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giovedì 3 maggio 2018

Trump Pagò per il Silenzio la Pornostar



Il denaro versato in campagna elettorale dal legale di Donald Trump, Michael Cohen, alla pornostar Stormy Daniels in cambio del suo silenzio sulla relazione con il candidato alla Casa Bianca, è stato rimborsato a Cohen dallo stesso Trump. Ad affermarlo è stato Rudy Giuliani, l'ex sindaco di New York entrato a far parte del team di assistenti legali del presidente, precisando che il denaro è stato restituito da Trump per il tramite di una società legale: "Non si trattava di denaro della campagna elettorale: scusatemi, vi sto fornendo un'informazione che non avevate, non è denaro della campagna... Nessuna violazione sui finanziamenti della campagna", ha dichiarato Giuliani durante un'intervista a Fox , insistendo sul fatto che la transazione è stata "perfettamente legale". Cohen, che è al centro di un'inchiesta penale dell'Fbi per le sue attività sia come businessman che come avvocato, finora aveva sempre detto di aver finanziato l'accordo con Daniels di tasca propria, escludendo un ruolo o un rimborso da parte della Trump Organization o della campagna di Trump.

TRUMP - "Soldi o contributi della campagna elettorale" non sono stati usati nell'accordo stipulato con Stormy Daniels "per fermare accuse false e ricattatorie" ha twittato il presidente americano. "Mr Cohen, un avvocato, aveva un contratto mensile, non con la campagna con cui non aveva niente a che fare, e attraverso questo ha stipulato, con un rimborso, un contratto privato tra due parti, noto come accordo di riservatezza", ha scritto il presidente nel dare la sua versione. Trump così riconosce che all'attrice sono stati pagati 130mila dollari nell'ambito di questo accordo di riservatezza, uno strumento legale "è molto comune tra celebrities e persone ricche", usato "per fermare le false e ricattatorie accuse fatte riguardo ad una relazione".

LE ACCUSE - "Stando alle parole di Giuliani, Mr Trump e Mr Cohen hanno cospirato per commettere un crimine. E' ora che si faccia giustizia e noi intendiamo assicurarlo", ha commentato il battagliero avvocato di Stormy Daniels, Michael Avenatti. Secondo Avenatti, le dichiarazioni di Giuliani - che ha comunque ribadito che non sono stati usati soldi della campagna elettorale - sono l'indicazione di possibili violazioni della legge elettorale, possibile frode bancaria e riciclaggio. Anche per Larry Noble, esperto legale del Campaign Legal Center, potrebbero essere state commesse violazioni della legge sui finanziamenti elettorali: "Il momento in cui è avvenuto il pagamento è una forte indicazione della possibilità che sia stato collegato alla campagna", ha detto, sottolineando che le parole di Giuliani non hanno assolutamente fugato i dubbi a riguardo.

LA DIFESA - Mentre l'avvocato di Trump nel caso Daniels non rilascia commenti, alcuni alla Casa Bianca non esitano a definire le dichiarazioni di Giuliani come un passo falso. "Chiunque nel mondo di Trump potrà vedere come questo sia un errore del tutto gratuito ed un'ulteriore prova del fatto che assumere Rudy non è stata una buona idea", ha detto uno dei consiglieri protetti dall'anonimato.

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venerdì 24 febbraio 2012

ITALIA : finalmente il divorzio breve



 divorzio breve

 I Motivi della Richiesta di Divorzio

Per quali motivi è possibile divorziare in Italia?
La procedura di divorzio in Italia può essere avviata in sei casi distinti :
  1. Dopo 3 anni dall'omologa della separazione consensuale.
  2. Dopo 3 anni dalla sentenza definitiva di separazione giudiziale (con sentenza definitiva si intende che la sentenza è passata in giudicato, cioè non è più impugnabile).
  3. Se l'altro coniuge è stato condannato con sentenza definitiva all'ergastolo o ad una pena superiore a 15 anni, oppure a qualsiasi pena detentiva per incesto o per delitti contro la libertà sessuale, per induzione o sfruttamento della prostituzione; per omicidio volontario di un figlio o per tentato omicidio del coniuge o di un figlio; per lesioni aggravate, violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti, circonvenzione d'incapace ai danni del coniuge o di un figlio.
  4. Se l'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero un nuovo matrimonio.
  5. Se il matrimonio non è stato consumato.
  6. Se è passata in giudicato la sentenza con cui l'altro coniuge ha cambiato sesso.

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  “Dopo un lungo esame, finalmente è terminato l‘iter in commissione della proposta di legge sul divorzio breve. Si tratta di norme molto importanti che permetteranno di ridurre ad un anno i tempi per la separazione prima di ottenere il divorzio, nel caso in cui non ci siano figli, e a due anni quando invece sono presenti figli minori. Si tratta di un giusto equilibrio volto a garantire che i tempi che precedono una scelta così complessa, e il più delle vote molto sofferta, siano adeguati e ragionevoli senza sottoporre i coniugi e i figli ad attese estenuanti e inutili sfinimenti. 
La proposta di legge, che auspichiamo sarà calendarizzata al più presto in aula, è una equilibrata prima risposta ad un problema molto sentito nella nostra società”.



Lo Stato Attuale: I Tempi Necessari per Divorziare

Quanto tempo serve per divorziare? I tempi necessari per divorziare variano in relazione al tipo di procedura di divorzio scelta.

Per ottenere il divorzio congiunto i tempi variano da 2 a 9 mesi dal deposito del ricorso all’ottenimento della sentenza. La tempistica è variabile a seconda del carico di lavoro e delle modalità organizzative dei singoli uffici giudiziari, salvo criticità.

Per ottenere il divorzio giudiziale, in seguito alle modifiche introdotte con la Legge 80/2005, i tempi necessari per ottenere il divorzio sono stati ridotti. Bisogna però tenere presente che, siccome la procedura di divorzio avviene tramite più udienze (e possono passare anche vari mesi tra un’udienza e l’altra), potrebbe essere necessario anche più di un anno per ottenere la sentenza definitiva di divorzio, essendo necessari a volte anche approfondimenti peritali.

Il tipo di procedimento scelto per divorziare condiziona la durata della causa e i costi.

La procedura che porta al divorzio congiunto è più semplice, meno costosa e si conclude in minor tempo. Un procedimento congiunto di divorzio si esaurisce mediamente in 250 giorni, mentre se si procede con il divorzio giudiziale occorrono in media 508 giorni.

Va anche tenuto presente che, proprio per questa ragione, non sempre una causa di divorzio termina con lo stesso tipo di rito (congiunto o giudiziale) con cui era stata iniziata. Solitamente è più frequente che si passi dal divorzio giudiziale a quello consensuale. Anche per questo motivo la durata della causa di divorzio varia: passando dal procedimento giudiziale a quello consensuale, infatti, permette anche di ridurre notevolmente i tempi.

La Proposta di Legge del Divorzio Breve in Italia

La proposta di legge del "Divorzio Breve" mira alla riduzione del tempo richiesto per richiedere il divorzio una volta ottenuta la separazione. Attualmente, come visto nella sezione relativa alla procedura di divorzio, occorre lasciare passare 3 anni, come stabilito dalla legge del 1970 sul divorzio (già modificata nel 1989 con una riduzione dell’attesa). Presentata congiuntamente da esponenti di PDL e PD (Marcello De Angelis e Maurizio Paniz del Popolo della Libertà e Sesa Amici del Partito Democratico) la proposta del “Divorzio Breve” ha lo scopo di ridurre da 3 a 1 anno il tempo che deve intercorrere tra la sentenza di separazione e il divorzio effettivo nei casi in cui esiste un consenso tra i due coniugi

I tempi di approvazione sembrano sempre più incerti. Il provvedimento era in Commissione Giustizia alla Camera nel settembre 2010. Doveva quindi essere votato dall’Aula e passare al vaglio del Senato. Ad oggi (gennaio 2012) non ci sono però aggiornamenti in merito.

I Tempi del Divorzio in Europa

In Europa, mediamente, il tempo necessario per ottenere il divorzio è inferiore rispetto all’Italia. Il motivo si può attribuire al fatto che in Europa non si fanno due processi separati per la separazione e per il divorzio, bensì si procede direttamente con la procedura divorzile.

Ecco alcuni i dati emersi dal rapporto della Commissione Europea per l'efficienza della giustizia sullo stato dei sistemi giudiziari in 45 stati su 47 membri del Consiglio d'Europa:
  • Italia: 634 giorni per ottenere il divorzio
  • Francia: 447 giorni
  • Portogallo: 325 giorni
  • Germania: 321 giorni
  • Spagna: il tempo necessario per divorziare oscilla tra i 90 i 180 giorni.
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giovedì 15 settembre 2011

TRADITI DAL CONIUGE , ORA SI PUÒ AVERE RISARCIMENTO





TRADITI DAL CONIUGE 

ORA SI PUÒ AVERE RISARCIMENTO


- Hai le 'corna'? Puoi chiedere un risarcimento. Ebbene sì, una sentenza della Corte di Cassazione apre la possibilità al coniuge, vittima di un tradimento, di poter chiedere e ottenere il risarcimento dei danni per le 'corna' subite. La possibilità di essere risarciti, dice la Suprema Corte, esiste anche se la separazione è avvenuta in maniera consensuale, senza addebito. Ovviamente, chiarisce la sentenza 18853 della Prima sezione civile, c'è tradimento e tradimento per cui il risarcimento del danno scatta soltanto se il coniuge che ne fa richiesta abbia subito una «lesione di un diritto costituzionalmente garantito». Per esempio, «ove si dimostri che l'infedeltà, per le sue modalità e in relazione alla specificità della fattispecie, abbia dato luogo a lesione della salute del coniuge». Insomma, i danni da 'cornà, precisa ancor meglio la Cassazione, si possono ottenere dove il tradimento «per le sue modalità abbia trasmodato in comportamenti che, oltrepassando i limiti dell'offesa di per sè insita nella violazione dell'obbligo in questione, si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto». Applicando questo principio la Cassazione ha accolto, dopo due giudizi negativi, il ricorso di una donna di Savona, M.G., che aveva citato in giudizio il marito P. G. dal quale si era separata consensualmente per chiederne la condanna al risarcimento del danno biologico ed esistenziale causatole dalla relazione che l'uomo aveva intrattenuto con un'altra donna sposata. Sarà ora la Corte d'appello di Genova ad occuparsi del caso attenendosi al dettato della Cassazione.

Una battaglia giudiziaria per ottenere i danni da 'cornà che la signora M.G. stava portando avanti da dieci anni. Sia il Tribunale di Savona, nel giugno 2001, sia la Corte d'appello di Genova, nel maggio 2006, avevano dato risposta negativa a M.G. sulla base del fatto che la donna si era separata consensualmente dal marito e che la perizia del Ctu non aveva messo in rilievo particolari danni alla salute. M.G. ha portato avanti con successo la sua battaglia sino in Cassazione. Piazza Cavour, nelle motivazioni, spiega che «ciascun coniuge può legittimamente fare cessare il proprio obbligo di fedeltà proponendo domanda di separazione ovvero, ove ne sussistano i presupposti, direttamente di divorzio. Con il matrimonio - spiegano infatti gli 'ermellinì - i coniugi non si concedono un irrevocabile, reciproco ed esclusivo 'ius in corpus' - da intendersi come comprensivo della correlativa sfera affettiva - valevole per tutta la vita, al quale possa corrispondere un 'diritto inviolabilè di ognuno nei confronti dell'altro, potendo fare cessare ciascuno i doveri relativi in ogni momento con un atto unilaterale di volontà espresso nelle forme di legge».

La Cassazione spiega che per ottenere i danni da tradimento non basta la «sola sofferenza psichica causata dall'infedeltà e dalla percezione dell'offesa che ne deriva - obiettivamente insita nella violazione dell'obbligo di fedeltà - di per sè non risarcibile costituendo pregiudizio derivante da violazione di legge ordinaria, ma deve concretizzarsi nella compromissione di un interesse costituzionalmente garantito». Come i danni alla salute o alla dignità. Un via libera al risarcimento per il tradimento subito che, come spiega la Cassazione, deriva dal fatto che «la violazione dei doveri nascenti dal matrimonio non trova necessariamente la propria sanzione solo nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma, ove ne sussistano i presupposti secondo le regole generali, può integrare gli estremi di un illecito civile». In sintesi, chi è vittima di un tradimento e ha patito una sofferenza, fisica o morale che essa sia, anche se si è separato consensualmente può successivamente rivolgersi ad un giudice civile per avere i danni da 'cornà. Per dirla con piazza Cavour, «per avere il risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell'art. 2059 c.c., senza che la mancanza di addebito in sede di separazione sia preclusiva dell'azione di risarcimento relativa ai danni» da infedeltà.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=138823



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giovedì 14 maggio 2009

«Incontri virtuali» con i genitori divorziati



«Incontri virtuali» con i genitori divorziati


In due Stati degli Usa è già un´opportunità legale. Attraverso internet si può seguire la crescita dei figli anche senza incontrarsi fisicamente. Ottimo per chi è lontano centinaia di km. In gergo si chiamano «visite virtuali», ma per molti genitori americani, che dopo il divorzio vivono a centinaia di chilometri di distanza, si potrebbero ribattezzare come la cassaforte dell´affetto. Perché un padre, anche se lontano, attraverso la connessione video a Internet può seguire la crescita di sua figlia, valutare il suo nuovo taglio di capelli, complimentarsi per quel vestito così elegante, ammirare il sorriso in cui la caduta del primo dentino ha lasciato un´adorabile finestrella.


Cose normali per una famiglia unita, che nel caso di un divorzio e magari di un trasloco a centinaia di chilometri di distanza, come spesso accade negli Usa, possono trasformarsi in un sogno per il genitore rimasto solo. Così le visite virtuali diventano sempre di più un´ancora di salvezza del rapporto, perché consentono di mantenere forte un legame che altrimenti finirebbe per sfilacciarsi, ridotto solo a pochi incontri l´anno. Al punto che molti avvocati hanno cominciato a inserire, negli accordi di divorzio, l´obbligo di questi collegamenti tra il genitore che vive lontano e i suoi figli.


Lo Utah ha reso le visite online un´opportunità ufficiale nel caso di separazione già nel 2004 e il Wisconsin l´ha seguito a ruota. Ma anche gli avvocati di Missouri, Virginia e Illinois si stanno adeguando all´idea. Merito di qualche padre più tecnologicamente evoluto e più combattivo, come a esempio Michael Gough, che ha lottato a lungo nei tribunali dello Utah per ottenere il permesso di visitare i figli via web e quando si è trasferito in Wisconsin ha cominciato a coinvolgere anche gli avvocati di quello Stato nella sua battaglia.

L´idea di incontrare quasi dal vero per due volte la settimana i propri figli lontani piace molto a legali e genitori, ma c´è un fronte che manifesta delle perplessità. Il timore è che qualcuno si senta soddisfatto delle visite virtuali e riduca quelle vere. «I bambini hanno bisogno di genitori in carne e ossa e di abbracci e sorrisi autentici» spiegano i responsabili delle associazioni di tutela dei minori, mentre gli avvocati più attempati, meno avvezzi alle regole di Internet, faticano a introdurre nei loro prontuari per il divorzio la clausola delle visite sul web. Ma per molti, come George, che vive a Santa Cruz e ha la figlia e l´ex moglie che guardano l´altro oceano, le videochiamate sono fondamentali. «Quando vado a prenderla all´aeroporto per le nostre visite annuali non mi trovo davanti una piccola sconosciuta – racconta – ma so perfettamente cosa le è successo nelle ultime settimane. Come se le fossi stato accanto»

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