venerdì 25 marzo 2011

14 OTTIMI MOTIVI PER FARE SESSO



14 OTTIMI MOTIVI PER FARE SESSO <3 1 - Fa bene alla colonna vertebrale, potenziando l'elasticità muscolare; 2 - Stabilizza la pressione sanguigna e riduce i rischi infarto e ictus; 3 - Favorisce un migliore sonno notturno; 4 - Rilascia le endorfine che producono buon umore; 5 - Ogni atto s...essuale brucia 200 calorie, l'equivalente di una barretta di cioccolato; 6 - Sempre attraverso le endorfine, stabilizza lo stimolo della fame 7 - Gli oppiacei rilasciati dal cervelletto durante l'orgasmo funzionano da antidolorifici; 8 - Lunghi baci producono saliva che protegge denti e gengive; 9 - La pelle si tende, il viso ha un aspetto luminoso; 10 - La difese immunitarie vengono potenziate; 11 - L'attività erotica rilascia prolattina che ha un'azione antistress; 12 - Il piacere sessuale produce monossidi che proteggono da malattie cardiovascolari; 13 - Più si fa buon sesso, più se ne vuol fare. E' una conseguenza dell'ormone dell'ossitocina; 14 - Il sommarsi di tutti i fattori sopracitati, secondo il dottor Weeks, porta a un beneficio globale pari a sette anni di vita in più. .

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 FAI VOLARE LA TUA 
FANTASIA
MUNDIMAGO


L'Amore e' gratuito o non è amore



L'amore o è gratuito o non è amore



Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne
si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente
ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò
le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
"Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro
Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro
Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro
Per ever preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro
Totale: 9 Euro".

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente. La sua mente si affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
"Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro
Per tutte le volte che ti ho
cullato quando eri triste: 0 Euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti ho preparato: 0 Euro
Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro".

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero
capolino nei suoi occhi.

Girò il foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato". Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
Quando nei rapporti personali e famigliari si cominciano a fare i conti, è tutto finito.
L'amore o è gratuito o non è amore.

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giovedì 24 marzo 2011

EGITTO , Botte, scariche elettriche, umiliazioni e test di verginità


Un comunicato di Amnesty International 
racconta di donne arrestate,
torturate ed umiliate
solo per aver chiesto più partecipazione


Chiedevano partecipazione, rivendicavano i diritti per cui loro stesse erano scese in piazza nei giorni della rivolta anti-Mubarak:  per questo sono state arrestate e torturate. Botte, scariche elettriche, umiliazioni e “test di verginità” sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione: il destino di almeno diciotto donne egiziane, fermate dai soldati dopo aver preso parte ad una manifestazione in Piazza Tahrir  fa pensare ad anni che sembravano essere stati spazzati via dalle rivolte e che invece si ripresentano anche oggi, una volta spenti gli entusiasmi di quella rivoluzione che ha sollevato il popolo egiziano.
Le donne sono state arrestate il 9 marzo nel corso di una protesta pacifica contro la mancata partecipazione femminile nella stesura delle modifiche alla Costituzione egiziana: una situazione, questa, che aveva spinto molte delle donne che avevano avuto ruolo attivo nelle rivolte a votare no al referendum di modifica della Costituzione, a costo di passare per nostalgiche del regime di Hosni Mubarak. L’esclusione del mondo femminile dai nuovi organi costituzionali era infatti stata letta come un’esplicita volontà di rinnegare i valori stessi per cui uomini e donne, insieme, erano scesi in piazza: libertà, democrazia e parità di diritti. Gli arresti paiono aver amaramente confermato quest’impressione. «E’ un segnale estremamente negativo – ha affermato al riguardo Riccardo Noury, portavoce italiano per Amnesty International intervistato da Diritto di Critica– perché significa che le donne che sono state protagoniste del cambiamento sono state rimesse nel posto dove la cultura dominante le vuole tenere, cioè lontane dalle piazze. Gli arresti e le torture abbassano la dignità umana e appaiono come una punizione specifica contro le donne in quanto tali, proprio perché hanno osato prendere la parola e chiedere un cambiamento».
hassanhamada4119477161 e1300960909970 Test di verginità e torture: lEgitto contro le donne scese in piazzaChi di loro è stata arrestata, ha parlato di trattamenti brutali e denigratori: hanno denunciato di essere state picchiate, spogliate e perquisite in stanze con porte e finestre aperte mentre soldati uomini le fotografavano, minacciando implicitamente di rendere pubbliche le immagini. Successivamente sono state sottoposte da un medico ad un “test della verginità”. «Questo test  – ha affermato al riguardo Amnesty International - costituisce tortura quando è eseguito con la forza o sotto coercizione. Costringere le donne a sottoporvisi è profondamente inaccettabile. Il suo obiettivo è degradare le donne in quanto tali. Tutto il personale medico dovrebbe rifiutarsi di prendere parte a questi cosiddetti test».
Rasha Azeb, una giornalista arrestata insieme alle altre donne, ha riferito ad Amnesty International di essere stata ammanettata, picchiata e insultata: le prigioniere sarebbero state dapprima portate in un locale del Museo del Cairo, e poi percosse,  colpite con l'elettricità al petto e alle gambe e chiamate "prostitute". «Sentivo le urla delle detenute mentre venivano torturate», ha raccontato all’organizzazione per i diritti umani. Una denuncia simile a quella di Salwa Husseini, 20 anni,  condotta con le altre nel carcere militare di El Heikstep, nel Cairo: secondo la sua testimonianza le donne trovate “non vergini” sarebbero state accusate di prostituzione. Una donna che aveva dichiarato di essere vergine, e per la quale il test ha provato il contrario, è stata colpita con ulteriori scariche elettriche. Delle diciotto arrestate, Rasha Azeb è stata rilasciata a poche ore dall’arresto assieme ad altri colleghi giornalisti, mentre le altre sono comparse l’11 marzo davanti ad un tribunale militare e rilasciate due giorni dopo. Solo alcune di esse sono state condannate ad un anno di carcere, ma la pena è stata sospesa. Salwa Hosseini invece è stata giudicata colpevole di distruzione di proprietà pubblica e privata, ostacolo alla circolazione, possesso di armi e “condotta disordinata”. «Si tratta di un reato penale con una sfumatura morale – spiega Noury – e di un mezzo per gettare discredito sulle donne che hanno manifestato: un po’ come dire a tutti “guardate, quelle che sono scese in piazza non erano donne per bene ma prostitute”. Un modo, insomma, per delegittimare la loro protesta e le loro richieste».
L’accaduto, su quale Amnesty International ha chiesto al governo egiziano di fare chiarezza, si configura come una vera e propria continuità con il regime di Mubarak. «Gli stessi soldati che a piazza Tahrir erano stati accolti come liberatori, adesso portano avanti queste deprecabili pratiche. – continua Noury – Per correggere la Costituzione bastano pochi giorni, ma per cambiare atteggiamenti radicati e accettati per decenni possono servire anni: tuttavia senza una presa di posizione netta e decisa del governo egiziano c’è il rischio che nulla cambi veramente. Ad oggi, - conclude Noury - l’unico segnale delle autorità verso episodi simili è la totale accondiscendenza e impunità per i colpevoli».

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mercoledì 23 marzo 2011

La disfunzione erettile



La disfunzione erettile è una patologia che interessa 1 maschio adulto su 8 e oltre a influenzare negativamente la sfera intima e la vita di coppia, molto spesso è un campanello d’allarme sulla presenza di altre problematiche come malattie cardiovascolari e diabete. Si calcola che in Lombardia il problema della disfunzione erettile interessi circaandrologia 500.000 uomini. È su questa base che ha preso il via l’iniziativa “Basta Scuse“, campagna di sensibilizzazione e informazione sulla disfunzione erettile, che dà la possibilità di ottenere una consulenza personalizzata che prevede anamnesi del paziente, esame obiettivo e discussione sulla patologia, oltre che sugli esami da svolgere e le possibilità terapeutiche. La campagna è stata presentata ieri a Palazzo Lombardia in una conferenza stampa cui è intervenuto l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani. Sabato 26 e domenica 27 marzo gli specialisti di SIA (Società Italiana di Andrologia), SIAMS (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità) e SIU (Società Italiana di Urologia) saranno a disposizione dalle 8 alle 20 per visite andrologiche gratuite. Bresciani si è detto favorevole alla nascita di un network di specialisti che unisca in una “rete andro-ginecologica” le competenze di chi si occupa delle problematiche della coppia da vari punti di vista. “E’ necessario – ha spiegato l’assessore – ragionare in un’ottica di multidisciplinarietà e di concerto, superando competizioni e solismi”.


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venerdì 18 marzo 2011

Poesia per il papà , FESTA DEL PAPA'

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FESTA DEL PAPA'




Poesia per il papà.


Bambini potete imparare a memoria questa poesia aiutati dalla mamma, dai nonni o dagli zii e recitarla il giorno della festa del papà: sarà sicuramente molto contento di sentire recitata da voi una poesia dedicata solo a lui!

"SE SEI ARRABBIATO..."
 
Se sei arrabbiato
perché nel traffico ti sei stancato,
caro papà riprendi fiato:
il mondo è bello ma un po' affollato.

Caro papà se sei un po' teso
ed il lavoro ti sembra un peso,
tu pensa sempre: sei nel mio cuore,
ti voglio bene a tutte le ore.



Ecco una simpatica poesia per il nostro papà da scrivere dentro ad un cartoncino a forma di auto, aprendo lo sportello il papà potrà leggere la poesia a lui dedicata.




Poesia:
Senti caro papà non sai ancora la novità
te lo dico in un momento
con il cuore tutto contento
oggi ho letto sul giornale
 a carattere cubitale
E' LA FESTA DEL PAPA'
A TE BACI IN QUANTITA'.

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giovedì 10 marzo 2011

Amore e tradimenti, le leggi di Facebook



Amore e tradimenti, le leggi di Facebook:
per divorziare non “vale” l’ingresso abusivo, 
ma il falso profilo sì


Entrare abusivamente nel profilo facebook del proprio partner a caccia di eventuali tradimenti non vale. Creare una falsa identità virtuale per testarne la fedeltà, questo invece vale. Almeno per la legge e i tribunali italiani. Se facebook è diventata la prima causa di divorzi negli Stati Uniti, è facile immaginare che a breve anche l’Italia seguirà lo stesso percorso. E’ interessante quindi capire quali comportamenti su facebook possono portare a una separazione e ad un divorzio e quali no. Quali comportamenti possono essere accettati da un tribunale e un giudice come prove e quali no. La rete, e in particolare facebook, sono o si avviano a diventare la prima causa di divorzi e separazioni non per delle loro storture intrinseche, come nota giustamente Severgnini sul Corriere della Sera, il problema non è tanto il mezzo, ma la volontà. Nell’ottocento, probabilmente, la prima causa di liti in famiglia (il divorzio raramente era praticabile) saranno state le lettere. Con l’invenzione del telefono questo ruolo sarà diventato appannaggio delle chiamate per poi passare agli sms e infine alle mail. Non sono i mezzi, ma la volontà dei soggetti, la volontà degli sposi che sta dietro la fine di ogni rapporto di coppia. Lettere, telefoni, messaggini, e-mail e facebook sono poi solo delle occasioni e dei sistemi di comunicazione, in realtà non ci si lascia per facebook, come non ci si lasciava per le lettere, ci si lascia e ci si lasciava per il contenuto delle lettere ieri e dei post oggi. Contenuto che rivela, o almeno lascia sospettare, quella che è da sempre la causa principe della fine dei rapporti, cioè il tradimento.
Gli avvocati matrimonialisti, che di questo vivono e su questo lavorano, hanno però cominciato a interessarsi a facebook per capire come e quali comportamenti tenuti sul social network possono essere citati in tribunale e diventare elementi “legali” di una separazione. Partiamo da cosa non si può fare, cioè dalla descrizione di quali comportamenti non si possono tenere su facebook, come su qualsiasi altro social network, per cogliere il proprio partner “con le mani nel sacco”.
Non si può entrare abusivamente nel profilo del proprio partner e se, grazie ad un “ingresso” abusivo, venisse scoperto un tradimento, questo non costituirebbe una prova valida da esibire in tribunale. L’ingresso abusivo potrebbe essere infatti equiparato al reato di violazione della corrispondenza (art 616 cp, reclusione sino ad un anno).
Non si può creare un falso profilo, magari con il nome della supposta amante, per contattare il proprio partner. In questo caso si rischia il reato di sostituzione di persona (art 494 cp, anche qui reclusione sino ad un anno).
Non si possono creare gruppi pubblici o comunque parteciparvi per confrontarsi con altri “traditi” facendo riferimenti a nomi e fatti reali. Il rischio è quello di incorrere nel reato di diffamazione aggravata punito con tre anni di reclusione.
Non si possono scrivere frasi denigratorie o commenti ingiuriosi sul profilo del partner traditore, anche qui il rischio è quello della diffamazione aggravata.
Si possono però fare un sacco di cose, ed è bene che lo sappiano tutti: quelli che sono nel ruolo di traditori e che devono quindi stare molto attenti, come quelli che sono o pensano di essere vittime di tradimento.
E’ lecito creare un profilo di fantasia, senza relazioni quindi con persone reali, e con questo contattare il proprio partner per testarne il “tasso di fedeltà”. Per la Cassazione un’assidua relazione virtuale è assimilabile al tradimento. Meglio non parlare troppo con gli sconosciuti quindi, se vi contatta una procacissima “Paperina” ci potrebbe essere sotto un “trappolone”.
E’ lecito chiedere ad un’amica, o ad un amico ovviamente, di contattare il proprio partner e fingersi di lui innamorato. Se il malcapitato “ci starà”, le prove raccolte con questo piccolo (mica tanto) inganno, potranno essere prodotte in giudizio e l’amica, o amico che sia, potrà anche essere sentito come testimone.
E’ lecito, se il proprio partner passa serate intere davanti al pc, invitare a casa amici che possano così diventare testimoni della “dipendenza” da facebook, testimoni che potrebbero un domani tornare utili in tribunale.
E’ lecito, infine, controllare il profilo del proprio partner senza finzioni. E’ cioè ammesso che la moglie, con la sua vera identità, legga i post del marito ma se, in questo caso, il marito oltre ad essere traditore decide di ammetterlo in pubblico, è presumibile che sia il primo a volere la separazione.
E per fortuna che, come disse qualcuno, l’amore vince sempre.

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Donna che sa quello che vuole



Mulher que sabe o que quer

Mulher que mostra quanto mais o tempo passa
cada vez mais a sua raça,
raça para criar,
raça para amar,
raça de ter coragem pra chorar.
Essa é a nova Mulher
que mostra o que quer.
Mulher que traz em si a verdade,
Mulher da bondade,
Mulher sem medo,
Mulher que guarda segredo,
Mulher do amor,
Mulher igual uma flor.
Mulher poesia,
Mulher alegria,
Mulher de todos os dias...
Mulher que já passou pelo inferno,
Mulher que suportou o inverno,
Mulher que descortinou o véu,
Mulher que sabe chegar ao céu,
Mulher cheia de fé,
Mulher que luta e permanece em pé.
Essa é a nova mulher
que sabe o que quer.
Mulher no poder,
basta ela querer.
Hoje a mulher
pode ser o que quiser.



Traduzione da Portoghese verso Italiano

Donna che sa quello che vuole

Donna mostra quanto tempo passa
sempre di più alla loro razza,
gara per creare,
amore di razza,
gara per avere il coraggio di piangere.
Questa è la donna nuova
che mostra ciò che si desidera.
Donna che incarna la verità,
Bontà delle donne,
Donna senza paura,
Le donne che mantiene segreto
L'amore della donna,
Donna come un fiore.
La poesia della donna
Donne gioia
Donne di tutti i giorni ...
Le donne che hanno attraversato l'inferno,
Le donne che hanno vissuto l'inverno,
Donna che drappeggiato il velo
Donna che sa come arrivare al cielo,
Piena di fede, donna,
Donna che combatte e si alza.
Questa è una donna nuova
che sa quello che vuole.
Donne al potere
solo lo vogliono.
Oggi le donne
può essere qualsiasi cosa desideri.

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venerdì 4 marzo 2011

non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna





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non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna


Le dimensioni del pene sono un argomento che spaventa sia gli uomini, i quali hanno paura che il loro pene sia troppo piccolo per soddisfare le proprie partner, sia le donne, e qui viene il buffo della faccenda: alcune donne sono spaventate che il proprio uomo abbia un pene troppo grande tanto da farle male. Ora come minimo ci si dovrebbe mettere d’accordo.
Tali paure sono comunque infondate per entrambi. La vagina è un organo elastico e può adattarsi senza grandi problemi alle dimensioni del pene, le sue pareti sono infatti composte di morbide pieghe elastiche di pelle membranoso-mucosa che si allungano o contraggono (con il concorso dei muscoli pelvici) per permetterle tale adeguamento. Ogni vagina ha la sua conformazione particolare come ognuno di noi ha un corpo diverso, ma in media è stato riscontrato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, ha le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro, continuando a dilatarsi ed adattarsi al pene durante la penetrazione (Masters & Johnson in “L’atto sessuale nell’uomo e nella donna”). Questo vuol dire che non serve un pene tanto grande per soddisfare una donna e che, eccetto rari casi, non esiste un pene tanto grande da causare grandi dolori ad una donna.


Questo del dolore è poi un argomento sopravvalutato ed esagerato nelle sue conseguenze. Il dolore non è sempre presente nelle donne, né la prima volta né le volte seguenti, e anche quando c’è, nella maggior aprte dei casi, non è un dolore così acuto di cui spaventarsi. La vagina è un organo elastico, ma la sua elasticità dipende dai muscoli pelvici, se questi vengono contratti viene bloccata la dilatazione e si può provare del dolore. Se siete rilassate e tranquille non ci sarà contrazione di tali muscoli, anzi la dilatazione avverrà con più naturalezza e non ci sarà possibilità di provare dolore. Più siete spaventate dalla situazione, o dal dolore stesso, meno sarete rilassate e più dolore proverete.
Può capitare che alcuni uomini durante la penetrazione spingano molto in profondità il loro pene perché hanno la sensazione che questo scivoli all’interno della vagina e non dia sensazioni piacevoli. Questo accade nei casi in cui c’è molta lubrificazione e cioè la donna è molto eccitata. Lo spingere molto in fondo però può causare fastidio nella donna, in questo caso non abbiate vergogna o paura di chiedere al vostro partner di spingere di meno, spiegandogli che le vostre sensazioni sono molto più piacevoli ed aiutando lui a provare maggiore stimolazione contraendo i muscoli vaginali, stringendo dunque il condotto vaginale ed aumentando l’aderenza del pene alla vostra vagina. Per imparare a fare questo potete usare gli esercizi di Kegel utili a rinforzare appunto tali muscoli.
La vagina si è evoluta per poter accogliere ed adattarsi alle dimensioni del pene che si appresta a ricevere al suo interno, questo accade in modo naturale per poter permettere all’atto sessuale di avvenire in modo gradevole e spontaneo. Le dimensioni del pene in sè per una donna contano molto poco, poichè il suo apparato genitale è in grado di avere la giusta combinazione con tutti i tipi di pene.
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NON SERVE UN PENE GRANDE PER SODDISFARE UNA DONNA



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non serve un pene tanto grande per fare un buon sesso,


1 - Vescica
2 - Osso pubico
3 - Pene
4 - Corpo cavernoso
5 - Glande
6 - Prepuzio
7 - Uretra
8 - Colon sigmoideo
9 - Retto
10 - Vescicola seminale
11 - Dotto eiaculatore
12 - Prostata
13 - Ghiandole di Cowper
14 - Ano
15 - Dotto deferente
16 - Epididimo
17 - Testicolo
18 - Scroto


non serve un pene tanto grande per fare un buon sesso

Perché gli uomini continuano a temere in gran misura che le dimensioni del loro pene non siano adatte? In gran parte perché sbagliano il metro di misura. Innanzitutto sono abituati a credere a falsi miti appresi tramite la pornografia, che pone come mito sessuale solo uomini superdotati che hanno per di più rapporti sessuali finti e costruiti a tavolino. Questi uomini superdotati non sono la normalità ma solo un’eccezione. Confrontarsi con l’eccezione vuol dire condannarsi ad essere sempre in svantaggio, è come se mi considerassi basso prendendo come metro di paragone solo quelli alti più di due metri! Per un confronto deve essere invece preso in considerazione il valore medio della popolazione. Le dimensioni standard del pene, ovvero relative alla media della popolazione evidenziano una dimensione a riposo pari a 8-10 cm in lunghezza (dalla radice dorsale del pene alla punta). In erezione, invece, la lunghezza media varia tra i 12 e i 16 cm con una circonferenza pari a 12 cm. In particolare un pene per essere definito piccolo, o come viene scientificamente detto micropene, deve avere una dimensione in erezione sotto i 7 cm e solo il 3% degli uomini rientra in questa categoria. Questo perché un pene con tali dimensioni non riesce a penetrare agevolmente la cavità vaginale. Essendo le dimensioni del canale vaginale a riposo di circa 7,5 cm un pene, che in erezione ne misura mediamente il doppio, non avrà particolari difficoltà durante il coito.


Altro metro di paragone totalmente sbagliato è paragonare il proprio pene con quello degli altri uomini intorno. La percezione che un uomo può avere del proprio organo genitale è “visivamente” distorta se lo confronta con un altro simile posizionato di fronte. L’auto-osservazione, se non effettuata allo specchio rimanderà costantemente una prospettiva completamente differente (alto-basso) rispetto a quanto osservato frontalmente. Il pene di chi abbiamo di fronte apparirà inevitabilmente più allungato e proporzionato.
Un pene troppo lungo non è assolutamente un vantaggio, anzi può causare fastidio nella partner.
Oltretutto le zone erogene femminili non si situano esclusivamente nella vagina. Perciò non sono solo le dimensioni a determinare l’intensità del piacere femminile. Carezze, tenerezza e disponibilità all’ascolto sono altrettanti fattori di fondamentale importanza, non c’è solo la stimolazione vaginale.
La concentrazione di terminazioni nervose che causano sensazioni piacevoli durante l’attività sessuale giacciono intorno all’entrata della vagina. Molto importante per la donna è la stimolazione del Clitoride che è esterno. Alcuni studi hanno rilevato che porzioni del clitoride si estendono nella vulva e nella vagina, formando il famoso Punto G, ma queste sono ubicate nella zona della parete vaginale anteriore a circa 5 cm di profondità. Quindi non serve andare tanto in fondo per stimolare le zone erogene femminili. Dunque non serve un pene tanto grande per fare un buon sesso, ma solo una buona “testa”!

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giovedì 3 marzo 2011

FREE - WEB: ECCO LA STORIA DELL ' 8 MARZO , FESTA DELLE DONNE ...


FREE - WEB: ECCO LA STORIA DELL ' 8 MARZO , FESTA DELLE DONNE ...: "La festa della donna ha la sua origine all'inizio del XX secolo quando un gruppo di operaie ha fatto sciopero per protestare contro le lo..."

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Con le nuove tecniche ostetriche venire al mondo è sempre più sicuro




Viaggio tra le speranze e le paure delle future mamme in un mondo che cambia. Grazie alle nuove tecniche, come l'introduzione dell'ecografia intrapartum, i rischi di complicazioni sono sempre più ridotti

 - "Andrà tutto bene?", "sopporterò il dolore?", "sarà sano?". Caduta l’incognita 'sesso' del nascituro e  presenza di alcune possibili patologie genetiche (grazie a indagini diagnostiche sempre più sofisticate), il parto resta comunque un momento carico di ansie per le future mamme. Con i dolori si affacciano antiche paure, oggi mitigate dall’introduzione di moderne tecnologie come l’ecografia intrapartum, che permette di visualizzare correttamente, tramite l’utilizzo degli ultrasuoni, l’esatta presentazione del feto e la sua discesa lungo il canale del parto.

"Una specie di ‘terza mano’, come la definiamo noi medici", sorride Francesco Branconi, professore associato di ginecologia e ostetricia dell’università di Firenze e responsabile dell’area ostetrica dell’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.

Una rivoluzione in sala parto? "Non saprei, certamente uno strumento importante, a Careggi utilizzato da medici e ostetriche, che permette di monitorare la progressione del travaglio e riconoscere la posizione del bambino: quello che i vecchi medici, un tempo, facevano con le mani, appunto", interviene il direttore del dipartimento materno-infantile di Careggi e ordinario di ginecologia e ostetricia dell’ateneo fiorentino, Gianfranco Scarselli.

Capace di ridurre il ricorso al taglio cesareo? "Per questo credo che, prima di tutto, bisognerebbe intervenire sulla preparazione dei giovani ostetrici: andando a vedere le statistiche si può notare infatti come punti nascita del tutto omogenei per popolazione e caratteristiche della gravidanza abbiano tassi di tagli cesarei totalmente differenti e questo è sicuramente legato alla presenza di problemi comportamentali dei professionisti oppure a problemi organizzativi delle strutture" spiega Corrado Melega, già direttore del dipartimento materno infantile dell’Azienda Usl di Bologna, noto al pubblico di Fox-Life per aver partecipato alla seconda edizione della docusoap di successo Reparto Maternità Bologna.

"Si può affermare che un ecografo in sala parto è sicuramente utile" riprende il professor Melega, indicando
quelle che, in quarant’anni di esperienza, ha imparato a identificare come le maggiori ansie dei futuri genitori. "Riguardano certamente la possibilità di avere un figlio con problemi fisici o psichici - confida. In questo concorre il fatto che si fanno bambini sempre più tardi (l’età media del primo figlio per le italiane è di quasi trentadue anni), e ci si ferma, il più delle volte, a uno. In Emilia Romagna il tasso di natalità è di 9,7 nati per ogni mille abitanti, più alto della media nazionale. Forse i successi terapeutici hanno contribuito a creare equivoci facendo credere, magari inconsciamente, che è possibile individuare tutti i problemi con esami strumentali e clinici; cosicché non viene più ammesso l’errore. Il figlio è unico e tutto deve andare bene". Eppure, c’è chi sceglie di partorire in casa.

"In Paesi come la Gran Bretagna, non in Italia - risponde il professor Scarselli; ma anche nel nostro Paese la tendenza delle coppie è quella di scegliere il parto naturale. A Careggi è ormai entrato a pieno regime il centro nascita della Margherita: lì le puerpere sono seguite da sole ostetriche in una delle cinque colorate stanze travaglio-parto disponibili, e i neogenitori possono restare a dormire insieme al loro piccolo fino al ritorno a casa".

Già, perché i genitori sono due e il ruolo dei padri negli ultimi anni è molto cambiato, ancor prima che la creatura venga al mondo: "Otto papà su 10 chiedono di entrare in sala parto svela Francesco Branconi: alcuni in modo attivo (grazie ai corsi preparatori), altri per sostenere la compagna o per fare foto e filmini".

Caduto ogni tabù, il momento della nascita viene condiviso, spettacolarizzato, approdando addirittura in tv, e con enorme successo. "L’esperienza fatta con Fox-Life è stata divertente - ricorda Corrado Melega. Nulla era costruito, se non i necessari accorgimenti per le riprese. Credo che la spettacolarizzazione faccia ormai parte della nostra vita, nel bene e nel male".

Una vita che cambia, come cambiano usi e costumi, anche alla luce dei flussi migratori che vedono anche i medici alle prese con realtà e abitudini diverse. Anche in sala parto. "Oggi c’è molta libertà, tutte le donne partoriscono nel modo e nella posizione che vogliono - conclude da Firenze Francesco Branconi. A Prato il 50% delle mamme sono cinesi, i colleghi e le ostetriche sono preparati. Curiosità? Le puerpere con gli occhi a mandorla portano tutto da casa, dal cibo alle erbe ai granuli che assumono durante il travaglio, in genere molto breve. A giudicare dai risultati, funzionano: la loro tolleranza al dolore è altissima e, nonostante siano minute, mettono al mondo bambini molto grossi. Spesso sopra i 4 chili".

http://qn.quotidiano.net/

di Letizia Cini

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le sette regole del sesso eco secondo Greenpeace



Lenzuola bio e doccia in coppia:
le sette regole del “sesso eco” secondo Greenpeace

L’ecologicamente corretto coinvolge ormai tutti gli ambiti della vita, compresa l’attività sotto le lenzuola. Sì perché chi è attento all’ambiente, all’inquinamento, alle emissioni di anidride carbonica, non può limitarsi a spegnere le luci e fare la raccolta differenziata. Ora le regole ecofriendly arrivano anche in camera da letto: le ha scritte Greenpeace.

Frutta afrodisiaca? Che sia senza Ogm. Mirtilli, frutto della passione, fragole. Tutti alimenti che accendono la passione, ma per rispettare l’ambiente devono essere privi di Organismi geneticamente modificati, biologici, a chilometro zero e di stagione.

Anche il letto fa la sua parte: il vostro partner potrebbe obiettare che le doghe in legno non sono ecologiche. Ma potreste sempre mostrargli l’apposita certificazione dell’FSC (Forest Stewardship Council) una ong internazionale che rilascia un marchio ecologico per identificare i prodotti contenenti legno ottenuto da foreste gestite secondo criteri di eco sostenibilità.

Se poi dopo le fatiche dell’amore vi concedete una rilassante doccia occhio al senso di colpa dietro l’angolo: non lo sapete che più di 500 milioni di persone non hanno accesso all’acqua pulita e corrente? Soluzione: fate la doccia in due.

Le lenzuola? Solo di cotone organico: quelle in cotone normalmente in commercio sono infatti colorate o sbiancate con prodotti tossici per l’ambiente.

Naturalmente nelle sette regole non poteva mancare “spegnete la luce”: il pesce afrodisiaco, poi, a cena va bene, ma solo se sapete che proviene da acque pulite. Infine torna in auge lo slogan più noto degli anni Settanta: fate l’amore e non la guerra.

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