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martedì 17 luglio 2012

PERCHÉ FINISCE L’AMORE


Parliamo sempre dell’innamoramento e dell’inizio dell’amore come di un momento incredibile, pieno di energia e di possibilità in cui ognuno di noi trova e contatta le parti migliori di sé, ma non è facile parlare con la stessa intensità della fine dell’amore, di cosa ha portato a questa fase di cui ci si rende pienamente conto solamente quando, cercando nel proprio mondo interiore, non si trovano più quei sentimenti che un tempo avevano accarezzato e riscaldato la nostra anima.

Gli amori terminano e questo sembra un fatto della vita, tuttavia sarebbe importante individuare le cause prima, forse allora si sarebbe in tempo a trasformare e risanare. Certo, se da un lato è difficile credere che un amore sarà eterno dall’altro non possiamo fare a meno di coltivare questa illusione ogni volta che iniziamo una relazione.

Perché gli amori finiscono? Cosa è accaduto di così tragico da portare all’atto finale? C’erano delle possibilità che non abbiamo visto e che, di conseguenza, abbiamo trascurato?
Avremmo potuto fare qualcosa in più?
Queste sono le domande che attanagliano una persona quando sperimenta la fine di un amore e di una relazione; se è vero che si tratta di un’esperienza “archetipica”, nel senso che è un passaggio inevitabile della vita di ogni persona, è vero altresì che, con un po’ di consapevolezza in più, in alcuni casi si potrebbe evitare di scrivere la parola “fine”.

Spesso, la fine di un amore è anticipato da sensazioni di distanza emotiva, da gravi disagi sul piano personale ed interpersonale, da caduta di attrazione e dall’apparire di  determinati segnali che hanno lo scopo di anticipare gli eventi futuri.
Non è facile affrontare queste fasi di crisi in quanto le reazioni dipendono dal nostro temperamento e dalle esperienze registrate in passato, tuttavia, qui analizzeremo le principali cause che possono portare un amore alla sua nemesi.

La gelosia

Una delle cause più frequenti nella fine dell’amore è proprio la gelosia. Sappiamo che un po’ di gelosia stuzzica ed intriga e sembra rendere più fantastico l’amore ma sappiamo anche che quando diventa morbosa e pressante, non solo impedisce lo scambio e la fiducia, ma finisce per far emergere pensieri di allontanamento in quanto non si ha più la propria libertà e c’è una continua svalutazione di sè. La gelosia è un dramma del tutto personale che nasce da un disagio intimo, da bassa autostima o da un trauma di abbandono mai superato, purtroppo però viene interamente proiettata sull’altro che si trova, suo malgrado, in una condizione di sospetto continuo e di negazione dei suoi diritti più elementari.

La gelosia nasce dalla “paura di perdere il partner” e spesso ha le sue radici nell’infanzia magari in una situazione in cui si è effettivamente perduto qualcosa di importante senza avere mai superato il dramma e la ferita.
E’ la paura di non essere importanti, di non valere abbastanza e di non avere possibilità che fa vivere con la sensazione che prima o poi si verrà esclusi; a quel punto si finisce per perdere il proprio “centro” e per cominciare a pressare l’altro su cui si buttano tutte le personali insicurezze e la sfiducia che attanaglia dall’interno. Così si finisce per controllare, per investigare e per cercare prove di qualcosa che spesso non c’è ma che è presente dentro alla psiche del soggetto che ne è affetto. Nella gelosia in fondo vi è anche un grandissimo narcisismo: in effetti, si richiama in continuazione l’attenzione su di sé, denigrando e
sfiduciando totalmente l’altro, su cui si scaricano i peggiori sentimenti interiori.
E’ chiaro che questo comportamento, teso nel geloso a mantenere la relazione, finisce invece per farla crollare del tutto.
In un tema di coppia, particolari accentuazioni di Venere con Marte o Giove, specie se è implicato il segno del Toro o la casa IIa possono lasciar intuire difficoltà con la gelosia ed il possesso.

Il biasimo

Un’altra causa della fine di un amore è l’incapacità di affrontare le discussioni. Sappiamo tutti quanto siano delicati di processi di comunicazione allorchè si è molto coinvolti. Le relazioni investono grandi emozioni che rendono più complicati i due bisogni fondamentali espressi magistralmente dall’asse Ia –VIIa: esprimere pienamente sé stessi, stando però all’interno di una relazione con un altro.
Se non si lavora su questo delicato punto ci si ritrova a non comprendersi più anzi, ad affrontare ogni minima discussione con l’elmetto e la spada, come se si andasse in guerra.

Nella comunicazione si nascondono livelli diversi: il primo è quello del trasferimento dell’informazione, il secondo riguarda l’affermazione delle emozioni che giungono dal profondo e il terzo, il più complicato nell’interazione a due riguarda il delicato bisogno di  affermazione della propria identità.
Nel momento in cui non ci si sente capiti dall’altro, il dialogo finisce e, al suo posto arriva lo scontro e, come ben sappiamo, nello scontro non ci si può aprire, anzi, bisogna difendersi a spada tratta spesso accusando e, soprattutto,  non confessando all’altro le vere emozioni che sono in gioco che sono le uniche vere responsabili dello scontro.

Un interessante studio sulla comunicazione sostiene che a renderla difficile non è tanto ciò che si dice, quanto ciò che non si dice e come si agisce nell’interazione. Infatti, spesso sono il tono della voce e il linguaggio del corpo ad agire come veri e propri detonatori per la rabbia dell’altro.
Il biasimo ad esempio è  percettibilissimo dal partner che, al di là delle parole che vengono dette, sente qualcosa di più profondo che lascia passare svalutazione, biasimo, disistima e disconferma. Quando non c’è più modo di comunicare senza arrivare al litigio e all’insulto, la strada si fa molto difficile e, se non si corre ai ripari, la fine sarà inevitabile.
In ogni caso, occorre sempre avere in mano il barometro della conflittualità: più si fa elevata e più indica una reale incapacità di conoscere desideri, bisogni e aspettative  dell’altro. Quando ci si lascia andare alla rabbia vuol dire che la frustrazione è arrivata a livelli di guardia e che andrà tempestivamente affrontata. Non occuparsi di questo problema significa permettere un lento ma inevitabile declino della coppia.

Astrologicamente parlando le opposizioni Ia – VIIa con forti accentuazioni marziane nel tema di coppia possono rappresentare una insidia sul piano della capacità di mediare e di venire a patti con l’altro. Indicano tra l’altro, che prevale ancora il bisogno di “vincere” su quello di “cooperare”.

Infedeltà

Abbiamo già tanto trattato questo tema nel nostro magazine che non è il caso di ripeterci. Tuttavia, ricordiamo solamente che l’infedeltà è un problema prima di tutto personale che riguarda l’aderenza ai propri sentimenti ed ai propri valori. E’ chiaro dunque che se si arriva al tradimento occorre chiedersi quali sono le motivazioni per cui non si riescono a cambiare le cose insieme al partner piuttosto che dover cercare un’alternativa esterna. In ogni caso è anche questa una via ispida e piena di asperità che può aprire ferite difficili poi da risanare.

Astrologicamente possiamo vedere la tendenza a vivere problemi di infedeltà quando nel tema di coppia è presente una ottava casa forte e, per altri versi, particolari lesioni di Venere a Plutone o a Giove. In questo caso sono l’incapacità della coppia ad aprirsi, condividere e a fidarsi delle risorse personali e derivanti dall’unione, a impedire la costruzione di un reale clima di intimità e di espressione dei propri bisogni; tutto questo  può portare a scappatoie pericolose.

Simbiosi

Anche se sembra una contraddizione, in realtà le coppie che si candidano più facilmente alla rottura sono quelle simbiotiche in cui ovviamente vi sono profondi problemi di identità che tentano di essere colmati in un rapporto totalizzante che, nel tempo, rende infelici e impossibilitati a coltivare i propri interessi e la propria individualità. In queste coppie qualsiasi cosa fatta individualmente e separatamente, viene vissuta come un tradimento e come un affronto all’altro.
Queste coppie sono chiuse per cui, qualsiasi intervento esterno, viene visto come minaccioso della propria integrità e salute. Inutile dire che dopo un po’ questa situazione porta ad una agonia;  non c’è alcun ricambio, non c’è possibilità di confronto e  la coppia si svilisce in quanto non riceve alcun alimento. Queste coppie sono destinate al fallimento in quanto illusoriamente credono che la sicurezza sia rappresentata dalla chiusura, in realtà questa produce asfissia e soffocamento di entrambi il che porta a perdita di motivazioni e di energia. 

Nei temi di coppia forti concentrazioni Plutoniane e Nettuniane possono far pensare ad una mancanza di identità personale che può tentare di  essere compensata da una “identità di coppia” in cui entrambi si annullano per la relazione; questa situazione inizialmente può fungere da baluardo contro l’insicurezza e la paura di abbandono, in seguito diventa una prigione.

Mancanza di progettualità

Abbiamo detto spesso che una coppia, per considerarsi tale deve avere un obiettivo preciso, e delle mete comuni che ovviamente siano importanti e condivisibili per entrambi. All’interno di questo “pacchetto comune” ognuno dei due deve essere libero anche di coltivare i propri obiettivi personali sentendosi sostenuto e non bloccato dall’altro. Molte coppie credono di poter sopravvivere senza aver mai pensato a “cosa realizzare insieme” ma, in questo modo, non vi sarà neppure energia da apportare: senza motivazioni profonde ed autentiche non si può realizzare nulla, meno che mai un progetto a due.

Il raggiungimento di un obiettivo è continua fonte di stimolo per tutti e, nella coppia significa che c’è un orientamento preciso che canalizza l’energia e che, in ultima analisi, aiuta  a superare anche i momenti di maggior difficoltà.
In un tema di coppia è fondamentale guardare come è sistemato Urano proprio per comprendere come si gioca la progettualità della coppia. Quando Urano è molto battagliato, la coppia può pensare di vivere alla giornata; questo può anche essere entusiasmante all’inizio quando entusiasmo e passione possono farla da padroni; in seguito però questa coppia perderà di intensità e, se non ci sono progetti, non ci sarà collante.

La situazione economica

Anche se molti pensano erroneamente che questa sia una questione secondaria memori del vecchio detto “quando c’è l’amore non contano i soldi”, le cose non stanno assolutamente così e la mancanza cronica di una situazione economica stabile o la difficoltà nella gestione dello stesso non depongono, soprattutto oggi, a favore di una relazione solida. I soldi generano grandi conflitti interpersonali e familiari e non è detto che vi siano visioni simili circa le spese da affrontare; se poi uno dei due lavora poco o non lavora, allora le problematiche possono aumentare,  o meglio, sconfinare in altre dinamiche che riguardano il potere all’interno della relazione. Spendere troppo denaro, oppure non volerlo spendere per le esigenze familiari sono spesso fonte di grandi dissidi e di separazioni. In genere, anche dopo la separazione continua la conflittualità su questo tema: dare denaro è “concedere qualcosa di sè ”; in mancanza di valori autentici che contemplano il rispetto e il riconoscimento dell’altro, il denaro diventa la compensazione e viene usato come una vera e propria merce di scambio al proprio dell’affetto. In sede di separazione o di divorzio spesso si sentono frasi del tipo “non mi hai rispettato, non mi hai amato e allora adesso paghi”. Sappiamo bene che astrologicamente il denaro e le dinamiche ad esso interessate si giocano sull’asse IIa VIIIa, che guarda caso è un asse di sicurezze e di valori che possono però essere compensati con il denaro.

Anche in questo caso bisogna sottolineare che le coppie in genere non affrontano preventivamente questo problema e non ne discutono pensando che poi tutto funzionerà. Avere idee molto divergenti sull’utilizzo del denaro è un grosso problema che può portare alla risoluzione della relazione.

Chiudiamo questa breve carrellata ricordando che la coppia è un organo vivente e che, pertanto, ha bisogno di essere costantemente nutrita, osservata e alimentata. Non è possibile che una coppia possa reggere negli anni se non  investe su sé stessa. Non a caso la relazione viene posizionata astrologicamente in casa VIIa, casa che rappresenta anche le  “società tra persone”. Non vi è società che possa sopravvivere se i soci non mettono dentro la loro energia, i loro progetti, le loro capacità e il desiderio di vederla crescere e non vi è società che possa reggere in assenza di obiettivi; esattamente la stessa cosa possiamo dire per una relazione amorosa; non potrà vivere di nulla, avrà bisogno di motivazioni che portano ad azioni concrete e alla crescita dell’intimità e della condivisione con l’altro; avrà bisogno di obiettivi reali che possano realizzarsi nel tempo.
In una società professionale, inoltre, le differenze sono assolutamente gradite e premiate poiché apportano ricchezza al “bene comune”; in una coppia amorosa dovremmo prevedere la stessa cosa: sarà proprio la diversità ad apportare ricchezza garantendo  l’apporto di novità e di sperimentazione per entrambi. Per diversità si intende anche quella tra sessi che spesso viene negata o sottovalutata.

Luna e Sole sono due archetipi che rappresentano la metà di un intero; solo se li coltiviamo entrambi sapremmo apprezzarne i frutti.

 a cura di Lidia Fassio
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