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lunedì 4 luglio 2016

Come Superare la propria Gelosia



Non riesci proprio a sopportare che la tua metà si interessi a qualcun’altro o che faccia delle cose senza te. Controllare i movimenti del partner è per te normale, 
così come fare il terzo grado, se magari rientra tardi.
Non c’è alcun dubbio, si tratta di gelosia!
Come superare allora questa gelosia ossessiva e ristabilire l'affinità di coppia ?
Le relazioni o la vita di coppia possono portare talvolta a mancanza di fiducia in sé stessi, paura di 
perdere l’altra persona, o di essere rimpiazzati da qualcun’altro.
Tutte ragioni possibili della tua gelosia, ma stanca di queste scenate ripetitive la tua metà potrebbe 
scegliere di allontanarsi definitivamente, se le cose non cambiano.
Quando non è con te o se parla con altre persone ti senti debole
 e non puoi evitare di pensare al peggio.
Controllare il computer, il cellulare o il portafogli.. 
frughi in tutte le sue cose alla ricerca di un eventuale indizio. 
La tua gelosia eccessiva avvelena la vostra vita di coppia pian piano, facendovi perdere la complicità, soffocandolo e allontanandolo lentamente da te.
Se diventi troppo possessiva e invadente, la rottura sarà inevitabile!

Quando diventa una malattia, è un incubo per chi la vive e per chi la subisce. 
Chi non ha mai vissuto il dolore terribile di sentirsi negato dall’altro? Appena la si prova, questa 
angoscia fa venir voglia di buttare tutto all’aria oppure di uccidere. Poi, a mente fredda, ci si chiede: “Ma che cosa mi è successo”? La risposta è diversa per ognuno di noi perché la gelosia è un sentimento molto complesso e cela spesso frustrazioni e desideri inconfessabili anche a se stessi. Di tutti i sentimenti, è probabilmente quello che nascondiamo di più a noi e agli altri. Ma se diventa frequente, sfiorando l’ossessione, 
bisogna fare qualcosa per non rovinare la nostra vita e quella dei nostri cari. 


1 – Vacanza fa spesso rima con crisi di gelosia, perché?
Perché d’estate ci sono più occasioni per uscire, si frequentano più persone, si sta più svestiti, la 
seduzione del corpo scoperto può mettere a dura prova anche i più riservati e rigidi, si crea un clima di maggiore goliardia, possono calare i freni inibitori ed ecco che  non ci si sente più così solidi e 
inattaccabili, si teme che una terza persona possa portarci via il nostro amato/a, ci si sente in pericolo, minacciati…. e… di botto arriva la scarica di gelosia che fa perdere ogni legame con la realtà!

2 – Che cos’è la gelosia? Un sentimento o una malattia? Fino a che punto è un sentimento sano per la 
coppia?La gelosia è un sentimento provocato dall’idea di poter perdere da un momento all’altro la persona amata e di essere abbandonati e che fa sperimentare a chi la vive la paura della separazione, paura di non avere nessuno che si prenda cura di lui/lei e invidia per le caratteristiche dell’altro/a, il tutto generato dal pensiero di fondo secondo cui il partner è una proprietà esclusiva.
Una gelosia “sana” raggiunge livelli accettabili e fa sentire l’altro considerato, riconosciuto, amato e, in piccole dosi, aggiunge vivacità, rinforza l’intimità della relazione e si basa su un rapporto di reciprocità: io ti amo e mi fido di te, tu mi ami e ti fidi di me.
La gelosia, invece, diventa patologica quando si attiva anche in assenza di un evento reale, inventando una realtà inesistente e costruendo, in una sorta di delirio, scenari di persone, situazioni e luoghi pressoché immaginari. Il geloso patologico vive in un continuo stato di sospettosità, controllo, paura irrazionale che sfocia nell’angoscia e nell’abbassamento dell’autostima.

3 – Il o la gelosa/o è un dipendente affettivo?
La gelosia, se non gestita adeguatamente, è ciò che ci avverte che stiamo entrando nella dimensione 
della dipendenza affettiva dominati dalla paura schiacciante di rimanere da soli. Questo timore violento provoca nel geloso/dipendente affettivo comportamenti esagerati di controllo nei confronti del partner che lo fanno sentire braccato, e, per fuggire alla ricerca di maggiore leggerezza, rischiano di far si che metta effettivamente in atto il tradimento.

4 – Come uscire da questo circolo vizioso e non rovinare la propria vita e la propria relazione? Quando la gelosia fa soffrire il geloso, è utile chiedere aiuto ad uno psicologo?
Esistono degli accorgimenti per imparare a tenere a bada gli aspetti disturbanti della gelosia, 
rispettando comunque il proprio modo di essere:
Per il geloso:Utilizzare comportamenti meno deleteri come ad esempio, passare dal sospetto simil-delirante alla richiesta di spiegazioni appropriate
Spiegare al partner le proprie paure, le proprie difficoltà, senza attaccare e con un linguaggio che metta l’altro in una condizione di apertura piuttosto che di chiusura difensiva
Accettare, come reale fonte di arricchimento personale, che il partner possa interagire con altre persone ed avere interessi differenti dai propri
Per chi subisce la gelosia:
Ascoltare con disponibilità i timori del partner
Modificare i comportamenti che attivano maggiormente la gelosia, come ad esempio gli atteggiamenti seduttivi, e far sentire l’altro compreso
Evitare di trascurare il proprio amato/a in presenza di altre/i
Quando, nonostante queste accortezze, la situazione rimane invariata, o se non si riesce a metterle in 
pratica, è bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta che sostenga la coppia nella soluzione delle ataviche 
scenate e che aiuti ogni membro della coppia a comprendere e rispettare le fragilità dell’altro, 
rinsaldando la fiducia reciproca.

5 – A volte si è gelosi del partner ma anche di chi ci circonda e si è convinti che gli altri abbiano una vita più felice… Come uscirne? Come prenderne coscienza?
Spesso si incorre nell’errore di confrontarsi con gli altri e credere che la loro vita sia sempre migliore 
della propria. Questo modo di pensare quasi sempre deriva non da una reale conoscenza della 
situazione, ma solo da fantasie sganciate da qualcosa di reale. Se si osserva come stanno 
effettivamente le cose, astenendosi da giudizi frettolosi, si può notare come tutte le persone 
attraversano nel corso della propria vita momenti più o meno difficili, anche quelle che sembrano non avere mai problemi, tristezze o difficoltà. La differenza sta nel fatto che queste ultime hanno imparato a non fare paragoni e a combattere con energia le proprie battaglie. Quindi, per uscirne, bisogna smettere di confrontarsi.

6 – Spesso, dopo la scenata, i gelosi si vergognano di quello che hanno fatto o  pensato. Come riuscire a razionalizzare prima di agire/pensare?
Bisogna contare fino a mille, ricordando che una reazione impulsiva, violenta e aggressiva, 
verbalmente, o ancor peggio, fisicamente, può minare definitivamente la stabilità della relazione. Può essere utile imparare una tecnica di rilassamento da utilizzare al bisogno e aspettare che l’istinto ad 
agire perda forza, aspettando di calmarsi per poi, a freddo, discuterne assertivamente con il partner.


7 – Per uscirne, bisogna capire da dove viene la gelosia? Se, per esempio, affonda le sue radici nella 

nostra infanzia…La comprensione dell’origine della gelosia distruttiva può essere di grande aiuto, se guidati da un esperto, perché permette di entrare in contatto con il timore profondo, nucleare, che è alla base dei comportamenti gelosi, e perché dà la possibilità di ridurre notevolmente il disagio che si prova o addirittura annullarlo completamente.

8 – Uomo o donna: chi è il più geloso?
Probabilmente la gelosia viene sperimentata in modo abbastanza equivalente, nell’uomo e nella donna. Ciò che fa la differenza è la capacità di gestirne la parte dolorosa, il disagio che provoca e le emozioni disturbanti ad essa legate. La donna sembra avere maggiori competenze  e risorse emotive per affrontare queste situazioni, mentre l’uomo sembra soccombere più passivamente davanti a questa evenienza e riesce a gestirla prevalentemente attraverso l’azione, che può passare dalla sfuriata fino, purtroppo, al femminicidio.

9 – Anna soffre d’estate perché in spiaggia si convince che suo marito guardi tutte tranne lei… qualche dritta?Partendo dal presupposto che gli occhi sono fatti per guardare, se il marito di Anna esagera nel modo o nella quantità degli sguardi rivolti alle altre donne Anna, piuttosto che intristirsi o sentirsi meno bella, può parlare con lui spiegandogli il suo dispiacere quando lui si comporta in quel modo e concordando insieme un modo per ridurre il suo disagio senza sconvolgere il modo di essere di suo marito. E, perché no, magari diventare più seduttiva e giocare un po’ a corteggiarlo!

10 – Giovanna è convinta che suo marito non la ami. Lui soffre e non sa più che fare per provarle il suo amore… cosa suggerisci?È bene che Giovanna rifletta profondamente su quali prove, quali segnali ha per pensare che suo marito non la ama e una volta compresi può parlarne con lui, capire quali sono reali e quali no e sintonizzarsi su nuove regole
 e abitudini concordate che tranquillizzino lei e rasserenino lui.

11 – Marco si vergogna ma non resiste: ogni volta che sua moglie riceve un messaggio lui visualizza lei con un altro e fa di tutto per riuscire a leggere i suoi sms… il tuo consiglio?
Bisogna smettere di fare i poliziotti: controllare, sospettare, indagare sono comportamenti che 
allontanano, e molto, da quanto in realtà si desidera. Dato che la gelosia è dovuta a un mix di 
insicurezza e bassa autostima, è necessario rinsaldare la fiducia in se stesso e nell’altro e accettare che il partner possa avere interazioni sociali anche con altre persone, che oltretutto sono nutritive per 
entrambi e arricchiscono la relazione.


La gelosia di lui:
negli uomini se vissuta in un rapporto di coppia, è legata all’ambito sessuale. L’uomo non riesce a 
tollerare il confronto con un altro, o meglio non sopporta l’idea che la sua donna possa provare piacere con un altro uomo. La competizione è il ricordo di situazioni ancestrali
 ed è alla base della gelosia maschile.


La gelosia di lei:

La gelosia femminile è più “sottile”. La donna è più gelosa dei sentimenti che un uomo possa aver 
provato per un’altra donna; non sopporta l’idea che lui possa aver amato un’altra. L’aspetto sessuale è secondario rispetto all’intimità dei pensieri e delle emozioni, che rendono la partner gelosissima e 
vendicativa anche a distanza di anni.
Ma come controllarsi?
Il punto di partenza è che non si “ha” una persona che si ama.  Amare non significa possedere l’altro; la persona che amiamo è altro da noi per cui possiamo condividere una vita, dei progetti, una casa, il 
lavoro, ma restiamo due esseri distinti.
Ognuno di noi ha il suo mondo interiore, le proprie emozioni e facciamo scelte in autonomia. Facendo nostro questo concetto non soffriremo di gelosia.


Esiste, tuttavia, una forma di gelosia "sana" che fa bene e mantiene vivo il rapporto. 
Mentre, l'atteggiamento "non geloso" di chi permette che il proprio partner frequenti persone che manifestano un'attrazione nei suoi confronti, non è una modalità rispettosa
 della vita altrui ma nasconde sostanzialmente indifferenza.

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martedì 1 dicembre 2015

Gelosia nel 2016



Scopri Quanto Sei Geloso/a In Base Al Tuo Segno Astrologico?
Anche se la gelosia è un sentimento umano, può essere più o meno presente in base al segno zodiacale. Scopri quanto sei geloso in base al tuo segno astrologico.
Cliccando sulle immagini di ogni segno verrai diretto alla pagina delle caratteristiche del segno di appartenenza , buona lettura e buon divertimento, grazie.




l’ariete è molto geloso. Forse non è così tanto geloso da stressare il partner ogni volta, ma è molto impulsivo. Questa impulsività può essere dettata dalla gelosia.





Più che geloso, il toro è possessivo. Questa cosa è evidente sia nella vita amorosa che negli altri settori della vita. Infatti, quando fanno parte di una relazione amorosa, 
mettono tutte le loro speranze in essa.




i gemelli sono indipendenti, celebrali e preferiscono stare lontani dai conflitti. Se loro non sono gelosi, vogliono che i loro partner siano come loro. Però non significa che loro siano indifferenti.




la gelosia del cancro è causata da una mancanza di credenza in sé stessi. Il Cancro non è geloso solo che ha bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di attenzioni ed amore per sentirsi bene.




il leone non è geloso, è possessivo. Passionale, al leone piace dominare, ha bisogno di sentirsi fiero nelle braccia della persona amata. Nel caso del leone la gelosia è un gioco simpatico.





la vergine si mostra gelosa solo quando tutto è evidente. La vergine analizza tutte le possibilità e pensa due volte prima di fare qualcosa.




la bilancia è più tollerante che gelosa. La tolleranza è la principale qualità della bilancia, detto ciò non possiamo affermare che la bilancia sia una persona gelosa.




anche se ha la tendenza di essere geloso, non dobbiamo dimenticare che lo scorpione è esclusivo. Ha bisogno di sentirsi al sicuro ma anche di dominare. Quando perde il controllo della situazione può diventare eccessivo.




il sagittario è geloso solo in alcuni momenti. Ama la propria libertà ma crede anche nella persona che ama. La gelosia si manifesta quando non si sente più bene in quella relazione, non ha carattere.



la gelosia è di solito una causa del poco credere i sé stessi ( o anche negli altri). Il capricorno è molto capace nel tenere per sé i propri sentimenti e raramente li mostra.



possiamo considerare una persona libera come un uccello nel cielo gelosa? Saremmo tentati a dire di no ma l’acquario ha la tendenza di perdere la fiducia nell’amore.


LEGGI ANCHE LE PREVISIONI PER IL 2016



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Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
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mercoledì 26 giugno 2013

La gelosia impedisce l’Amore



L’idea che la gelosia sia un sintomo d’Amore è una delle “ false verità ”
 più fuorvianti per il rapporto di coppia. La gelosia non riguarda un sentimento di Amore
(anche perché l’Amore non è un sentimento),
 la gelosia impedisce l’Amore. Se la gelosia fosse veramente un modo di Amare,
 molte coppie sarebbero sulla via della Felicità, mentre, in genere, sono sulla croce della sofferenza.


Se la gelosia fosse Amore, Amare immensamente significherebbe essere immensamente gelosi,
 e in questo caso anche il delitto passionale sarebbe da considerare un gesto di Amore.


La gelosia è collegata all’Amore, non nel senso che è un segno d’Amore,
 ma perché come ogni esperienza deriva dall’Amore esperienza primaria.
 La gelosia è sofferenza, espressione distorta dell’Amore, pertanto,
 il rapporto caratterizzato dalla gelosia non può che essere distorto, falsato.
La gelosia allontana dall’Amore:
più le emozioni sono distruttive, maggiore è la “scissione” tra “amante” e “amato”;
quando si Ama, l’amato e l’amante compaiono nell’Uno Amore, senza separazione,
senza differenziazione esperienziale.


La gelosia fa parte dell’abisso della reattività emotiva, nel regno dell’inconsapevolezza,
 in cui molti schiavi della mente distruttiva, inconsapevoli della loro meccanicità, pensano di essere re,
 magari perché illusi di essere speciali per via della loro caratterialità.


La gelosia può essere comprensibile, ma è comunque inappropriata.
 La negatività non può produrre soluzioni saldamente positive:
 la gelosia favorisce un complesso meccanismo di emozioni e idee distruttive,
 che impedisce l’Umanizzazione del singolo e del rapporto.
Come ci si dovrebbe comportare?
 In modo da Amare!


Molto probabilmente, chi non vuole, o meglio non può,
 iniziare a guarire dalla gelosia la giustificherà e non condividerà questi concetti,
anche perché è molto più facile giustificare un fenomeno negativo
(soprattutto se schiavi del pensiero bianco-nero si evita la strada delle argomentazioni),
che agire in modo da liberarsene.
 In verità, la gelosia non è mai veramente giustificabile, positiva.

www.andreapangos.it



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martedì 17 luglio 2012

PERCHÉ FINISCE L’AMORE


Parliamo sempre dell’innamoramento e dell’inizio dell’amore come di un momento incredibile, pieno di energia e di possibilità in cui ognuno di noi trova e contatta le parti migliori di sé, ma non è facile parlare con la stessa intensità della fine dell’amore, di cosa ha portato a questa fase di cui ci si rende pienamente conto solamente quando, cercando nel proprio mondo interiore, non si trovano più quei sentimenti che un tempo avevano accarezzato e riscaldato la nostra anima.

Gli amori terminano e questo sembra un fatto della vita, tuttavia sarebbe importante individuare le cause prima, forse allora si sarebbe in tempo a trasformare e risanare. Certo, se da un lato è difficile credere che un amore sarà eterno dall’altro non possiamo fare a meno di coltivare questa illusione ogni volta che iniziamo una relazione.

Perché gli amori finiscono? Cosa è accaduto di così tragico da portare all’atto finale? C’erano delle possibilità che non abbiamo visto e che, di conseguenza, abbiamo trascurato?
Avremmo potuto fare qualcosa in più?
Queste sono le domande che attanagliano una persona quando sperimenta la fine di un amore e di una relazione; se è vero che si tratta di un’esperienza “archetipica”, nel senso che è un passaggio inevitabile della vita di ogni persona, è vero altresì che, con un po’ di consapevolezza in più, in alcuni casi si potrebbe evitare di scrivere la parola “fine”.

Spesso, la fine di un amore è anticipato da sensazioni di distanza emotiva, da gravi disagi sul piano personale ed interpersonale, da caduta di attrazione e dall’apparire di  determinati segnali che hanno lo scopo di anticipare gli eventi futuri.
Non è facile affrontare queste fasi di crisi in quanto le reazioni dipendono dal nostro temperamento e dalle esperienze registrate in passato, tuttavia, qui analizzeremo le principali cause che possono portare un amore alla sua nemesi.

La gelosia

Una delle cause più frequenti nella fine dell’amore è proprio la gelosia. Sappiamo che un po’ di gelosia stuzzica ed intriga e sembra rendere più fantastico l’amore ma sappiamo anche che quando diventa morbosa e pressante, non solo impedisce lo scambio e la fiducia, ma finisce per far emergere pensieri di allontanamento in quanto non si ha più la propria libertà e c’è una continua svalutazione di sè. La gelosia è un dramma del tutto personale che nasce da un disagio intimo, da bassa autostima o da un trauma di abbandono mai superato, purtroppo però viene interamente proiettata sull’altro che si trova, suo malgrado, in una condizione di sospetto continuo e di negazione dei suoi diritti più elementari.

La gelosia nasce dalla “paura di perdere il partner” e spesso ha le sue radici nell’infanzia magari in una situazione in cui si è effettivamente perduto qualcosa di importante senza avere mai superato il dramma e la ferita.
E’ la paura di non essere importanti, di non valere abbastanza e di non avere possibilità che fa vivere con la sensazione che prima o poi si verrà esclusi; a quel punto si finisce per perdere il proprio “centro” e per cominciare a pressare l’altro su cui si buttano tutte le personali insicurezze e la sfiducia che attanaglia dall’interno. Così si finisce per controllare, per investigare e per cercare prove di qualcosa che spesso non c’è ma che è presente dentro alla psiche del soggetto che ne è affetto. Nella gelosia in fondo vi è anche un grandissimo narcisismo: in effetti, si richiama in continuazione l’attenzione su di sé, denigrando e
sfiduciando totalmente l’altro, su cui si scaricano i peggiori sentimenti interiori.
E’ chiaro che questo comportamento, teso nel geloso a mantenere la relazione, finisce invece per farla crollare del tutto.
In un tema di coppia, particolari accentuazioni di Venere con Marte o Giove, specie se è implicato il segno del Toro o la casa IIa possono lasciar intuire difficoltà con la gelosia ed il possesso.

Il biasimo

Un’altra causa della fine di un amore è l’incapacità di affrontare le discussioni. Sappiamo tutti quanto siano delicati di processi di comunicazione allorchè si è molto coinvolti. Le relazioni investono grandi emozioni che rendono più complicati i due bisogni fondamentali espressi magistralmente dall’asse Ia –VIIa: esprimere pienamente sé stessi, stando però all’interno di una relazione con un altro.
Se non si lavora su questo delicato punto ci si ritrova a non comprendersi più anzi, ad affrontare ogni minima discussione con l’elmetto e la spada, come se si andasse in guerra.

Nella comunicazione si nascondono livelli diversi: il primo è quello del trasferimento dell’informazione, il secondo riguarda l’affermazione delle emozioni che giungono dal profondo e il terzo, il più complicato nell’interazione a due riguarda il delicato bisogno di  affermazione della propria identità.
Nel momento in cui non ci si sente capiti dall’altro, il dialogo finisce e, al suo posto arriva lo scontro e, come ben sappiamo, nello scontro non ci si può aprire, anzi, bisogna difendersi a spada tratta spesso accusando e, soprattutto,  non confessando all’altro le vere emozioni che sono in gioco che sono le uniche vere responsabili dello scontro.

Un interessante studio sulla comunicazione sostiene che a renderla difficile non è tanto ciò che si dice, quanto ciò che non si dice e come si agisce nell’interazione. Infatti, spesso sono il tono della voce e il linguaggio del corpo ad agire come veri e propri detonatori per la rabbia dell’altro.
Il biasimo ad esempio è  percettibilissimo dal partner che, al di là delle parole che vengono dette, sente qualcosa di più profondo che lascia passare svalutazione, biasimo, disistima e disconferma. Quando non c’è più modo di comunicare senza arrivare al litigio e all’insulto, la strada si fa molto difficile e, se non si corre ai ripari, la fine sarà inevitabile.
In ogni caso, occorre sempre avere in mano il barometro della conflittualità: più si fa elevata e più indica una reale incapacità di conoscere desideri, bisogni e aspettative  dell’altro. Quando ci si lascia andare alla rabbia vuol dire che la frustrazione è arrivata a livelli di guardia e che andrà tempestivamente affrontata. Non occuparsi di questo problema significa permettere un lento ma inevitabile declino della coppia.

Astrologicamente parlando le opposizioni Ia – VIIa con forti accentuazioni marziane nel tema di coppia possono rappresentare una insidia sul piano della capacità di mediare e di venire a patti con l’altro. Indicano tra l’altro, che prevale ancora il bisogno di “vincere” su quello di “cooperare”.

Infedeltà

Abbiamo già tanto trattato questo tema nel nostro magazine che non è il caso di ripeterci. Tuttavia, ricordiamo solamente che l’infedeltà è un problema prima di tutto personale che riguarda l’aderenza ai propri sentimenti ed ai propri valori. E’ chiaro dunque che se si arriva al tradimento occorre chiedersi quali sono le motivazioni per cui non si riescono a cambiare le cose insieme al partner piuttosto che dover cercare un’alternativa esterna. In ogni caso è anche questa una via ispida e piena di asperità che può aprire ferite difficili poi da risanare.

Astrologicamente possiamo vedere la tendenza a vivere problemi di infedeltà quando nel tema di coppia è presente una ottava casa forte e, per altri versi, particolari lesioni di Venere a Plutone o a Giove. In questo caso sono l’incapacità della coppia ad aprirsi, condividere e a fidarsi delle risorse personali e derivanti dall’unione, a impedire la costruzione di un reale clima di intimità e di espressione dei propri bisogni; tutto questo  può portare a scappatoie pericolose.

Simbiosi

Anche se sembra una contraddizione, in realtà le coppie che si candidano più facilmente alla rottura sono quelle simbiotiche in cui ovviamente vi sono profondi problemi di identità che tentano di essere colmati in un rapporto totalizzante che, nel tempo, rende infelici e impossibilitati a coltivare i propri interessi e la propria individualità. In queste coppie qualsiasi cosa fatta individualmente e separatamente, viene vissuta come un tradimento e come un affronto all’altro.
Queste coppie sono chiuse per cui, qualsiasi intervento esterno, viene visto come minaccioso della propria integrità e salute. Inutile dire che dopo un po’ questa situazione porta ad una agonia;  non c’è alcun ricambio, non c’è possibilità di confronto e  la coppia si svilisce in quanto non riceve alcun alimento. Queste coppie sono destinate al fallimento in quanto illusoriamente credono che la sicurezza sia rappresentata dalla chiusura, in realtà questa produce asfissia e soffocamento di entrambi il che porta a perdita di motivazioni e di energia. 

Nei temi di coppia forti concentrazioni Plutoniane e Nettuniane possono far pensare ad una mancanza di identità personale che può tentare di  essere compensata da una “identità di coppia” in cui entrambi si annullano per la relazione; questa situazione inizialmente può fungere da baluardo contro l’insicurezza e la paura di abbandono, in seguito diventa una prigione.

Mancanza di progettualità

Abbiamo detto spesso che una coppia, per considerarsi tale deve avere un obiettivo preciso, e delle mete comuni che ovviamente siano importanti e condivisibili per entrambi. All’interno di questo “pacchetto comune” ognuno dei due deve essere libero anche di coltivare i propri obiettivi personali sentendosi sostenuto e non bloccato dall’altro. Molte coppie credono di poter sopravvivere senza aver mai pensato a “cosa realizzare insieme” ma, in questo modo, non vi sarà neppure energia da apportare: senza motivazioni profonde ed autentiche non si può realizzare nulla, meno che mai un progetto a due.

Il raggiungimento di un obiettivo è continua fonte di stimolo per tutti e, nella coppia significa che c’è un orientamento preciso che canalizza l’energia e che, in ultima analisi, aiuta  a superare anche i momenti di maggior difficoltà.
In un tema di coppia è fondamentale guardare come è sistemato Urano proprio per comprendere come si gioca la progettualità della coppia. Quando Urano è molto battagliato, la coppia può pensare di vivere alla giornata; questo può anche essere entusiasmante all’inizio quando entusiasmo e passione possono farla da padroni; in seguito però questa coppia perderà di intensità e, se non ci sono progetti, non ci sarà collante.

La situazione economica

Anche se molti pensano erroneamente che questa sia una questione secondaria memori del vecchio detto “quando c’è l’amore non contano i soldi”, le cose non stanno assolutamente così e la mancanza cronica di una situazione economica stabile o la difficoltà nella gestione dello stesso non depongono, soprattutto oggi, a favore di una relazione solida. I soldi generano grandi conflitti interpersonali e familiari e non è detto che vi siano visioni simili circa le spese da affrontare; se poi uno dei due lavora poco o non lavora, allora le problematiche possono aumentare,  o meglio, sconfinare in altre dinamiche che riguardano il potere all’interno della relazione. Spendere troppo denaro, oppure non volerlo spendere per le esigenze familiari sono spesso fonte di grandi dissidi e di separazioni. In genere, anche dopo la separazione continua la conflittualità su questo tema: dare denaro è “concedere qualcosa di sè ”; in mancanza di valori autentici che contemplano il rispetto e il riconoscimento dell’altro, il denaro diventa la compensazione e viene usato come una vera e propria merce di scambio al proprio dell’affetto. In sede di separazione o di divorzio spesso si sentono frasi del tipo “non mi hai rispettato, non mi hai amato e allora adesso paghi”. Sappiamo bene che astrologicamente il denaro e le dinamiche ad esso interessate si giocano sull’asse IIa VIIIa, che guarda caso è un asse di sicurezze e di valori che possono però essere compensati con il denaro.

Anche in questo caso bisogna sottolineare che le coppie in genere non affrontano preventivamente questo problema e non ne discutono pensando che poi tutto funzionerà. Avere idee molto divergenti sull’utilizzo del denaro è un grosso problema che può portare alla risoluzione della relazione.

Chiudiamo questa breve carrellata ricordando che la coppia è un organo vivente e che, pertanto, ha bisogno di essere costantemente nutrita, osservata e alimentata. Non è possibile che una coppia possa reggere negli anni se non  investe su sé stessa. Non a caso la relazione viene posizionata astrologicamente in casa VIIa, casa che rappresenta anche le  “società tra persone”. Non vi è società che possa sopravvivere se i soci non mettono dentro la loro energia, i loro progetti, le loro capacità e il desiderio di vederla crescere e non vi è società che possa reggere in assenza di obiettivi; esattamente la stessa cosa possiamo dire per una relazione amorosa; non potrà vivere di nulla, avrà bisogno di motivazioni che portano ad azioni concrete e alla crescita dell’intimità e della condivisione con l’altro; avrà bisogno di obiettivi reali che possano realizzarsi nel tempo.
In una società professionale, inoltre, le differenze sono assolutamente gradite e premiate poiché apportano ricchezza al “bene comune”; in una coppia amorosa dovremmo prevedere la stessa cosa: sarà proprio la diversità ad apportare ricchezza garantendo  l’apporto di novità e di sperimentazione per entrambi. Per diversità si intende anche quella tra sessi che spesso viene negata o sottovalutata.

Luna e Sole sono due archetipi che rappresentano la metà di un intero; solo se li coltiviamo entrambi sapremmo apprezzarne i frutti.

 a cura di Lidia Fassio
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AMORE E POSSESSO


 

AMORE E POSSESSO

La parola “amore” si presta fin troppo spesso a diversi tipi di distorsioni; sappiamo bene che non è facile amare in maniera libera e sana mantenendosi indipendenti e rispettando contemporaneamente l’individualità dell’altro, soprattutto quando non si è introiettato un modello di relazione “amorevole e rispettoso” che abbia preservato volontà ed identità.

Molti pensano di scambiare amore ma in realtà in ciò che vivono e scambiano non vi è la minima traccia di questo sentimento per cui finiscono in situazioni che più che gratificare e far crescere, bloccano, fanno soffrire e portano all’implosione delle due personalità e della coppia.

Una di queste forme di amore falsato è “il possesso” spesso scambiato per gelosia ma ancor di più per “dimostrazione di amore” dimenticandosi che la cosa più preziosa che l’amore reca con sé è la libertà e il rispetto totale dell’altro.
La dinamica relativa ad “amore e possesso” è molto legata ad una serie di messaggi falsati che giungono a noi dai film, dai romanzi ed anche da certe fantasie ancestrali che hanno visto nell’essere una sola cosa, anzi, nell’essere “una sola carne” qualcosa di fantastico da ricercare sopra ogni cosa.
Fa parte dell’ideale romantico questo fare tutto insieme, “mangiare nello stesso piatto e bere dallo stesso bicchiere”, qualcosa su cui tanti cuori solitari proiettano il loro ideale di rapporto.
Il concetto di unità è stato spesso portato sulla coppia per cui, l’immagine dei due cuori e una capanna, dei due cuori che battono all’unisono incapaci di stare separati anche solo per poco tempo, resta profondamente scolpito nelle psiche di molte persone.

La possessività è uno stato profondamente infantile che però può mantenersi anche nella condizione adulta allorchè non si è ricevuto tutto ciò di cui si aveva bisogno e permangono grandi insicurezze (una vera e propria fame) che spingono a dover letteralmente fagocitare e divorare le persone e le cose in modo da garantirsi un’assoluta sicurezza e fedeltà.
E’ l’idea che non si possa vivere senza l’altro che porta, non appena si struttura il rapporto, a dar vita al fenomeno del “possesso”.

Certo, bisogna dire che la fase di innamoramento è sempre una fase di questo tipo; in effetti i due partner vogliono stare sempre insieme e non sentono l’esigenza di fare delle cose proprie; ragion per cui vedono in questo sciogliersi l’uno nell’altro la realizzazione di un sogno a lungo coltivato, quello di essere veramente “uniti”, il che viene vissuto come un profondo allargamento dei confini personali e come un improvviso allontanamento da tutti i problemi; in quel contesto questo tipo di amore è assolutamente naturale, serve infatti a far crescere il sentimento comune e ad avvicinare l’uno all’altro; il problema nasce nel momento in cui si vuole mantenere questo tipo di relazione anche quando l’innamoramento finisce e si dovrebbe passare ad una situazione più matura capace di recuperare l’identità di entrambi. Se lo stato simbiotico e di possesso viene mantenuto allora si cade dentro ad una relazione che non può che diventare distruttiva per i due soggetti.

L’esperienza dell’amore possessivo porta con sé l’idea che le cose possano essere rassicuranti e che la completezza possa essere vissuta solo in coppia per cui, su questa base, tutto dovrà essere fatto insieme e, quando uno dei due comincia a sentire esigenze diverse, scattano alcuni allarmi che portano uno dei partner a risperimentare un “vuoto mai colmato” che lo spinge a cercare di “trattenere l’altro” facendo leva sull’idea che “sia suo” e che debba rispondere ai suoi bisogni.

In questo tipo di situazione - in astrologia - troviamo spesso difficoltà grandissime sull’asse IIa VIIIa nonché disarmonie tra i pianeti Venere e Giove (e sicuramente Eris) e/o tra Venere e Plutone. Il segno del Toro è anch’esso molto spesso invischiato in quanto è – almeno sul piano simbolico – il più portato a confondere l’essere con l’avere e a cercare di compensare mancanze affettive autentiche attraverso varie forme di  possesso. Chiaro che a questo punto l’altro diventa nè più e né meno una “cosa” di cui si dispone a piacere.

Sia chiaro che non si tratta di una condizione che si instaura sempre con questi aspetti, ma solo allorchè sono presenti più segnali nel tema natale che indicano una profonda ferita narcisistica che produce l’impossibilità di gratificazione sul piano affettivo unita ad un’impossibilità di stare soli e di reggere i conflitti che inevitabilmente si pongono nel momento in cui il partner comincia ad aver bisogno di “spazi personali” che vengono visti come un vero e proprio “tradimento”; a quel punto partono vere e proprie dinamiche aggressive-possessive che sono la dimostrazione di non essere in grado di uscire dal concetto che sia l’altro a dover riempire i vuoti che sono rimasti all’interno.

In questi casi la presenza e la devozione dell’altro diventano una pretesa assoluta in quanto il partner stesso  viene considerato “una proprietà” alla stessa stregua di un appartamento o di un terreno, qualcosa che non può avere vita propria ma che deve essere a completa disposizione perché ha il compito di gratificare, riempire e dare senso alla vita.

In questo genere di coppie uno dei due è condannato a sacrificare le ambizioni, la libertà e quel che è peggio, la realizzazione personale e, infine, non può avere interessi al di fuori della relazione.
Se le persone che hanno bisogno di fagocitare l’altro potessero “lo ingoierebbero” nell’illusione di colmare il bisogno di calore e di vicinanza che non hanno mai sentito e che pretendono di ottenere attraverso il partner schiavizzandolo.

Il possesso è qualcosa che invade totalmente fino a non consentire quasi più la vita e l’autenticità di una persona … e pensare che qualcuno ha il coraggio di chiamarlo amore. E’ indubbio che vi sono gradi diversi di possesso, da quello apparentemente bonario che fa leva sui bisogni infantili e che si comporta in modo “benevolo” verso l’altro, a quella che si potrebbe chiamare una vera e propria “possessione” che ha lo scopo di limitare e di avere potere totale sull’altro fino a bloccarlo in ogni sua espressione.

Il possesso nasce da bisogni di seconda casa (sicurezza, contenimento e nutrimento affettivo) mai risolti completamente e dall’idea che il vuoto possa essere risarcito attraverso un “prendere in ostaggio” del tutto illecitamente un’altra persona; nelle persone afflitte da bisogno di possesso vi è in genere uno scarsissimo valore di sé che esaspera l’idea di non poter vivere senza l’altro e che porta alla svalutazione dell’altro che viene trattato alla stregua di un vero e proprio oggetto che non deve avere una sua volontà.
Indubbiamente per mettere in atto una dinamica di questo genere occorrono sempre due persone, una che la agisce direttamente e l’altra che in qualche modo collude nel senso che si adatta a richieste assurde per paura di perdere qualcosa che ritiene fondamentale per vivere.
Inutile dire che la persona che si sente posseduta è del tutto inconscia del suo “bisogno sottostante” e quindi spesso si considera vittima a tutti gli effetti dell’altro.

Il punto è che i due partners hanno entrambi una percezione un po’ deformata della realtà che viene vista attraverso la “lente di un complesso”; infatti, il partner che opera il possesso è convinto che solo in quel modo potrà trattenere l’altro a sé ed avere quelle sicurezze di cui ha bisogno, convinto che se non le mettesse in atto sarebbe abbandonato; l’altro però è a sua volta convinto che questa situazione sia in fondo una dimostrazione di grande attenzione ed amore e non prende in considerazione la mancanza di autostima e di valore che lo porta a sottostare e a restare nella dinamica.

a cura di Lidia Fassio
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LA GELOSIA



LA GELOSIA

Tra tutti i sentimenti che l’uomo sperimenta nella vita, quello forse più difficile da accettare è "la gelosia" che – detto tra noi – è anche quello più comune, o almeno è comune quanto l’amore al quale spesso si aggancia e dal quale dovrà staccarsi per evitare di soffocarlo.
Cominciamo magari con il cercare di definire che cos’è la gelosia e cosa distingue un "normale" sentimento di gelosia da uno "patologico" che può sfociare anche in gesti fortemente inconsulti.
La gelosia scatta nel momento in cui si ha paura di perdere qualcosa di estremamente importante e vitale per un soggetto, a causa di un’altra persona. Dunque, perché ci sia gelosia solitamente ci devono essere 3 persone: due persone di esse stanno dentro ad una relazione ed una – che può essere reale o immaginaria – che minaccia dall’esterno.
La gelosia è un sintomo ossessivo che si insinua come un tarlo nella mente di un soggetto e comincia a seguire il suo percorso, spesso contro ogni logica e contro la realtà dei fatti.
E’ bene quindi cominciare a sottolineare che la gelosia la sperimentiamo già nell’infanzia, magari con la nascita di un fratello o di una sorella che sembra togliere il primo posto sulla scena familiare; è dunque un sentimento atavico presente ovunque, basta guardare gli animali che sono veramente gelosi e capaci di reazioni interessanti finalizzati a scacciare "l’intruso" quando questo sembra avvicinarsi troppo all’oggetto delle loro attenzioni.
Le persone sembrano concordare sul fatto che la gelosia sia un "pessimo sentimento" tuttavia sembrano anche d’accordo sul fatto che tutti la provano e che, quando emerge, è impossibile trattenerla e non esprimerla. Infatti, le persone particolarmente gelose sembrano impossibilitate a non lasciar trapelare i loro sentimenti anche quando sanno perfettamente che sono controproducenti: questo imprime una tonalità potente alla gelosia, al punto da non poter fare a meno di esploderla in modo più o meno consono, ma quasi sempre contro la volontà personale.
Gi studi di psicologia dicono che di gelosia soffrono sia gli uomini che le donne anche se i primi faticano di più ad ammetterlo; tuttavia le motivazioni sottostanti, quelle che mettono in moto azioni e comportamenti tesi a prevenire o a reagire, sono diverse a seconda che si tratti di uomini o di donne.
Gli uomini sono molto più gelosi se sono indotti a pensare che la propria partner possa avere rapporti sessuali con altri uomini; mentre le donne sono molto più disturbate dall’eventualità che i loro partners intrattengano relazioni sentimentali con altre donne.
Siccome la gelosia è un istinto primario che ha origine con l’uomo siamo portati a pensare che nell’uomo sia un retaggio che tendeva ad assicurare la certezza della paternità ed in effetti la gelosia maschile è prettamente "sessuale" anche se i più maligni dicono anche che l’uomo ha molta paura del confronto sessuale e quindi tende con ogni forma ad impedirlo nella sua compagna; nella donna invece la gelosia prende spunto dal grande bisogno di avere la sicurezza sulle risorse che un tempo venivano fornite dal maschio e, proprio per questo, è gelosa della disponibilità maschile ad investire emotivamente ed affettivamente su un’altra donna.
Tuttavia, siccome è proprio all’intero delle relazioni amorose che noi sperimentiamo buona parte della nostra personalità, è lì che schizzano fuori i nostri complessi e le nostre paure; nella gelosia c’è qualcosa di profondo e di grezzo che ha a che fare con l’accettare o meno la sfida che ogni persona che entra nella nostra vita "può esserci e può anche non esserci": quindi, nella gelosia entra appieno il discorso del possesso e della paura di perdere l’oggetto d’amore che genera una profonda angoscia interna capace di far scaturire reazioni spesso difficili da conoscere e da contrastare.
E’ un sentimento difficile ... a volte … impossibile da confessare perché universalmente considerato "tragico", in quanto va ad invadere la libertà e il diritto di un’altra persona; la gelosia si nutre di sospetti, di controllo, di invasioni della privacy altrui; tutte cose che rivelano una dimensione psichica profondamente conflittuale che sta all’interno della psiche della persona gelosa e non deriva dall’altro come contrariamente si è indotti a pensare.
Tra l’altro, la gelosia offusca la mente; crea e alimenta fantasmi che nutrono i sospetti fino ad alterare, in alcuni casi, il rapporto tra la fantasia e la realtà. Questo deriva dal fatto che sull’altra persona si sono riversati investimenti che dovrebbero essere personali che hanno a che fare con la sopravvivenza psicologica che, vengono meno, nel momento in cui si pensa che l’altro potrebbe non esserci. Il timore di perdere ciò che si ritiene assolutamente indispensabile per vivere crea una serie di sconvolgimenti psicologici che finiscono per agire e fare da detonatori sull’aggressività.
Infatti, gli individui gelosi hanno una grane facilità a trasformarsi in aggressori: interessante ciò che scriveva Proust a proposito di questo sentimento: "la gelosia non è altro che un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell’amore".
Nel caso della gelosia, il desiderio profondo di possesso viene applicato all’oggetto di amore che si ritiene essere l’unico in grado di permettere la nostra sopravvivenza, ed è questo desiderio profondo a spingere verso persone che favoriranno il lasciar emergere la gelosia che darà poi spazio a quella sorta di tirannia e di controllo dell’altro che passeranno attraverso la litigata, la scenata e l’impossibilità di renderlo libero.
Tutto ciò però riporta alla propria insicurezza ad un senso di autostima molto basso e ad un bisogno di unità e di esclusività che sono ancora legati al bisogno illusorio di essere gli "unici" ad abitare la dimensione psichica dell’altro, ed ancora una volta si rinnova tra gli amanti l’antico sogno di onnipotenza del bambino che vuole essere l’unico per la sua mamma.
Il bisogno di esclusività quando si sente minacciato fa emergere il sospetto che l’altro abbia un’altra persona e che, dunque, possa in qualche modo "essere sottratto".
Nella gelosia tuttavia, si inserisce ad un certo punto una dinamica che non ha nulla a che fare con l’amore, ma invece trae nutrimento dal potere. La gelosia è una fortissima dinamica tra le case IIa e VIIIa dove guarda caso troviamo rapporti intensi tra Venere e Plutone che indicano un profondo invischiamento tra amore e potere.
Lo psicologo Davis dice che a rendere tanto forte la gelosia c’è la sottostante idea che più teniamo al "possesso" di una persona più diventiamo vulnerabili; in effetti, nel geloso, l’altra persona viene trattata né più e né meno alla stregua di una "proprietà" da proteggere e da mettere sotto chiave nel caso in cui essa sia minacciata.
Certo è che nella persona gelosa il concetto di possesso è sempre estremamente forte e, ad esso, si accompagna sempre un senso di insicurezza legato alle proprie possibilità e capacità di amare; in effetti, la gelosia mostra chiaramente una vulnerabilità nel concetto di valore personale e nel bisogno di agire quindi un controllo teso a mantenere ciò di cui si ha bisogno. E’ chiaro che in questo tipo di situazioni, soprattutto dove sono molto potenti questi sentimenti, non possiamo non pensare che alla base ci sia un problema di "scelta" ed uno di difficoltà a credere che l’altro possa "continuare a scegliere liberamente", quindi, se vogliamo vedere la gelosia da un punto di vista astrologico dobbiamo andare a cercare le sue radici in problemi che partono proprio dalla casa seconda e da una difficoltà ad avere una sicurezza nelle proprie risorse personali e nella capacità di poter avere amore senza bisogno di attuare su di esso un controllo che tenda a sacrificare la libertà dell’altro.
I pianeti della gelosia
Le dinamiche tra Venere e Plutone sono estremamente potenti per attivare la gelosia; tra le altre cose, le lesioni di Venere infilano nel tunnell della difficoltà, soprattutto per la donna, di sentirsi in grado di scegliere e di conquistare; si ha paura di non essere sufficientemente attraenti e di non avere dunque quelle caratteristiche che, da sole, dovrebbero mantenere l’altro in relazione senza doverlo in qualche modo "obbligare".
Plutone poi può fare il resto: la paura della perdita è molto forte quando è leso e, altrettanto possiamo dire il bisogno di controllo che tende a prevenire l’eventualità dell’abbandono; tuttavia questo pianeta è in grado di mettere in atto delle difese potenti che possono andare dal controllo semplice, fino alla minaccia e all’aggressione.
Nel caso di VENERE PLUTONE però la gelosia è più strettamente collegata alla paura della perdita dell’oggetto d’amore che si ritiene insopportabile per la propria sopravvivenza.
La gelosia però è anche fortissima nel caso di dinamiche VENERE MARTE che hanno sfumature diverse più legate alla possibilità di conquista e al bisogno di lotta che l’aspetto reca in sé. Infatti nelle quadrature e opposizioni tra Venere e Marte c’è un grande bisogno di conquista continua a cui segue quasi una caduta di interesse che può essere sfruttata dall’altro per "far ingelosire" al fine di produrre una nuova ventata di interesse e di passione.
C’è ancora un tema importante che invece riguarda i rapporti dinamici tra VENERE E GIOVE dove invece c’è un reale bisogno di "possesso sull’altro" in quanto viene visto come colui che dà sicurezza e alimenta la nostra crescita, riempiendo i nostri vuoti. Infatti, l’illusione in questo caso passa proprio attraverso il pensare all’altro come colui che nutre e che arricchisce su diversi piani e, la dinamica ha molto a che fare con un processo di "voler ingerire" l’altro per poterlo trattenere sempre all’interno di sé.
I segni più gelosi
I segni zodiacali che sono più soggetti al possesso e alla gelosia sono quelli di Fuoco, molto legati alla vanità e all’esclusività che, proprio per questo vivono l’altro come colui che può dare lustro e orgoglio a sé stessi, alla propria egopatia e al proprio narcisismo; inutile dire che i segni di Fuoco sono i più legati alla "conquista" e al concetto atavico di "possesso su quello che è stato conquistato".
Ad essi si aggiungono senza alcun dubbio il Toro e lo Scorpione; il Toro più degli altri ha bisogno di garantirsi le sue sicurezze attraverso le persone che abitano nel suo territorio e che, pertanto, considera "sue" alla stregua di una proprietà e che è pronta a difendere con le unghie e con i denti; lo Scorpione invece teme fortemente l’abbandono emotivo e la perdita di potere personale che ha già sperimentato nell’infanzia e che cerca disperatamente di evitare attraverso il mantenimento del contatto con l’altro ad ogni costo fino a che, in ultima analisi, può essere fatto attraverso il dominio, la sottomissione totale passando sempre attraverso strane dinamiche di potere.
Tutti gli altri segni sono notoriamente meno gelosi, a meno che, all’interno del tema natale non vi siano dinamiche tra i pianeti che abbiamo segnalato sopra.

a cura di Lidia Fassio
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