giovedì 26 luglio 2012

La masturbazione è la prima attività sessuale dell’essere umano



La masturbazione è la prima attività sessuale dell’essere umano, infatti sin da bambino l’individuo esplora il proprio corpo, così come indaga il mondo circostante; nel viaggio all’interno del corpo, l’infante sollecita manualmente i propri organi sessuali e scopre il piacere dell’autostimolazione.

In età infantile la masturbazione è da intendere come la capacità del bambino di manipolare e conoscere gli oggetti, mentre nello stadio successivo, in particolare con la pubertà e quindi con i mutamenti corporali dello sviluppo sessuale, l’autoerotismo è recepibile più come attività attraverso la quale raggiungere l’orgasmo.

L’autocompiacimento adulto, a differenza di quello infantile, è vissuto in alternativa al coito, ed è, soprattutto nei maschietti, accompagnato dall’eiaculazione; ma la masturbazione non dovrebbe essere un rimedio, bensì una fase della propria vita nella quale sia legittimo conoscersi, comprendersi.

Altra differenza tra le diverse fasi della masturbazione consiste nelle modalità di sperimentazione. In età infantile la masturbazione consiste più nello sfregamento dei genitali su un piano d’appoggio (pupazzi, sedie, copertine), mentre in età adulta l’autostimolazione è messa in atto dall’uomo per mezzo di una mano che struscia sul proprio pene (gesto che in gergo si definisce “sega”) e dalla donna per mezzo di oggetti fallici o dita (surrogati necessari per la penetrazione vaginale).

Nelle ragazze la masturbazione è meno praticata, probabilmente perché ancora considerata un tabù, o per il persistere di un retaggio culturale maschilista, o forse, ancora, perché la stimolazione diretta della clitoride (l’organo femminile che produce piacere) è più complicata rispetto alla manipolazione del pene; un sondaggio sulla sessualità femminile potrebbe rivelarci l’arcano, ma spesso le donne sono restie ad ammettere qualsiasi forma di masturbazione.

La pratica autoerotica, tranne nel caso diventi compulsiva, non è riprovevole, anche se in alcuni casi non è accettata; si pensi alle comunità prettamente cattoliche, per loro la sfera sessuale è funzionale all’attività produttiva, pertanto l’autostimolazione è considerata come una pratica perversa, come una forma di peccato. L’accettazione o il rifiuto dell’autoerotismo, di conseguenza, riflette differenti contesti socio-culturali, specialmente nazionali.

La masturbazione, malgrado per molti non sia immorale, è una pratica più adolescenziale; col passare degli anni di ogni persona assume forme e dimensioni diverse, è vista come preludio del rapporto sessuale, è consumabile all’interno del rapporto di coppia. L’autostimolazione all’interno della coppia aumenta così il senso di complicità, di intimità, di socializzazione e di passaggio alla fase adulta, ulteriore all’età della scoperta del proprio corpo e dell’esplorazione delle proprie sensazioni erotiche.


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