aborto, non serve: si tratta di strategie crudeli e fallimentari”, perché dove l’aborto è consentito, la salute della donne è tutelata, mentre dove le leggi lo vietano, la donna mette in pericolo la sua vita affrontando un aborto clandestino. L’82% delle gravidanze indesiderate si verifica in donne che non riescono ad accedere a servizi di pianificazione familiare, e vietare l’aborto non è la soluzione, anzi quando una donna interrompe una gravidanza la struttura in cui ha fatto l’intervento propone subito un percorso di contraccezione, cosa che senza dubbio non avviene se l’aborto è clandestino. Ecco allora che in Italia, dove la legge c’è, impedire la sua corretta applicazione equivale realisticamente non a far diminuire gli aborti, ma a mettere in pericolo la vita delle donne.
Per l’Onu chi impedisce o si rifiuta di praticare una interruzione volontaria di gravidanza, infligge una forma di tortura alla donna e quindi gli Stati devono assicurare alle donne l’accesso alle cure mediche, comprese quelle connesse all’interruzione di gravidanza. Il report sulla tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti, presentato a Ginevra a marzo, di Juan E. Méndez (relatore speciale delle Nazioni Unite), “si concentra su alcune forme di abusi in strutture sanitarie che possono attraversare la soglia di maltrattamenti che equivale a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti”, tra cui Méndez cita specificamente la mancanza di accesso all’aborto. Méndez , da tempo attivista dei diritti umani e professore di Diritto presso l’American University, dichiara che “la negazione di servizi legali e disponibili come l’aborto e l’assistenza post-aborto”, equivalgono a “maltrattamenti e umiliazioni in contesti istituzionali”.
Ma il punto è anche un altro perché, come osserva la giornalista britannica Laurie Penny  (New Statesman) se “possiamo scegliere se e quanti figli vogliamo avere e quando averli, possiamo essere sessualmente attive senza timore di una gravidanza, e possiamo essere presenti, in teoria, in ogni ambito della vita pubblica e professionale. Possiamo avere, cioè, tutti i vantaggi di cui gli uomini hanno sempre goduto per puri motivi biologici”. Un attacco che non è semplice “guerra culturale” ma una vera  “controrivoluzione sessuale” che si gioca sulle donne in Europa, in America e nel mondo, anche se con forme diverse e in maniera trasversale. Il recente caso di Beatriz – una ragazza di 22 anni affetta da lupus e insufficienza renale, incinta di una bambina affetta da anancefalia (malformazione che comporta la quasi totale assenza del cranio) – alla quale è stato negato l’aborto terapeutico nel Salvador dove l’aborto è illegale e che alla fine ha avuto un cesareo alla ventisettesima settima da cui è uscita una bimba morta, dimostra che il problema non è la vita del nascitur* ma il fatto di vietare tassativamente un’interruzione di gravidanza come libera scelta della donna, la cui vita in fondo vale meno che zero (come ha dimostrato il caso Beatriz in cui lei ha rischiato di morire). La cosa più grave però è stato il pressing della chiesa cattolica che, con metodi identici in tutto il Pianeta, ha fatto pressione affinché la donna non ottenesse il permesso di interrompere la gravidanza dalla Corte Suprema del paese, a cui Beatriz si era rivolta con un ricorso. E qui sono scesi a fianco delle organizzazioni no-choice per impedire l’aborto, anche i vescovi, ribadendo che la vita va difesa fin dal concepimento e dimostrando quindi di mettere in secondo piano la sopravvivenza della madre.
Oggi, a un anno dal lancio della Campagna “Il buon medico non obietta”, la Consulta di bioetica Onlus organizza un Convegno nazionale sull’obiezione di coscienza alla legge sull’interruzione di gravidanza a Roma, alla Sala Mercede di Palazzo Marini (via della Mercede 55), in quanto, si legge sul comunicato: “Una posizione che è emersa all’interno della Consulta di bioetica è quella secondo la quale l’operatore sanitario (medico, infermiere e ostetrica) che, per motivi morali o per altre ragioni, non è disposto a praticare aborti, non dovrebbe rivendicare un diritto all’obiezione di coscienza ma dovrebbe scegliere una professione o un contesto lavorativo che non lo metta in conflitto con le proprie convinzioni. Da questa prospettiva, la soluzione alle difficoltà che incontrano oggi le donne che vogliono interrompere la gravidanza non va cercata in strategie aziendali che disincentivino l’obiezione di coscienza dell’operazione sanitario o che permettano all’operatore sanitario di praticare l’obiezione senza compromette i diritti delle donne, ma contestando la legittimità morale, prima che giuridica, del diritto dell’operatore all’obiezione di coscienza”.
La difficoltà che le donne incontrano nell’applicazione di un loro diritto in Italia, come altrove, non può essere causata da “l’etica professionale del medico che non dovrebbe far valere i propri convincimenti morali quando sono in gioco la salute e i diritti delle persone”. 
Il Convegno è organizzato in diverse sessioni ognuna delle quali intende affrontare il tema dell’obiezione di coscienza alla legge sull’interruzione di gravidanza dalla prospettiva di diverse aree di riflessione: una sessione darà spazio all’esperienza e all’elaborazione degli operatori sanitari (medici e ostetriche), un’altra sarà dedicata a una discussione filosofica e bioetica, un’altra ancora permetterà di analizzare il problema dal punto di vista giuridico e, infine, ci sarà spazio per un dialogo sul tema con i politici.  
A cura di Luisa Betti
http://blog.ilmanifesto.it/antiviolenza/2013/06/06/194-chi-obietta-mette-in-pericolo-la-vita-delle-donne/
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Turismo sessuale, italiani al primo posto



Il turismo sessuale è il terzo traffico illegale per ordine d’importanza, dopo droga e armi, a tal punto da essere un fenomeno di rilevanza mondiale (Terre des Hommes e ECPAT, End Child Prostitution Pornography and Trafficking). Il turismo sessuale viene definito come l’insieme di “viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l'intento primario di far intraprendere al turista una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione” (Organizzazione Mondiale del Turismo). Questo tipo di turismo ha conseguenze sociali e culturali sia per i Paesi d'origine sia per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale e economica delle popolazioni delle mete turistiche.

- Sono così piccole da non raggiungere in altezza l’anca dei predatori che se le vanno a comprare nei bordelli, e poi le stuprano, e prima trattano il prezzo parlando quasi sempre lingue occidentali, e 80.000 volte all’anno in media la lingua è l’italiano. Sono così leggere che a prenderle in braccio pesano poco più di un bebè. Sono così truccate che sembrano bimbe a Carnevale. Sono così sottili che, se non fossero coperte di stracci succinti e colorati, indosserebbero le taglie più piccole degli abitini per bimbi occidentali. Le stuprano, tra gli altri, certi italiani che a casa sembrano gente qualunque, gente a posto. Che mai e poi mai potreste riconoscerli dal modo di fare, dalla morfologia.

Figli, mariti, padri, lavoratori. E poi un aereo. E poi in vacanza al Sud del mondo. E poi diventano il demonio. Italiani, tra quelli che ”consumano” di più a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Italiani, i primi pedofili del Kenya. Attivissimi, nell’olocausto che travolge 15.000 creature, il 30 per cento di tutte le bambine che vivono tra Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Piccole schiave del sesso per turisti. In vendita a orario continuato, per mano, talvolta, dai loro genitori. In genere hanno tra i 14 e i 12 anni. Ma possono averne anche 9, anche 7, anche 5. Minuscoli bottini per turisti. Burattini di carne da manipolare a piacimento. Foto e filmati da portare a casa come souvenir. Costa quanto una buona cena o un’escursione. Puoi fare anche un pacchetto all inclusive: alloggio, vitto, viaggio, drink, preservativi e ragazze per un tot. Puoi cercare nei forum in Rete le occasioni, ci sono i siti apposta. Puoi scegliere tra ”20 mixt age prostitutes”, dalla prima infanzia in su. Puoi avere anche le vergini, mille euro in più. E poi torni da mamma, dai figli, dalla moglie, in ufficio. E poi bentornato, e quello che è successo chi lo sa? L’allarme è dell’Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo lotta da sempre contro lo sfruttamento sessuale dei bambini: sono sempre di più, i vacanzieri che vanno a caccia di cuccioli umani nei Paesi dove, per non morire di fame, si accetta ogni tortura. Sono un terzo dei tre milioni di turisti sessuali in tutto il mondo. Sempre più giovani, tra i 20 e i 40 anni. Sempre più depravati per scelta, e non per malattia. Solo il 5 per cento di loro, infatti, è un caso patologico. Gli altri, informa l’Ecpat, lo fanno per provare un’emozione nuova, in modo occasionale (60%), oppure abituale (35%).

I MONDIALI DI CALCIO E il demonio si sta mobilitando in Brasile, per rifornire il mercato, sebbene i bimbi sfruttati siano già 50.000. L’impennata arriverà coi Mondiali di calcio del 2014. «La settimana prossima ci incontreremo a Varsavia -racconta Marco Scarpati, direttore di Ecpat Italia- per pianificare, assieme alle Polizie di tutto il mondo, qualcosa che impedisca una replica, in Brasile, di quanto avvenne in Ucraina nel 2010 e in Sudafrica nel 2012: il racket trasportò bambini da tutti i territori circostanti, per accontentare la richiesta. Purtroppo tutto questo accade sempre, in occasione di eventi sportivi. E i controlli sono spesso labili, insufficienti, inefficaci». Ecco perché domenica, al grido Un altro viaggio è possibile, una marcia ciclistica lungo le strade di 29 città, organizzata dall’Ecpat e dalla Fiab, porterà in giro l’indignazione contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Pedalando, si segnalerà che questa è un’emergenza. Che un milione e duecentomila bimbi sono sfruttati nel sesso, nell’accattonaggio, nei lavori forzati. Stime ufficiali, queste. Quelle ufficiose propongono ben altri conti: solo i piccoli schiavi del sesso sarebbero almeno due milioni. Ognuno di loro frutterebbe 67.200 dollari all’anno. Per il racket, il budget complessivo supererebbe i trenta milioni di dollari all’anno.



La normativa sul turismo sessuale


L’Italia è uno dei Paesi all’avanguardia in Europa in tema di disposizioni contro l’abusoe lo sfruttamento sessuale dei minori. Questo grazie a una serie di interventi legislativi che hanno sostanzialmente modificato e migliorato il quadro normativo di riferimento in materia, con l’obiettivo di tutelare l’integrità psico-fisica dei minori, i quali, in ragione della loro vulnerabilità, sono più esposti ai pericoli di aggressione e sfruttamento a scopo sessuale. La preoccupazione maggiore, pertanto, è stata di disporre adeguate sanzioni nei confronti di chi, con il suo comportamento, comprometta il diritto del bambino e dell’adolescente ad un armonico sviluppo della personalità.
Nell’ordinamento giuridico italiano vari interventi normativi nel corso degli anni hanno introdotto una disciplina specifica per la tutela del bambino e dell’adolescente rispetto al fenomeno della violenza e dello sfruttamento sessuale.
Legge n. 66/96. Il primo riferimento fondamentale è la legge n. 66/96 recante “Norme contro la violenza sessuale”, ricomprendendo nell’art. 609 bis del codice penale i diversi tipi di atti sessuali.
Nell’ipotesi in cui gli atti sessuali siano rivolti ad un soggetto che non abbia compiuto i 14 anni, la violenza sessuale è presunta, in quanto si presuppone che un bambino di tale età non sia in grado di esprimere il proprio consenso all’eventuale atto sessuale. 
Legge n. 269/98. Successivamente, la legge n. 269/98 contro lo "Sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù" ha introdotto molte novità, tra cui la punibilità in patria dei cittadini italiani che commettano crimini sessuali contro i minori all’estero, anche qualora il fatto sia stato commesso in concorso con uno straniero (art. 604 del codice penale). Il legislatore, attraverso l’introduzione della extraterritorialità, ha voluto consentire all’Autorità Giudiziaria italiana di perseguire e punire più efficacemente anche le condotte criminose compiute fuori dal territorio del nostro Paese.
La legge ha inoltre inserito nel nostro ordinamento penale la punibilità delle iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, per cui chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori, o comunque comprendenti tale attività, è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con il pagamento di una multa (art. 600 quinquies del codice penale). La legge impone, pertanto, ai tour operator di inserire in maniera evidente nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio consegnati agli utenti, nonché nei propri cataloghi, l’avvertimento che la legge italiana punisce con la reclusione i reati di prostituzione e pornografia minorile, anche se commessi all’estero.
Legge n. 38/06. La legge n. 38/06 recante “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” hainasprito le pene a carico degli autori, tra gli altri, del reato di prostituzione minorile, elevando da sedici a diciotto anni la soglia di età del minore con il quale è fatto divieto compiere un atto sessuale in cambio di denaro o di altra utilità economica. La legge ha inoltre introdotto per il “cliente” un aumento di pena se il minore ha meno di sedici anni e ha eliminato l’alternatività tra pene detentive e pene pecuniarie (il testo precedente prevedeva infatti come pena la detenzione o una multa). La legge ha infine istituito il Centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia sulla Rete Internet e l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile.
Nel più ampio panorama europeo e internazionale, particolarmente importante è la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali, nota come Convenzione di Lanzarote – ratificata dall’Italia con legge 1 ottobre 2012, n. 172 - la quale sottolinea l’attenzione internazionale nei confronti, tra gli altri, del reato di turismo sessuale. Sulla scia della Convenzione di Lanzarote, anche la nuova Direttiva Europea 2011/93/UE del 13 dicembre 2011 ha previsto il reato di turismo sessuale a danno di minori, disponendo che le autorità nazionali degli Stati membri possano perseguire i propri cittadini che abusano di minori all’estero e organizzano viaggi a tale scopo. Per contrastare gli abusi sessuali commessi durante i viaggi all'estero, la nuova Direttiva introduce anche il divieto di pubblicizzare occasioni di viaggio che possano indurre a commettere abusi sessuali su minori.
Un altro importante testo normativo è il Codice Mondiale di Etica del Turismo, adottato nel 1999 con la Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo di Santiago del Cile, facendo seguito alla già precedente Risoluzione sulla prevenzione del Turismo Sessuale Organizzato (Il Cairo, 22 ottobre 1995) e allaDichiarazione di Stoccolma contro lo Sfruttamento Sessuale dei Bambini per fini commerciali (28 agosto 1996). Il Codice Mondiale ha come obiettivi la promozione di unturismo responsabile, sostenibile e accessibile a tutti; la tutela, conformemente al diritto internazionale, dei minori da ogni forma di sfruttamento sessuale e il contrasto dello stesso, in quanto negazione stessa del concetto di turismo.

http://www.osservatoriopedofilia.gov.it/dpo/it/turismo_sessuale.wp;jsessionid=CEE549662575282D92E5C180146A3EA2.dpo1
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giovedì 6 giugno 2013

Parto naturale in casa in piedi da sola


Il parto si fa in casa Una neo mamma si fa
 filmare mentre dà alla luce il bimbo.

 Le immagini sono decisamente forti

 pur essendo la nascita una delle cose più naturali del mondo.

 Questa donna in un video che dura poco più di quattro minuti ha partorito da sola in casa. 
Dopo la rottura delle acque è comparsa la testa del bambino. 

Un'altra spinta ed è nato . 

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 Il parto naturale è una filosofia del parto che si basa sulla convinzione che le donne che sono adeguatamente preparate sono intrinsecamente in grado di partorire senza interventi medici di routine. Parto naturale sorse in opposizione al tecno-modello medico del parto che ha recentemente guadagnato popolarità nelle società industrializzate, ed è una filosofia parto che tenta di ridurre al minimo l'intervento medico, in particolare l'uso di farmaci anestetici e gli interventi chirurgici, come episiotomia, forcipe e ventosa consegne e cesarei. Definizione di una donna di 'naturale' può variare da alcun intervento a tutti alla luce che comprende qualsiasi intervento ritenuto opportuno. L'applicazione di questa filosofia si può verificare nel corso di un medico o l'ostetrica frequentato parto in ospedale, una levatrice homebirth partecipato, o un parto non assistito .

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Femen contro Erdogan - 1 - Video - 97499


Le attiviste del gruppo Femen hanno postato un video online nel quale hanno espresso la loro solidarietà ai manifestanti che sono scesi in piazza in tutto il Paese per protestare contro la politica del premier Erdogan. Le attiviste erano a seno nudo coperte solo da un body painting che raffigurava la bandiera turca.

Femen contro Erdogan - 1 - Video - 97499

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