martedì 17 luglio 2012

AMORE E POTERE


AMORE E POTERE

Tra le dinamiche frequenti che si possono trovare in una coppia vi è quella del potere che si manifesta attraverso rapporti di forza. Si sa che ognuno di noi ha paura di “perdere potere” e di esporsi e ritrovarsi in qualche modo in una situazione di impotenza senza avere risorse e strumenti per affrancarsi da essa.

La terapia familiare sostiene che “amore e potere” siano veramente legati insieme in quanto ogni individuo ha fatto esperienza dell’enorme bisogno di essere amato per poter sopravvivere ma, al tempo stesso, ha anche percepito la “dipendenza e il senso di impotenza” che si sperimentava quando si era in balia di un’altra persona che, in virtù del fatto che ci forniva ciò di cui avevamo più bisogno al mondo, aveva anche   un enorme potere su di noi.
L’esperienza tipica viene fatta da ogni individuo in una fase precocissima della nostra vita allorchè, inermi e senza possibilità di sopravvivere da soli, abbiamo percepito la facilità che chi ama ha di ferire e, ancor di più,  di renderci impotenti e vulnerabili.

Le opposizioni tra le case prima/settima, seconda/ottava e, in termini di funzioni planetarie, i rapporti tra Venere e Plutone indicano sempre con precisione che è accaduto qualcosa nella prima parte della nostra vita  che ha messo alla prova il nostro senso di valore personale proprio attraverso un’esperienza di difficoltà che ha messo in relazione “amore e potere”.
Tra le altre cose, una delle battaglie più forti che si sperimentano nella coppia hanno a che fare proprio con “sesso e denaro” che, in un certo senso, catalizzano altre problematiche più sottili e meno visibili ma che, tuttavia, hanno sempre a che fare con il potere.
In effetti, in molte coppie il sesso viene “usato” e, quindi, non è solamente una gioia e una comunicazione, qualcosa che unisce e che energizza le due persone, ma qualcosa che viene imposto oppure che viene impedito o negato e, allo stesso modo, chi all’interno della coppia ha una maggior potenzialità economica può concedere o negare qualcosa all’altro ed anche questo non può non essere visto come una forma di  “potere”.

Esistono poi varie altre forme di potere che, ad esempio, possono passare attraverso il rapporto madre figlio che formano un’entità compatta contro il padre; non è raro vedere la madre che guarda il figlio e che gli fa capire di lasciar perdere perché non val la pena di discutere con il padre; questo ovviamente indica che lei  ha un grandissimo potere anche se, spesso, non ne è minimamente cosciente. In molte coppie la moglie finisce per prendere l’intero potere sui figli occupandosene costantemente e mantenendo con loro la simbiosi e così -  anche se in  maniera velata ma subdola – blocca la possibilità per il padre di entrare in relazione con il figlio.

Anche quando una donna tende ad occuparsi del marito come se fosse un figlio, dovrebbe essere ben consapevole di quali sono le motivazioni reali al di là di quelle che appaiono in superficie. Infatti, spesso,  questa è una modalità per guadagnarsi l’amore attraverso l’indispensabilità, tipico di quando non si ha sufficiente senso di valore personale da mettere in gioco e così l’efficienza diventa un modo per “avere potere” sull’altro.

Questo significa che la donna in questione fa molte cose per il compagno ma, se non c’è una vera consapevolezza, può autoingannarsi non preoccupandosi delle enormi aspettative che nutre che, se poi non verranno soddisfatte per qualsiasi motivo, daranno origine a tantissima rabbia e risentimento.
Purtroppo, senso di sicurezza e valore dei due componenti della coppia sono strettamente legati a doppio filo con il  potere e così, più i due individui sono in rapporto con le loro risorse interne e meno avranno bisogno di dover ricorrere a strategie di potere per non soccombere e per non sentirsi inadeguati o impotenti.

Le dinamiche di potere sono infatti un falso antidoto contro la vulnerabilità: non mostrare i sentimenti autentici, non lasciarsi andare e non permettere la costruzione di una reale intimità sono tutti vani tentativi  di mantenere un potere sull’altro anche se tutto questo si nutre dell’illusoria sensazione di non far sapere esattamente cosa succede, cosa si sente, cosa si pensa e ciò di cui si ha bisogno. Erroneamente cresciamo credendo che mostrare i propri bisogni sia sinonimo di debolezza e fragilità per accorgerci nel tempo che invece, la vita vera passa attraverso la possibilità di comunicarli e di mostrare anche la vulnerabilità.

Un’altra falsa illusione di forza giunge dall’idea di non doversi scusare anche quando si ferisce o si fa qualcosa che danneggia o fa star male l’altro; in realtà una cosa importantissima in una relazione è proprio “ammettere i propri errori” e “chiedere scusa” quando si è arrecato dolore. Molte persone non riescono a fare questo perché temono di esporsi troppo al potere dell’altro e che non sia positivo; tuttavia, soprattutto quando c’è stata molta rabbia, è assolutamente importante chiedere scusa ed anche richiedere il perdono.
E’ proprio chi è in contatto con il potere personale che ha meno problemi a chiedere scusa proprio perché ha meno bisogno di mantenere maschere.

Quando invece si ha paura di “perdere” qualcosa di sé si tende a restare in una condizione di irritazione e di chiusura che finisce per bloccare il dialogo e il rapporto intimo con l’altro; questo però - anche se non vi è consapevolezza – può anche essere un modo per punire l’altro e tenerlo a distanza. In questo caso si chiudono le finestre all’intimità e quindi bisognerà poi mettere in atto qualche strategia per poterla ritrovare.
A volte si tratta di una vera e propria manipolazione nei confronti del partner che, in questo modo, dovrà  accollarsi eccessivi sensi di colpa per il dolore che ha procurato.

Purtroppo le dinamiche Venere Plutone tendono a riportare a galla ferite emotive ed affettive irrisolte e, soprattutto, la sensazione di essere esclusi o manipolati dai comportamenti altrui; chi ha questo aspetto nel tema natale ha vissuto un profondo senso di abbandono emotivo quando non rispondeva al genitore come questo si aspettava; in pratica ha fatto un’esperienza abbastanza forte di “manipolazione” ed ha quindi particolari paure che tendono ad emergere proprio in presenza di situazioni emotivamente simili.
In queste situazioni eruttano emozioni e sensazioni molto intense che spingono a dire e fare cose che non hanno nulla a che vedere con ciò che si sta vivendo nella realtà presente e nel rapporto.

Quelli sono i momenti in cui possono apparire rabbie o critiche del tutto sproporzionate che originano da ferite del passato che possono creare problemi più o meno grandi all’interno della relazione attuale: è quindi importantissimo non mantenere a lungo un’eccessiva lontananza dal partner cercando in questo modo di mantenere un senso di potere controllando o tenendo a bada il compagno.

Si cade in dinamiche di potere ogni volta che ci si trova in una situazione di dipendenza ma, al tempo stesso, non si può dimenticare che si prova anche un forte senso ostilità perché si teme che l’altro possa approfittare di questo stato.

Occorre ricordare che qualsiasi dinamica di potere non è positiva per la relazione in quanto si tratta sempre di competizione e di sfida e nega quel forte coinvolgimento di cui ha bisogno per crescere.

L’asse seconda ottava è quello che astrologicamente contempla più dinamiche di potere e questo perché il potere personale previsto dall’ottava casa è qualcosa di fondamentale proprio perché mette al riparo dal dover creare rapporti basati su competizione, distanza e forza. Tuttavia, l’opposizione ci ricorda che c’è qualcosa che non ha funzionato in passato e che, dunque, si tenderà a non avere una buona percezione delle proprie risorse, dei propri valori ed affetti al punto da pensare che bisognerà controllare e trattenere per potersi garantire una sorta di sicurezza che è mancata.

Sono tante le dinamiche di potere che possono essere gestite all’interno di una coppia ma, in ogni caso, va sempre tenuto presente che l’amore è un grande rafforzativo del  potere personale (casa ottava) che deve affondare le sue radici nella seconda casa, quella in cui appunto abbiamo potuto mettere a budget proprio quelle sicurezze sulle nostre risorse personali le uniche che ci consentiranno di non avere paura nello stare insieme ad un’altra persona in una condizione paritaria senza bisogno di sottomettersi o di dominare.
Quando si entra in una situazione di questo tipo è importante lavorare sul senso di abbandono, sulla mancanza di valore personale e sulla carenza di risorse che sono le cose che impediscono di attingere al potere personale e che spingono inesorabilmente a difese infantili che sono molto distruttive da adulti.

 a cura di Lidia Fassio

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