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lunedì 15 maggio 2017

Le persone molto intelligenti sono single




La scienza spiega , perché ?

A chi è single da tanto tempo e non ha trovato l’anima gemella sorge spontanea una domanda : cos’è che non va? 
Che cosa si ha di sbagliato che ci impedisce di trovare la persona giusta?

Una risposta c’è ed è un fattore che sicuramente non avete valutato: l’intelligenza.

Proprio così, le persone più brillanti faticano a trovare il compagno di vita.

Ecco perché

1. Si tende ad analizzare tutto e tutti. 
Le persone intelligenti razionalizzano ogni evento, hanno la tendenza a schematizzare e creare delle categorie mentali in cui posizionare le persone che si conoscono. Questo tipo di approccio alla socialità rischia di eliminare la componente irrazionale e sentimentale della vita di coppia.
Non si può trovare la spiegazione a tutto, e passare oltre a ciò che è inspiegabile risulta molto difficile per coloro che sono portati ad un’analisi continua.

2. “Meglio soli che male accompagnati”
Spesso l’essere solitari è una prerogativa dell’essere intelligenti. Stare da soli non provoca ansie ma fa bene allo spirito. Gli individui brillanti rifiutano di rinunciare a tale condizione se la vita di coppia non è altrettanto soddisfacente. Spesso la paura del rimanere soli alimenta la durata della relazione, ma per una persona intelligente stare soli è la dimensione più appagante.

3. Troppo tempo per aprirsi.

La relazione è un rischio: alla luce di ciò l’intelligente ha un approccio di sfiducia nei confronti del partner. Prima di mostrare la propria anima, si mostra diffidente e freddo. È una forma di autodifesa nei confronti di ciò che potrebbe alterare l’equilibrio interno.

4. Si fa affidamento solo sulle proprie esperienze.

Gli individui perspicaci considerano le esperienze fondamentali per il proprio futuro: insegnamenti da attuare ciclicamente per non ripetere errori. Questo approccio si rivela essere una trappola, in quanto la vita non smette mai di presentarsi in forme diverse, e precludersi di sbagliare ancora significa rifiutare di vivere altre esperienze. Si mostra agli altri una sorta di chiusura mentale che potrebbe spaventare il partner. Soprattutto nei primi periodi, la relazione vive di nuove avventure e mostrarsi dubbiosi nel perseguirle può pregiudicarne l’andamento.

L’amore per una persona nasce così semplicemente e in maniera del tutto involontaria.

Ma trovare la persona giusta è tutt’altra cosa: una moltitudine di fattori incidono, è come un’enorme macchina azionata da infiniti e minuscoli ingranaggi che devono tutti trovare incastro l’uno con l’altro per funzionare.

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martedì 17 luglio 2012

LA GELOSIA



LA GELOSIA

Tra tutti i sentimenti che l’uomo sperimenta nella vita, quello forse più difficile da accettare è "la gelosia" che – detto tra noi – è anche quello più comune, o almeno è comune quanto l’amore al quale spesso si aggancia e dal quale dovrà staccarsi per evitare di soffocarlo.
Cominciamo magari con il cercare di definire che cos’è la gelosia e cosa distingue un "normale" sentimento di gelosia da uno "patologico" che può sfociare anche in gesti fortemente inconsulti.
La gelosia scatta nel momento in cui si ha paura di perdere qualcosa di estremamente importante e vitale per un soggetto, a causa di un’altra persona. Dunque, perché ci sia gelosia solitamente ci devono essere 3 persone: due persone di esse stanno dentro ad una relazione ed una – che può essere reale o immaginaria – che minaccia dall’esterno.
La gelosia è un sintomo ossessivo che si insinua come un tarlo nella mente di un soggetto e comincia a seguire il suo percorso, spesso contro ogni logica e contro la realtà dei fatti.
E’ bene quindi cominciare a sottolineare che la gelosia la sperimentiamo già nell’infanzia, magari con la nascita di un fratello o di una sorella che sembra togliere il primo posto sulla scena familiare; è dunque un sentimento atavico presente ovunque, basta guardare gli animali che sono veramente gelosi e capaci di reazioni interessanti finalizzati a scacciare "l’intruso" quando questo sembra avvicinarsi troppo all’oggetto delle loro attenzioni.
Le persone sembrano concordare sul fatto che la gelosia sia un "pessimo sentimento" tuttavia sembrano anche d’accordo sul fatto che tutti la provano e che, quando emerge, è impossibile trattenerla e non esprimerla. Infatti, le persone particolarmente gelose sembrano impossibilitate a non lasciar trapelare i loro sentimenti anche quando sanno perfettamente che sono controproducenti: questo imprime una tonalità potente alla gelosia, al punto da non poter fare a meno di esploderla in modo più o meno consono, ma quasi sempre contro la volontà personale.
Gi studi di psicologia dicono che di gelosia soffrono sia gli uomini che le donne anche se i primi faticano di più ad ammetterlo; tuttavia le motivazioni sottostanti, quelle che mettono in moto azioni e comportamenti tesi a prevenire o a reagire, sono diverse a seconda che si tratti di uomini o di donne.
Gli uomini sono molto più gelosi se sono indotti a pensare che la propria partner possa avere rapporti sessuali con altri uomini; mentre le donne sono molto più disturbate dall’eventualità che i loro partners intrattengano relazioni sentimentali con altre donne.
Siccome la gelosia è un istinto primario che ha origine con l’uomo siamo portati a pensare che nell’uomo sia un retaggio che tendeva ad assicurare la certezza della paternità ed in effetti la gelosia maschile è prettamente "sessuale" anche se i più maligni dicono anche che l’uomo ha molta paura del confronto sessuale e quindi tende con ogni forma ad impedirlo nella sua compagna; nella donna invece la gelosia prende spunto dal grande bisogno di avere la sicurezza sulle risorse che un tempo venivano fornite dal maschio e, proprio per questo, è gelosa della disponibilità maschile ad investire emotivamente ed affettivamente su un’altra donna.
Tuttavia, siccome è proprio all’intero delle relazioni amorose che noi sperimentiamo buona parte della nostra personalità, è lì che schizzano fuori i nostri complessi e le nostre paure; nella gelosia c’è qualcosa di profondo e di grezzo che ha a che fare con l’accettare o meno la sfida che ogni persona che entra nella nostra vita "può esserci e può anche non esserci": quindi, nella gelosia entra appieno il discorso del possesso e della paura di perdere l’oggetto d’amore che genera una profonda angoscia interna capace di far scaturire reazioni spesso difficili da conoscere e da contrastare.
E’ un sentimento difficile ... a volte … impossibile da confessare perché universalmente considerato "tragico", in quanto va ad invadere la libertà e il diritto di un’altra persona; la gelosia si nutre di sospetti, di controllo, di invasioni della privacy altrui; tutte cose che rivelano una dimensione psichica profondamente conflittuale che sta all’interno della psiche della persona gelosa e non deriva dall’altro come contrariamente si è indotti a pensare.
Tra l’altro, la gelosia offusca la mente; crea e alimenta fantasmi che nutrono i sospetti fino ad alterare, in alcuni casi, il rapporto tra la fantasia e la realtà. Questo deriva dal fatto che sull’altra persona si sono riversati investimenti che dovrebbero essere personali che hanno a che fare con la sopravvivenza psicologica che, vengono meno, nel momento in cui si pensa che l’altro potrebbe non esserci. Il timore di perdere ciò che si ritiene assolutamente indispensabile per vivere crea una serie di sconvolgimenti psicologici che finiscono per agire e fare da detonatori sull’aggressività.
Infatti, gli individui gelosi hanno una grane facilità a trasformarsi in aggressori: interessante ciò che scriveva Proust a proposito di questo sentimento: "la gelosia non è altro che un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell’amore".
Nel caso della gelosia, il desiderio profondo di possesso viene applicato all’oggetto di amore che si ritiene essere l’unico in grado di permettere la nostra sopravvivenza, ed è questo desiderio profondo a spingere verso persone che favoriranno il lasciar emergere la gelosia che darà poi spazio a quella sorta di tirannia e di controllo dell’altro che passeranno attraverso la litigata, la scenata e l’impossibilità di renderlo libero.
Tutto ciò però riporta alla propria insicurezza ad un senso di autostima molto basso e ad un bisogno di unità e di esclusività che sono ancora legati al bisogno illusorio di essere gli "unici" ad abitare la dimensione psichica dell’altro, ed ancora una volta si rinnova tra gli amanti l’antico sogno di onnipotenza del bambino che vuole essere l’unico per la sua mamma.
Il bisogno di esclusività quando si sente minacciato fa emergere il sospetto che l’altro abbia un’altra persona e che, dunque, possa in qualche modo "essere sottratto".
Nella gelosia tuttavia, si inserisce ad un certo punto una dinamica che non ha nulla a che fare con l’amore, ma invece trae nutrimento dal potere. La gelosia è una fortissima dinamica tra le case IIa e VIIIa dove guarda caso troviamo rapporti intensi tra Venere e Plutone che indicano un profondo invischiamento tra amore e potere.
Lo psicologo Davis dice che a rendere tanto forte la gelosia c’è la sottostante idea che più teniamo al "possesso" di una persona più diventiamo vulnerabili; in effetti, nel geloso, l’altra persona viene trattata né più e né meno alla stregua di una "proprietà" da proteggere e da mettere sotto chiave nel caso in cui essa sia minacciata.
Certo è che nella persona gelosa il concetto di possesso è sempre estremamente forte e, ad esso, si accompagna sempre un senso di insicurezza legato alle proprie possibilità e capacità di amare; in effetti, la gelosia mostra chiaramente una vulnerabilità nel concetto di valore personale e nel bisogno di agire quindi un controllo teso a mantenere ciò di cui si ha bisogno. E’ chiaro che in questo tipo di situazioni, soprattutto dove sono molto potenti questi sentimenti, non possiamo non pensare che alla base ci sia un problema di "scelta" ed uno di difficoltà a credere che l’altro possa "continuare a scegliere liberamente", quindi, se vogliamo vedere la gelosia da un punto di vista astrologico dobbiamo andare a cercare le sue radici in problemi che partono proprio dalla casa seconda e da una difficoltà ad avere una sicurezza nelle proprie risorse personali e nella capacità di poter avere amore senza bisogno di attuare su di esso un controllo che tenda a sacrificare la libertà dell’altro.
I pianeti della gelosia
Le dinamiche tra Venere e Plutone sono estremamente potenti per attivare la gelosia; tra le altre cose, le lesioni di Venere infilano nel tunnell della difficoltà, soprattutto per la donna, di sentirsi in grado di scegliere e di conquistare; si ha paura di non essere sufficientemente attraenti e di non avere dunque quelle caratteristiche che, da sole, dovrebbero mantenere l’altro in relazione senza doverlo in qualche modo "obbligare".
Plutone poi può fare il resto: la paura della perdita è molto forte quando è leso e, altrettanto possiamo dire il bisogno di controllo che tende a prevenire l’eventualità dell’abbandono; tuttavia questo pianeta è in grado di mettere in atto delle difese potenti che possono andare dal controllo semplice, fino alla minaccia e all’aggressione.
Nel caso di VENERE PLUTONE però la gelosia è più strettamente collegata alla paura della perdita dell’oggetto d’amore che si ritiene insopportabile per la propria sopravvivenza.
La gelosia però è anche fortissima nel caso di dinamiche VENERE MARTE che hanno sfumature diverse più legate alla possibilità di conquista e al bisogno di lotta che l’aspetto reca in sé. Infatti nelle quadrature e opposizioni tra Venere e Marte c’è un grande bisogno di conquista continua a cui segue quasi una caduta di interesse che può essere sfruttata dall’altro per "far ingelosire" al fine di produrre una nuova ventata di interesse e di passione.
C’è ancora un tema importante che invece riguarda i rapporti dinamici tra VENERE E GIOVE dove invece c’è un reale bisogno di "possesso sull’altro" in quanto viene visto come colui che dà sicurezza e alimenta la nostra crescita, riempiendo i nostri vuoti. Infatti, l’illusione in questo caso passa proprio attraverso il pensare all’altro come colui che nutre e che arricchisce su diversi piani e, la dinamica ha molto a che fare con un processo di "voler ingerire" l’altro per poterlo trattenere sempre all’interno di sé.
I segni più gelosi
I segni zodiacali che sono più soggetti al possesso e alla gelosia sono quelli di Fuoco, molto legati alla vanità e all’esclusività che, proprio per questo vivono l’altro come colui che può dare lustro e orgoglio a sé stessi, alla propria egopatia e al proprio narcisismo; inutile dire che i segni di Fuoco sono i più legati alla "conquista" e al concetto atavico di "possesso su quello che è stato conquistato".
Ad essi si aggiungono senza alcun dubbio il Toro e lo Scorpione; il Toro più degli altri ha bisogno di garantirsi le sue sicurezze attraverso le persone che abitano nel suo territorio e che, pertanto, considera "sue" alla stregua di una proprietà e che è pronta a difendere con le unghie e con i denti; lo Scorpione invece teme fortemente l’abbandono emotivo e la perdita di potere personale che ha già sperimentato nell’infanzia e che cerca disperatamente di evitare attraverso il mantenimento del contatto con l’altro ad ogni costo fino a che, in ultima analisi, può essere fatto attraverso il dominio, la sottomissione totale passando sempre attraverso strane dinamiche di potere.
Tutti gli altri segni sono notoriamente meno gelosi, a meno che, all’interno del tema natale non vi siano dinamiche tra i pianeti che abbiamo segnalato sopra.

a cura di Lidia Fassio
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lunedì 11 giugno 2012

O BEVI O GUIDI



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O FAI GINNASTICA


  O BEVI O GUIDI
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Molte persone bevono troppo ALCOOL 

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.http://cipiri3.blogspot.it/2010/11/molte-persone-bevono-troppo-alcool.html
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I Beveroni antisbornia

http://cipiri3.blogspot.it/2010/10/i-beveroni-antisbornia.html

Sono la moda del momento e impazzano tra i giovani di tutta Europa, Italia compresa: bevande “magiche” che promettono di cancellare gli effetti dell’alcol in soli 20 minuti. 
I dubbi però sono molti, e medici ed esperti invitano alla cautela.
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venerdì 17 giugno 2011

LA RESILIENZA, La capacità reattiva delle persone alle avversità, Consigli per i momenti più difficili

 

 

 

 

LA RESILIENZA

La capacità reattiva delle persone alle avversità

Consigli per i momenti più difficili



Resilienza significa "riprendersi" dalle esperienze difficili.
Questa non è una caratteristica che le persone hanno oppure no. Riguarda comportamenti pensieri e azioni che chiunque può imparare e sviluppare.

Accrescere la resilienza è un percorso personale. Un approccio che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra. Le persone usano varie strategie, anche come riflesso di differenze culturali.
Come sviluppare resilienza:

Crea rapporti. Buone relazioni con i familiari più prossimi, con gli amici, o con gli altri, sono importanti. Accettare aiuto e sostegno da chi è interessato a voi e vi ascolta rafforza la resilienza. Alcune persone trovano che essere attivi in gruppi civici, organizzazioni religiose, o altri gruppi locali fornisca supporto sociale e che possa aiutare a recuperare speranza. Assistere gli altri nel momento del bisogno può beneficiare anche chi aiuta.

Evita di vedere le crisi come problemi insormontabili.  Non puoi cambiare il fatto che eventi altamente stressanti succedano, ma puoi cambiare come interpreti e rispondi agli stessi. Prova a guardare oltre al presente e a come le circostanze future possono essere un po’ migliori. Fai attenzione a qualsiasi esile possibilità di stare un po’ meglio quando hai a che fare con situazioni difficoltose.

Accetta il fatto che il cambiamento è parte della vita.  Certi obiettivi possono non essere più conseguibili per effetto di circostanze avverse. Accettare le situazioni che non possono essere modificate può aiutarti a focalizzarti su quelle che puoi cambiare.

Muoviti verso i tuoi obiettivi. Sviluppa obiettivi realistici. Fa’ qualcosa regolarmente, anche se sembra una realizzazione piccola, che permetta di muoverti verso i tuoi obiettivi. Invece di focalizzarti sui compiti che sembrano irrealizzabili, domanda a te stesso, " Che cosa posso compiere oggi che mi aiuti a muovermi nella direzione in cui voglio andare?".

Compi azioni decise. Nelle situazioni avverse, per quanto puoi, agisci. Compi azioni decise, piuttosto che staccarti completamente dai problemi e dalle fonti di stress e desiderare soltanto che scompaiano.

Cerca opportunità per imparare  Le persone spesso imparano qualcosa su loro stesse e osservano come, per certi aspetti, nella lotta con la perdita sono cresciute. Molte persone che hanno avuto esperienze tragiche ed avversità, hanno conseguito miglioramenti nelle relazioni, un più ampio senso di forza personale anche in momenti di vulnerabilità, un incremento di autostima, una più sviluppata spiritualità, e un maggiore apprezzamento per la vita.
Nutri una visione positiva di te stesso.  Accrescere la fiducia nella capacità di risolvere problemi e fidarsi dell’aiuto del proprio istinto sviluppa resilienza.
  
Mantieni le cose in prospettiva. Anche quando si fa fronte a eventi molto dolorosi, prova a considerare le situazioni stressanti in un più ampio contesto e mantieni una prospettiva di lungo periodo. Evita di gonfiare oltre misura gli eventi.

Mantieni una visione fiduciosa.  Una visione ottimistica ti permette di aspettarti che nella tua vita succedano buone cose. Prova a visualizzare quello che vuoi, piuttosto che preoccuparti di quello che temi.

Prenditi cura di te stesso.  Presta attenzione ai tuoi bisogni e ai tuoi sentimenti. Impegnati in attività che ti piacciono e che trovi rilassanti. Esercitati regolarmente. Prenderti cura di te stesso aiuta a mantenere la tua mente e il tuo corpo pronti per affrontare le situazioni che richiedono resilienza.

Impara dal tuo passato. Focalizzare le passate esperienze e fonti di forza personale può aiutarti a capire quali strategie potrebbero funzionare per accrescere la resilienza.

Altri modi per rafforzare la resilienza possono essere d’aiuto. Per esempio, alcune persone scrivono riguardo ai loro pensieri e sentimenti più profondi relativi al trauma o agli altri eventi stressanti della loro vita. La meditazione e le pratiche spirituali aiutano alcune persone a sviluppare un senso di connessione e a riacquistare speranza.
La chiave è individuare i modi più adatti e che funzionano meglio, nell’ambito della tua personale strategia per favorire la resilienza.


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lunedì 4 aprile 2011

Mi piacciono le persone semplici


Ci sono persone che trasporta gli occhi,
La luminosità delle stelle.
Un grande sorriso sulle labbra.
Nell'anima sole e un cuore pieno
bontà ...
Queste persone che io chiamo la semplicità.
Mi piacciono le persone semplici,
Tali Buongiorno, buon pomeriggio e buona notte
Quando si parla ci siamo sentiti abbracciati da loro,
Perché intrecciare parole di conforto.
Attraverso quali diffusione della luce e
Essi portano con sé l'etichetta di umiltà.
Accanto a loro sono importanti
Ci fanno sentire giganti.
Sono fatti di essenza di Dio
Persone di personalità, perché la verità
Basta avere un modo di "essere ".
Essi sono così speciali che quando sono via,
Vogliamo chiudere, quando sono vicino
Noi li vogliono sempre.
Mi piacciono le persone semplici come quella "
Bacio nel tuo cuore!



Tem gente que carrega nos olhos,
O brilho das estrelas.
Nos lábios um imenso sorriso.
Na alma a luz do sol e um coração repleto
de bondade...
Estas pessoas eu chamo de simplicidade.
Gosto de gente simples assim,
Aquelas de bom dia, boa tarde e boa noite,
Quando nos falam sentimos abraçados por elas,
Porque tecem palavras de conforto.
Por onde passam espalham luz e
Trazem consigo o rótulo da humildade.
Ao lado delas somos importantes
Elas nos fazem sentir gigantes.
São feitas de essência de Deus
Pessoas de personalidade, porque a verdade
Só tem um jeito de “ser”.
São tão especiais, que quando estão longe,
A gente quer perto, quando estão perto
A gente as quer pra sempre.
Gosto de gente simples assim"
Beijo no seu Coração!!


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domenica 12 dicembre 2010

Perchè due persone quαndo litigαno urlαno?


Perchè due persone quαndo litigαno urlαno?
Leggete rimαrrete stupiti.


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?""Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro."Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore."Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."
[Il pensatore in questione è il grande Gandhi.] ...

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martedì 8 settembre 2009

guardare le persone negli occhi



Una delle cose che mi piace osservare di più nelle persone con le quali parlo sono gli occhi. Questa è una delle cose a cui mi dispiace dover rinunciare quando parlo con una persona su internet. Certo internet ha altri vantaggi ma non mi consente di guardare le persone negli occhi!

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima, questo è vero, lo sanno tutti, ma pochi sanno che osservando una persona negli occhi è possibile intuirne i pensieri inconsci. Ehehe, le prime volte che si sente parlare di "segnali di accesso oculari" ci si sente quasi in dovere di non guardare gli occhi delle persone per evitare di tradirne la privacy.

Ovviamente non stiamo parlando di lettura del pensiero, ma i segnali di accesso oculari ci consendono di capire a quale sistema rappresentazionale stiamo accedendo.

Ricordi cosa sono i sistemi rappresentazionali? Sono i sistemi attraverso i quali le persone rappresentano la realtà, in poche parole i 5 sensi. Semplificati in 3 : VAK. Visivo, Auditivo e Cinestesico.

Ebbene, Richard Bandler, co-fondatore della Programmazione Neuro Linguistica, ha scoperto che le persone muovono gli occhi in base a quale sistema rappresentazionale stanno accedendo. In base a questo schema



E questo è il significato di tutti gli stimoli

Vc vuol dire Visivo Costruito, una cosa che ci stiamo immaginando (è possibile osservare questa reazione ponendo al nostro interlocutore domande come ”come te li immagini gli alieni?”)
Vr vuol dire Visivo Ricordato, un immagine che abbiamo già visto e stiamo ricordando (è possibile osservare questa reazione ponendo al nostro interlocutore domande come ”come è fatta la tua casa?”)
Ac vuol dire Auditivo Costruito, un suono che stiamo creando (è possibile osservare questa reazione ponendo al nostro interlocutore domande come ”come te li immagini i suoni che facevano i Dinosauri?”)
Ar vuol dire Auditivo Ricordato, un suono già sentito e che stiamo ricordando (è possibile osservare questa reazione ponendo al nostro interlocutore domande come ”quale è la tua musica preferita?”)
K vuol dire cinestesico, tutte le sensazioni corporee ed emozionali
Ad infine è il dialogo interno

Come ti dicevo non possiamo leggere il pensiero del nostro interlocutore ma, facendo un po’ di attenzione possiamo intuire qualcosa. Ovviamente tutto questo ci serve per migliorare il nostro tipo di comunicazione. Pensaci, se sai a che tipo di sistema rappresentazionale il tuo interlocutore stà facendo riferimento puoi decidere di usarlo anche tu e porti quindi in sintonia con la persona che ti sta di fronte.

Il meccanismo può sembrare un po’ complicato, in realtà basta un poco di esercitazione ed esperienza

Rocco
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